AulaBunker23_12_2013Alle ore 9,45 entra la Corte e si procede all’appello delle parti, imputati e avvocati.
Viene chiamato a deporre per l’accusa il teste Massimo Girolami, polizia di stato digos di Macerata.
Il teste dichiara di aver ricevuto materiale dalla questura di Torino e di aver riconosciuto un giovane, Matteoli, dei centri sociali, noto per manifestazioni varie, contro Gelmini, 15 ottobre a Roma e lo riconosce sollecitato dal pm dalle foto che oggi gli vengono fatte vedere con certezza: “ci conosciamo veramente bene”, concetto che ribadirà più volte, dall’abbigliamento, dagli occhi, dal tatuaggio sul braccio destro, casco nero, maglietta rossa…
La difesa chiede di  far visionare prima le immagini e poi allargare eventualmente l’obiettivo, e chiede precisazioni sugli occhi dell’imputato, come sono gli occhi, che il teste dichiara essere “vicini al naso”, ma non ricorda il colore e dichiara di non avere fatto verifiche fisiognomiche in proposito.
La difesa chiede se alcuni riferimenti arrivino dalla Digos di Torino e se lui le abbia già visionate prima di oggi, il teste dichiara di avere già provveduto all’identificazione.
Si alza un imputato che inizia a leggere un comunicato di solidarietà agli arrestati il 9 dicembre con l’accusa di terrorismo, subito fermato dai carabinieri su sollecitazione del presidente. L’imputato CONCLUDE: “TUTTI LIBERI, TUTTI LIBERI”.
Il Presidente chiede che tutti gli imputati vengano allontanati dall’aula, un imputato chiede dove siano i loro diritti, il presidente dice che bisogna guadagnarseli i diritti, un avvocato chiede se è una punizione, gli viene risposto che no, essi hanno commesso una serie di reati tra cui il vilipendio, il Presidente insiste escludendo alcuni imputati, c’è una pausa di tensione, un avvocato ribadisce il diritto di fare dichiarazioni spontanee e che non c’è motivo di cacciarli dall’aula, che chiarisca il motivo. Il Presidente dice che non hanno ottemperato all’ordine di smettere di leggere, uno leggeva e tutti gli altri gli si sono messi vicino, salvo Fissore e un altro che erano più discostati. Le difese tutte chiedono la revoca del provvedimento, rifiutata.
Gli imputati escono dall’aula.

Gli imputati escono dall’aula, scortati dai CC e gridando “TERRORISTA E’ LO STATO”.
Intanto viene citata un’altra teste, alla quale viene chiesto dalla difesa se non sia stata in aula per l’ordine pubblico, gli avvocati chiedono venga messo a verbale che è stata vista in aula in molte udienze dalla parte del pubblico. Lei dice di non aver mai ascoltato l’audizione dei testi.
Dichiara di non essere stata in valle il 27 giugno e il 3 luglio e di aver operato solo sui filmati, e di aver riconosciuto il sig. Vitali Andrea, della segreteria regionale di Rifondazione comunista, conosciuto per la sua presenza a molte manifestazioni.
Ad una foto riconosce il sig. Vitali, mentre impugna una bandiera e in un’altra dalla stempiatura evidente mentre travisato con kefiah tira una fune in zona centrale e simili, in alcune anche con qualcosa in mano…
Avv. Deorsola della difesa chiede alcune delucidazioni sulla conoscenza del sig. Vitali, se sappia che sia mai stato indagato, risposta no. E se la Digos attenzioni particolarmente il partito di Rifondazione. Mostra un’immagine e chiede dove la teste l’abbia riconosciuto.
Teste: “su quest’immagine ho visionato dei filmati…”
Avv. “no, in base a quest’immagine”
Teste “in quest’immagine non riconosco nessuno”
In un’altra immagine la teste dichiara di vedere la stempiatura della teste in un’immagine assai confusa, e l’avvocato, scusandosi poi perché ripresa dal presidente, dice che ha una bella immaginazione.

Viene chiamato il teste Mariani Mirko della digos di Roma.

