C’era da aspettarselo, un salto di carriera per evidenti meriti, ben noti a chi ha seguito le varie vicende No Tav di questi ultimi anni. Rosanna Lavezzaro promossa, così come Petronzi, ex responsabile della Digos e attualmente all’ambasciata italiana di Washington come esperto di sicurezza. Promossi primo dirigente la vicedirigente Cecilia Tartoni e michele Mollo, attuale vicecapo di gabinetto della Questura.

Della Lavezzaro dovremmo ricordare quella che l’avv. Novaro, alla difesa del maxiprocesso ai 53 no tav, definì “una vicenda  circondata da una rete di RETICENZE e di OMERTA’ da una serie di soggetti sentiti a dibattimento”, riferendosi agli arresti e successivi pestaggi, del 3 luglio 2011. Sentiamo cosa disse Novaro a proposito del caso:
Il teste Sperati , 6 dicembre 2013, non vede nessuno colpire o trascinare Soru. Di fronte al filmato dice che ha visto i movimenti inconsulti di corpi ma pensava che l’arrestato stesse tentando di scappare. Ricorda di aver dato una spinta ad un carabiniere, ma le immagini smentiscono questo dato che per altro lo stesso teste: anticipa “dalle immagini non si vede ma ho questo ricordo”. Le immagini confermano che il pestaggio c’è stato e lui è nei pressi… ma smentisce.
Il teste Lavezzaro … con camicia bianca e qualcosa in mano, forse una radio, di fronte alle immagini che la ritraggono dice che indossava una camicia bianca ma che ha sempre tenuto addosso una giacca, quindi non pensa di essere lei… Mi sarei fermato li’ ma i nostri consulenti hanno scandagliato i vari filmati e ora vi farò vedere cos’abbiamo trovato… rispetto alla Lavezzaro. Intanto la Lavezzaro si trova molto spesso nel cuore della vicenda in particolare nei diversi arresti. La vedete qui con la giacca… la vedete sulla destra e si mette la famosa giacca di cui ci ha parlato. Quindi il soggetto che a questo punto compare è la signora che aveva la camicia bianca e la giacca beige e i comportamenti delle persone che doveva controllare non sono particolarmente ortodossi…Vedete, ci sono un sacco di lanci di pietre, lei  è uno dei dirigenti ma nessuno….  (…) C’è una rete di reticenze… qui è il corpo dell’arrestato ad essere esposto a pubblico ludibrio e pestato ripetutamente, io credo di non dover dire più di tanto ma credo di dover segnalare questa rete di silenzi che ha contornato questa vicenda, che ricorda la vicenda di Di Berardino, anche lui le aveva prese… ma non è stato arrestato perché non si sono trovati fatti da addebitargli. … Io ce l’ho con chi mente a dibattimento e con chi NON INQUISISCE CHI MENTE….

Simonetta Zandiri

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