Quella terra dei fuochi al nord che nessuno vuole vedere.

Alla CMT di La Loggia il terzo incendio in quattro anni.

Incendio CMT La Loggia

Abbiamo già affrontato il tema nel caldo agosto del 2015, dopo una lunga serie di roghi anomali che nelle ultime settimane mandarono in fumo tonnellate di rifiuti misti, in impianti di stoccaggio o trattamento differenziato, quasi un “sistema rifiuti sabaudo” del quale però si parlò davvero poco.
Nel luglio 2015 pubblicammo un articolo con un interrogativo molto chiaro: “Terra dei fuochi in versione nord-ovest?”, con l’elenco completo delle aziende che tra il marzo 2015 ed i caldi mesi estivi erano state protagoniste, appunto, di anomali incendi di cumuli di rifiuti di vario genere, dalla galassia di Libera (Coop. Arcobaleno) alla CMT di La Loggia (dove si verificò altro incendio simile nel 2013), azienda votata allo smaltimento e riciclo della carta che però si è occupata anche di recupero di rifiuti ingombranti, imballaggi misti, pneumatici, plastica per il COVAR 14.

Ed è questa l’azienda della quale ci occupiamo nuovamente nel 2017, perché la scorsa settimana presso il sito di La Loggia si è verificato il terzo incendio in pochi anni, ci sono voluti più di tre giorni per spegnere i focolai, una situazione molto delicata per la quale si è parlato inizialmente di corto circuito all’impianto elettrico di un ragno. Dopo il terzo incendio l’assessore all’ambiente ha presentato esposto in Procura, chiedendo se sussistono le condizioni per chiudere l’impianto.

CMT, quella SPA a socio unico (e le scatole cinesi)

La CMT è una Società per Azioni a socio unico, il sito di La Loggia è in Strada Carignano 114/116, mentre la sede legale risulta a Torino in Via Bricherasio 7. Qui il risultato su InfoCamere:

CMT_Mappa

La CMT risulta attiva dal 2 gennaio 1979 ma iscritta al registro imprese nella sezione ordinaria dal 19/02/1996, attualmente dispone di un capitale sociale di 500.000 Euro, gli amministratori delegati sono cinque, più altri titolari di cariche.  L’oggetto sociale è “la raccolta, la trasformazione di carta da macero e materie prime per cartiere“, oltre alla “raccolta, il trasporto e lo stoccaggio di rottami ferrosi, plastica...(…) stracci, selezione e recupero di rifiuti pericolosi e non pericolosi in conto proprio e per conto terzi“.

Pericolosi, su questo non c’è dubbio, almeno per i residenti dell’area che per la terza volta, nonostante le rassicurazioni dell’ARPA, si trovano a fare i conti con problemi di salute successivi a questi anomali incendi.

