Sorgente: Erri, perché lo hai fatto? – contropiano.org

 

Erri De Luca è scrittore libero, libero di scrivere quello che ritiene giusto e come tutti gli scrittori non può che convivere con le contraddizioni che la realtà presenta continuamente sul cammino di ognuno. Le sue parole contro la Tav lo hanno portato in tribunale, il suo scritto su “Euridice” ha fatto infuriare il dott. Caselli (1) le sue parole su Gaza e Israele (2) gli hanno valso l’ostilità degli attivisti solidali con la lotta del popolo palestinese. E in tanti gli hanno chiesto spesso: Erri perché lo hai fatto?

E questa domanda vogliamo girarla nuovamente allo scrittore Erri De Luca che pure ha condiviso e condivide molti passi di cammini comuni. Anche il nostro giornale ne ha ospitato diversi articoli e ne segue le vicissitudini giudiziarie all’insegna della massima solidarietà.

Scorrendo l’e-book “LeggIntelligence”, realizzato dal Dis (Dipartimento Informazioni sulla Sicurezza), ovvero i nuovi servizi segreti dello Stato Italiano, vi abbiamo trovato una intervista con Erri De Luca (scarica PDF QUI, intervista pag. 178) . L’iniziativa editoriale difficilmente può essere catalogata semplicemente come tale. Infatti fa parte dell’operazione di immagine (e di reclutamento) che i servizi segreti dello Stato stanno realizzando nelle università italiane. E’ una immagine sofisticata, con una “mission” che appare assai diversa da quella che la storia del nostro paese ha conosciuto con la stagione delle stragi, i depistaggi, la complicità con i gruppi neofascisti. Anzi, è una operazione che intende cancellare l’immagine precedente, assegnando ai servizi segreti di oggi – sia sul fronte interno che internazionale – un ruolo di difesa collettiva e progressiva degli interessi e della sicurezza di “tutti”. Il terrorismo di matrice islamista complica le operazioni sul campo ma facilita l’operazione psicologica nella società; l’instabilità economica e finanziaria dovuta alla globalizzazione rende vulnerabile l’economia del “sistema Italia” e ne richiede la difesa; l’intelligence viene sempre più presentata come una sorta di scienza sociale ben diversa dal ruolo mefitico degli spioni.

A questa operazione, che il Dis sta conducendo negli ultimi anni, soprattutto negli atenei dove, ci fa sapere il sottosegretario Minniti, trenta laureati sono già stati assunti nei servizi segreti, è funzionale anche il lavoro di “fascinazione” intorno all’antico mestiere dello spione.

L’intervista rilasciata da Erri De Luca al libro pubblicato dal Dis, è l’unica in cui l’autore è anonimo, nel senso che non è dichiarato chi è che pone le domande allo scrittore. Un dettaglio? Si forse è un dettaglio, che però ci colpisce, perché negli anni abbiamo visto ex esponenti della sinistra rivoluzionaria collaborare con non chalance a pubblicazioni con lo stesso editore di riferimento.

 

Il senso e il contenuto dell’intervista non hanno nulla di scandaloso se non la conclusione. Si parla del ruolo delle spie e dello spionaggio nei testi antichi, il Vecchio e il Nuovo Testamento, di cui Erri De Luca è profondo conoscitore avendo voluto imparare e leggere lo yiddish, l’antica lingua ebraica. La conversazione con l’anonimo intervistatore fluisce così tra citazioni di parole antiche e vicende che investono Giosuè, Giuda e Isacco. Insomma una trattazione dotta e un po’ noiosa su come nelle Bibbia e nei Vangeli lo spionaggio fosse in qualche modo legittimato dai testi sacri. Ma, forse per ignoranza ce ne sfugge il senso, come dicevamo è la conclusione a lasciare l’amaro in bocca, soprattutto quando Erri De Luca così risponde alle ultime due domande:In Italia in passato si è parlato di Servizi segreti deviati che intralciavano indagini. Ne eravamo diventati diffidenti. Ora non è più così: i Servizi sono percepiti come un sistema di sicurezza che serve a difendere tutti, come dimostra la lotta al terrorismo internazionale. La raccolta di informazioni è vitale per un Paese.

In un suo libro, Mestieri all’aria aperta, lei descrive pastori e pescatori. Come definisce gli uomini e le donne dell’Intelligence?

“Sono una via di mezzo tra sentinelle ed esploratori. La loro opera migliore è la prevenzione. Perciò i migliori risultati restano invisibili, i successi sconosciuti”

Che gli agenti dei servizi segreti italiani del XXI Secolo (non più dunque Sifar, non più Sid, non più Sismi e Sisde, ma adesso Aise e Aisi) siano una via di mezzo tra sentinelle ed esploratori, è un modo di edulcorare una funzione. Che è funzione dello Stato e dunque anche in uno Stato diverso sarebbe comunque necessario avere il miglior sistema di informazione e sicurezza. Ma lo Stato di cui stiamo parlando ed in cui stiamo vivendo è questo, non quello che vorremmo. La differenza in questo si fa sostanza.  Erri perché lo hai fatto?

