locandina ERRIE’ uno di quei lanci di agenzia che si trovano se si ha accesso ai portali riservati alle redazioni ed ai giornalisti, ma la stessa ANSA, che la diffonde nei canali interni, ha pensato bene di non renderla pubblica sul sito. Chissà perché.

Erri De Luca, sul quotidiano israeliano Yediot Ahronot, scrive una poesia intitolata “Omaggio a Gerusalemme”, questo è il testo:

“C’è una città’ del mondo con i coltelli in mano a ragazzini venuti da un quartiere di periferia a pugnalare a caso i cittadini. C’e’ una città del mondo che quando esci di casa fai prima testamento. Perché le fermate degli autobus, specie quelle affollate, sono bersagli fissi per automobili lanciate addosso apposta. C’è una città del mondo che quando salivi su un autobus oppure entravi in un bar, potevi esplodere vicino a un passeggero imbottito di morte. E’ una città del mondo dichiarata ombelico della terra. E’ una città a forma di vulcano, erutta sangue, collera, paura. La sua pietra è bianca, le sue strade rischiose, il suo cielo assalito a mano armata”

Poiché è stato tanto osannato e sostenuto da alcuni No Tav senza considerare le sue esternazioni sempre a favore di Israele (e mai una parola per gli oppressi, i palestinesi), credo sia corretto che si conosca anche il De Luca sionista, quello che saboterebbe (a parole) le reti del cantiere ma plaude al muro che costringe i palestinesi a vivere in una prigione a cielo aperto, per il sacro “diritto alla difesa” dello “stato più democratico del medio oriente”.

ErriDeLuca
Ma poiché la sua recente battaglia è a sostegno della parola contro, allora credo che accetterà che per una volta la parola sia una critica anche alle sue posizioni, in primis (almeno in questo caso) quelle sulla questione palestinese da lui completamente omissata, strano perché la pietà non è selettiva e non può esserlo soprattutto quando quelli da lui indicati come carnefici sono, aimé, sotto occupazione MILITARE da oltre 70 anni, un dettaglio evidentemente non importante per lo scrittore tanto caro a certi No tav (non a tutti, per fortuna), che una sera lo accolgono festeggiando la sua vittoria in tribunale e magari la sera dopo organizzano una bella serata sulla Palestina, o sul Kurdistan.

 

 

 

erridelucaMagellanoI media hanno trascurato la notizia, anzi, l’hanno totalmente oscurata. Ma poiché quando l’ho postata su FB molti mi hanno accusata di “falso”, pubblico integralmente il lancio di agenzia con riferimenti che credo permettano ai più pignoli di individuarne la fonte, evitando così di liquidare la questione attaccando la sottoscritta (ho qualche dejà vu).

Non è la prima volta che De Luca rivela il suo pieno sostegno ad Israele ( qui un video di un anno fa di Samantha Comizzoli per Erri De Luca) , che c’è di male, dirà qualcuno, anche il premier Renzi di recente ha affermato che “Israele è il nostro futuro”, solo che io non voglio abituarmi a quest’idea, e non voglio restare indifferente di fronte ad una miopia così grave, sarà che ho visto un’altra Gerusalemme, sarà che non riesco a dimenticare quei mitra che i civili appoggiavano sulle mie gambe quando si sedevano sull’autobus accanto a me con quel saluto che suonava un po’ inopportuno: shalom. Pace.

Non può esserci pace, senza libertà. Non c’è pace senza giustizia. E smettiamo di parlare di conflitto e guerra perché è un’occupazione militare, la popolazione palestinese è totalmente disarmata e subisce da 70 anni i soprusi dell’esercito israeliano, non c’è scampo neanche per i bambini, arrestati e torturati senza la minima pietà.

Quando il mese scorso, alla riunione di Torino in preparazione dell’apertura del processo d’appello per il compressoricidio, nuovamente con l’accusa di terrorismo, si è dedicata buona parte della serata a tessere le lodi di De Luca ed invitare a sostenerlo nel suo processo ho provato ad affrontare l’argomento in una discussione post-assemblea, ma niente da fare. Mi sono sentita dire che il sionismo non ha nulla a che fare con il TAV  e che “comunque serve al movimento”. Un discorso che ho già sentito in altre imbarazzanti situazioni, ma credo di poter affermare il mio diritto ad una posizione libera, critica e, a questo punto, dissociata.  #IoStoConErri? #NotInMyName.

Ci sarebbe poi da fare anche qualche riflessione sull’iter processuale, su quel sostegno al sabotaggio “teorico” che è quasi arrivato a dissociarsi da quello pratico, senza minimamente considerare che ci sono quattro compagni nuovamente processati con l’accusa di terrorismo, accusa che secondo Erri sarebbe caduta, così ha affermato in un’intervista su RaiNews24 il 21 ottobre.

L’intervista verteva su riflessioni successive alla sua sentenza e sulle violenze in seno alla protesta NoTav di questi anni.
La risposta, oltre che ribadire le mille declinazioni di “sabotare” da parte dello scrittore (e devo dire che non ho mai visto verbo più elastico), verte sul “trave nell’occhio dello Stato” che trova origine nello sgombero del presidio di Venaus nel 2005 (composto unicamente da valsusini e in età matura) a fronte della “pagliuzza nell’occhio” del movimento (non meglio specificata, ma possiamo immaginare…).
Il concetto del trave e della pagliuzza (ma come sono care le parabole, i proverbi e i passi della Bibbia a EDL) viene ribadito due, tre volte.
Dei contrari all’opera che hanno praticato una delle tante sfaccettature del verbo sabotare, e mi riferisco in particolare ai 4+3 cui si è cercato di addossare il reato di TERRORISMO con contorno di un anno di detenzione in Alta Sicurezza (quasi un 41bis), nulla si dice. Che le parole o, se articolato, il periodo verbale in relazione a questa parte della domanda (le violenze in seno alla protesta NoTav) potessero essere nei termini di solidarietà o di condanna non è dato saperlo data la loro palese assenza.
Ma, sulla base della domanda del giornalista, se sul lato del trave metto le violenze dello Stato contro i pacifici e pacificamente sabotatori, sul lato della pagliuzza cosa resta da mettere?

Al termine dell’intervista nuovamente sollecitato dal giornalista sulla questione “violenze” ed in particolare sul terrorismo Erri precisa che l’accusa è caduta. Vero e più di una volta, sembra dire il silenzio del giornalista che a quanto pare non è informato del fatto che in aula bunker si è appena riaperto il processo ai quattro no tav con l’accusa di terrorismo, portata avanti dal Procuratore Generale Maddalena.

Già che ci siamo, diamo anche il giusto peso all’intervista che Erri De Luca ha rilasciato alla rivista “LeggIntelligence”, realizzata dal DIS (Dipartimento Informazioni sulla Sicurezza, scarica qui il PDF, intervista a pag. 178) e diffusa da un articolo su Contropiano.

Il senso e il contenuto dell’intervista non hanno nulla di scandaloso se non la conclusione. Si parla del ruolo delle spie e dello spionaggio nei testi antichi, il Vecchio e il Nuovo Testamento, di cui Erri De Luca è profondo conoscitore avendo voluto imparare e leggere lo yiddish, l’antica lingua ebraica. La conversazione con l’anonimo intervistatore fluisce così tra citazioni di parole antiche e vicende che investono Giosuè, Giuda e Isacco. Insomma una trattazione dotta e un po’ noiosa su come nelle Bibbia e nei Vangeli lo spionaggio fosse in qualche modo legittimato dai testi sacri. Ma, forse per ignoranza ce ne sfugge il senso, come dicevamo è la conclusione a lasciare l’amaro in bocca, soprattutto quando Erri De Luca così risponde alle ultime due domande:In Italia in passato si è parlato di Servizi segreti deviati che intralciavano indagini. Ne eravamo diventati diffidenti. Ora non è più così: i Servizi sono percepiti come un sistema di sicurezza che serve a difendere tutti, come dimostra la lotta al terrorismo internazionale. La raccolta di informazioni è vitale per un Paese.

In un suo libro, Mestieri all’aria aperta, lei descrive pastori e pescatori. Come definisce gli uomini e le donne dell’Intelligence?

“Sono una via di mezzo tra sentinelle ed esploratori. La loro opera migliore è la prevenzione. Perciò i migliori risultati restano invisibili, i successi sconosciuti”

Alcuni passaggi dell’intervista:

<<Secondo alcuni esegeti, è stato Mosè a capire per primo l’importanza dell’Intelligence. Lo racconta il Libro dei Numeri, capitolo «Mosè ubbidì all’ordine del Signore e, dal deserto di Paràn inviò come spie uomini scelti fra i capi degli Israeliti…»
Mosè ha mandato degli esploratori, dodici, uno per ogni stirpe di Israele, dal deserto di Paràn  a perlustrare la terra di Canaan e a riferire. Dura quaranta giorni l’indagine, e i dodici la attraversano alla luce del giorno. Dieci di loro sconsiglieranno di andarci, suscitando lo scoramento del popolo, dunque riferendo pubblicamente il risultato della loro indagine. Da questi dettagli si capisce che sono il contrario di ‘spie’: sono esploratori. Mentre Giosuè – la storia è raccontata in tutto il capitolo 2 del libro – manderà delle vere spie dentro Gerico per scoprire i punti deboli della città da conquistare nella prima operazione militare nella Terra promessa. Giosuè è il più grande condottiero militare della storia di Israele, dunque si serve di strumenti al servizio della tecnica di guerra. Il verbo usato per Gerico è diverso da quello usato da Mosè per la terra di Canaan. Per Gerico, Giosuè chiede una perquisizione passo a passo.
Il testo biblico è questo: «In seguito Giosuè, figlio di Nun, di nascosto inviò da Sittim due spie, ingiungendo: ‘Andate, osservate il territorio e Gerico’. Essi andarono ed entrarono in casa di una donna, una prostituta chiamata Raab, dove passarono la notte»
Quella narrata nel capitolo 2 di Giosuè è una vera e propria spy story
Prima del passaggio del Giordano per invadere la terra di Canaan, Giosuè inviò due spie per avere informazioni aggiornate sulla città di Gerico. Della donna che abitava forse in vicinanza della torre, il testo dice: «legò la cordicella scarlatta
alla finestra…». Con una fune i due 007 dell’Antico Testamento poterono fuggire dalle mani degli inseguitori. Al momento della conquista di Gerico da parte degli Israeliti, la prostituta fu preservata dall’eccidio con la propria famiglia,
come le era stato promesso.>>
Note a margine: l’intervista è datata febbraio 2015, il 20 maggio Erri De Luca rilascia dichiarazioni durante la sua deposizione al processo nel quale è indagato per istigazione a delinquere, accusato di avere “istigato al sabotaggio” con una sua intervista a favore del movimento no tav, nella deposizione sostiene che “il cantiere dell’alta velocità di Chiomonte in Val Susa non deve essere preso d’assalto”, “quel cantiere cadrà come è caduta Gerico: sotto un coro di voci che ne abbatterono le mura”.
Sempre Gerico, dunque. Sempre voci.
Questo, a pag.181,  è un altro passaggio che non lascia spazio a dubbi…
<<Quanto è importante, ieri come oggi, proteggere la sicurezza di uno Stato?
In Italia in passato si è parlato di Servizi segreti deviati che intralciavano indagini. Ne eravamo diventati diffidenti. Ora non è più così: i Servizi sono percepiti come un sistema di sicurezza che serve a difendere tutti, come dimostra la lotta al terrorismo internazionale. La raccolta di informazioni è vitale per un Paese.>>
So che molti erano all’oscuro di questi “dettagli irrilevanti”, ma ora lo sanno. Il processo è finito, l’intellettuale eroico (a parole) è stato assolto.
Shalom.
Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

Aggiornamenti – 11 novembre 2015

La notizia della “poesia” di Erri dedicata a Gerusalemme diventa rapidamente virale sui social network e tra i tanti commenti a questo articolo uno, in particolare, riporta uno “status” pubblicato da Erri De luca sulla sua pagina Facebook il giorno dopo la diffusione della notizia sui social.