Il socio unico nonché proprietario del 100% delle quote della CMT SPA è il gruppo SAN GERMANO SRL che fa parte, a sua volta, del DERICHEBOURG Ambiente Italia, “operatore di riferimento a livello internazionale e leader mondiale nel riciclaggio“, così si qualificano nel loro sito, come sfondo un’immancabile immagine di un prato verde ed un cielo azzurro. San Germano S.r.l. è presente in Sardegna, Lombardia, Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna. La San Germano è proprietaria del 100% della AEP Multiservizi SPA, e possiede un 2% di quote di Tirrenoambiente SPA, una controllata a configurazione pubblico-privata con sede a Mazzarrà Sant’Andrea nel Messinese, il cui ex presidente Sebastiano Giambò è stato condannato a 14 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, in un groviglio di inchieste tutte legate agli appalti per il ritiro dei rifiuti urbani.  [ fonte La Nuova Sardegna ]. Sempre in un’inchiesta su Tirrenoambiente SPA emerse un asse Vercelli-Messina :”Piemontesi in trasferta nelle cave dei rifiuti siciliani. Nell’inchiesta su Tirreno Ambiente della procura di Barcellona Pozzo di Gotto tra amministratori, manager e prelati si risale lo stivale e si arriva sempre in terra sabauda. Da Vercelli arrivano gli indagati Giuseppino Innocenti, amministratore della Tirrenoambiente, l’ex senatore nonché componente della commissione parlamentare d’inchiesta per il ciclo dei rifiuti [ nessun conflitto d’interessi? NdR ] nella scorsa legislatura Lorenzo Piccioni. Anche l’ex amministratore delegato di Tirrenoambiente e coinvolto nell’inchiesta, Giuseppe Antonioli è un piemontese. La procura di Barcellona Pozzo di Gotto li accusa di di corruzione e peculato nell’inchiesta denominata “Riciclo”.  (….) È una storia dove si incrociano personaggi della ‘ndrangheta e della mafia, tra reati per smaltimento illecito di rifiuti, corruzione e danni erariali ai comuni del messinese. Del resto Piccioni, secondo chi lo conosce bene in Piemonte, «è sempre stato una personalità border line, a metà tra la politica e gli affari nel settore rifiuti». [ Fonte Linkiesta – 2015 ]. Il 31 marzo 2017 Lorenzo Piccioni è stato scagionato, con un non luogo a procedere per non aver commesso il fatto, qui la sua dichiarazione.

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Nel dicembre 2013 dieci persone vengono rinviate a giudizio per vicende legate ad appalti nel settore rifiuti, in Sardegna, tra queste anche Stefano e Fabrizio Garbarini, della San Germano srl, con accuse di associazione a delinquere e turbativa d’asta.

“Stando all’accusa Calvia e Del Rio sono riusciti a piazzare illegalmente i servizi della società San Germano srl a Carloforte e hanno tentato di piazzarla, senza arrivare all’obbiettivo, negli altri cinque comuni del Nord Sardegna bruciando le norme che regolano gli appalti pubblici. Le accuse sono riferite a fatti accertati tra il 2009 e il 2011: in alcune conversazioni intercettate dalla Procura qualcuno segnalava che le risorse economiche destinate alla municipalizzata di Carloforte, che doveva occuparsi anche del ritiro dei rifiuti, si erano improvvisamente interrotte. La ragione, stando alla ricostruzione dei fatti, starebbe nella scelta del sindaco Stefanelli di affidare il servizio alla San Germano, seguendo una procedura che il pm Secci considera illegale”.
La San Germano è coinvolta anche in un’altra vicenda di appalti truccati nel settore rifiuti, questa volta nel comune di Cologno Monzese.

Nel consiglio della CMT SPA (a socio unico, come abbiamo già detto), troviamo come presidente Derichebourg Thomas Jean, Amministratore delegato Candrilli Alfonso e tra i consiglieri Grimaldi Giorgio.

San Germano e la cava di Cavaglià

 

Schermata 2017-04-20 alle 17.32.13Nella storia dell’azienda San Germano e tra le tante scatole cinesi troviamo anche la discarica di Cavaglià (con passaggi quote della Cavaglià SRL), nel biellese, che negli anni di tangentopoli fece emergere il pagamento di una maxi tangente da 400 milioni di vecchie lire, pagata dalla Fisia, società della Fiatimpresit, per ottenere l’autorizzazione alla coltivazione di quella cava ormai in disuso. Correva l’anno 1993, Romiti aveva consegnato al procuratore capo il famoso “memoriale” nel quale (oltre ai casi già noti alle autorità giudiziarie) emersero le vicende relative alla discarica Cavaglià, nel biellese.  Fu Nereo Croso , socialista, che allora era assessore regionale, a spiegare la vicenda e a tirare in ballo Beppe Garesio, che all’epoca era anche condirettore de L’AVANTI.
Il pagamento delle tangenti fu fatto con bonifici “estero su estero”, i soldi sarebbero finiti in un conto svizzero dopo essere transitati in una banca del Liechtenstein. Garesio riferì di avere avuto contatti con l’amministratore delegato della Fisia Sistemi Ambientali, un tal Pomodoro, per numerosi appalti e ricordò anche la richiesta di Pomodoro di essere presentato a Nereo Croso, l’assessore socialista all’ecologia, per ottenere l’autorizzazione per la discarica di Cavaglià. Stando alle ricostruzioni, dopo aver pagato 400 milioni di tangenti a Nereo Croso ed essersi aggiudicata l’appalto, poiché la FISIA temeva ancora possibili contestazioni da parte degli ecologisti della zona voleva assicurarsi l’appoggio del PSI, così “tra l’autunno e l’inverno del 1991 arrivarono circa 300 milioni che costituivano finanziamenti leciti, anche se irregolari”, spiegò Garesio, “Leciti perché non erano tangenti su appalti, irregolari perché non dichiarati ufficialmente”.
Il processo si concluse nel novembre del 1995 con il patteggiamento di Pomodoro ed altri condannati per finanziamenti illeciti a Beppe Garesio e Giusy La Ganga. [ fonte “L’altro diritto – il processo ai vertici FIAT”]

