Il Frejus raddoppia – Sito Ufficiale della Regione Piemonte.

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[foto TGMaddalena – manifestazione ottobre 2013, Bardonecchia]

Dal 17 novembre il tunnel autostradale del Frejus è a doppia galleria. L’ultimo diaframma della seconda canna tra Italia e Francia, che entrerà in funzione nel 2019, è stato abbattuto alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, di Giuseppe Cerutti, presidente della Sitaf, la società concessionaria con la francese Sftrf. La galleria è lunga 12.878 metri, di cui 6.380 in territorio italiano, ha un diametro interno di 8 metri ed è dotata di 34 rifugi (16 di competenza italiana). I lavori erano iniziati quattro anni fa, il costo complessivo, equamente diviso tra Italia e Francia, è di 407 milioni di euro.

“Quando cadono i confini, fa sempre piacere e non mi scandalizzerei se questa seconda galleria del Frejus attirasse un po’ dei traffici dagli altri tunnel alpini – ha dichiarato Chiamparino – Quest’opera è utile a tutta la nazione. La valle di Susa è dai tempi dei romani un corridoio plurimodale e non mi risulta che la realizzazione della seconda canna dell’Autofrejus abbia aumentato i tassi di inquinamento. Mi auguro che serva a far riflettere tanti ambientalisti in buona fede che anche quel traforo un po’ più in basso servirà ad abbattere i confini e a migliorare la modalità dei trasporti. Infine, mi auguro serva per una riflessione ai ‘No Tav si trucks’ che se le opere si fanno bene, servono alla crescita e a migliorare la qualità della vita”.

Quindi non più tunnel di sicurezza, ma di traffico. Ci sarà un contingentamento? Al momento pare di no. Qui un articolo su Repubblica del 17 novembre 2014.

Legambiente su raddoppio autostradale del Frejus

 “Lupi e Chiamparino impongano un limite al numero di tir. I pedaggi servano a potenziare la linea ferroviaria esistente”

“Per un decennio ci hanno voluto far credere che la seconda canna del Frejus servisse a mettere in sicurezza la prima. Oggi è chiaro a tutti che si tratta di un vero e proprio raddoppio del tunnel autostradale che non farà altro che incentivare unicamente il trasporto inquinante su gomma a scapito di quello su rotaia. Una bella contraddizione per chi come il ministro Lupi utilizza strumentalmente ogni giorno il tema dello spostamento delle merci da gomma a rotaia per giustificare opere inutili e dannose come la Tav in Valsusa e il Terzo Valico”.Con queste parole Vittorio Cogliati Dezza e Fabio Dovana, rispettivamente presidente di Legambiente nazionale e presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, commentano la cerimonia in corso a Bardonecchia per la caduta dell’ultimo diaframma del secondo tunnel del Frejus.

 

Il progetto della “seconda canna” nasce una dozzina d’anni fa dopo l’incidente avvenuto al traforo del Monte Bianco, da cui è scaturita una ricognizione sulla sicurezza di tutte le gallerie stradali e autostradali. Ben presto Legambiente denunciò però come dietro al progetto di “tunnel di servizio” del Frejus, rischiava di celarsi un raddoppio autostradale vero e proprio. Una vicenda che per Legambiente è emblematica della politica dei trasporti alpini italiana: “Per ottenere più sicurezza non è necessario nuovo cemento autostradale, nè l’alta velocità ferroviaria, ma una vera politica che disincentivi il trasporto delle merci su gomma attraverso leve fiscali e tariffarie – sottolineano Cogliati Dezza e Dovana-. Per questo chiediamo a partire dal Frejus un impegno immediato al Governo e alla Regione affinchè, analogamente a quanto avviene in Svizzera e in Francia, venga previsto per i tir un limite massimo di transiti giornalieri e l’applicazione di un pedaggio che serva al miglioramento della linea ferroviaria esistente e a rafforzare il servizio per i pendolari. Una misura che peraltro è già prevista dal Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi ratificata nel 2012 dal Parlamento italiano”.
Fonte sito legambiente,  qui .

