“Expo command & control center”, 7,2 milioni di euro, 1 telecamera ogni 40 metri, 108 apparecchiature a raggi X con rilevamento antiesplosivo, droni, 719 guardie giurate, 1300 poliziotti, 700 tra carabinieri e finanzieri e 600 soldati.
Tutto questo perché? Si vogliono evitare intromissioni. Come quelle degli antagonisti che un paio di mesi fa hanno scritto su un muro «No Expo», a un passo dai padiglioni di Coca-Cola e McDonald’s. La sicurezza dei lavori, invece, terribilmente in ritardo, è un optional, visto che si faranno “tramite autocertificazione, poi procederemo con verifiche a campione”. Bisognerà insomma fidarsi delle dichiarazioni dei progettisti, i quali dovranno certificare che il loro lavoro è fatto bene: come chiedere all’oste se il vino è buono.”

viaDroni, soldati e telecamere, ecco il piano per difendere l’Expo – La Stampa.