La Stampa 25 febbraio 1997Due anni dopo il patteggiamento, la cava di Cavaglià viene proposta dal quotidiano La Stampa come l’esempio di quello che “chiamano raccolta differenziata, tutti dentro o multimateriale”. <<Noi siamo l’unica società della provincia ad avvalerci di questa tecnologia – dicono alla San Germano srl di Arona  (…) , presto avremo un impianto tutto nostro: è in costruzione a Cavaglià, una posizione strategica per tutto il Piemonte”.
Nessun riferimento alla vicende di cui sopra anche in un articolo successivo, a giugno dello stesso anno (1997), che presenta la Cavaglià srl con quello che sembra più un redazionale che un servizio giornalistico. Nell’introduzione si spiega la nascita della Cavaglià srl che “nasce nel 1992 dalla partecipazione del Gruppo Capra e della CIS (Compagnia Italiana Strade) del Gruppo Fiat Impresit per gestire un impianto di smaltimento per rifiuti speciali nel Comune di Cavaglià“. Nell’articolo è menzionata anche la società SAN GERMANO, che svolge “i servizi di igiene urbana”.

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Il 1997 sembra essere un anno importante per il settore rifiuti nell’area della discarica promossa a pieni voti dal quotidiano piemontese, perché nel mese di settembre il Co.S.R.A.B. (Consorzio Smaltimento Rifiuti Area Biellese) avviò una procedura ad evidenza pubblica con bando europeo per la costituzione di una società a prevalente capitale privato, per l’affidamento dell’esercizio del servizio pubblico di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani e assimilabili del bacino biellese. A seguito della gara venne costituita ASRAB, il cui capitale sociale è stato originariamente sottoscritto al 30% dal consorzio CO.S.R.A.B. ed al 70% dalle imprese aggiudicatarie (LIMOTER e SERVIZI TECNOLOGIE AMBIENTALI SPA, oggi A2A AMBIENTE SPA). E qui torna un nome importante nel mondo dei rifiuti sabaudo, quello di Lorenzo PICCIONI, del quale abbiamo parlato sopra in riferimento all’inchiesta su Tirrenoambiente, che casualmente iniziò la sua carriera imprenditoriale in questo settore nel 1983 con la LIMOTER, società che in passato ha gestito anche le discariche di Chivasso (To), Alice Castello (Vc), Barengo (No), Portello Arena (Me). C’è sempre Piccioni anche nella storia della Servizi Tecnologie Ambientali SPA, oggi A2A Ambiente: nel 1991 in qualità di amministratore delegato si aggiudicò con la neocostituita società Smaltimento Rifiuti Biellesi (Srb) per conto del Cosrab (Consorzio smaltimento rifiuti area biellese) la costruzione e la gestione della quinta vasca della discarica di Masserano (93-99). Nel ’97 la Srb cambiò nome in Sta spa (Servizi tecnologici ambientali) . [ Fonte ]