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Scomoda anche l’Impero Ottomano pur di salvare in qualche modo il governo di Israele e quei crimini commessi quotidianamente, come se fosse una scusa per “distogliere l’attenzione dalle urgenze che più determinano il futuro prossimo”. Ma sono tanti i “delusi ” che postano sul suo profilo Facebook richieste di chiarimento, dure critiche o contro-poesie, come questa di Alessandro Parlato:
“Omaggio agli scugnizzi…C’era una citta’ nel mondo, dove bambini con le pietre in mano venivano a difendere i quartieri dall’assalto di occupanti in buldozzer…Hanno rubato la loro terra, assetato le loro piante, ucciso i loro fratelli.
Hanno preso loro anche quelle pietre x murati vivi nelle loro periferie, incarcerando le loro speranze… lasciando loro solo coltelli,
per lavarsi la coscienza col loro sangue.”

L’8 novembre Erri De Luca è atteso a Napoli, da chi lo abbraccia e da chi gli pone qualche domanda scomoda, come ha tentato di fare Emiliano Giugliano che ha poi condiviso il video su Facebook, togliendo ogni dubbio anche ai più titubanti… Perché non hai detto una sola parola sulla Palestina, Erri? “Perché non è il mio paese”, è la risposta secca dello scrittore.

Qui il post con il video

Ecco come il sionista erri mi ha risposto Sulla Palestina ,io non sto con erri ,io sto con i no tav e i Palestinesi

Il dibattito su FB è così acceso da arrivare all’attenzione de L’Espresso, che prima pubblica la lettera di una lettrice che segnala come Erri De Luca l’abbia censurata su Facebook, poi la sospende per la segnalazione di un’altra utente che si addossa la responsabilità di quel blocco (ma omette di spiegare che è una collaboratrice di De Luca, dettagli) e poi la ripubblica.  Ulteriore dimostrazione del fatto che evidentemente per De Luca & C. l’unica “parola contro” difendibile è la propria.

C’è sabotaggio e sabotaggio? “Se ti metti a scassare delle cose, poi le paghi”.

L’8 novembre è anche il giorno della manifestazione di Salvini, Berlusconi e Meloni a Bologna, si preannunciano contro-cortei che partono da più punti e che vengono sistematicamente bloccati da cordoni di agenti in antisommossa, con più cariche. Ma non sono solo le piazze a riempirsi di oppositori, i media riferiscono infatti due notizie che evidenziano azioni di sabotaggio alla linea dell’alta velocità a Bologna, all’alba, e a Milano, un doppio agguato domenica mattina in due zone diverse di Milano contro due autobus diretti alla manifestazione di Bologna.

Dall’articolo sul Corriere: «Sono delinquenti che si accaniscono contro la gente comune» dice il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini. Della vicenda se ne occupa il pm di turno Rossella Poggioli, che coordina le indagini della Digos. Il fuoco è stato appiccato in quattro punti su cavi interrati, nella sottostazione elettrica in zona Santa Viola. «8-11, sabotare un mondo di razzisti e di frontiere», la scritta trovata nei pressi, vergata in rosso e letta come una rivendicazione, chiaro riferimento a Salvini e al popolo leghista chiamato a raccolta domenica a Bologna.

Anche questa volta Erri De Luca non perde l’occasione per precisare che “Sui danni alla Milano-Bologna ha ragione Salvini: fatti da delinquenti che meritano il carcere”, in un’intervista su LA7 riportata da alcuni quotidiani, come l’Huffington Post.

Erri De Luca spiega che i danni alla linea ferroviaria Milano-Bologna in occasione della manifestazione della Lega Nord non sono paragonabili ai sabotaggi della Tav in ValSusa: “Non c’entrano nulla”, dice lo scrittore intervistato alla trasmissione “Tagadà” di La7.

E dichiara di concordare con Matteo Salvini, che ha bollato gli autori di quei danneggiamenti come “delinquenti” meritevoli di andare in galera: “Certo che ha ragione”, ha argomentato De Luca, “quelli di sabato che hanno danneggiato la linea Milano-Bologna non hanno niente a che vedere con il movimento di resistenza più che ventennale in Valsusa”. “Quello era un danneggiamento che non andava da nessuna parte, tranne che danneggiare il trasporto di persone che ne avevano bisogno“.

“Se ti metti a scassare delle cose poi le paghi”, ha poi aggiunto l’autore di “La parola contraria”.

Quindi le reti del cantiere valsusino si possono “tagliare”, è un sabotaggio “buono”, ma sabotare un mondo di razzisti e frontiere diventa un sabotaggio cattivo

Che Erri De Luca possa esprimere le sue opinioni è  “legittimo” (per dirla con un termine a lui molto caro) ma che si arroghi il diritto di parlare a nome dei no tav, direi proprio di no.
E almeno io vorrei che fosse ribadito, anche in questo caso: #NotInMyName.

Simonetta Zandiri

 

This article has 64 comments

  1. Pierluigi Vernetto

    Erri de Luca ha un po di confusioni mistiche e alla ricerca di appigli esistenziali…. ha trovato l’Ebraismo e ci si e’ aggrappato.

  2. Bello, bell’articolo, questo è il tono giusto, le argomentazioni pertinenti.

  3. Marco Sacchi

    Non ho letto tutto l’articolo ma già dalle prime righe concordo. Anch’io trovo strano atteggiamento e non solidarietà verso popolo palestinese da parte di De Luca e però non discuto su suo interesse verso Israele e la sua cultura così come io condanno l’operato dei nazisti e metto in discussione le ruspe dei coloni e i proiettili sui ragazzi dell’ intifada. Non potrò mai dimenticare Birkenau così come Sabra e Chatila. Leggo i suoi libri voracemente e lo considero uno dei migliori scrittori contemporanei italiani. Però penso che per tutti noi, quotidianamente sottoposti a valangate di info e situazioni sia politiche che economiche e sociali e chiamati comunque sempre a schierarsi , la coerenza sia sempre complicata da mantenere. Da ateo io almeno posso permettermi di scartare in toto i dogmi religiosi e questo è un fardello in meno. Cordialmente

  4. Reputo il sionista De Luca un infame che si sta facendo una gran pubblicità anche grazie ai cosidetti notav…io penso che la risposta giusta e più efficiente all’infame sionista sia quello di una campagna di BOICOTTAGGIO…
    #IONONCOMPROILIBRIDIERRI….
    Pensiamoci cari Compagni…

  5. miriam gagliardi

    Sono semplicemente senza parole .

    Provo comunque uno sdegno quasi fisico, mi chiedo come si possa essere tanto DISONESTI da non capire perché stia succedendo ciò che avviene in Palestina/Israele.
    il mio dissenso più totale per questo comportamento di E. DeLuca

  6. Anche il VOLTAFACCIA che ha fatto durante il processo torinese é stato alquanto infame…e ancora di più il suo assordante silenzio suo detenuti notav…si é prestato alla orrenda farsa della divisione tra buoni e cattivi…del resto la storia politica del Sionista la si conosce si é formato.nei servizi d’ordine comunistoidi in lotta continua organizzazione zeppa di sionisti

  7. Pingback: Erri De Luca, stavolta non sto con te! - PensoLibero.it

  8. filippo bianchetti

    Di lezioni sulla violenza, da parte di uno col passato di De Luca, non ne prenderei. Uno può cambiare, certo, ma mi pare che lui stia ancora, sempre, dalla parte della violenza, anche se poi si nasconde dietro la letteratura. Devo dire che il tutto fa proprio …schifo. Non ti curar di lor…

    • Non so cosa intendi, ma questo commento non mi sembra pertinente, Erri De Luca non ha “istigato” ad alcuna violenza, il processo a suo carico era una montatura assurda che non poteva che concludersi con un’assoluzione dal momento che il sabotaggio al quale Erri De Luca ha sempre fatto riferimento era quello che richiedeva “cesoie” per tagliare le reti del cantiere in Val Susa. L’anomalia sta nel non accettare l’imposizione di un’opera inutile e le limitazioni a chi abita in Val Susa come una militarizzazione senza precedenti (per un cantiere), sostenendone il sabotaggio e non rilevare con altrettanta enfasi la situazione di oppressione nella quale il popolo palestinese vive da un secolo, prima sotto dominio inglese e poi sotto quello israeliano. Una miopia che evidenzia quanto meno incoerenza, e un appoggio di fatto alle violenze perpetrate dall’esercito israeliano sulla popolazione palestinese.

  9. “Erri, che cos’hai da dire sulla Palestina?”
    “Non ho niente da dire perché non è il mio paese”.

    Ah beh!!

  10. sionisti, magistrati, delatori, ex-magistrati, torturatori, politici………. a quando forze dell’ordine all’interno del Movimento No Tav? e pensare che ho sputato sangue per la Valle……..

