CORTEO NAZIONALE CONTRO LA VIVISEZIONE

 

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La vivisezione è sicuramente una delle più rappresentative e odiose pratiche con cui l’umano opprime gli altri animali trasformati in oggetti sacrificali sull’altare delle tecno-scienze. Un numero in continuo aumento di animali vengono ogni giorno rinchiusi, avvelenati, torturati, strappati dal loro habitat e uccisi. Altri animali  ancora (transgenici) vengono invece creati in laboratorio  specificatamente per questo scopo: vere e proprie fabbriche di animali creati su ordinazione a seconda dell’esperimento del singolo laboratorio.
Dietro la vivisezione vi sono interessi economici ma anche politici, altrimenti non si spiegherebbe come gli esperimenti con il “modello animale” siano tutt’altro che in declino anche in tempi di “metodi alternativi”.
L’alternativa di questo sistema di morte è quella di continuare con lo sfruttamento su animali umani e non e di distruggere e avvelenare il pianeta per permettere l’attuale modello di sviluppo. Le strutture scientifiche con i loro ricercatori, questi sacerdoti di quella che è ormai l’indiscussa religione globale: la scienza, raccontano ogni sorta di menzogna per giustificare quello che è sempre più ingiustificabile. Questi tecnici-scienziati, giocando su una mentalità antropocentrica diffusa e su una, a volte, completa mancanza di riflessione critica e sentimento empatico verso gli altri animali, portano avanti la loro propaganda mirata, sicuri del successo anche se le loro parole sono solo slogan vuoti.
La vivisezione o la sperimentazione animale, il nome non cambia il senso delle cose, rappresenta il grande alibi con cui questo sistema può giustificare l’immissione di farmaci, additivi chimici, nanoparticelle, composti artificiali, pratiche mediche invasive anche quando queste hanno più che dimostrato il loro grado di nocività per ogni essere vivente e il suo ambientequello che poi viene fatto agli altri animali verrà sempre poi trasferito sull’essere umano, un continuo laboratorio sperimentale dove nessun corpo viene risparmiato.
Partendo da questi presupposti vorremmo portare una riflessione e una critica che vada nel profondo e non si fermi alla superficie del problema. Come per ogni questione di sfruttamento che si fa intollerabile e inacettabile, alle parole e all’attenzione deve seguire anche un nostro intervento verso quello che sta avvenendo dentro una rispettata Università o un centro di ricerca finanziato da Telethon.
Non chiediamo anestesie o migliorie della detenzione, vogliamo gridare tutta la nostra rabbia contro questo sistema di morte, vogliamo che tutto questo finisca ora, vogliamo che quelle urla di dolore escano da quei luoghi e che vengano udite in ogni dove. Per  lottare fino a quando ogni gabbia sarà vuota e fino a quando verranno distrutte le strutture ideologiche e di potere che legittimano e  rafforzano ogni prigionia.

Il 7 Luglio scenderemo per le strade di Ferrara, dove si trova il Polo Chimico Biomedico dell’Università degli Studi di Ferrara con i suoi stabulari (locali con gabbie di detenzione e allevamento degli animali destinati alla sperimentazione) e laboratori di vivisezione su macachi, topi, conigli e altri animali.


XIII INCONTRO DI LIBERAZIONE  ANIMALE E DELLA TERRA

www.incontroliberazioneanimale.net
info@incontroliberazioneanimale.net

VENERDI’ 7 luglio
15.00 PRESIDIO in Piazza Trento-Trieste a Ferrara
16.00 Partenza CORTEO CONTRO LA VIVISEZIONE
19.00 Fine corteo
partenza per “La Casona” di via Ponticelli, 43 – Ponticelli di Malalbergo (Bologna)
dove inizierà il XIII INCONTRO DI LIBERAZIONE ANIMALE E DELLA TERRA
20.00
cena
21.00 Distruggere le nostre gabbie per aprire tutte le altre
Quando parliamo di azione diretta per la liberazione animale, umana e della terra, ci riferiamo a quelle pratiche di conflitto reale contro ogni forma di dominio.
Rifiutare la mediazione con il potere, mettersi in gioco per ostruirne i progetti, è assolutamente necessario in un percorso di lotta.
Le prospettive che si possono creare sono molteplici, come le motivazioni che spingono a quel passo in più, a quel voler esser parte attiva, a quel tentativo di voler fermare o rallentare l’avanzata del potere che a volte sembra inarrestabile. Agire in questo senso è ancora possibile e le potenzialità di tali pratiche non sono mutate nel tempo.
Riteniamo sia di fondamentale importanza discutere oggi sulle tensioni che muovono pratiche conflittuali, analizzandone le prospettive, le potenzialità, i limiti e i rapporti che ne derivano, oltre alle esperienze che creano.
La speranza è che esse si diffondano sempre maggiormente in tutti i contesti di lotta.