Torniamo alla neo nata ASRAB: per qualche svista (forse) gli atti di gara non prevedevano nulla circa la durata dell’affidamento del servizio, una lacuna che, a detta del presidente del consorzio, “non era idonea ad incidere in termini di invalidità dell’affidamento”.
Negli anni della vecchia Lira, si trattava di appalti che assicuravano entrate miliardarie, e non era previsto un termine temporale? No. Perché la storia non è ancora finita. Nel 2003 è entrato in funzione il “Polo Tecnologico di Cavaglià”, nel quale ASRAB ha svolto il servizio di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti, impianto che nel corso degli anni è diventato un punto strategico a livello regionale, registrando però una serie di contenziosi che pare abbiano trovato una soluzione nel dicembre 2016 [ vedi atto qui ] .
E’ interessante la lettura dell’accordo, ottenuto anche grazie alla collaborazione dello studio legale Grande Stevens , da una parte, e dell’avv. Eugenio Bruti Liberati, dall’altra, interessante perché si accordano su crediti-debiti e in qualche modo decidono di fissare una scadenza temporale, sistemando così quella “lacuna non grave”: il termine per l’azienda non è più nel 2080, come previsto nella sua fondazione, ma nel 2050.
Sono geniali.

Ricostruendo le vicende della Cavaglià srl , nel 1997 viene acquistata da altra Cavaglià srl (stesso nome ma altra P.IVA), nel 2006 questa diventa al 100% di proprietà di FERTILVITA SRL (ex ECODECO), poi segue una fusione per incorporazione nella Servizi Tecnologie Ambientali STA, poi nella Servizi Ambientali SPA, a sua volta controllata dal colosso A2A che possiede il 100% delle quote.

Nota di colore: nel bilancio 2008 della CAVAGLIA’ si trova, alla voce “altri debiti”, una riga che ci riporta al passato: € 3.396 per prestazioni di Nereo Croso. Certo, potrebbe essere un caso di omonimia, ma se non lo fosse (Nereo Croso è mancato nel 2016) non sarebbe quantomeno un’ipotetica “chiusura del cerchio”?

Intanto a Cavaglià il business dei rifiuti si prepara ad espandersi, è di pochi mesi fa la notizia dell’avvio dei lavori di ampliamento della cava. E, almeno fino al 2050, i giochi sono fatti. Perché in tempi di crisi può calare la produzione (o c’è chi la sposta all’estero), possono anche calare i consumi ma se si aumentano gli imballi, meglio noti come packaging, se per ogni oggetto, anche minuscolo, la quantità di rifiuti generata è almeno doppia , ci si assicurano ricavi per decenni e, naturalmente, a norma di legge.

Anche in caso di incendi…

 

CMT: regolarmente assicurata contro il rischio incendio.

Nel bilancio 2015 della CMT SPA viene riportato l’incendio del 4 giugno 2015 verificatosi nel “sito industriale in La Loggia (TO) Strada Carignano 114/116, di proprietà della società collegata ECOREC SRL [ si tratta della Ecorecuperi Siciliani S.r.l. siglabile ECO.RE.S srl, di Palermo, cancellata dal registro delle imprese in data 31/12/2015, ndr a socio unico”, quindi in locazione alla CMT. Nel bilancio si specifica che il “sinistro ha provocato il grave danneggiamento di una significativa porzione del fabricato destinato alla produzione”, su una superficie totale di 9.000 mq ne è stata danneggiata una porzione di 6.500 circa. All’interno del capannone che, stando al bilancio, “risulta regolarmente assicurato contro il rischio incendio con una primaria compagnia” (non meglio specificata) erano allocati un compattatore, un nastro trasportatore ed una linea per la selezione, la cernita e la riduzione volumetrica dei rifiuti”, beni strumentali che sono oggetto di specifica copertura per i danni derivanti dall’incendio.