    • Anto, quella che hanno occupato e monopolizzato è la narrazione della lotta, la sua rappresentazione, non la sua essenza. Quella è stata certamente indebolita perché perseguitata con una sproporzione di mezzi, ma è innegabile che sia esistita e che esista ancora un’idea che ci unisce al di là di ogni tentativo di rappresentarla o di darle una forma utile a qualcosa o qualcuno. In valle e un po’ ovunque chi ha praticato la resistenza, in ogni sua forma e con ogni mezzo a disposizione, magari in momenti diversi, non può e non deve cedere un solo centimetro a chi tenta di distorcere o sfruttare le azioni altrui. Lo scontro è a più livelli, su più piani, se ci pensi anche quello motivazionale ha una sua soggettività che non è facile condividere, c’è chi difende semplicemente la propria terra dall’ennesimo abuso e chi, invece, arriva in quella valle spinto dall’amore per la libertà e per la terra (perché terra è libertà, per dirla alla Ken Loach), nessuno dei due ha più ragione dell’altro e, in fondo, nessuno dei due tenta di averla. Al contrario, spesso i nostri sguardi hanno ritrovato la stessa luce pur partendo da motivazioni diverse con un tacito reciproco rispetto che ci ha portato insieme su quei sentieri ad affrontare difficoltà prima inimmaginabili. Istanti di rara bellezza che non dobbiamo lasciarci rubare. E che dobbiamo continuare a tenere viva. La bellezza, intendo. Ci vediamo il 30 novembre. 🙂

  11. Luigi Segato

    Erri De Luca: “Sui danni alla Milano-Bologna ha ragione Salvini: fatti da delinquenti che meritano il carcere”

    http://www.huffingtonpost.it/2015/11/09/erri-de-luca-salvini_n_8511214.html

    • “Se ti metti a scassare delle cose poi le paghi”. E il sabotaggio diventa quel lusso che non possiamo permetterci, premesso che se quella rivendicazione con la bomboletta spray fosse stata fatta dagli autori del sabotaggio in effetti non è correlabile alla lotta all’alta velocità…. Ma da questo a sentenziare che se fai un sabotaggio devi anche pagare i danni, beh… stiamo esagerando, cosi’ comei “delinquenti che meritano il carcere” ….

    • Credo che questo non abbia bisogno di commenti. Mi chiedo come faccia il movimento Notav (quello che firma le dichiarazioni e i comunicati stampa) a non vergognarsi nemmeno un po’ per lo sponsor.

  12. Chiarificante sotto molti aspetti, anke x un no TAV da sempre, e sole&baleno erano miei amici….vorrei raccontati una storia se ci fosse l’occasione di un contatto…

  13. Se fosse come dici tu, Simonetta, allora l’appoggio a De Luca sarebbe giustificato.

  14. Nono, lui è stato tacito e basta. E purtroppo non è l’unico, altro che.

  15. Trovo scritto da qualche parte che la Palestina sta sotto occupazione da 70 anni. Perché solo 70?
    Era occupata prima dagli Inglesi , prima ancora dalla Giordania, prima ancora dall’Impero Ottomano. La Palestina e’ sempre stata una regione occupata.

    Mettere a fuoco solo i recenti decenni manifesta una volontà di omissione. Si è sionisti perché si ammette l’evidenza storica dello Stato di Israele?

    Chi si augura la sua cancellazione e’ partigiano di uno sterminio su scala di massa. In quella regione occorrono due Stati ben divisi, non zero Stati e al loro posto il deserto.

    A qualcuno piace che ragazzini palestinesi vadano a farsi uccidere per accoltellare vecchietti ebrei? Evidentemente si. Non appartengo alla categoria.
    Non riconosco volontà di riscatto nell’agguato da marciapiede di un minorenne, solo uno spreco di quella vita presa e buttata alle ortiche.

    Infine oggi nel Mediterraneo la situazione di quei territori non è l’argomento principale all’ordine del giorno. Oggi il Mediterraneo e’ scosso dagli sviluppi in Siria, con le emigrazioni di milioni di profughi,in Libia con la presenza dello Stato Islamico, in Turchia con le recenti elezioni a effetto dittatoriale e immediata ripresa della guerra civile con i Curdi.

    Il primato che qualcuno vuole assegnare alla questione palestinese serve a distogliere l’attenzione dalle urgenze che più determinano il futuro prossimo.

    Erri De Luca

    Personalmente aggiungo che a meno di non essere faziosi, partigiani e pregiudizialmente a favore di una parte contro i fatti e la storia, io qualche riflessione obiettiva la farei. Ma è più facile dare dello sporco sionista a qualcuno che non segue la propaganda del proprio Grande Fratello di riferimento, imbevuti di tutto questo antisemitismo travestito (ed anche male) da un immotivato antisionismo. Meglio così, senza neanche prendersi la pena di informarsi su giornali non faziosi su cosa è Gaza, per colpa di chi la sua popolazione vive come vive e di quali valori è imbevuta. Meglio così e non volersi prendere la briga di informarsi su cosa succede davvero in Israele e che il suo unico interesse è vivere in pace nella sicurezza e con la garanzia del rispetto dei propri confini (che dal 1947 gli sono sempre state negate).

    • Non volevo infierire ulteriormente riportando questo commento che Erri De Luca ha messo sul suo profilo il giorno dopo la pubblicazione di questo articolo, Massimo, ma visto che l’ha fatto lei ed è sempre lei ad usare parole come “sporco sionista”, la invito a riflettere sul fatto che qui le sia possibile commentare mentre altrove, come sul profilo di Erri De Luca o sulle sue “fan page”, alcune persone sono state bannate per aver osato pronunciare una parola “contro”. Si vede che “l’unica parola contro” che ammette il tanto osannato (dai media) scrittore è la sua. Quanto all’accusa di antisemitismo travestito da antisionismo è in perfetta sintonia con le posizioni di De Luca e di tanti, aimé, sionisti ma è altrettanto insostenibile. Non so come possa accusare me di essere faziosa, si rilegga meglio e rilegga le parole di Erri De Luca. Io probabilmente sono “di parte”, ma dalla parte degli oppressi.

  16. Ecco appunto signora Zandiri. Oppressi. Ma da chi se non da Hamas? E’ questo ciò di cui parla De Luca. Se lo chieda anche lei. Chi è che da anni vuole lo scontro, sempre e comunque, perché la sua missione è annientare il nemico sionista costi quel che costi, anche sulla pelle di una popolazione alla quale si fa il lavaggio del cervello nelle scuole, dove si incitano gli abitanti all’odio ed alla guerra santa, dove si mandano i ragazzini a farsi saltare in aria o a pugnalare i civili facendo passare tutto ciò per un dovere verso la propria divinità, dove la missione di difendere il proprio popolo si esprime facendone degli scudi umani e nascondendo armi e guerriglieri dentro le case, nelle scuole e negli ospedali. Molto meglio sacrificare le loro vite per poter tacciare il nemico sionista di crimini di guerra. Ma andiamo! Un po’ di autonomia di pensiero rispetto a tutti questi preconcetti. Colga il grido di dolore che viene da Erri De Luca per chi vive sovvertendo valori universali. Essere dalla parte degli oppressi è tutt’altra cosa. Significa liberare il popolo palestinese da chi li opprime e li obbliga a vivere come vivono e cioè sottraendogli i fondi europei (che vanno in armi e non in aiuti), impedendogli di vivere ed amare chi vogliono (l’Islam è l’unica religione ammessa ed essere accusati di omosessualità significa essere condannati a morte), negando diritti e libertà. E’ facile da qui puntare il dito e giocare a suddividere gli altri in oppressi ed oppressori. Tanto in fatto di politica estera siamo tutti tanto bravi ad eleggere i buoni e i cattivi, a distinguere il bianco dal nero. E’ solo quando le cose ci toccano da vicino che improvvisamente scopriamo le sfumature.Tante certezze nel negare a qualcuno di avere un’opinione contraria alla propria su vicende che accadono tanto lontano le ha solo chi si pone davanti alla tastiera di un computer non per scrivere di fatti ma per sventolare una bandiera.

    • Guardi che io le “cose” le ho toccate da vicino… Gerusalemme l’ho vista con i miei occhi, non sono stata a Gaza ma sono stata in Cisgiordania, mi spiace ma la propaganda sionista con me non funziona, io il grido di dolore l’ho sentito e visto con i miei occhi, e mi è entrato così profondamente che non credo lo dimenticherò mai, era quello di bambini torturati nelle carceri israeliane e niente di quello che lei scrive potrà mai giustificare una crudeltà del genere, niente. Io punto il dito contro chi commette questi crimini contro l’umanità e contro CHI LI SOSTIENE E NE E’ COMPLICE, e lo farò fino a quando avrò fiato, questa è la mia “parola contro”… e non parlo per esperienza “da tastiera”.

  17. Massimo non condivido quasi nulla di ciò che dici ma non é assolutamente importante é importante invece farti notare che Simonetta e il blog che lei cura sono veramente voci libere e indipendenti senza secondi fini ma solo per amore dell’informazione libera…quindi attenzione e etichettare. Grazie.

  18. Scusi Simone ma a me sembra che sia stata la signora Zandiri ad etichettare Erri De Luca per aver avuto l’ardire di alzare la propria voce in difesa del diritto di un cittadino israeliano a vivere in sicurezza. Forse per un civile israeliano è necessario farsi accoltellare in silenzio mentre cammina per la strada, trascinarsi al primo ospedale senza lamentarsi o sporcare di sangue e senza che nessuno possa dire una parola in sua difesa per non urtare tutte queste voci libere e sensibili in difesa della pace e degli oppressi. L’etichetta, mi scusi Simone, se la scrive da sola chi attacca uno scrittore non perchè ha scritto qualcosa contro qualcuno ma perchè lo ha fatto in difesa di qualcun altro.

    • Massimo,
      Io penso che ognuno di noi debba sentirsi libero di sostenere chi vuole con le modalità che più gli si confanno.
      Ma questi “ognuno” dovrebbero cercare perlomeno di essere coerenti.
      De Luca ha detto che non si interessa di Palestina perché non è la sua terra. E la Valsusa è la sua terra? Mi risulta sia napoletano e non piemontese.
      Ma, forse, i suoi potenziali acquirenti di libri sono più qui che in Palestina, ed essere l’eroe della “madre di tutte le lotte” rende bene.
      Più che rivoluzionario a me sembra reazionario, e pure nazionalista.

  19. Cinzia, mi arrendo. Prendo atto che per un italiano il territorio italiano non è la propria terra. Erri De Luca dunque non può esprimere opinioni su questioni legate al suolo piemontese in quanto napoletano (mi può dire in questo caso quali sono secondo Lei i confini esatti del territorio entro il quale gli è lecito argomentare? La Campania o il solo interland napoletano?). Se lo fa dunque è solo per vendere i propri libri (con quale enorme indotto mi sfugge).
    La voce di Erri De Luca non può essere accolta dai No Tav, è la posizione di questo blog votato alla libera informazione, perché reo di essere “sionista” (accusa di per sè infamante!) e di non dire una parola contro l’oppressione del popolo palestinese (ammetto la mia ignoranza: le due cose scopro solo oggi che sono collegate).
    Inutile scendere nel dettaglio a proposito di chi con il terrorismo ha fatto di tutto perché certi muri fossero alzati e le frontiere pattugliate. La signora Zandiri, la cui testimonianza va accolta senza discutere dal momento che è stata in Cisgiordania e persino nelle carceri israeliane dove ha toccato con mano LE TORTURE SUI BAMBINI e ne ha sentito le grida di dolore, ma stranamente non quelle provenienti dagli ospedali israeliani (dove questo popolo razzista cura anche i malati e i feriti palestinesi), la signora Zandiri, dicevo, ci informa per amore della libera informazione che, mentre i soldati israeliani girano per le città con il mitra (perché Israele è il Far West e lì girare armati va di moda e non per proteggere la popolazione dagli attentati) i militanti palestinesi sono disarmati. Evidentemente, oltre alle opinioni contrarie alla sua indignazione per nulla faziosa, sono frutto della propaganda sionista anche i missili che piovono nelle città, i kamikaze imbottiti di tritolo che si fanno esplodere sugli autobus, per strada o davanti alle scuole, i tunnel scavati per chilometri pur di entrare nelle città israeliane armati fino ai denti per ammazzare il primo disgraziato che capita a tiro e gli accoltellamenti. Ma si, tutta propaganda della lobby giudaico-sionista).
    Mi fermo qui. Grazie per avermi illuminato. Oggi so che in quanto romano e sostenitore in Medio Oriente della soluzione “due popoli-due stati nella sicurezza e nel rispetto di confini riconosciuti” non posso avere un’opinione contro gli scempi provocati dai lavori per l’alta velocità in Val di Susa dal momento che bisogna prima ricevere una patente da tanti liberi pensatori rispettosi del libero pensiero solo quando converge con il loro.

