Li guardo così, i crimini israeliani ai quali evidentemente ci siamo abituati e che preferiamo ignorare se non sentiamo l’eco dei boati del bombardamento su Gaza. Sparisce dalle cronache il dramma palestinese ed è grazie alla determinazione ed al limpido sguardo di Samantha Comizzoli se riesco a sapere cosa succede in Cisgiordania, ogni giorno. Rapimenti che chiamano arresti, spesso di bambini, umiliazioni, intimidazioni, torture, sono all’ordine del giorno, così l’anno si è concluso con il funerale di Imam, il bambino al quale hanno sparato un proiettile alla schiena, che ha trapassato il cuore, ed è iniziato con un altro rapimento, così, senza una ragione. Perché se si riesce a giustificare l’esecuzione di un bambino, il suo OMICIDIO, con il fatto che “lanciasse pietre ad una jeep” (fatto per altro non provato), allora tutto si può fare, anche sequestrare un ragazzino vestito da Babbo Natale che ieri al check point di Howwara, vicino a Nablus (Cisgiordania) regalava fiori agli automobilisti di passaggio augurando la fine dell’occupazione.
Sam_1genE’ ancora il racconto di Samantha a lasciarmi senza parole, lei che non si è mai limitata solo a raccontare o a fare selfie con bambini, tanto di moda tra un certo attivismo, lei che si mette di traverso per cercare di fermare questi crimini e che quando non ce la fa raccoglie le ultime forze e diffonde questi video con la speranza, per lo più vana, che i nostri media smettano di mentire.
Ho guardato il suo video, fino alla fine. So che ha avuto paura ma non ha lasciato che la paura la bloccasse e l’ha sfidata, fino all’ultimo, con tutte le sue forze e con la grande ironia ben rappresentata da quel naso rosso da clown che tante volte ho usato anch’io, in valsusa come in altre manifestazioni.

Ancora una volta nessun tentativo ha fermato i militari, il ragazzo è stato caricato sulla camionetta e portato in chissà quale carcere, senza alcuna ragione.  Regalavano fiori, sorrisi e auguri per un 2015 di libertà, per la fine dell’occupazione, ma i soldati hanno insistito… Così Sam si avvicina ad un soldato chiedendogli “noi che diamo fiori siamo il problema? Voi con questi muri, queste torrette, questi check point, questo apartheid, VOI SIETE IL PROBLEMA, NON NOI”.

So che alcuni ministeri, molte testate televisive e stampa e persino l’ambasciata israeliana leggono questo blog, ecco un messaggio per voi: potete ignorare questo video e fingere che non sia successo niente, potete ignorare questi crimini perché fino a quando non c’è il martire per voi gli internazionali che rischiano ogni giorno la propria vita in Palestina sono invisibili, potete continuare a dirmi che non diffondete questi video perché “non avete la prova inconfutabile che siano veri” ma dovete anche sapere che noi la prova inconfutabile delle vostre menzogne ormai ce l’abbiamo da tempo. E quando non sono i nostri occhi a vedere come stanno le cose, sappiamo con quali occhi guardare la realtà che voi negate.

Ti voglio bene, Samantha. Grazie per quello che fai. Continua a farci vedere con i tuoi occhi la Palestina occupata dal mostro. E da tutti i suoi complici, più o meno inconsapevoli.
Qui l’articolo completo sul blog di Samantha,

Simonetta Zandiri – TGMaddalea.it

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