fermati_23ottobre

Testimonianza Thomas

Domenica mattina, 23 ottobre 2011, mi stavo recando a Giaglione per l’iniziativa del movimento NO TAV “Diamoci un taglio”.

Solo due giorni prima ci eravamo incontrati all’assemblea popolare e deciso che a viso scoperto e con le tenaglie in mano, ci saremmo recati alle reti, per tagliarle come atto di disobbedienza civile.

Il popolo NO TAV, quando dice una cosa la fà e non si tira indientro sotto le minacce di repressione e non si terrorizza paventando, possibili scontri tra forze del disordine e cittadini determinati a giungere alle reti.

Perciò domenica mattina al casello autostradale di Bruere siamo stati fermati per un controllo dalla Polizia stradale.

Abbiamo dichiarato la nostra intenzione di recarci in val Susa a tagliare le reti. Dato che probabilmente alle reti non ci sarebbe stata opportunità di giungere, abbiamo deciso di dichiarare la nostra intenzione pacifica e determianta di arrivare alle reti del fortino, per tagliarle.

Tagliar quelle reti perchè abusive! Installate in pieno abuso sotto molti punti di vista, che conosciamo bene noi dei movimenti NO TAV.

Comunque il nostro porci, in modo trasparente ed apertamente contro le reti con l’intenzione di tagliarle, ci ha portati ad un fermo che è cominciato alle 8.45 del mattino sino alle 19 della sera quando siamo stati rilasciati dalla Questura di Torino.

A Torino in Questura eravamo in 10, fermati in punti diversi. A parlare tra noi, nei pochi momenti in cui siamo riusciti a farlo, c’era chi è stato fermato per un controllo, direttamente in Città a Torino, perchè persone già conosciute alle forze di polizia, poi c’eravamo noi fermati al casello atuostradale di Bruere, cinque persone: tre ragazzi di Bergamo che arrivati a Bruere, si sono scoperti in possesso di un legno, una traversa di una sedia a sdraio buttata via quest’estate dalla quale si era staccata ed rimasta dimenticato nel baule dell’auto;

mentre noi due avevamo una tenaglia a testa, dichiaranti l’intenzione che l’avremmo usate per tagliare le reti, abusivamente sorrette in Val Clarea.

Usciti dalla Questura di Torino avevamo in mano qualche carta, i verbali delle perquisizioni: la prima alla macchina e l’altra perquisizione personale.

La perquisizione personale, è consistita nell’essere accompagnati uno per volta, in un gabinetto della questura dove due ufficiali di polizia ci hanno fatto spogliare per controllare tutti i nostri indumenti e per controllare che non nascondessimo nulla addosso, nudi in bagno.

Perquisizione dei nostri zaini, con relativo servizio fotografico dei contenuti con i dettagli di ciò che poteva essere utile alle indagini per indagarci, non si sà di cosa?

Il fatto che non avevamo fatto nulla, e ci siamo ritrovati in Questura.

Durante la giornata siamo stati portati all’identificazione ufficiale, dove ci sono state scattate le foto segnaletiche per il casellario giudiziario, credo, tradizionale foto frontale e di profilo con realtiva rilevazione delle impronte digitali di entrambe le mani compresi i palmi delle mani. Comprese altre fotografie realizzate dai funzionari di polizia o digos, figura intera davanti al tradizionale metro per stabilire l’altezza, eravamo dentro un film, non avendo fatto nulla??

Tutti atti intimidatori! Oltre tutto, ci è stato richiesto di controfirmare tutti i verbali. Ai ragazzi di Bergamo è stato intimato per avere la firma sui verbali delle perquisizioni e il rilevamento delle foto identificative e impronte digitali altrimenti sarebbero stati arrestati, così mi è stati riferito.

Mentre a me personalmente, non hanno fatto più di tanto pressione al mio rifiuto di firmare.

Tra i fogli vi è anche la notifica del foglio di rimpatrio, così è scritto sul documento, mi domando dove devo essere rimpatriato? Dato che sono cittadino italiano libero e sono in italia! Però è un foglio di via che ordina l’allontanamento dai Comuni di Avigliana, Chiomonte, Exilles, Gravere, Giaglione e Susa facendomi divieto di tornare per un anno da domenica 23 ottobre 2011.

Con ciò mi viene impedito di circolare liberamente sul territorio nazionale? Secondo una vecchia legge fascista, rispolverata per noi NO TAV!

Mi viene in mente che questo provvedimento è stato usato più volte in questo periodo, daltronde anche da me sottovalutato sino ad oggi che mi vede colpito dallo stesso provvedimento. Però mi rendo conto che sono pratiche che stanno limitando noi del movimento, nella nostra libertà fondamentale di cittadini.

Perciò il mio riscontro finale della giornata di domenica, è stato quello di non poter vedere e partecipare all’iniziativa determianta e pacifica in Val di Susa a Giaglione, non potervi ritornare per un anno e neppure nei comuni di Avigliana, Chiomonte, Exilles, Gravere, Giaglione e Susa, perchè non possa essermi consentito di continuare a permanervi ingiustificatamente ed in maniera pericolosa per quelle collettività.

Non è più pericoloso un cantiere, che ad oggi non esiste, con le sue polveri all’amianto.

Una volta avviato può incidere potenzialmente sulla sicurezza e sulla salute pubblica.

La cosa che più mi infastidisce è l’accusa di violazione della legge sul porto d’armi!

Perchè portavo con me una tenaglia, strumento dimostrativo per la giornata, che avrei voluto usare per tagliare le reti, ma non ne ho avuto l’opportunità.

Perciò rimane una mia intenzione e non un fatto compiuto.

Mi ritrovo a sentire che la giornata di domenica è stata una vittoria e lo è stata veramente, perchè abbiamo ottenuto tutti i nostri obiettivi, come Movimento NO TAV, perchè non ci sono stati incidenti e siamo riusciti a tagliare delle reti.

Questo perchè “i violenti” sono stati fermati dalla polizia e tratti in fermo per evitare che succedesse qualcosa a detta di alcuni giornali.

Tra quei fermati c’ero anch’io!

Si vuole supporre, che se fossi riuscito ad arrivare a Giaglione, automaticamente mi sarei scatenato provocando incidenti? Scontri con la polizia? Lancio di pietre?

Perchè questo paventavano tanto i giornali nei giorni precedenti.

Mentre la giornata è stata, come l’avevamo decisa noi, nei Coordinamenti dei Comitati nelle Assemplee Popolari, senza scontri con la polizia. Insomma una giornata pacifica di dissenso.

Però io non mi sento di essere così pericoloso e soprattutto non avevo quella intenzione, con la mia tenaglia, come penso neppure gli altri 9, con i quali abbiamo passato la giornata in Questura a Torino.

Non sono certo, ma da quel che dicono i giornali, per quanto sono credibili, ci sono stati 6 nuovi “fogli di via”.

La mia lopposizione al TAV continuerà certamente lontana da quei Comuni su citati, perchè non mi è permesso recarmici.

I “fogli di via” sono uno strumento, schifoso e anti-democratico per tenerci lontani, voglio ricordare tutti coloro che lo hanno già e e tutti quelli a cui verrà notificato in futuro, ricordo tra questi Marianna.

NO TAV per sempre, pacificamente e con determinazione SARÀ DURA.

Thomas

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