  20. Massimo, vedo che hai colto perfettamente la mia ironica disquisizione sui “confini”. Anche se, a parlare di terra mia o non terra mia è stato proprio De Luca: non mi verrebbe mai in mente di usare una frontiera come limite al mio interessamento a questioni ambientali o, ancor più, civili.

    Riguardo alla questione palestinese, le mie maggiori informazioni vengono proprio da scritti di politici, giornalisti, scrittori ebrei ed israeliani o filo tali, i quali hanno sempre sostenuto che è stato un lavoro molto sporco, ma il “popolo eletto” ne aveva il diritto.
    Ari Shavit, editorialista di una delle più importanti testate israeliane, nonché pronipote di uno dei primi ebrei che, dall’Inghilterra partì in avanscoperta per la Palestina con l’idea di insediarvi lo stato di Israele, scrive nel suo libro “la mia terra promessa”: «La nazione in cui sono nato ha cancellato la Palestina dalla faccia della terra». Eppure: «Se necessario, starò dalla parte dei dannati. Perché so che se non fosse stato per loro, lo Stato di Israele non sarebbe mai nato. Se non fosse stato per loro, io non sarei nato. Hanno fatto lo sporco e turpe lavoro che consente al mio popolo, a me e ai miei figli di vivere».

    Mi pare che in queste righe sia racchiuso il senso di ciò di cui stiamo discutendo. Vincitori e vinti, e non legittimo o non legittimo. A meno che tu non voglia considerare la forza come segno di giustizia.

  21. Se il tuo diritto a vivere cancella il mio diritto a fare altrettanto, e questo tu lo trovi corretto, allora credo che questa discussione non abbia senso di continuare.

  22. Dimenticavo: su Hamas la penso come te. Purtroppo altre alternative non ne hanno, il potere è un cancro per i popoli, da qualsiasi parte esso venga. Ma, riguardo Israele, non credo Hamas possa rappresentare un grave pericolo per lo stato più militarizzato al mondo, anche se tu fai l’errore (o quello che per me lo è) di continuare a mettere sullo stesso piano i due eserciti, e le rispettive azioni ed i rispettivi “risultati”.

  23. È ciò che penso anch’io. Se ti confessi tifosa di chi sacrifica la propria vita pur di negare all’altro il diritto ad esistere ed antepone al vivere in pace sulla propria terra il cacciare l’altro dalla sua credo anch’io che non abbia senso continuare a discutere.

  24. Cinzia ma che discorsi sono. Ma dai. Che vuol dire la sproporzione tra i due eserciti. Ora perchè Israele ha più soldati deve anche permettere che vengano scannati più civili? Se la proporzione dei morti ammazzati dai terroristi fosse maggiore il discorso sarebbe diverso? Qui c’è una lotta tra chi difende il proprio popolo da chi spara nel mucchio e chi non accetta di convivere pacificamente con l’altro, non ne accetta l’esistenza ed appoggia tutti coloro (Isis e Iran in testa) ne vogliono la distruzione. Chiudiamola qui. Davvero. Giustificare l’odio cieco e il terrorismo sui civili come “forma disperata di lotta” la trovo la più allucinante e disumana delle ipocrisie. Facile parlare così per chi non ci si è mai trovato. Le madri israeliane mandano a scuola i propri figli in autobus diversi per non rischiare di perdere contemporaneamente entrambi. Ti auguro di non provarlo mai e che nessuno dica di chi vuole la morte dei tuoi figli solo perchè sino piemontesi che “non hanno alternative”.

  25. Non mi so spiegare, evidentemente. O, più probabilmente, tu non vuoi capire.

    • Ti sei spiegata benissimo, e anche il signor Massimo ha mostrato tutta la sua preparazione, con il mantra sionista che sentiamo da decenni, ormai. Tempo perso, io detesto ogni forma di terrorismo, ma quello di israele è forse il più vergognoso ed è una drammatica offesa alle vittime dell’olocausto. Se Erri De Luca avesse una briciola di dignità verrebbe a rispondere di persona, ma è troppo impegnato in un tour nazionale (e non solo), quindi si limita a buttare due frasi sul suo profilo FB dal quale è pronto a bannare chiunque osi esternargli una critica. Spero davvero di poterlo incontrare, un giorno, e dirgli cosa penso guardandolo negli occhi.

  26. Mantra sionista. Le vostre parole si commentano da sè a chi abbia orecchie per sentirle. Voi negate il diritto ad esistere ad una nazione, date dei terroristi a chi difende il proprio popolo ed i propri confini contro chi ha come unica ragione di vita l’odio e la distruzione dell’altro e se qualcuno si permette di dirlo (o di scriverlo) è degno di disprezzo perchè non lo dice perchè quella è la sua opinione degna di rispetto come quella di tutti ma per logiche promozionali o perchè è in malafede o perchè anche lui è imbevuto del “mantra sionista”. Strano che non avete accusato Erri De Luca di essere in combutta con il Mossad. Le vostre parole vi descrivono semplicemente per quello che siete con il vostro finto pacifismo a senso unico che nasconde solo odio, intolleranza e preconcetti dei più beceri. Continuate a suonarvela e cantarvela tra voi. Riconoscete solo il pensiero di chi la pensa come voi. Almeno abbiate il coraggio di ammetterlo invece di nascondervi dietro certe etichette. In questo blog di libera infirmazione non c’è proprio nulla. Solo opinione preconcette.

    • Scusi Massimo ma lei ha mai sentito parlare dell’ONU? Sa quale è il paese che ha il record di violazioni del sopracitato organo ? Provi a indovinare ? Mica la Siria o qualche stato definito “canaglia” No è ISRAELE. Sa quante ne ha violate ? Ecco un mini elenco:

      • Resolution 106: The Palestine Question (29 Marzo 1955) «… ‘si condanna’ Israele per l’incursione su Gaza».

      • Resolution 111: The Palestine Question (19 gennaio 1956) «… ‘si condanna’ Israele per un’incursione sulla Siria con l’uccisione di 56 persone».

      • Resolution 127: The Palestine Question (22 gennaio 1958) «… ‘si raccomanda’ che Israele annulli la zona di interdizione alle persone in Gerusalemme».

      • Resolution 162: The Palestine Question (11 aprile 1961) « … ‘si chiede con forza’ che Israele rispetti le decisioni ONU».

      • Resolution 171: The Palestine Question (9 aprile 1962) « … stabilisce palesi violazioni di Israele nei suoi attacchi alla Siria».

      • Resolution 228: The Palestine Question (25 novembre 1966) « … ‘si censura’ Israele per il suo attacco a Samu nella Sponda Ovest, sotto controllo giordano».

      • Resolution 237: Guerra dei 6 Giorni, (14 giugno 1967) « … ‘si chiede con forza’ che Israele permetta il ritorno dei nuovi rifugiati Palestinesi del 1967» e si chiede che Israele garantisca la sicurezza e le buone condizioni di vita degli abitanti delle zone dove hanno avuto luogo i combattimenti.

      • Resolution 248: (24 marzo 1968) « … ‘si condanna’ Israele per il suo massiccio attacco a Karameh in Giordania».

      • Resolution 256: (16 agosto) « … ‘si condanna’ l’incursione israeliana in Giordania quale ‘palese violazione’».

      • Resolution 258: (18 settembre) … ‘si esprime preoccupazione’ per le condizioni degli abitanti dei territori occupati da Israele, e si richiede l’invio di un rappresentante speciale che rediga un rapporto sull’adesione alla Risoluzione 237 e che Israele cooperi.

      • Resolution 259: (27 Settembre) « … ‘si deplora’ il rifiuto di Israele ad accettare una missione ONU per verificare l’occupazione».

      • Resolution 262: (31 Dicembre) « … ‘si condanna’ Israele per l’attacco all’aeroporto di Beirut».

      • Resolution 265: (1° Aprile 1969) « … ‘si condanna Israele per gli attacchi aerei su Salt».

      • Resolution 270: (26 Agosto) « … ‘si condanna’ Israele per gli attacchi aerei ai villaggi nel Libano del sud».

      • Resolution 279: (12 Maggio 1970) «Si chiede l’immediato ritiro di tutte le forze armate israeliane dal territorio libanese».

      • Resolution 280: (19 Maggio) « … ‘si condannano’ gli attacchi Israeliani contro il Libano».

      • Resolution 285: (5 Settembre) « … ‘si chiede’ l’immediato ritiro israeliano dal Libano».

      • Resolution 298: (25 Settembre 1971) « … ‘si deplora’ il cambio di status di Gerusalemme deciso».

      • Resolution 316: (26 Giugno) « … ‘si condanna’ Israele per i ripetuti attacchi contro il Libano».

      • Resolution 317: (21 Luglio) « … ‘si deplora’ il rifiuto di Israele a liberare gli arabi detenuti in Libano».

      • Resolution 332: (21 Aprile) « … ’si condannano’ i ripetuti attacchi di Israele contro il Libano».

      • Resolution 337: (15 Agosto) « … ‘si condanna’ Israele per aver violato la sovranità e l’integrità territoriale libanese e per le interferenze con il traffico aereo libanese e la cattura di un aereo di linea libanese».

      • Resolution 347: (24 Aprile) « … ‘si condanna’ Israele per gli attacchi sul Libano».

      • Resolution 444: « … ‘si deplora’ la mancanza di collaborazione di Israele con le forze di pace ONU».

      • Resolution 446 (1979): ‘si stabilisce’ che gli insediamenti dei coloni israeliani costituiscono un ‘serio ostacolo’ per la pace e si chiede ad Israele di attenersi alla Quarta Convenzione di Ginevra».

      • Resolution 450: « … ‘si invita’ Israele a cessare gli attacchi al Libano».

      • Resolution 452: « … ‘si invita’ Israele a cessare dal costruire insediamenti di coloni nei territori occupati».

