Corteo 07 luglio 2017

Ferrara è la città delle tante gabbie, esiste quella per i compagni anarchici in regime di AS2 (piena solidarietà a tutti i prigionieri, anche quelli attualmente trasferiti ad Alessandria per il processo istituito a seguito dell’operazione Scripta Manent) e quella dove vengono torturati gli animali in nome delle tecno-scienze e che trova qui domicilio nella locale università.

Pratica che non solo non trova giustificazione ma che negli stessi ambienti “scientifici” viene considerata insufficiente. A noi basta che esprime nells ua forma più bieca la logica del dominio e dello specismo.

 

Arriviamo in piazza Trento e Trieste per il concentramento e, personalmente non mi piace nascondermi dietro a un dito, tocca constatare una netta predominanza delle guardie rispetto i compagni. La conta risulta molto magra, segno che la partecipazione esclusivamente “social” colpisce duramente. Forse anche più della repressione diretta.

Ma negli occhi di ognuno si vede l’espressione della sua gioia nel rivedere i compagni, determinati e tutt’altro che intimiditi, unti dalla voglia di ostacolare la tortura. Imbracciati un pacco di volantini ci si muove per spargere un po’ di consapevolezza. Chi ci incrocia talvolta scantona con lo sguardo basso, neppure cerca di capire chi o cosa sta evitando e si limita a bofonchiare un “no grazie” o un “no grazie, mangio bistecche”, altri che prendono il volantino e lo leggono. Una famiglia ci chiede stupita se “tutta quella polizia” è lì per noi.

 

Ci muoviamo, striscioni e megafono, in direzione dell’università. La celere, come da copione, apre e chiude il corteo. Occhi curiosi ci seguono dalle finestre e dalle vetrine. Seguiamo le vie del centro verso la periferia, fermandoci, per prendere fiato dato il caldo, nel mezzo di un trafficato viale. Gli automobilisti si innervosiscono, suonano, berciano, in risposta alziamo ancora meglio cartelli e striscioni con le atrocità della vivisezione ben evidenti.

Arrivati di fronte all’edificio dell’università gridiamo ai sacerdoti delle tecno-scienze le loro responsabilità e le falsità che servono a mascherare la tortura. Oggi non è dato fare altro.

Tornati nella piazza del presidio ci organizziamo per trasferirci a Ponticelli di Malalbergo per la tre giorni. Primo argomento la distruzione delle nostre ed altrui gabbie, azione diretta.

Redazione Tg Maddalena

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