DUE INTERVISTE TGMADDALENA – Dicembre 2012 – SUL RADDOPPIO DEL FREJUS e SULLA MODIFICA DA SICUREZZA A TRANSITO

RaddoppioSicurezza

Dossier giornalistico curato da TGM sul raddoppio del tunnel autostradale del Frejus. Questa è la seconda parte di un approfondito dibattito con Maurizio Pelle e Claudio Guiffre, consiglieri di minoranza a Bardonecchia. Il tema è il paradossale iter che ha portato nel 2006 al cambiamento del progetto da 5,50 metri a 8,00 metri di diametro interno, apparentemente per consentire l’incrocio ad una velocità di 40 km/h dei veicoli di soccorso, ambulanze e mezzi dei vigili del fuoco che, anche a causa del 2,60 mt di larghezza DOVUTI a DUE SPECCHIETTI RETROVISORI di 30 cm, non avrebbero potuto operare nel tunnel con sezione da 5,50 metri.

Qui la prima parte del dossier:

This article has 16 comments

  1. http://torino.repubblica.it/cronaca/2015/02/24/news/mille_tir_in_pi_al_giorno_nel_frejus_raddoppiato-108123438/

    Lo scorso anno nel tunnel del Frejus sono passati 666mila veicoli pesanti. Nel 2019, quando sarà aperta al traffico la seconda galleria, quella che sta costruendo Sitaf (la società che gestisce l’autostrada Torino-Bardonecchia e la parte italiana del tunnel) potranno passarne 1 milione e 51mila all’anno, 2800 al giorno in media, con un tetto massimo consentito di 4200 transiti quotidiani, a fronte degli attuali 1826. Con punte di 4200 al giorno, cioè un mezzo pesante ogni 20 secondi.
    Meno male che la galleria non avrebbe dovuto determinare aumenti di traffico. E che, anzi, su questa direttrice l’obiettivo del governo e dell’Europa era una progressiva diminuzione dei transiti merci da spostare verso la ferrovia (anche per questo si costruisce l’alta velocità) a scapito del trasporto autostradale, più inquinante e pericoloso. A leggere questi numeri l’obiettivo pare del tutto disatteso. Con buona pace di Sitaf, che ha margine per veder crescere i suoi introiti, considerato che il pedaggio del tunnel per i tir va, a seconda della tipologia, dai 158 ai 925 euro per i trasporti eccezionali. Basta fare qualche moltiplicazione per capire che con un milione di mezzi le cifre si fanno interessanti. Va detto che è Sitaf a pagare la parte italiana della galleria, 204 milioni (su un totale di 550, mentre la stima iniziale, quando non era prevista l’apertura al traffico era di 407) di cui solo 30 vengono dallo stato.
    La questione è emersa ieri a Palazzo Lascaris dove il consigliere del Pd Antonio Ferrentino ha presentato un’interrogazione all’assessore Francesco Balocco. La Regione ha appena espresso l’ultimo parere favorevole per l’apertura al transito della galleria. La decisione fu presa nel 2012 dalla Conferenza intergovernativa che stabilì, dopo l’incidente mortale del giugno 2005, che la seconda canna doveva essere aperta al traffico per ragioni di sicurezza, per dividere il flusso di marcia dei veicoli. Questo però non doveva determinare un aumento dei tir. Balocco ieri ha precisato che la Regione vigilerà che il limite stabilito sia mantenuto, peccato che sia pari a quasi il doppio dei passaggi attuali. E non è solo una questioni di crisi.
    Nel 2007, quando la recessione era di là da venire, sotto il traforo del Frejus passarono 876 mila veicoli pesanti. Poi è iniziata la discesa. Nel 2009 il traffico è sceso a 683 mila tir, fino ai 662 nel 2013, l’anno più nero. “Lancio la sfida al Movimento 5 stelle e ai No Tav perché facciano con me una battaglia per abbassare la soglia del milione – dice il parlamentare democratico, e vicepresidente della Commissione trasporti del Senato, Stefano Esposito – Un numero serio sarebbe 900mila, tenuto conto che i dati di questi anni risentono della congiuntura economica fortemente negativa”. Pronto a dare battaglia anche Ferrentino: “Il rischio è quello di raddoppiare anche il traffico di tir, che impatterà in maniera grave sulla val Susa”.