Tutto è bene quel che finisce bene, insomma. Sempre dal bilancio si evince che la prima quota di risarcimento spettante per l’incendio del 4 giugno 2016 ammonta a circa 700.000 euro.

Ma il ripetersi di tali accadimenti, con le conseguenti emissioni inquinanti nell’aria, si potrebbe riverberare gravemente sulla salute di chi abita nella zona. Se una volta può capitare, la seconda nasce un dubbio (ma dovrebbe scaturire quantomeno un’indagine) ma la terza è quella di troppo.

Tra le imprese controllate dalla CMT risultano la NOVARECO SRL (Torino) in liquidazione, la PLUCART srl (Milano) e la Ecorecuperi Siciliani SRL (vedi sopra), in liquidazione.

La mappa del riciclo nella provincia torinese

RapportoRifiuti2014_PlasticaNel “Rapporto Rifiuti 2014”  della ex provincia, oggi Città Metropolitana di Torino, la CMT SPA risultava essere al secondo posto tra gli operatori attivi nell’avvio al recupero di flussi di plastica, al primo posto la DEMAP srl (in pole position anche nel 2015), azienda di Beinasco specializzata nel riciclo della plastica. Fondata nel 2005 dopo la cessione di un ramo d’azienda della Ipoter Italia srl, in un decennio è arrivata a fatturare oltre 6 milioni di euro anno con quasi un milione di euro di utili , mentre la CMT SPA nel 2015 dichiarava un valore della produzione di oltre 9 milioni di euro, chiudendo però con una perdita di quasi 400.000 Euro.
RapportoRifiuti2015Al quarto posto nel 2014 (e nel 2015), per la plastica si collocava la Teknoservice di Piossasco, che risulta però al primo posto nel riciclo della carta nel 2015 (Rapporto Rifiuti 2015).  Ed è alla Teknoservice che il 25 agosto del 2016 si è sviluppato un incendio con un fungo di fumo di dimensioni enormi che ha creato allarme, subito rientrato a seguito delle immancabili rassicurazioni dell’ARPA. Ci sono volute 25 squadre dei vigili del fuoco per domare le fiamme.

Proprio la Teknoservice si è trovata nel 2014 a scontrarsi con l’ATI composta da Ederambiente e dalla San Germano per l’appalto per l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti nei comuni del canavese dopo il crack dell’ASA di Castellamonte. Nell’aprile del 2016, quattro mesi prima dell’incendio, il parere definitivo dell’anticorruzione boccia definitivamente la Teknoservice di Piossasco, per irregolarità nell’affidamento. Esultano Ederambiente e San Germano.
Eppure anche la San Germano si è avvalsa di garanzie fideiussorie a rischio , parliamo della Gable Insurance AG, con sede a Vaduz nel Lichtenstein, di proprietà della Gable Holding Inc, con sede nel noto paradiso fiscale delle Isole Cayman, nel settembre 2015, per l’appalto relativo a “Servizi di igiene urbana e complementari dell’ Unione dei Comuni Nora e Bithia”. Nel novembre 2016 è stata avviata la procedura fallimentare per la Gable Insurance, e la San Germano si è affidata proprio alla Gable per ottenere l’appalto per sette anni, fino al 2022, per i servizi di smaltimento rifiuti nell’unione dei comuni Nora e Bithia.
Non è nuova la Gable Insurance al settore rifiuti, la troviamo infatti, un mese prima della messa in liquidazione, utilizzata come fidejussione del consorzio Aral per le discariche alessandrine di Pecetto e Solero.

E non è nuovo neanche il Lichtenstein, in questa vicenda, considerando che per la cava di Cavaglià, negli anni Novanta, le tangenti transitarono proprio dal Lichtenstein per poi finire su un conto svizzero.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La gestione dei rifiuti in Piemonte dalle discariche agli impianti di riciclo [ fonte Wired ]

 

 

Il contributo pubblico al business ormai in mano ai privati e la norma che introduce i “centri di raccolta”.