Non era presente in valle nei giorni dei fatti, ha ricevuto materiale audiovideo dalla digos di Torino e racconta di aver riconosciuto 2 persone, con certezza totale perché a volto scoperto e perché conosciuti a manifestazioni di piazza soprattutto di carattere studentesco da svariati anni. Da alcune fotografie mostrategli oggi riconosce senza dubbio Massatani Davide anche in foto con il volto coperto… “lo conosco molto bene, visivamente”. Idem per Calabrò Damiano, con casco bianco, volto coperto e pantaloni chiari.
Le difese chiedono al teste particolari dei riconoscimenti, il colore degli occhi, e se il riconoscimento è avvenuto sulle stesse foto visionate oggi o su foto ricevute.

Viene introdotto il teste Di Rocco Valerio, digos di Roma, non presente ai fatti, ha riconosciuto da materiale della digos di Torino Calabrò Domenico, e altre 3 persone, conosciute da diversi anni. Si corregge su richiesta, “Damiano, non Domenico”. Gli vengono mostrate foto su cui effettua gli stessi riconoscimenti, anche per fatti recenti del dicembre scorso, fatto che suscita le reazioni della difesa che chiede di verbalizzare “riconosciuto ad post”.

(fine report a cura di Maria Eleonora Forno, segue report di Simonetta Zandiri)

PM: Ha visto dei filmati anche?
teste: un breve filmato di pochi secondi… 10 secondi circa, in cui finisce che lui si gira di spalle. Indicativamente 12:46 …  (il PM chiede se mostrando un filmato è in grado di dire se è quello dal quale sono state estratte le immagini).
PM: Comunque sulla base di questa foto lei è certo che sia questo il soggetto
teste: sono assolutamente certo, perché Calabrò partecipa a tutte le manifestazioni….
Avv: Signor Presidente restiamo alla capitolazione, nessuno gliel’ha chiesto
PM: Voglio solo sapere come fa a conoscerlo, quindi che ci dica come l’ha conosciuto.. se ci va a cena assieme per motivi d’ufficio, quindi…
Avv: Allora deve attenersi a fatti precedenti al 2011 e non per episodi verificati a dicembre di quest’anno…
PM: (al teste) lo conosceva prima del 2011?
Teste: Si
PM: benissimo

Avv. Stroppiana: Lei ha riconosciuto il Calabrò da quella foto… ci sono altre fotografie a volto scoperto?
Teste: No.

ore 11:12 Entra il teste De Camillo Elena, ispettore capo presso la Questura di Verona, Digos.
PM: Può riferire al tribunale da quanto tempo svolge servizio presso la Digos?
De Camillo: dal 1992, nella squadra investigativa che si occupa di attività della sinistra e della destra nazionale
PM: Ha collaborato con la digos di torino nel 2011 in relazione ai fatti avvenuti in piemonte?
PieroRiccaDe Camillo: Ho monitorato come prassi i vari siti internet e nella fattispecie il 27 di settembre ho trovato postato su YouReporter un video di 2 minuti e 47 secondi dal titolo “Piero Ricca al presidio No TAV” del 2 luglio 2011, nella fattispecie il videoclip mostra in primo piano l’interlocutore, Piero Ricca, che rilascia un’intervista. Sullo sfondo è visibile lo schieramento delle forze dell’ordine di fronte ai manifestanti. Nella parte destra si vedono alcuni manifestanti a viso scoperto, in specie ho individuato tre elementi veronesi, dei movimenti della sinistra antagonista di Verona, che ho riconosciuto per l’imputato odierno Rocca Zeno, Coeli Gianluca e C.Giorgio. Rocca Zeno è riconoscibile per la coda che porta dietro… lo conosco perché è stato deferito all’autorità giudiziaria in quanto promotore e assiduo partecipante di manifestazioni pubbliche sempre promosse da movimenti antagonisti e si è evidenziato anche per comportamenti che sono poi sfociati in denunce per violenza, resistenza, oltraggio a p.u., manifestazioni non autorizzate….
PM: Lei a parte questo video ha visto altre immagini trasmesse dalla Digos di Torino?
De Camillo: Ho visionato il materiale della Digos, non ho relazionato in merito perché l’incarico è stato dato ad un altro collega dell’ufficio, le immagine le ho guardate, quella più emblematica riproduce il soggetto mentre è intento a lanciare un oggetto, presumo verso le forze dell’ordine (segue descrizione abbigliamento).
PM: Le faccio vedere alcune fotografie… se riconosce qualcuno può dare indicazioni
De Camillo: Si, è nel centro della foto, c’è anche la maglietta con un logo, e si vede la capigliatura che fuoriesce dal casco ed è riconducibile a Rocca Zeno.. (cambia foto). Ecco, qui c’è in alto scritto YouReporter, è un altro video dove si vede Rocca Zeno con il pantalone corto, una felpa nera, e i capelli raccolti in una coda come è solito portarli.. (altra foto). 
Prosegue la visione di altre foto, della manifestazione del 3 luglio, nelle quali il teste De Camillo riconosce Rocca Zeno. Il teste precisa che la maglietta “è comparsa sul quotidiano di Verona, che immortalava una foto scattata nel 2009 quando lui si rese responsabile di una rissa con un antagonista di un movimento di destra, maglietta con lo stesso logo”.