  2. Lo scorso anno nel tunnel del Frejus sono passati 666mila veicoli pesanti. Nel 2019, quando sarà aperta al traffico la seconda galleria, quella che sta costruendo Sitaf (la società che gestisce l’autostrada Torino-Bardonecchia e la parte italiana del tunnel) potranno passarne 1 milione e 51mila all’anno, 2800 al giorno in media, con un tetto massimo consentito di 4200 transiti quotidiani, a fronte degli attuali 1826. Con punte di 4200 al giorno, cioè un mezzo pesante ogni 20 secondi.
    Meno male che la galleria non avrebbe dovuto determinare aumenti di traffico. E che, anzi, su questa direttrice l’obiettivo del governo e dell’Europa era una progressiva diminuzione dei transiti merci da spostare verso la ferrovia (anche per questo si costruisce l’alta velocità) a scapito del trasporto autostradale, più inquinante e pericoloso. A leggere questi numeri l’obiettivo pare del tutto disatteso. Con buona pace di Sitaf, che ha margine per veder crescere i suoi introiti, considerato che il pedaggio del tunnel per i tir va, a seconda della tipologia, dai 158 ai 925 euro per i trasporti eccezionali. Basta fare qualche moltiplicazione per capire che con un milione di mezzi le cifre si fanno interessanti. Va detto che è Sitaf a pagare la parte italiana della galleria, 204 milioni (su un totale di 550, mentre la stima iniziale, quando non era prevista l’apertura al traffico era di 407) di cui solo 30 vengono dallo stato.
    La questione è emersa ieri a Palazzo Lascaris dove il consigliere del Pd Antonio Ferrentino ha presentato un’interrogazione all’assessore Francesco Balocco. La Regione ha appena espresso l’ultimo parere favorevole per l’apertura al transito della galleria. La decisione fu presa nel 2012 dalla Conferenza intergovernativa che stabilì, dopo l’incidente mortale del giugno 2005, che la seconda canna doveva essere aperta al traffico per ragioni di sicurezza, per dividere il flusso di marcia dei veicoli. Questo però non doveva determinare un aumento dei tir. Balocco ieri ha precisato che la Regione vigilerà che il limite stabilito sia mantenuto, peccato che sia pari a quasi il doppio dei passaggi attuali. E non è solo una questioni di crisi.
    Nel 2007, quando la recessione era di là da venire, sotto il traforo del Frejus passarono 876 mila veicoli pesanti. Poi è iniziata la discesa. Nel 2009 il traffico è sceso a 683 mila tir, fino ai 662 nel 2013, l’anno più nero. “Lancio la sfida al Movimento 5 stelle e ai No Tav perché facciano con me una battaglia per abbassare la soglia del milione – dice il parlamentare democratico, e vicepresidente della Commissione trasporti del Senato, Stefano Esposito – Un numero serio sarebbe 900mila, tenuto conto che i dati di questi anni risentono della congiuntura economica fortemente negativa”. Pronto a dare battaglia anche Ferrentino: “Il rischio è quello di raddoppiare anche il traffico di tir, che impatterà in maniera grave sulla val Susa”.