Dal 1996 anche la Provincia di Torino ha supportato Consorzi e Comuni, inizialmente con contributi economici e successivamente fornendo supporti tecnici per la realizzazione delle infrastrutture a supporto delle raccolte differenziate.
Con decreto del Ministero dell’Ambiente 08 aprile 2008, modificato e integrato con D.M.13/05/2009 è stata disciplinata a livello nazionale la materia dei centri di raccolta dei rifiuti urbani in modalità differenziata. I centri di raccolta “sono costituiti da aree presidiate ed allestite ove si svolge unicamente attività di raccolta, mediante raggruppamento per frazioni omogenee per il trasporto agli impianti di recupero, trattamento e, per le frazioni non recuperabili, di smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati (…)”. L’introduzione dei centri di raccolta di fatto supera la necessità di autorizzazione di tali centri come impianti di gestione rifiuti, ripetutamente ravvisata in precedenza dalla Corte di Cassazione. In questi centri si possono conferire dagli imballaggi di carta e cartone ai RAEE, dai solventi ai farmaci, dagli oli vegetali agli sfalci e potature, gli pneumatici e inerti di origine domestica.

Sulla testata on line DirittoAmbiente.com un’analisi del decreto di cui sopra evidenzia che “il decreto non impone particolari forme di controllo sulla paternità dei rifiuti in ingresso e che esse sono, peraltro, facilmente eludibili. V’è poi un’ulteriore, ma non meno importante, conseguenza che suscita forte preoccupazione. La disciplina in oggetto autorizza, di fatto, il trasporto di rifiuti speciali in assenza di formulario creando una pericolosissima falla che rischia di far crollare il sistema di tracciabilità dei rifiuti messo in piedi dalla normativa pregressa.”

Stando al Rapporto Rifiuti 2015 della Città di Metropolitana di Torino, “negli ultimi anni gli imballaggi inviati, a valle della selezione, a incenerimento o presso cementifici rappresentano sul nostro territorio mediamente circa il 30% sul flusso totale raccolto; a questo flusso, di per sé già consistente, si aggiunge un ulteriore 26% di frazione estranea, che viene avviata a smaltimento in discarica.”

Ma quanto ci costa?

Stando al rapporto rifiuti 2015 , i costi per i servizi procapite sono i seguenti:

  • Il Costo di gestione del ciclo dei servizi dei rifiuti indifferenziati (CGIND): varia da € 44 a € 81 per abitante residente.
  • Il Costo di gestione del ciclo dei rifiuti differenziati (CGD): varia da € 33 a € 81 per abitante residente
  • Il Costo della gestione operativa del ciclo dei servizi dei rifiuti
    (CG=CGIND+CGD): varia da € 76 a € 154 per abitante residente; e da € 178 a € 367 per tonnellata di rifiuto gestito.

Il costo complessivo medio per abitante residente varia nell’anno 2014 da € 89 a € 208 procapite con un valore medio che rimane pressoché costante rispetto al 2013 situandosi a 166 € per abitante.

Se ne deduce che ogni anno centinaia di milioni di Euro sono destinati al ciclo dei rifiuti per la sola città metropolitana di Torino. In un settore che conta su pratiche collaudate di corruzione, frode, turbativa d’asta, evasione fiscale e smaltimento illecito di rifiuti. Quest’ultimo realizzato attraverso la nota pratica del “giro bolla” che consente di falsificare la classificazione del rifiuto nei documenti d’accompagnamento, con la finalità di far “sparire” il carico, affidando, così, l’operazione di smaltimento ad imprese che lavorano sottocosto grazie all’uso di metodi illeciti.

Sistema Piemonte = Sistema Italia?