SABATO 8 luglio
8.00 colazione
9.30-13.00 Che fine ha fatto l’attivismo?
Alcuni spunti per una riflessione intorno all’attuale situazione di stagnamento in cui versa l’attivismo italiano e non solo. Capirne le cause per provare a porvi rimedio.
Per tanto tempo tempo si è totalmente guardato solo ed esclusivamente al quantitativo fino ad arrivare ad un indistinguibile non-contesto di opposizione: il problema non è più quale strategia usare, ma quale idea di mondo abbiamo. In quest’ottica i mezzi utilizzati riaquistano tutto il loro peso, se quello che ci poniamo è una chiarezza d’intenti.
Forse ancora una volta è il progetto, che sia una campagna o una prospettiva di più ampio respiro, una delle possibilità per uscire fuori dal pantano in cui è finito l’attivismo antispecista?
13.00 pranzo
14.30- 17.00 Modificazione e artificializzazione del vivente
L’attuale stato di sfruttamento e manipolazione del vivente incalza a ritmi impressionanti: partendo dalla creazione di semi OGM e dal “miglioramento” genetico degli animali da “reddito” per arrivare ad oggi alla costruzione di api robot che sostituiranno quelle vere a rischio estinzione, alla selezione di coralli capaci di resistere al progressivo riscaldamento e acidificazione dei mari, alla creazione di embrioni “chimerici” ottenuti dall’unione di cellule umane ed animali, all’inseminazione artificiali delle nuvole per il controllo delle precipitazioni. Questi sono solamente alcuni esempi a dimostrazione che niente e nessuno viene risparmiato dalla forza distruttiva del SISTEMA che ha come preciso obbiettivo quello di annientare il vivente per poi ricostruirlo artificialmente. Ne consegue anche che devastazioni, inquinamento, cambiamenti climatici NON devono cessare, poiché rappresentano la scusa per reinventare un Mondo “nuovo” svuotato dei suoi misteri e del suo spirito selvaggio…
Propongo un dibattito che approfondisce l’argomento e che rafforza la nostra posizione a difesa della Terra e dei suoi abitanti tutti.
17.00- 19.30 Dove femminismo e antispecismo incontrano la tecnoscienza – Le promesse disattese dei mostri
Il soggetto si frantuma, al suo posto emerge il/la cyborg, figura post-genere, che dovrebbe scardinare il sistema dominante fondato sulle dicotomie sè/altro, femmina/maschio, natura/cultura, mente/corpo, uomo/macchina. Il cyborg diventa compagno di specie nella grande famiglia di alieni, ibridi, surrogati, strumenti viventi, oncotópe.
Alleanze e incontri di trans-xeno-femministe, queer, antispeciste in vista di una liberazione tecno-scientifica dei corpi e delle relazioni: lungo i sentieri di questi processi e di questi desideri le tecnoscienze trovano la propria strada.
In tutto questo un assente, l’Animale, niente di più lontano da una macchina.
L’ideologia del cyborg non rappresenta forse la fine dell’antispecismo e di ogni possibile liberazione?
Questa vuole essere una riflessione per tentare di smascherare coperture ideologiche e giustificazioni alla sperimentazione animale e all’ingegneria genetica, per mettere in luce i punti di contatto e le sovrapposizioni con le stesse logiche e strutture di dominio riprodotte in una spirale infinita di corpi sacrificali.
Riscopriamoci animali e carne del mondo.
19.30 cena
21.00 Tra passato e presente: militanza per la liberazione animale sfidando la repressione
Karl Haggroth e Richard Klinsmeister sono due veterani del movimento animalista svedese, sono stati attivi in molte campagne soprattutto contro l’industria della pelliccia e la vivisezione.
Sono conosciuti per essere stati parte attiva nella più militante cellula per la liberazione animale in Svezia (e forse in Europa): l’Animal Right Militia. Questo è l’unico gruppo noto che non rinuncia alla violenza nella lotta contro lo specismo. Sono stati imprigionati per 19 diversi reati contro l’industria della pelliccia, come minacce e incendio. La loro cellula dell’ARM lavorò due anni ventiquattro ore al giorno per bloccare l’apertura di nuovi allevamenti di visoni in Svezia.
Sono anche fondatori del gruppo Hunt Saboteurs svezia e della nuova organizzazione Djurfront Sverige (Animal Front Svezia). Sostengono tutt’ora l’azione diretta. Richard lavora in un santuario no profit chiamato la Pecora Nera. Entrambi si dedicano al supporto dei prigionieri per la liberazione animale.

DOMENICA 9 luglio
8.00 colazione
9.30-14.00 Cosa bolle in pentola
– Dalla progettazione e produzione di bombe e sistemi militari fino alla sperimentazione e l’esercitazione da parte di militari di tutto il mondo: questa la filiera bellica in Sardegna. Un caso emblematico di militarismo che offre spunti di riflessione per un’azione di lotta capillare e interconnessa ad altre lotte.
–  Presentazione dell’opuscolo contro l’ingegneria genetica dell’ Assemblea contro le Nocività.
– Compagne e compagni della “Biblioteca anarchica occupata disordine” che da tempo portano avanti un’opposizione al gasdotto Tap, ennesima nocività ambientale e sociale imposta sul territorio.
14.00 pranzo

Per info: www.incontroliberazioneanimale.netinfo@incontroliberazioneanimale.net

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