  3. SEI anni fa si parlava dello Smarino della II canna, ora tutto tace, la II canna nel 2018 sarà terminata i Tir invaderanno la Val susa, ma in questi 3 anni i SOLITI NOTI scaveranno e porteranno in giro SMARINO carico di amianto.
    Mi sto chiedendo, dubbio legittimo, perchè TUTTO tace sul problema della pericolosità dello scavo del Frejus? Perchè chi ne ha parlato è stato sempre messo a tacere, compreso questo BLOG?
    Plano si sa ha degli interessi privati (è un uomo Sitaf), ma i cosidetti Notav? Hanno nulla da dire?
    C’era una campagna tempo fa che si chiamava c’è “lavoro e lavoro”, tra le aziende interessate mi pare se non ricordo male ci fossero pure Cogefa ((mi pare stia pure scavando o abbia scavato per l’acquedotto di Susa) e Massa (solo per fare due esempi), ma silenzio, assoluto silenzio.
    Cogefa/Trama ha delle “bellissime cave a Torrazza Piemonte, che una volta riempite di SMARINO ricco di AMIANTO (che può essere del Tav, ma pure della II canna), potranno servire a un sacco di cose, ma veramente un sacco. Ad alcuni cittadini è, pensate un po’ venuto in mente che sarebbe possibile fare un bellissimo AUTOPORTO, modernissimo, adatto ad accoglire un bel po’ di Tir che poi proseguiranno verso il Frejus.
    Tutti tacciono, chi tempo fa ha cercato di parlare di queste cose è stato fermato.. Vi chiederete da chi è stato fermato.
    Risposto semplice, ma allolo stesso tempo strana, da chi si dichiara ambientalista, primo fra tutti Pro natura Chivasso nella persona di Piero Meaglia (con l’avvallo diegli esponenti Cavargna e Delmastro), Legambiente (nella persona dell’allora Presidente Domenico Cena), dei Sig. Corna e Memmo (attuali esponenti della giunta di Torrazza Piemonte), il gruppo dei 5 stelle capitanati da Marco Marocco. In questa campagna di affoissamento del problema Smarino la parte da leone la fece il giornale “La voce del canavese” di Liborio Lamattina, giornale sul quale scrivono molti dei personaggi sopracitati.
    Questi personaggi a almeno alcuni di loro arrivarono al punto di boicottare una serata dove si doveva parlare di Smarino, òla serata si fece fu molto partecipata, ma non uscirono, onestamente grandi idee, anzi si parlo di opporsi agli espropri dei terreni che serviranno a fare una bretella ferroviaria per portare più Smarino possibile nelle cave dei Fantini. BBella idea, se non fosse che gran parti dei terreni da espropriare sono già di proprietà di persone che hanno a che fare con questo business.
    Ora in questi giuorni in cui la II canna del Frejus è di ESTREMA attualità le domande che nascono sono molte e pressanti.
    Perchè del Frejus, NESSUNO ne parla (non ne hanno parlato neppure gli oratori Valsusini dal palco di Piazza Castello, del Sindaco Plano. Non ne parla il Sig. Perino a cui senza ombra di dubbio sta a cuore la salute dei Valsusini. Non ne parlano gli ambientalisti e gli amministratori dei territori dove il business dei Fantini è ben radicato e fiorente.
    Ricordiamoci che da queste parti il territorio è messo a dura prova da inquinamenti vari a partire dalle cave per arrivare ai consigli comunali dove mafiosi e presunti tali hanno seduto a lungo.
    Ecco che si scriveva ad esempio nel 2009 a proposito dello Smarimo della II canna:

    http://www.notavtorino.org/documenti/cipe-defin-canna2-30-6-09.htm

  4. Azionisti Azioni
    possedute Capitale
    Versato %
    Anello Francesco 7.500 38.700,00 0,0595
    Anello Giovanni 7.500 38.700,00 0,0595
    Anas S.p.A. 4.000.000 20.640.000,00 31,7460
    Autost. Albenga-Garessio-Ceva S.p.A. 8.682 44.799,12 0,0689
    Autost. Torino-Ivrea-Valle d’Aosta S.p.A. (A.T.I.V.A.) 136.111 702.332,76 1,0802
    SIAS S.p.A. 4.602.895 23.750.938,20 36,5309
    S.C.C. S.r.l. 15.000 77.400,00 0,1190
    Fantini Roberto 5.000 25.800,00 0,0397
    FCT Holding S.r.l. 1.342.243 6.925.973,88 10,6527
    GI.CA. S.r.l 2.500 12.900,00 0,0198
    Industrialcap S.r.l. 75.000 387.000,00 0,5952
    I.C.F.A. S.r.l. 5.000 25.800,00 0,0397
    Mattioda Pierino & Figli Autostrade S.r.l. 1.284.157 6.626.250,12 10,1917
    Provincia di Torino 1.095.394 5.652.233,04 8,6936
    S.T.I. S.r.l in liquidazione 1.250 6.450,00 0,0099
    ITS S.p.A. 1.250 6.450,00 0,0099
    Battaglio Maria 173 892,68 0,0014
    Stoppino Elisabetta 173 892,68 0,0014
    Stoppino Giovanni Battista 172 887,52 0,0014
    Vigofin S.a.s. Ada Valle & C. 10.000 51.600,00 0,0794
    Totale 12.600.000 65.016.000,00 100,0000

  5. Nel 2002 l’attuale presidente di Sitaf DICEVA : «Ah, Lunardi lo conosco bene fin da quando lui era un tecnico e io presiedevo la commissione lavori pubblici della Camera. Nei mesi scorsi ho presentato il mio curriculum per entrare all’ Anas. Lui mi ha risposto che non c’ era spazio e mi ha proposto la presidenza della Sitaf che ho accettato. Del resto, dopo due legislature regionali da assessore e una in parlamento ai lavori pubblici, qualche esperienza ce l’ avrò, non le pare?».”

  6. http://www.cogefaspa.com/modules/progetti/index.php?pid=82

    ACQUEDOTTO VALLE DI SUSA – 2 LOTTO – SALBERTRAND-BUSSOLENO
    Categoria Lavori idraulici
    Descrizione Acquedotto a servizio della Valle di Susa (prog. 2118) 2° Lotto – Tratta : Salbertrand – Bussoleno – Condotta Principale – rif. APP_80/2010
    Committente Società Metropolitana Acque Torino S.p.A.
    Luogo Salbertrand – Exilles – Chiomonte – Susa – Bussoleno (TO)
    Importo € 16.893.846,83
    Anno inizio 2011
    Anno fine —-
    Coordinate GPS
    45.104211(N) – 6.947887(E) Visualizza mappa

    http://www.cogefaspa.com/modules/societa/

  7. Scusate qualcuno sa dirmi se i Mattioda e i Fantini presenti tra gli azionisti di Sitaf, sono gli stessi di Cogefa?

  8. Solo i VALSUSINI Notav (del marchio depositato) non si stanno accorgendo di nulla, non possono disturbare l’azienda di Plano ovvero Sitaf. Scibona, Bono, la Frediani hanno nulla da dire a proposito della II canna? Perchè hanno fatto eleggere Plano a susa? Vengono dei dubbi di inciucci, affaristici..trasversali tra Pd, 5 stelle e antagonismo istituzionale…insomma per intenderci tutte le persone che non sono contro il tav, ma sono Notav (con il marchio), a chgi stanno a cuore certi argomenti dovrebbero protestare sia per i treni che per i camion, invece? Perino dì qualcosa…fa qualcosa, lascia perdere le compensazioni e con loro Plano e il pd…lascia perdere il potere…il potere, la delega ha LOGORATO la lotta onesta