      • Resolution 465: « … ‘si deplorano’ gli insediamenti israeliani di coloni e si chiede che tutti gli stati membri ONU NON aiutino Israele nel programma di insediamento».

      • Resolution 467: « … ‘si deplora con forza’ l’intervento militare israeliano in Libano».

      • Resolution 468: « … ‘si chiede’ che Israele rimedi all’espulsione illegale di due importanti Palestinesi e di un giudice e che ne faciliti il ritorno».

      • Resolution 469: « … ‘si deplora con forza’ la mancata osservanza da parte di Israele dell’ordine del Consiglio di Sicurezza ONU relativo al NON deportare Palestinesi».

      • Resolution 471: « … ‘si esprime profonda preoccupazione’ per il rifiuto israeliano di attenersi alla Quarta Convenzione di Ginevra».

      • Resolution 478 (20 Agosto 1980): « ‘si censura (Israele) nel modo più perentorio’ per la rivendicazione di Gerusalemme nelle sue Leggi Base».

      • Resolution 487: « … ‘si condanna con forza’ Israele per gli attacchi alle strutture nucleari iraniane».

      • Resolution 497 (17 Dicembre 1981), «‘si stabilisce’ che l’annessione ad Israele dei territori siriani della Alture del Golan è “nulla ed inefficace” e che Israele conseguentemente receda dalla propria decisione».

      • Resolution 501: « … ‘si chiede’ ad Israele di fermare gli attacchi al Libano e ritirare le proprie truppe».

      • Resolution 515: « … ‘si chiede’ che Israele cessi l’assedio di Beirut e permetta l’ingresso dei rifornimenti alimentari».

      • Resolution 516: « … ‘si chiede’ l’immediata cessazione delle attività militari nel Libano a seguito di violazioni del cessate il fuoco a Beirut».

      • Resolution 517: « … ‘si censura’ Israele per il rifiuto di obbedire alle Risoluzioni ONU e si chiede che Israele ritiri i propri militari dal Libano».

      • Resolution 520: « … ‘si condanna’ l’attacco israeliano a Beirut Ovest».

      • Resolution 573: « … ‘si condanna con forza’ Israele per i bombardamenti in Tunisia e per l’attacco ai quartier generali dell’OLP.

      • Resolution 592: « … ‘si deplora fortemente’ l’uccisione di studenti Palestinesi alla Birzeit University da parte di truppe israeliane».

      • Resolution 605: « … ‘si deplora fortemente’ la condotta e le azioni israeliane di negazione dei diritti civili ed umani ai palestinesi.

      • Resolution 607: « … ‘si chiede’ ad Israele di NON DEPORTARE Palestinesi e si chiede con forza di attenersi alla Quarta Convenzione di Ginevra.

      • Resolution 608: « … ‘si deplora fortemente’ che Israele sia venuta meno all’ascoltare l’ONU ed abbia deportato civili palestinesi».

      • Resolution 611: «… si condanna l’assassinio, perpetrato da Israele, di Khalil al-Wazir quale ‘palese violazione’ della Carta…».

      • Resolution 636: « … ‘si deplora fortemente’ la deportazione israeliana di civili Palestinesi».

      • Resolution 641 (30 Agosto 1989): « … ‘si deplora’ la costante deportazione di Palestinesi operata da Israele».

      • Resolution 672 (12 Ottobre 1990): « … ‘si condanna’ Israele per la violenza contro i Palestinesi presso l’Haram al-Sharif / Temple Mount».

      • Resolution 673 (24 Ottobre 1990): « … ‘si deplora’ il rifiuto di Israele a cooperare con l’ONU».

      • Resolution 681 (20 Dicembre 1990): « … ‘si deplora’ la ripresa delle deportazioni di palestinesi da parte di Israele».

      • Resolution 694 (24 Maggio 1991): « … ‘si deplorano’ le deportazioni di palestinesi da parte di Israele e si chiede che ne garantisca un sicuro ed immediato rientro».

      • Resolution 726 (6 Gennaio 1992): « … ‘si condanna con forza’ la costante deportazione di palestinesi operata da Israele».

      • Resolution 799 (18 Dicembre 1992): «. . . ‘si condanna con forza’ la deportazione di 413 Palestinesi da parte di Israele e se ne chiede l’immediato rientro».

      • Resolution 904 (18 Marzo 1994): massacro della Tomba dei Patriarchi.

      • Resolution 1322 (7 Ottobre 2000) si deplora la visita di Ariel Sharon al Temple Mount e la violenza da essa derivata.

      • Resolution 1435 (24 Settembre 2002) si chiede la cessazione delle misure israeliane imposte a Ramallah ed il ritiro israeliano sulla posizione di prima del settembre 2000.

      Mai sentito parlare della operazione miltare Piombo Fuso ? Mai letto niente della signora Hannah Arendt ? Yisrael Galil sa chi era ? Uziel Gal ? Conosce la guerra arabo-israeliana del 1948 ? Sa quali erano i confini di israele nel 1957 e poi ? La guerra dei sei giorni nel 1967 mai sentito parlare ? tutta propaganda anche quella ? Magari di hamas vero?
      Preciso di essere un libertario incallito… Io sono contro tutti gli stati e le bandiere quindi sia lo “stato palestinese” sia la bandiera della palestina mi stan antipatiche come quella italiana israeliana o tedesca o etiope o antigua e barbuda etc etc etc

  27. Massimo, ti ho scritto un passaggio di un libro di uno che non la pensa esattamente come me… eppure sembra tu non l’abbia nemmeno letto (non dico approfondito).
    Credimi, come ti dicevo ho letto quasi esclusivamente libri ed articoli di ebrei ed ebrei israeliani, oltre a cercare, come faccio per tutto, spunti storici e di attualità. Personalmente non nego a nessuno il diritto di esistere e di vivere, e non mi considero pacifista, piuttosto pacifica. Ed i fatti parlano da sè. Gli integralismi stanno da entrambe le parti, ed a mio modesto parere tu fai parte di quelli: non ammetti il benché minimo torto, seppur a fin di un vostro concetto di “bene”. Probabilmente, a tuo avviso, anche i nativi d’America han trovato l’estinzione perché quella terra doveva essere sfruttata ed abitata dagli europei che avevano deciso di abitarvi. O, ancor prima, il massacro delle popolazioni del sud America era legittimato dalla nostra avidità di abitanti della civile europa. Tutto è giustificabile, davvero tutto. Ma la coscienza, prima o poi, non sarà più possibile metterla a tacere.

  28. Sai, io non sostengo l’esistenza delle frontiere: io credo nel valore della libera circolazione delle persone. Ma questo non significa rubare l’orto al mio vicino: significa costruirmene uno mio, e convivere. Riguardo alle diverse culture, ognuno ha la propria, ed ognuno cercherà di progredire in ciò che pensa giusto, e con i tempi che ci vorranno.

  29. Massimo concordo con te!

  30. Mai sentito parlare di disinformazione mAx? Per rispetto del mio interlocutore cerco sempre di ritagliarmi un po’ di tempo per rispondere con argomentazioni sia sulle cose che condivido sia su quelle che non condivido. Visto però che citi un documento che gira dal 2002 mi sono arreso anch’io, come te, al copia e incolla. Ecco un articolo che potresti trovare interessante.

    L’eterno colpevole, ovvero: come manipolare le risoluzioni dell’Onu
    Un documento internet molto citato da opinionisti e giornalisti denuncia “73 risoluzioni dell’Onu di condanna a Israele”. Ma è un classico caso di calunnia e disinformazione