Fonte: Contropiano http://contropiano.org/articoli/item/32340

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Alcuni passaggi dell’intervista:

<<Secondo alcuni esegeti, è stato Mosè a capire per primo l’importanza dell’Intelligence. Lo racconta il Libro dei Numeri, capitolo «Mosè ubbidì all’ordine del Signore e, dal deserto di Paràn inviò come spie uomini scelti fra i capi degli Israeliti…»
Mosè ha mandato degli esploratori, dodici, uno per ogni stirpe di Israele, dal deserto di Paràn  a perlustrare la terra di Canaan e a riferire. Dura quaranta giorni l’indagine, e i dodici la attraversano alla luce del giorno. Dieci di loro sconsiglieranno di andarci, suscitando lo scoramento del popolo, dunque riferendo pubblicamente il risultato della loro indagine. Da questi

dettagli si capisce che sono il contrario di ‘spie’: sono esploratori. Mentre Giosuè – la storia è raccontata in tutto il capitolo 2 del libro – manderà delle vere spie dentro Gerico per scoprire i punti deboli della città da conquistare nella prima operazione militare nella Terra promessa. Giosuè è il più grande condottiero militare della storia di Israele, dunque si serve di strumenti al servizio della tecnica di guerra. Il verbo usato per Gerico è diverso da quello usato da Mosè per la terra di Canaan. Per Gerico, Giosuè chiede una perquisizione passo a passo.

Il testo biblico è questo: «In seguito Giosuè, figlio di Nun, di nascosto inviò da Sittim due spie, ingiungendo: ‘Andate, osservate il territorio e Gerico’. Essi andarono ed entrarono in casa di una donna, una prostituta chiamata Raab, dove passarono la notte»
Quella narrata nel capitolo 2 di Giosuè è una vera e propria spy story
Prima del passaggio del Giordano per invadere la terra di Canaan, Giosuè inviò due spie per avere informazioni aggiornate sulla città di Gerico. Della donna che abitava forse in vicinanza della torre, il testo dice: «legò la cordicella scarlatta
alla finestra…». Con una fune i due 007 dell’Antico Testamento poterono fuggire dalle mani degli inseguitori. Al momento della conquista di Gerico da parte degli Israeliti, la prostituta fu preservata dall’eccidio con la propria famiglia,
come le era stato promesso.>>
Note a margine: l’intervista è datata febbraio 2015, il 20 maggio Erri De Luca rilascia dichiarazioni durante la sua deposizione al processo nel quale è indagato per istigazione a delinquere, accusato di avere “istigato al sabotaggio” con una sua intervista a favore del movimento no tav, nella deposizione sostiene che “il cantiere dell’alta velocità di Chiomonte in Val Susa non deve essere preso d’assalto”, “quel cantiere cadrà come è caduta Gerico: sotto un coro di voci che ne abbatterono le mura”.
Sempre Gerico, dunque. Sempre voci.
Questo, a pag.181,  è un altro passaggio che non lascia spazio a dubbi…
<<Quanto è importante, ieri come oggi, proteggere la sicurezza di uno Stato?
In Italia in passato si è parlato di Servizi segreti deviati che intralciavano indagini. Ne eravamo diventati diffidenti. Ora non è più così: i Servizi sono percepiti come un sistema di sicurezza che serve a difendere tutti, come dimostra la lotta al terrorismo internazionale. La raccolta di informazioni è vitale per un Paese.>>

This article has 6 comments

  1. Complimenti SBIRRO Erri…

  2. Del resto non c’è niente da stupirci da sempre ama i servizi d’ordine é un perfetto comunista prima con lotta continua poi con la peggio autonomia…un uomo veramente libero…un vero sbirro amici delli sbirrame vario…vomito

    • Phil Remmert

      Simone, how old are you? Twelve? Your posts are childish and a little bit disgusting. Commies are cops, right? Lotta Continua was a bunch of spies, right? There’s a jewish conspiracy that goes around Europe, from the times of Karl Marx, who was jew. All written The Protocols of Zion Ancient Sages: sure you’re not NAZI, Shimon?

  3. Phil Remmert

    The “Yiddish” is not the “ancient hebrew”, is the language spoken by the jews living in the East Europe. You know nothing about jewish culture, and you’re not antizionist :you’re anti-hebrew, quite simply. In other words, you’re damned fascist disguised in the old fucking dress of leftshit.
    Beware.
    And good luck- you need a lot.
    Phil
    (obviuosly, I’m an israelian agent, like Erri de Luca, like Gad Lerner, why not?)

    • I don’t know you but I’m sure you’re writing from Italy, maybe from Milano. So, please, could you write in italian? It could be easier for Simone to give you an answer. Thank you for your valuable contribution…I’m joking. It’s the way I react to threats, your threats. I give space to the comments in the hope we can build a dialogue, but every time on this blog talking about Israel, the reaction is always the same: insults, threats, and I have to stop.
      Who is “fascist”?

  4. Non capisco l’inglese Phil mi dpiace molto non poter rispondere. ..