Avv.Agostino- difesa Rocca: “Volevo innanzitutto fare vedere alla teste le prime foto, le foto tratte dal filmato su YouReporter, Pietro Ricca, per capirsi, quello in cui lei ha visto la presenza dell’imputato… (viene mostrata l’annotazione, poi i fotogrammi). Ecco, ci può indicare le persone indicate nelle foto?
De Camillo: C’è Coeli Gianluca riconoscibile anche lui da una capigliatura chiara, con barba, poi Rocca Zeno che è frontale ai tre, sono tre soggetti… la qualità della stampa è scadente, il video rende meglio l’immagine
Avv.: Lei è assolutamente certa di questi riconoscimenti?
De Camillo: Si.
C’è anche una foto in cui sfila proprio dietro….  (passano altre immagini, in primo piano Piero Ricca e dietro, in lontananza, alcuni manifestanti cerchiati)… Si, qui Coeli, Brasola, Rocca…. che sfilano dietro l’interlocutore. Le immagini sono del 2 luglio, io le ho visionate il 27 settembre.
Avv: Possiamo rivedere le immagini successive a quelle trasmesse dalla Digos… lei le ha visionate ma ha relazionato o no?
De Camillo: Le ho visionate ma non ho relazionato, l’ha fatto un collega.
(il teste spiega di nuovo della foto pubblicata sul quotidiano locale il giorno dell’arresto per gli scontri NO TAV di Rocca Zeno, che compare ad una manifestazione del 2009 con la stessa maglietta con il logo “Meeting”, maglietta non trovata in sede di perquisizione).
Avv: Su questa maglietta lei ha delle informazioni particolari? Sa quel logo che marca è? Che diffusione ha?
De Camillo: L’attenzione è stata… ci siamo accorti il giorno dopo, vedendo in primo piano le immagini di Rocca con questa maglietta nera che aveva molte similitudini per colore, maniche corte e il logo, simile all’immagine prodotta dalla questura di Torino.
Avv: La mia domanda era diversa, alla luce della sua risposta lei ha detto che è molto simile, non è in grado di dire che sia la stessa.. la maglietta della foto de L’Arena  e la maglietta che ritrae quel manifestante con il braccio alzato che lei dice essere Rocca Zeno, ha delle similitudini o lei è in grado di dire che è QUELLA maglietta?
De Camillo: La similitudine è che compare con le stesse fattezze e con quel logo….
Avv. Però non può neanche escludere che sia un’altra maglietta….
De Camillo: Certo
Avv. Quella maglietta lei l’ha vista indosso ad altri soggetti oltre Rocca Zeno o non l’ha mai vista?
De Camillo: No, dall’immagine sul quotidiano e quella della digos di Torino l’associazione è stata immediata
Avv: ma quella maglietta lei l’ha vista da altre parti?
De Camillo: No
Avv: E’ una maglietta che ha notato per similitudine solo in queste occasioni
De Camillo: Esattamente.