    Si immagini di assistere a una partita a scacchi e di cercare di capire le mosse dei pezzi neri senza poter vedere i pezzi bianchi. O di assistere alla differita di una partita di calcio dalla quale siano stati tagliati i fischi dell’arbitro verso una squadra per dare l’impressione che il gioco dell’altra sia inutilmente aggressivo e scorretto. Questa più o meno è l’operazione che hanno fatto gli autori (anonimi) di un documento che ultimamente circola su internet e viene ripreso da giornalisti e politici . Titolo: “Settantatre risoluzioni dell’Onu di condanna a Israele”. Sottotitolo (insinuante): “Nessun ispettore, nessuna guerra per farle rispettare”. Segue un nudo elenco di risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che “esprimono condanna all’operato di Israele”, citate per numero e data e accompagnate da brevi “estratti che ne illustrano il contenuto”. Insomma: un documento che parla da sé, che non ha bisogno di commenti tanto è evidente il torto di Israele.
    E invece di commenti ha bisogno eccome.
    Innanzitutto le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza non sono tutte uguali. Vi sono quelle approvate sulla base del Capitolo 6 della Carta delle Nazioni Unite (“Composizione pacifica dei conflitti”) e quelle sulla base del Capitolo 7 (“Azioni in caso di minacce alla pace, violazioni della pace e atti di aggressione”). Solo il Capitolo 7 conferisce al Consiglio di Sicurezza la facoltà di ricorrere a varie forme di coercizione, dalle sanzioni fino all’uso della forza militare.
    Ora, come ricordava qualche mese fa anche l’Economist, “nessuna delle risoluzioni a proposito del conflitto arabo-israeliano è stata emanata ai sensi del Capitolo 7. Imponendo sanzioni anche militari contro l’Iraq, ma non contro Israele, l’Onu non fa che rispettare le proprie stesse regole interne”. E aggiungeva: “Che le risoluzioni ai sensi del Capitolo 7 siano diverse, e che nessuna di esse sia stata approvata contro Israele, è un fatto riconosciuto dagli stessi diplomatici palestinesi”, che infatti se ne lamentano . Quella velata minaccia contenuta nel titolo del documento (“nessuna guerra per farle rispettare”) può essere stata scritta solo da una persona molto ignorante o in mala fede.
    Vale la pena sottolineare che la distinzione fra Capitolo 6 e Capitolo 7 non è puramente formale. Essa riflette due situazioni politiche completamente diverse. In un caso, infatti, il Consiglio di Sicurezza individua nel regime iracheno e nei suoi comportamenti una minaccia alla stabilità e alla pace e pertanto esige da quel regime comportamenti diversi, pena il ricorso alla forza. Nell’altro caso, invece, il Consiglio di Sicurezza deve promuovere la composizione di un conflitto arabo-israeliano che vede coinvolte più parti, ognuna con le proprie responsabilità. Ma gli autori del documento vogliono che le responsabilità siano solo di Israele e dunque riportano, di molte risoluzioni, solo la porzione che si rivolge a Israele, convenientemente scordando l’altra, quella che si rivolge agli arabi. Appunto, come una partita truccata.
    Così ad esempio, è vero – come dice il documento – che le risoluzioni 1402 e 1403 (2002) chiedevano “alle truppe israeliane di ritirarsi dalle città palestinesi”. Ma chiedevano anche e contemporaneamente “l’immediata cessazione di tutti gli atti di violenza, compresi tutti gli atti di terrore, provocazione, istigazione”. In sostanza il Consiglio di Sicurezza ribadiva che solo un cessate il fuoco “significativo” (meaningful, nel testo originale), cioè non a parole, unito a un ritiro israeliano dalle ultime posizioni rioccupate, avrebbe permesso la ripresa del negoziato di pace. Tacendo mezza risoluzione, gli autori del documento fanno dire al Consiglio che Israele doveva ritirarsi senza se e senza ma, mentre i palestinesi potevano continuare con spari e attentati. Giudichi il lettore se è la stessa cosa.
    Allo stesso modo, è vero – come dice il documento – che la risoluzione 1435 (2002) chiedeva a Israele “la fine immediatamente delle misure adottate a Ramallah e dintorni” e “il rapido ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle città palestinesi”. Ma è vero anche che essa ribadiva “la richiesta di una completa cessazione di tutti gli atti di violenza, terrorismo, provocazione istigazione”, e faceva “appello all’Autorità Palestinese affinché adempia al suo esplicito impegno di garantire che i responsabili di atti terroristici vengano da essa assicurati alla giustizia”. Ma di nuovo, questa parte della risoluzione è scomparsa.
    Il più delle volte il Consiglio di Sicurezza, quando chiama in causa Israele, formula anche contemporaneamente precise richieste alle controparti arabe, e ciò per la ovvia considerazione che la pace in Medio Oriente non può essere fatta da una parte soltanto. Ma questo è appunto ciò che gli autori del documento non vogliono capire (o farci capire).
    Non basta. Gli autori non omettono solo pezzi di risoluzione. Omettono anche intere risoluzioni. Ad esempio, per restare nel 2002, non viene citata la 1397. Come mai? Forse perché esprimeva “grave preoccupazione […] per i recenti attentati”, chiedeva “l’immediata cessazione di tutti gli atti di violenza, terrorismo, provocazione, istigazione” ed esortava “le parti israeliana e palestinese e i loro dirigenti a cooperare nella realizzazione del piano Tenet e del Rapporto Mitchell, allo scopo di riavviare negoziati per una composizione politica”: tutte cose che la parte palestinese, non quella israeliana, si è rifiutata di fare.
    Vistosa, poi, l’assenza di una delle più importanti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza di tutta la storia del conflitto: la 242 del 1967. Di nuovo, come mai? Forse perché chiedeva (agli arabi, ovviamente) la “fine di ogni stato di belligeranza” e il “riconoscimento del diritto [di Israele] di vivere in pace entro confini sicuri e riconosciuti, libero da minacce o atti di forza”?
    Della 425 (1978) si dice che “ingiungeva a Israele di ritirare le sue forze dal Libano”. Ma non si ricorda che chiedeva anche il ripristino della pace al confine israelo-libanese e un “rigoroso rispetto della integrità territoriale, sovranità e indipendenza politica del Libano”, tutte cose che truppe siriane, milizie palestinesi, agenti iraniani e terroristi Hezbollah non si sognano minimamente di fare. Né viene riportata la Dichiarazione del 18 giugno 2001 con cui il Consiglio di Sicurezza certificava che “Israele ha ritirato le sue forze dal Libano in conformità con la risoluzione 425”.
    Ancora più curioso il fatto che l’elenco delle risoluzioni viene fatto iniziare con la n. 93 del 18 maggio 1951. Eppure il conflitto arabo-israeliano scoppia almeno tre anni e mezzo prima, con il rifiuto arabo della risoluzione di spartizione 181 dell’Assemblea Generale dell’Onu (29.11.47) e l’attacco degli eserciti arabi a Israele. Prima della 93 (1951) a noi risultano non meno di 21 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, tra cui quelle – ufficialmente respinte dai governi arabi – che chiedevano il cessate il fuoco e il rispetto della 181. In pratica, il rispetto della nascita di Israele.
    Non manca, invece, la risoluzione 487 del 19 giugno 1981: quella che condannava “con forza” la distruzione del reattore nucleare iracheno di Osirak da parte dell’aviazione israeliana, oggi da tutti lodata . Una condanna che, riletta oggi, basta da sola a screditare l’Onu agli occhi degli israeliani e di chiunque abbia a cuore la pace e la stabilità internazionali.
    Resta da fare un’ultima considerazione, di carattere storico-politico. Tutti sanno che i paesi arabi, ripetutamente sconfitti in campo aperto, hanno fatto costantemente ricorso al terrorismo (dai feddayin degli anni ‘50 fino agli Hezbollah degli anni ‘80 e ‘90) per esercitare una continua pressione militare ai confini e all’interno dello Stato di Israele. L’hanno fatto organizzando, finanziando, addestrando, capeggiando varie formazioni “guerrigliere” palestinesi, nella consapevolezza che l’Onu avrebbe dovuto per forza condannare le “violazioni” delle linee d’armistizio fatte da uno stato (Israele), ma non avrebbe mai potuto condannare allo stesso modo le “violazioni” (infiltrazioni, attentati, stragi di civili) fatte da formazioni irregolari (i terroristi) che provocavano la reazione d’Israele. Un trucco palese, persino dichiarato, che non inganna più nessuno. Salvo i “volonterosi” autori del “documento” in questione, e i loro sfortunati lettori.
    Fonte: M. Paganoni per NES, aprile 2004

  31. due pesi due misure

    Tutti a insultare DeLuca, poi in corteo si sfila con le bandiere di Assad…
    Evidentemente ci sono palestinesi che sono un pò meno palestinesi degli altri…
    https://en.zamanalwsl.net/news/9393.html

  32. Grazie Filippo. Ed io concordo con Papa Bergoglio (noto pericoloso filo-sionista) che il 25 maggio 2014 dichiarò che .
    Dunque: due popoli, due stati, nella sicurezza e con confini riconosciuti. Questo è quello che sostiene il Papa, questo è quello che auspica Erri De Luca, questo è quello che dovrebbe augurarsi chiunque abbia a cuore le sorti di quella regione in nome di una convivenza pacifica.
    Evidentemente chi in questo blog usa il termine “sionista” come un insulto negando implicitamente ad Israele il diritto ad essere nato e contesta agli altri il diritto a sollevare una voce in difesa di chi rischia la vita in casa propria per il solo fatto di essere israeliano concorda piuttosto con Hassan Rohani. Ad ognuno i propri referenti.

  33. Grazie Filippo. Ed io concordo con Papa Bergoglio (noto pericoloso filo-sionista) che il 25 maggio 2014 dichiarò che:
    Gerusalemme è una “città di valore universale che significa ‘città della pace’. Così la vuole D-o e così desiderano che sia tutti gli uomini di buona volontà. Ma purtroppo – ha aggiunto il Papa – questa città è ancora tormentata dalle conseguenze di lunghi conflitti. Tutti noi sappiamo quanto sia urgente la necessità della pace, non solo per Israele, ma anche per tutta la regione. Si moltiplichino perciò – è stato il nuovo appello di Francesco – gli sforzi e le energie allo scopo di giungere a una composizione giusta e duratura dei conflitti che hanno causato tante sofferenze. In unione con tutti gli uomini di buona volontà, supplico quanti sono investiti di responsabilità a non lasciare nulla di intentato per la ricerca di soluzioni eque alle complesse difficoltà, così che israeliani e palestinesi possano vivere in pace. Bisogna intraprendere sempre con coraggio e senza stancarsi la via del dialogo, della riconciliazione e della pace. Non ce n’è un’altra. Pertanto rinnovo l’appello che da questo luogo rivolse Benedetto XVI: sia universalmente riconosciuto che lo stato d’Israele ha il diritto di esistere e di godere pace e sicurezza entro confini internazionalmente riconosciuti. Sia ugualmente riconosciuto che il popolo palestinese ha il diritto a una patria sovrana, a vivere con dignità e a viaggiare liberamente. La ‘soluzione di due Stati’ diventi realtà e non rimanga un sogno”.
    Dunque: due popoli, due stati, nella sicurezza e con confini riconosciuti. Questo è quello che sostiene il Papa, questo è quello che auspica Erri De Luca, questo è quello che dovrebbe augurarsi chiunque abbia a cuore le sorti di quella regione in nome di una convivenza pacifica.
    Evidentemente chi in questo blog usa il termine “sionista” come un insulto negando implicitamente ad Israele il diritto ad essere nato e contesta agli altri il diritto a sollevare una voce in difesa di chi rischia la vita in casa propria per il solo fatto di essere israeliano concorda piuttosto con Hassan Rohani. Ad ognuno i propri referenti.

  34. Caro massimo io le ho posto diversi spunti di ragionamento, evidentemente non li ha colti, mi spiace per lei…

  35. mAx, per porre un punto conclusivo a tutta questa discussione e fermo restando che, di fronte a degli interlocutori obiettivi e non contrari all’esistenza stessa dello Stato d’Israele, sarei pronto ad esprimere ciò che penso sulle responsabilità della destra israeliana nella questione degli insediamenti che (al pari dell’indisponibilità a riconoscere lo Stato d’Israele da parte araba ed il continuo ricorso al terrorismo), ha continuamente complicato le cose per raggiungere ciò che è sempre stato auspicato della gran parte della popolazione israeliana e cioè lo scambio “pace in cambio di territori”, visto che Lei è così preparato sulle questioni del conflitto arabo-israeliano offro anche a Lei alcuni spunti di riflessione su cui è libero di glissare come ha già fatto in precedenza sul suo parziale elenco di risoluzioni dell’Onu vittima anche lei della propaganda di cui, per altro, si fa grande cassa di risonanza in questo blog:

    Si sostiene che i palestinesi lottano per riavere la “loro” terra occupata dagli israeliani. Al riguardo sarebbe bene però tenere presente che il territorio della Palestina è stato per secoli (fin dalle Crociate) sotto l’ Impero Ottomano. Nessuno mai, per secoli, ha stabilito un regno o una nazione in quella zona. Dopo la Prima Guerra Mondiale,vinto e dissolto l’Impero Ottomano, il territorio è passato sotto il Mandato inglese.
    Alla fine del Mandato il 29 novembre 1947 (Risoluz. N.181) venne proposto dalle Nazioni Unite di creare due stati: uno arabo e uno ebraico: (133 voti a favore fra cui quello dell’ Urss,13 contrari). Gli ebrei accettarono e il 14 maggio 1948 dichiararono la fondazione del loro stato. Gli arabi rifiutarono e il 15 maggio sferrarono, con 5 eserciti concentrici,il primo attacco. L’11 maggio 1949,con la Risoluzione n.273, lo Stato d’Israele veniva ammesso all’ONU. E’ pertanto uno Stato legalmente riconosciuto. Se si discute sull’esistenza dello Stato d’Israele allora è legittimo discutere anche sulla quasi totalità degli altri (non ultima l’Italia che nasce nel 1870 dalla guerra d’aggressione dei piemontesi contro gli austriaci, lo Stato Pontificio ed il Regno delle Due Sicilie. Anche l’Italia prima di questa data era una nazione mai esistita).