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

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This article has 13 comments

  1. Sempre per restare in tema rifiuti è bene evidenziare che proprio in questi giorni sono state confermate in appello le assoluzioni per il processo SETA, l’accusa era turbativa d’asta. Tanto per inquadrare la vicenda, SETA ha in mano la raccolta e la gestione in discarica dei rifiuti per conto del Consorzio Bacino 16, ossia l’area della Città Metropolitana a nord di Torino, Settimo e dintorni, per un totale di 228.030 abitanti (situazione al 2014).

    http://www.ansa.it/piemonte/notizie/2017/04/19/processo-seta-confermate-assoluzioni_564c72c3-a6d5-429a-9a66-3cd0c97b9551.html

    E’ bene ricordare che Stefano Esposito, oggi senatore PD, sponsor politico di TAV e INCENERITORE, è stato presidente di SETA fino al 2008. Nel processo entrò anche un’intercettazione tra Esposito e Corgiat nella quale entrambi caldeggiavano l’ingresso dell’imprenditore napoletano Pietro Colucci in SETA, definendolo, tra l’altro, “un buon pagatore della politica”. Intervistato dal giornale La Voce nel 2015 in merito a questa intercettazione Esposito disse di non ricordarla, ma affermò di avere auspicato il coinvolgimento di Colucci già nel 2007, ossia quando per la prima volta proprio il senatore propose la cessione delle quote di SETA ai privati. Perché “Colucci è persona perbene che io stimo”, disse. Colucci era amministratore delegato di Waste Italia, gruppo che controlla la SMC, proprietaria delle discariche di Chivasso e del 49% di SETA (dal 2015). Di recente Pietro Colucci si è dimesso dalla presidenza del consiglio lasciando il vertice dell’azienda in mano all’ex vice presidente del Consiglio superire della Magistratura Michele Vietti, che entrò per la prima volta in Parlamento nel 1994, l’anno della discesa in campo di Berlusconi. [ https://goo.gl/jJZjLb ]

  2. La Stampa non affronta il complesso tema dei rifiuti, ma dedica un piccolo spazio al parroco contro la discarica di Borgata Mezzi Po, a settimo torinese, in mano a Derichebourg… http://www.lastampa.it/2017/04/29/cronaca/in-preghiera-contro-la-discarica-inquina-e-rovina-i-nostri-campi-lBNYeoDpilUsFqnUHmd5aN/pagina.html

  3. Michele VIETTI un uomo una garanzia, ora oltre che BOSS della sanità è BOSS della raccolta e smaltimento rifiuti :

    http://lospiffero.com/ls_article.php?id=32687

    Piccolo promemoria per chi ha la MEMORIA CORTA e anche per chi non sa, il partito di Vietti, aveva tra le sue fila tal Bruno TRUNFIO, che anni fa fece eleggere un sindaco a Chivasso.
    Ricordiamo l’Operazione MINOTAURO? Colpo di coda?
    Alleati di bruno TRUNFIO e i suoi picciotti c’erano molti dei candidati alle prossime elezioni di Chivasso, tra gli altri : Claudio Castello, Gianluca Vitale, Annalisa De Col…candidati che guarda a caso si sono spalmati in tutte le liste, che appoggiano schiera,menti diversi, insomma sembrerebbe quasi che chiunque vinca i PICCIOTTI siano salvi.
    Chi comanda in realtà a CHIVASSO? Leggendo le liste, i dubbi che nascono sono molti, sembrerebbe che…
    IMMONDIZIA, si a Chivasso l’immondizia politica la fa da padrona, questa è la triste realtà.
    Vedere per credere :
    http://acmos.net/nominata-la-commissione-antimafia-anche-a-chivasso

  4. P.s
    Gianluca Gavazza ora esponente della Lega Nord a Chivasso :

    https://www.leganordcanavese.org/lncan3/circoscrizioni/circ-chivasso?limit=6

    a lungo militò nel partito di Casini e con l’attuale sindaco di Torrazza Piemonte tal Massimo Rozzino candidò e fece eleggere Bruno Trunfio nel consiglio Comunale a Torrazza Piemonte, i dubbi che nascono sono molti. Chivasso e Torrazza P. distano a pochissimi Km, veramente pochi. Sia a Torrazza P. che a chivasso è pieno di buchi da riempire, lo Smarino della Val susa sta arrivando, e da un bel po’ nelle cave di CoGefa di Torrazza sta arrivando ogni ben di dio.
    Questa è Torrazza P : https://www.youtube.com/watch?v=RE4XiIRjR94
    meglio ancora è questa :