  9. A Torrazza Piemonte c’è la sede di Tra.ma della Fam. Fantini. Torrazza Piemonte è sede di cave dove da un bel po’ arrivano camion carichi di SMARINO VALSUSINO (pare).
    Torrazza Piemonte è il posto dove quando si tentò di parlare di Smarino in una assemblea pubblica, “gli ambientalisti” capitanati da Piero Meaglia ( Pro Natura) cercarono di boicottare la serata. Tra questi “ambientalisti” c’erano pure l’attuale Sindaco Massimo Rozzino, l’ attuale assessora Anna Maria Memmo e il consigliere di maggioranza Luigi Corna. All’epoca c’era una giornalista che cercava di cogliere le contraddizioni di certi “AMBIENTALISTI” purtroppo la giornalista Lucia Pascalis, probabilmente dava fastidio a qualcuno che contava tanto che i 5 stelle Marocco e Maule, e il solito Piero Meaglia la denunciarono. A Lucia Pascalis le furono messi sotto sequestro computer e telefonini ed ora è in attesa di un processo penale. Processo penale perchè ha cercato di fare informazione.
    Colpisce molto che il programma della lista Rozzino, Memmo, Corna abbia un programma ambientalista molto articolato, non so se sta facendo politiche ambientali in questo momento. La cosa che colpisce del programma che quando si parla delle cave dei Fantini, si fa riferimento esclusivamente allo Smarino del Tav, e non a quello della II canna e neppure dell’acquedotto della Val Susa.
    Lo Smarino Valsusino non è ricco di AMIANTO ovunque?
    Ecco dal sito della lista di Rozzino il programma “ambientale” :
    Adozione di nuove norme comunali atte a dissuadere nuovi insediamenti potenzialmente dannosi al territorio e all’ambiente

    Opposizione all’utilizzo della cava ex Cogefa oggi Trama come deposito dello smarino di scavo della progettata galleria TAV Torino Lione

    Costituzione della Commissione Comunale Ambiente e Territorio
    Contrasto ad ulteriori ampliamenti della già esistente discarica di rifiuti pericolosi e richiesta di bonifica e chiusura definitiva dell’impianto
    Installazione di centraline per il monitoraggio dell’aria con particolare attenzione alle polveri sottili in collaborazione con l’ARPA
    Adesione del Comune di Torrazza Piemonte al ‘Piano Regionale Qualità dell’Aria’ (tutti i comuni confinanti lo sono da tempo) per impedire ad altri impianti inquinanti di insediarsi a Torrazza
    Revisione dei costi e ottimizzazione del servizio di raccolta rifiuti solidi-urbani attraverso un meccanismo premiale per i risultati raggiunti (più raccolta differenziata = meno costi al cittadino)
    Massima attenzione per la riqualificazione, la bonifica ed il recupero ad usi diversi delle zone precedentemente compromesse da escavazioni di argilla e ghiaia
    Attivazione dello sportello ‘Energia e Ambiente’ presso l’ufficio tecnico comunale per consulenze gratuite ai cittadini per tutte le problematiche inerenti il risparmio energetico e la tutela ambientale
    Potenziamento del monitoraggio delle acque potabili e delle acque sotterranee ai fini della salubrità delle stesse. Pubblicazione periodica dei risultati delle analisi effettuate dall’Arpa.

    Rozzino è sott’ufficiale della Finanza, quindi uomo di legge, e a favore della LEGALITA’ sempre e ovunque, quindi speriamo che faccia al più presto qualcosa per rassicurare i suoi concittadini.
    L’opposizione è silente a tal proposito, tace, assorda i cittadini con il proprio silenzio. Il giornali locali, come molti sanno non sono un esempio di grande indipendenza dai poteri politici, uno in mano completamente al centrodestra, l’altro una specie di bollettino dei PENTASTELLATI.

    Un appello a Tg Maddalena perchè non fate una intervista, al sindaco Rozzino, agli esponenti della minoranza Bugli e Castenetto per capire che ne pensano e che hanno intenzione di fare a proposito di questi Camion carichi di SMARINO? Tra un po’ partiranno pure i lavori per costruire uno svincolo ferroviario per poter trasportare meglio lo Smarino.
    Tg Maddalena dacci un po’ di informazione. Grazie!

  10. Simone questo PDF pubblicato un anno fa mi pare sempre attuale, vogliamo fare un aggiornamento? http://www.tgmaddalena.it/wp-content/uploads/2014/01/Stop_Inceneritore.pdf
    Per l’intervista, volentieri 🙂