    Nell’ottocento e nei primi anni del novecento i terreni controllati dagli Inglesi appartenevano a ricchi latifondisti (sceicchi,effendi) e venivano lavorati dai contadini del posto che, in base alla legge musulmana, pur non essendo i proprietari di quei terreni deserti e malarici, vivevano dei frutti del raccolto. Col nascere del movimento sionista gli ebrei che decisero di stabilirsi in Israele comprarono la terra dagli effendi, a dieci volte il prezzo di mercato (1000-1500$ per acro mentre nello stesso anno la ricca terra dello Iowa-Usa veniva venduta a circa 110$ per acro. Fonte: Benny Morris – Vittime. Storia del conflitto arabo-israeliano 1881-2001 – BUR Biblioteca universale Rizzoli)

    Finché Israele non ha occupato i territori e cioè dal ’48 al ’67, gli arabi li hanno avuti nelle loro mani rifiutandosi sempre di realizzare uno Stato così come era stato decretato. Se oggi Israele ha un territorio maggiore di quello originariamente decretato dall’Onu è perché al termine di una guerra di autodifesa ha posto tra sé ed i suoi nemici dei territori cuscinetto da restituire in cambio di pace (nessun paese,che si sappia, ha mai restituito territori acquisiti in guerra;Israele ha restituito il Sinai nel 1982 e successivamente le pianure del Golan).

    In Israele c’è piena libertà di culto,libertà che non ci fu quando Gerusalemme era sotto il dominio arabo (accesso ai Luoghi Santi impedito, cimiteri profanati e distrutti) e che non c’è attualmente nei paesi arabi.

    Infine, sulla questione degli insediamenti desidero chiarire che a fronte delle responsabilità dei governi del Likud prima citati, vari governi israeliani hanno mostrato più volte in passato di essere disposti a negoziare, purché ci fosse il requisito minimo di un clima di compromesso e non di violenza, cosa che negli ultimi anni con l’ascesa al potere di Hamas è sempre venuta meno. Si discute e si scende a patti con chi ti riconosce ed è disposto con un accordo a convivere con te, non con chi ha giurato che non si fermerà fino a che non avrà “ricacciato a mare l’invasore”e che persegue sempre e comunque il ricorso alla violenza ed al terrorismo.

    P.s. In qualunque cartina geografica degli stati arabi lo stato d’Israele non figura.

    • “In Israele c’è piena libertà di culto,libertà che non ci fu quando Gerusalemme era sotto il dominio arabo (accesso ai Luoghi Santi impedito, cimiteri profanati e distrutti) e che non c’è attualmente nei paesi arabi.” Decisamente viviamo in due mondi diversi. Ma di quale libertà stiamo parlando?

  36. Nuova perla di Erri De Luca, questa volta su Parigi: http://www.termometropolitico.it/1196958_erri-de-luca-ecco-parigi-guerra.html

    “Questa volta ho avuto l’impressione di una città a cui è stata dichiarata guerra, mentre lo scorso gennaio, per Charlie Hebdo, è stato diverso: in quel caso i francesi si sono sentiti colpiti nei loro sentimenti e sono scesi in piazza a milioni. Stavolta non sarà così, non ci saranno manifestazioni, c’è invece uno stato di guerra di fronte cui il cittadino riflette su come comportarsi”, ha spiegato De Luca a Un Giorno da Pecora. Lei crede che con maggiori controlli delle forze di sicurezza si potrebbe ridurre drasticamente il rischio attentati? “Così non ci si riesce. Il controllo va fatto non dalle persone in divisa ma dai semplici cittadini, ognuno può controllare il proprio ‘metro’, chi gli sta vicino”. Cosa si potrebbe fare allora? “Gli attentatori sono persone che sicuramente nel loro quartiere saranno conosciuti, e magari qualcuno si sarà anche accorto di un cambio di atteggiamenti e comportamenti. Ecco: solo chi sta ‘nei pressi’ può operare una prevenzione. Dopo, purtroppo, è troppo tardi”, ha concluso De Luca a Radio2.

  37. Insomma la DELAZIONE come pratica…complimenti sbirro De Luca

  38. Vi dovreste vergognare. E’ evidente che De Luca parla di vigilanza e di collaborazione con gli agenti preposti alla sicurezza che, senza l’aiuto di tutti, sono destinati ad un lavoro improbo contro questa forma di terrorismo. I fondamentalisti si nascondono nelle case, vivono in cellule familiari, si fanno scudo di donne e bambini. Ti costringono a cercarli casa per casa e senza l’aiuto di chi difende i valori della legalità e del nostro vivere civile l’attività di prevenzione diventa impossibile. De Luca sostiene chiaramente che a difendere i nostri valori (compresi quelli dell’accoglienza e del convivere pacificamente) dobbiamo essere tutti noi, non solo le forze di polizia. Niente a che vedere con la delazione che, ad esempio, è stata praticata da tanta gente “perbene” qui da noi durante il Fascismo e l’occupazione nazista. Ma cosa avete? Cos’è questa cecità, questo rancoroso accanimento? Nemmeno davanti a quanto è accaduto a Parigi che dimostra chiaramente quanto è stato pericoloso chiudere gli occhi di fronte al fondamentalismo islamico ed al dispregio che ha per la vita umana avete il buon senso di tacere?

    • Lei sa cos’è accaduto a Parigi? Interessante. E sa anche cosa sta succedendo da anni in Siria? Perché forse è di questo che si dovrebbe parlare, no? Chi fornisce le armi a questi presunti “jihadisti”? Chi sono questi squadroni armati di fanatici che da anni attaccano la popolazione civile? Chi li protegge? CHI LI FINANZIA? Lei ha risposte a queste domande?
      C’è un report interessante che risale al 2013, le posto qualche passaggio: “Non suscita invece preoccupazione fra i governi Ue l’embargo commerciale alla Siria, che ne peggiora la paralisi economica con i suoi effetti a cascata. E sembrano tutti d’accordo nel mantenere l’embargo sulle armi all’esercito siriano. Ma Susan, una dei partecipanti alla delegazione in sostegno alla Mussalaha, si chiede: “Sarebbe bello fare a meno di tutte le armi. Ma la popolazione siriana sarebbe avvantaggiata se all’esercito nazionale non arrivassero più armi? Gli Usa distrussero l’esercito iracheno perché secondo loro era legato al partito baaath, ma cosa è successo poi? Come farebbe l’esercito a resistere di fronte ad aggressioni terroriste o statali esterne?”.

      Al tempo stesso appare sempre più contraddittoria la posizione della Francia che da un lato insiste per la possibilità di armare direttamente i gruppi in Siria, dall’altro chiede all’Onu di considerare terrorista il fronte Al Nusra per differenziarlo dagli altri gruppi. Peccato che in contemporanea si stia diffondendo l’accusa di atrocità a carico del comandante della brigata “Omar Farouq” che combatte a Homs e che non è del fronte qaedista ma fa piuttosto parte della galassia del cosiddetto Libero esercito siriano, beniamino anche dei francesi. Il comandante del gruppo, lo stesso che in aprile ha bombardato i villaggi sciiti libanesi di al-Qasr e Hawsh al-Sayyed, è stato ripreso in un video mentre tagliava a pezzi il cuore e il fegato di un soldato siriano ucciso, chiedendo una sorte analoga per tutti gli alauiti.”

      Interessante, no? Qualche mese fa mi è capitato anche di sentire l’autore de “Il libro nero del Califfato” (probabilmente amico di Erri De Luca… ) che, durante la presentazione del libro ha spiegato, con quasi una punta di orgoglio, come il mossad si muovesse fornendo armi un po’ qua e un po’ là.. ha presente il giochino del “piede in due scarpe”? Ecco, che cosa divertente, costruire nemici da abbattere con l’unico scopo di disseminare il terrore… Brrrr e secondo lei il “cittadino qualunque” la risolve spiando il vicino? Ci stiamo prendendo in giro?

  39. Massimo io taccio si taccio di fronte alla tua faziosità. . .

  40. Simone io francamente il capitolo faziosità se fossi in lei non lo toccherei. Le vostre argomentazioni vuote, luoghi comuni ed informazioni taroccate si commentano da sè. Quanto a lei Simonetta guardi che il trucchetto di svicolare in continuazione e non rispondere alle questioni poste alzando fumo e citarndo il nulla può convincere al massimo quei tre amichetti con cui ve la suonate e ve la cantate in questa enclave di propaganda e disinformazione. Nessuno dice che alla base di ogni guerra, purtroppo, non ci siano interessi economici nè che i servizi segreti dei paesi di tutto il mondo non facciano giochi sporchi. Ma questo che c’entra con i morti di Parigi e con l’esigenza di proteggere i cittadini dal terrorismo? Guardi che il principio dell’autodifesa altro non è che il ricorso giustificato alla violenza che è possibile evitare solo con la prevenzione. Ma lei adesso ci verrà a dire che quelli che massacrano la gente nelle discoteche sono vittime dei bombardamenti in Siria che non hanno altre forme di lotta. Come li chiama lei? Ah, già: gli oppressi. Quindi in sostanza i francesi se la sono cercata per colpa della politica del loro governo… La vostra parziale ottusità è sinceramente, oltre che umanamente, indifendibile. Lei dice di difendere dei principi ma con le sue parole li svuota di qualsiasi valore.

    • Massimo ma che sta dicendo? Non posso in nessun modo giustificare le barbarie degli attacchi terroristici di Parigi, non potrei mai e concordo nella definizione di TERRORISMO perché di questo si tratta. Ma sarebbe grave non chiamare allo stesso modo le azioni di governi e stati che, in nome di quel presunto diritto alla difesa “bombardano” altre nazioni e/o finanziano milizie che creano apparenti “guerre civili”, armando magari addirittura due fazioni apparentemente in contrasto tra loro.. anche questo è TERRORISMO, sarebbe una grave miopia non riconoscerlo, tanto più quando a pagare il prezzo più alto sono sempre i civili, donne e bambini. Il principio all’autodifesa è un alibi usato troppo spesso perché parlare di “decolonizzazione” richiederebbe rinunce che questi governi non vogliono affrontare. I morti di parigi sono vittime del terrorismo. Come lo sono le decine di migliaia di morti in Siria , in Iraq, etc. Ma il governo francese ha delle PESANTI responsabilità, ed è più “carnefice” che “vittima”…

  41. Ecco qui una notizia che piacerà a Erri De Luca… “I militari si trasformeranno in ‘007 a tempo’ per la durata dell’operazione e avranno le garanzie funzionali previste per gli agenti dei servizi, con la possibilità – ad esempio – di opporre il segreto di Stato davanti alla richiesta di un giudice, oppure di compiere alcuni reati ” http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/18/attentati-parigi-premier-potra-attribuire-a-forze-speciali-militari-i-poteri-dei-servizi-segreti/2232514/

  42. Bravo Massimo, sei preparato ed equilibrato. Purtroppo non posso dire lo stesso delle controparti che sfuggono ogni tua argomentazione parlando d’altro.. Se prima avevo le idee confuse ora sono un po’ più chuare grazie a te.

