Expo: Cmc non riuscirà a concludere le bonifiche prima dell’inaugurazione – Cronaca – Ravenna & Dintorni.

Apertura l’1 maggio ma il Fatto Quotidiano svela un documento
riservato della coop che fissa la fine lavori al 26 giugno

Il primo appalto di lavori per Expo che consiste nella bonifica preliminare delle aree di Milano che ospiteranno l’esposizione internazionale venne assegnato a ottobre 2011 alla Cmc di Ravenna e doveva essere concluso per la fine del 2013 invece a meno di due mesi dall’apertura dell’evento fissata per il prossimo 1 maggio la cooperativa stima di concludere i lavori il 26 giugno. Quindi a evento in corso. La data di fine giugno, già in ritardo, sarebbe comunque un aggiustamento (a seguito di alcune pressioni) rispetto alla comunicazione fornita dalla Cmc in un documento riservato rivelato da Il Fatto Quotidiano: la data era infatti fissata al 28 settembre 2015 (la chiusura di Expo è in programma per il 31ottobre).

«Il problema è quello delle bonifiche», dice Silvana Carcano, consigliera regionale lombarda del Movimento 5 Stelle, a “Il Fatto“. Il lavoro di rimozione delle interferenze consiste nel togliere di mezzo edifici, vegetazione, tralicci e altri manufatti preesistenti che intralciano il cantiere. Cmc ha trovato, tra l’altro, due serbatoi di idrocarburi da spostare e bonificare. Nel frattempo ha chiesto una consistente revisione del prezzo dell’appalto, lievitato dai 65 milioni iniziali a una cifra che il quotidiano diretto da Marco Travaglio individua in 127 milioni, attirando l’attenzione dell’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone.

Il Fatto ipotizza la concreta possibilità che il giorno dell’inaugurazione si possa avere, non solo per via dei ritardi di Cmc, una esposizione in versione rattoppata e non certo completa: «L’avanzamento dei lavori – scrivono Gianni Barbacetto e Marco Marconi – si può verificare sul sito web ufficiale dell’evento, nelle pagine “Open Expo” aggiornate ogni settimana con i dati sui 34 principali lotti in cui è suddiviso il cantiere: le opere completate sono solo il 18 per cento, l’8 per cento dei lavori è fermo, sospeso o ancora in fase di verifica amministrativa. I lavori in corso sono il 74 per cento, quasi i tre quarti del totale previsto. Di questi, alcuni hanno un ritardo recuperabile, a patto di moltiplicare gli sforzi; altri hanno un ritardo che sembra incolmabile».

Fonte: Ravenna&Dintorni

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