    https://www.youtube.com/watch?v=0NJVIIGFyZI

    Ecco il video della serata che anche gli ambientalisti/Notav non volevano, la mafia non bisogna disturbarla? Perchè? :

    https://www.youtube.com/watch?v=AwWDvqtVDAg

  5. Un articolo sull’argomento è stato pubblicato anche su Il Sole 24 ore: http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-05-08/in-due-anni-incendiate-decine-aziende-rifiuti-152913.shtml?uuid=AEA4WPIB
    In due anni incendiate oltre cento discariche e aziende di rifiuti

    –di Jacopo Giliberto 09 maggio 2017
    Dal giugno 2015 fino a settembre 2015 il Sole 24 Ore aveva censito una trentina di impianti colpiti da incendi (qui si può leggere un articolo di un anno e mezzo fa).
    Un’altra ventina di incendi sono stati rilevati nel 2016.
    (segue al link sopra)

  6. Segnalo anche questa inchiesta di Wired / Cittadini Reattivi, del novembre 2016: https://www.wired.it/partner/rifiuti-italia/

  7. Aggiungo altro incendio, 1 giugno 2017, a Pianezza – sempre azienda Derichebourg …. ma guarda un po’! Eppure la COMMISSIONE LEGALITA’ della REGIONE PIEMONTE (con M5S alla presidenza e vice presidenza) ha rinviato incontro su richiesta di TGMaddalena e Casa della Legalità, appellandosi al “regolamento” che sospende le udienze sotto elezioni. E QUINDI? Mi sono chiesta, trovando del tutto inopportuno portare “il regolamento” a giustificazione di un ulteriore rinvio, perché è EVIDENTE che NON SI VUOLE AFFRONTARE POLITICAMENTE IL PROBLEMA (che tra l’altro è ancora più drammatico sotto elezioni!!!!) e ci si affida, ancora, alla magistratura…. MA COME STIAMO MESSI? siamo messi male, siamo alle farse, ai teatrini, alla retorica dell’antimafia, mentre le coop della galassia di Libera gestiscono anche i rifiuti (e anche queste a volte vanno a fuoco)…. SIAMO MESSI MALISSIMO!
    http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/06/01/news/brucia_azienda_di_smaltimenti_rifiuti_il_sindaco_tenete_chiuse_le_finestre-166944013/?refresh_ce

  8. BRAVA GENTE
    …la multinazionale ‘Derichebourg’, il cui ex amministratore delegato, odierno indagato, Lazzaro Luca è stato, nel 2013, tratto in arresto poiché considerato referente del cosiddetto ‘clan dei Casalesi”…

    http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=37097

    Pare che per i “LEGALITARI” politici sia più grave qualche scritta sui muri che denunciano presunte infiltrazioni mafiose che le infiltrazioni mafiose vere, ma si sa i PICCIOLI PIACCIONO A TANTI, non certo a gente onesta come noi che paghiamo per le nostre scelte etiche, sottolineo ETICHE, non oneste o altre cose buone solo per gli slogan dei politicanti

  9. Affanculo ai politici che delegano alla magistratura, affanculo a quelli che la magistratura la usano per fermare chi denuncia lo schifo, affanculo agli “ambientalisti” complici, che giocano a fare gli antagonisti.

  10. Merde merde merde merde. E i destinatari sanno molto bene a chi è riferito l’aggettivo.

  11. I cittadini che vanno a starnazzare per i roghi di via Germagnano sono andati secondo voi a protestare starnazzando a Pianezza? A me pare di no! Chissà perchè?

    http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/05/31/news/roghi_al_campo_nomadi_scatenano_la_rivolta_dei_residenti_notte_di_tensione_a_torino-166932320/