  43. Massimo è impregnato di FAZIOSA propaganda suonista…quindi l’unica cosa che posso dirle è che mi spiace molto che lei pensi di avere la verità in tasca. Mi spiace sempre sentire le vittime della propaganda sdottorare ma è lo spirito dei tempi
    Che fare? Penso che in certe circostanze la soluzione sia distogliere lo sguardo. Buone cose.

  44. "il governo francese ha delle PESANTI responsabilità"

    Quali sarebbero le pesanti responsabilità del governo francese di centrosinistra?
    Il fatto di essersi opposto alla guerra americana in Iraq a differenza di Italia e Germania, il fatto di aver sempre supportato il popolo palestinese, il fatto di aver accolto e curato Arafat gravemente malato, il fatto di aver chiesto una nofly zone contro i bombardamenti di sanguinari dittatori come Gheddafi e Assad ???
    Mi sa che tra sionisti e propal da strapazzo, avete studiato la storia del mediorente su topolino…

    • A parte che se si parla di responsabilità della Francia non è pensabile considerare solo l’ultimo governo, c’è una storia che andrebbe riletta, magari con un’analisi un po’ attenta si individuerebbero alcuni “eccessi” nella politica colonialista francese dell’ultimo secolo, o no? Poi se vogliamo criticare le scelte più recenti allora chiediamoci perché sia stato posto il segreto di stato sugli attentati di Charlie Hebdo, che hanno segnato l’inizio dell’allarme ISIS in Europa, oggi in fase acuta dopo i recenti attacchi. Perché quel segreto di stato? E ancora, la Francia si appella al Trattato di Lisbona e invoca la “solidarietà” di tutti i paesi europei, oggi, con durezza. Anche qui farei un salto nel passato, giusto per ricordare che il progetto della Comunità Europea di Difesa (CED), che prevedeva la costituzione di un esercito europeo, fu ideato nei primi anni Cinquanta su proposta francese ma fallì principalmente per l’opposizione politica della stessa Francia, certo, altri tempi, ma è evidente che l’uso della parola “difesa” per la Francia nella sua attuazione ha sempre avuto obiettivi ben diversi. E vogliamo parlare anche della responsabilità nell’esportazione di armi proprio verso quei paesi che in qualche modo sostengono gruppi terroristi? Certo, lo fa anche l’Italia, mal comune mezzo gaudio però qui non funziona…. Se sei stato un impero, resti sempre un impero, cambi forma ma continui ad allungare i tuoi tentacoli e la Francia ne sa qualcosa, vogliamo parlare di quello che è successo negli ultimi anni nel Sahara/Sahel per il Mali? Vogliamo parlare di quella che François-Xavier Verschave nel 1998 definì la “Françafrique”? “un’ organizzazione criminale segreta incistata nelle alte sfere della politica e dell’economia transalpina. Basata sulla corruzione, sui rapporti personali con questo o quel dittatore/padrone (franco)africano, sugli interessi dei “campioni nazionali” dell’industria transalpina, specie nel settore energetico e minerario.” Ma forse è meglio continuare a leggere Topolino.

  45. Simone io sarò impregnato di faziosa propaganda ma, chiedo scusa se mi ripeto, voi in questo blog usate il termine sionista come un’offesa. Credo che questo risponda da solo alla credibilità della sua accusa di faziosità. Non capisco perché le mie argomentazioni sono “verità in tasca” e le vostre illuminate e documentatissime opinioni su scrittori connessi con gruppi di potere, sulla vera storia del conflitto arabo-israeliani, sugli interessi geopolitici delle grandi superpotenze e sulle sporche manovre degli Stati occidentali per manovrare l’inoffensivo terrorismo fondamentalista al solo scopo di limitare le nostre libertà personali. Stupido io a non capire che questo terrorismo è tutta una montatura e che per riuscire a fare un pò di luce in queste tenebre che di notte non mi fanno dormire era sufficiente leggere le verità con cui su questo blog ci beneficate. Grazie di tanto encomiabile impegno civile ragazzi. Continuate così!
    P.s. Simone ha ragione lei. Distolgo lo sguardo. Un saluto a Davide e grazie dell’apprezzamento.

  46. NO TAV
    riceviamo e diffondiamo:

    PICCOLO DIZIONARIO NATALIZIO DEGLI AMICI DEL SIG. MOVIMENTO NO T.A.V.

    Udine, 21 dicembre 2015
    Per ognuno di questi mitici No T.A.V. si segnala giusto qualche punto, qualche impresa qua e là, nella trepidante attesa che arrivi sulla slitta Babbo Machiavelli, o San Niccolò (Machiavelli), sulla slitta dal Polo Val Susa… insieme alla Befana.
    Erri De Luca
    1. Fan dei Servizi segreti. Ha dichiarato: «In Italia in passato si è parlato di Servizi segreti deviati che intralciavano le indagini. Ne eravamo diventati diffidenti. Ora non èè più così: i Servizi sono percepiti come un sistema di sicurezza che serve a difendere tutti, come dimostra la lotta al terrorismo internazionale. La raccolta di informazioni è vitale per un paese»1.
    2. Fan di Salvini e nemico dei sabotaggi contro l’Alta Velocità. Ha dichiarato: «Certo che ha ragione [Matteo Salvini a dire che i sabotatori del T.A.V. extra-valsusino vanno incarcerati]. Quelli di sabato [in occasione della presenza di Salvini, Lega e CasaPound a Bologna] che hanno danneggiato la linea [T.A.V.] Milano-Bologna non hanno niente a che vedere con il movimento di resistenza più che ventennale in Val Susa. Se ti metti a scassare le cose poi le paghi»2.
    3. Sionista. 1. Ha scritto una poesia in cui condanna la resistenza palestinese e omaggia Israele, pubblicata su un giornale sionista israeliano3. 2. Ha scritto su Facebook: «Si è sionisti perché si ammette l’evidenza storica dello Stato di Israele? Chi si augura la sua cancellazione è partigiano di uno sterminio su scala di massa. In quella regione occorrono due Stati ben divisi, non zero Stati e al loro posto il deserto. A qualcuno piace che ragazzini palestinesi vadano a farsi uccidere per accoltellare vecchietti ebrei? Evidentemente sì. Non appartengo alla categoria. […]. Il primato che qualcuno vuole assegnare alla questione palestinese serve a distogliere l’attenzione dalle urgenze che più determinano il futuro prossimo»4. Una persona ha commentato: «Scusi, a lei piace che i ragazzini israeliani siano costretti a fare il servizio militare e forse anche a picchiare, arrestare e qualche volta a uccidere quei bambini palestinesi?»5. Facebook, per volere di De Luca, ha bloccato quest’utente6.
    Ferdinando Imposimato
    1. Sbirro. Imposimato era uno sbirro, vicecommissario della polizia di Stato dal 1962, a Brescia e poi a Forlì7.
    2. Magistrato. Non contento – essere uno sbirro è troppo poco –, nel 1964, diventa pure magistrato8.
    3. Repressore delle Brigate Rosse. Fu giudice istruttore istituente il processo per il rapimento e l’abbattimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse9, repressione che porto all’arresto alla fine di decine di compagni e che inflisse decine di ergastoli e centinaia di anni di galera10.
    4. Tra proibizionismo, Gianni De Gennario e Giancarlo Caselli. Nel 1986 diviene responsabile dell’O.N.U. per il proibizionismo sulle droghe. Per questo progetto collabora con il boia del G8 di Genova Gianni De Gennaro e con Giancarlo Caselli, boia dei nemici dell’Alta Velocità11.
    Livio Pepino
    1. Magistrato. Oltre a Imposimato è Pepino l’altro l’altro magistrato (con incarichi prestigiosi per il loro mondo)12-mascotte del sig. Movimento No T.A.V. (“No” solo se nel paradiso terrestre della Val Susa, altrimenti diventa un accorato “sì” o “in galera chi è per un nome che non resti a parole”, si veda il mitico De Luca, su). Come ogni magistrato è il boia che anziché ammazzare chi non rispetta le opinioni dell’entità della Stato, seppellisce sotto anni e anni di galera.
    2. Collaborazione con Caselli. Nel 2005, quindi già in piena lotta No T.A.V., Pepino pensa bene di scrivere un libercolo legalitario proprio con Caselli, nonstante alcuni No T.A.V. pensino che tra lui e Caselli vi fosse «odio»13. Eppure il libro esiste veramente e si intitola niente meno che – sentite che espressioni di lotta – A un cittadino che non crede nella giustizia, edito da Laterza14.
    Beppe Grillo
    1. Amico dei fascisti. Grillo, che quando vuole scorazza per la Valle Incantata, ha da tempo specificato che nel suo Movimento (un altro dal nostro mitico) i neo-nazi-fascisti di CasaPound sono i benvenuti. Poi, se non fosse chiaro, si è inserito in Europa nell’E.F.D., alleato quindi dei fascisti Lega Nord e Fronte Nazionale di Marine Le Pen. Adesso è chiaro. Soprattutto a Perino. Pertanto i grillini continuano a stare nel Movimento No T.A.V..
    Sì, è veramente curioso che persone che si definiscono “anarchici” stiano fianco a fianco con questi elementi. Se ne è già scritto tanto. Ma lo schifo non è mai troppo, quindi volevo spenderci qualche parola sopra.
    E poi, in fondo, Val Susa, si sa, è la mitica terra, la Valle Incantata, dove, anziché trovare simpatici dinosauri parlanti, il bianco diventa nero e il nero il bianco, dove i nemici dei sabotaggi, come Erri De Luca si esaltano a parlarne (solo da un punto di vista simbolico, sia chiaro) e i nemici dello Stato sfilano fianco e fianco di sindaci, magistrati e grillini, alleati a livello europeo di Lega Nord e Marine Le Pen.
    Evidentemente si ritiene che la lotta No T.A.V. sia più importate di tutto, e quindi quelli che dovrebbero essere nemici delle galere sacrificano l’odio verso i magistrati, che seppelliscono le persone sotto anni e anni di carcere, in nome della superiore lotta valsusina. E tutto perde di colpo d’importanza, perché quel treno non s’ha da fare, costi quel che costi, la coerenza, la dignità, l’antifascismo…, qualunque cosa. Tutto in nome della ragion politica. Della ragin di Stato, si diceva una volta. Il fine giustifica i mezzi.
    Quel magico Polar Express, o il suo no perinista, ha il potere si far diventare amici i nemici. Che meraviglia. La lotta No T.A.V. è veramente natalizia. In Val Susa, come a Natale, siamo tutti più buoni, mangiamo Bauli e ci vogliamo tutti più bene.
    Dai, corriamo ad aspettarlo sotto il camino! Machiavelli arriva sulla slitta.
    Individualità anarchica che non vuole né partire né tornare insieme a queste merde