Colpevole di eccesso di umanità

No Borders

Ormai la tragedia sembra aver assunto i toni di un evento stagionale, si aspettano gli annunci dei TG che riprendono l’ennesimo gruppo asserragliato sugli scogli a Ventimiglia, davanti al confine francese. La realtà è ben diversa: la negazione di libertà, la repressione, il circo mediatico che alza il sipario per stimolare un bisogno indotto di sicurezza. Francesca Peirotti, ventinovenne italiana, sfugge queste logiche e si impegna in prima persona nell’aiutare i migranti a superare le barriere invisibili che delimitano gli Stati e le coscienze. Anche contro le regole e le leggi, quando ingiuste e discriminatorie.

Impegno che l’ha trovata prima fermata e poi arrestata dalla polizia francese su di una autostrada vicino a Mentone a bordo di un mezzo con una famiglia etiope, tre bambine eritree ed etiopi e due minori provenienti dal Chad e dall’Etiopia. Portata al posto di polizia di frontiera di Mentone è stata rilasciata dopo un fermo durato 44 ore.

«Le persone che ho portato in Francia non sono ‘migranti’, sono miei amici a cui ho dato un passaggio e non è mia abitudine chiedere i documenti agli amici» ha dichiarato in aula, rifiutando di riconoscere come ‘reato’ il suo gesto di solidarietà. «Quella tra Ventimiglia e Mentone non è una frontiera – ha aggiunto – è un filtro di selezione dove i controlli vengono effettuati esclusivamente in base al colore della pelle»

Rinviata a giudizio il 04 aprile 2017 il procuratore ha chiesto otto mesi di detenzione e due anni di interdizione dal territorio francese.
Difesa dall’avvocato Zia Oloumi, Francesca ha voluto «approfittare dell’occasione per mettere a mia volta ‘sotto processo’ l’assurdità e la disumanità di questa frontiera, che, negli ultimi mesi, ha visto morire dieci persone»
Fuori dal Tribunale, per tutta la durata del dibattimento, hanno invece preso parola i migranti che hanno voluto condividere la propria storia e denunciare gli effetti delle leggi che governano l’immigrazione, dalle difficoltà che hanno affrontato per arrivare in Francia a quelle che ancora incontrano a causa del regolamento di Dublino

Una reportage che vede protagonista Francesca , raccontata in un video che ha ricevuto la menzione speciale della giuria del festival FIGRA 2017 , è Loza di Jean-Sébastien Desbordes, Matthieu Martin e Nicolas Berthelot.

13H15 – LOZA from Jean-Sébastien Desbordes on Vimeo.

La prossima udienza si terrà a Nizza alle 8:30 del 19 maggio 2017 dove l’intenzione sarà quella di spostare l’asse in un ambito politico che riapra la questione dei confini e delle loro conseguenze , “senza tuttavia sostituirsi a chi subisce in prima persona la violenza delle frontiere, é a loro che bisogna lasciar parola”.

 

Lorenzo – TG Maddalena

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  1. La Lotta non sta nel colore della pelle ma nella classe sociale di appartenenza…Esserne consapevoli è già una mezza vittoria.. è questo il problema… Esserne consapevoli…. È l’eterna guerra tra povertà e ricchezza, tra chi ha benefici ed è disposto a mantelli in ogni modo….E chi lotta per la sopravvivenza…. E’ ovvio che i detentori dei benefici cerchino di colpire ogni forma di Solidarietà trasformandola in un reato… Solidarietà a chi distrugge è mai a chi ricostruisce per mantenere lo status quo. …