Entra il teste Alessandro Scarpello.
PM: Lei il 3 luglio 2011 era in servizio a Chiomonte?
Scarpello: Si, dalle 6:30 del mattino, in servizio presso la digos di Torino. Il servizio era iniziato intorno alle 6:30
PM: Lei a mezzogiorno in che zona si trovava?
Scarpello: Nell’area retrostante il museo archeologico, diciamo nell’area esterna al recinto del cantiere e delimitata da una recinzione per l’area archeologica
PM: Può descrivere al tribunale cos’è accaduto dalle 12 in poi?
Scarpello: Noi ci trovavamo in quell’area perché ci era arrivata segnalazione via radio di manifestanti che stavano scendendo i sentieri a ridosso dell’area archeologica, difesa da una rete leggera di colore verde, quindi noi eravamo disposti all’esterno di quest’area verde, poi a partire da mezzogiorno si è cominciato a sentire l’arrivo dei manifestanti… anche a livello uditivo perché cominciavamo ad avvertire dei cori contro la realizzazione dell’opera, e a vedere oggetti che venivano lanciati dove ci trovavamo, a partire da mezzogiorno. Dopo circa 15-20 minuti cominciavano ad arrivare parecchi lanci di oggetti contundenti, soprattutto sassi, e cominciamo a vedere i primi manifestanti, alcuni scendevano per i sentieri, alcuni erano già arrivati e si cominciavano ad affacciare. A quel punto il dirigente aveva dato disposizione di rientrare nell’area recintata verde, per cui abbiamo iniziato ad attendere per verificare quello che succedeva. Intorno alle 12:25 i manifestanti sono diventati un numero ragguardevole, noi scorgevamo 40-50 manifestanti, alcuni nascosti dietro scudi in plexiglas, solitamente usati per difendersi dal lancio dei lacrimogeni, cominciano ad accalcarsi nell’area del recinto, in particolar modo arrivano da due punti diversi. Un punto, con le spalle al museo, sulla sinistra, che è il punto di arrivo del primo sentiero che giunge dalla Ramat, invece l’altra parte più numerosa è nella parte di destra ,al confine tra la recinzione metallica e un caseggiato rurale che si trova nella parte anteriore destra dell’area archeologica. Quando arrivano tutti i manifestanti il lancio di oggetti comincia ad essere sempre più fitto. Oltre a sassi vengono lanciati anche artifizi pirotecnici, petardi, abbiamo trovato anche petardi che venivano inseriti all’interno di bulloni metallici per aumentare l’effetto nocivo nei confronti delle forze di polizia e intorno alle 12:30 circa i manifestanti cominciavano a tagliare il recinto, per 6-7 metri, tra il caseggiato e il piano, in maniera tale da procurarsi una via d’accesso su quel piano per poter eventualmente accedere ed avere contatto con le forze di polizia. Ricordiamo che l’obiettivo della manifestazione era quello di assediare il cantiere per costringere le forze di polizia ad abbandonare il sito che era stato preso tra il 27 e il 28 giugno. A quel punto il dirigente del servizio, dopo aver fatto entrare le forze all’interno dell’area archeologica, ha dato disposizione di cercare di fare allontanare i manifestante con l’utilizzo di lacrimogeni che venivano sparati…
PM: Scusi ma è da quel momento che comincia il lancio dei lacrimogeni?
Teste: Si, appena vediamo i primi gruppi che tentano di accedere nell’area… all’interno dell’area. Questo non ha avuto esito positivo perché continuavano a persistere nella loro azione sia di tagliare la rete metallica che di ingresso nella zona protetta dalla rete, anche perché avevano le maschere antigas o quelle usate in edilizia contro i vapori delle vernici e con queste, e con occhialini che coprivano gli occhi, riuscivano a combattere l’effetto dei lacrimogeni e a persistere nell’area.
PM: Il numero di quelli coinvolti in queste attività?
Teste: Quelli che vedevamo noi nelle prime file erano sicuramente 50 persone, ma il numero era superiore perché si vedeva via vai di persone, immediatamente dietro c’è una fitta boscaglia con dei sentieri che si inerpicano sulla montagna e c’era una parte oscurata alla nostra vista. Il dirigente con l’uso dei lacrimogeni e cariche di alleggerimento aveva tentato di allontanare i manifestanti dalla rete metallica, e disperderli. Cosa però che si rivelava difficile, tra i manifestanti e le fdo c’erano circa 20-30 metri, il movimento delle fdo richiedeva un certo numero di secondi che permettevano ai manifestanti di allontanarsi nascondendosi nell’area boschiva. Per cui si è andata avanti cosi’ per 10 minuti, un quarto d’ora, fin tanto che … per cercare di interrompere questa situazione, ho deciso in una di queste avanzate con il reparto, di rimanere nei pressi dell’abitato rurale che si trova in alto sulla destra, sempre con le spalle rivolte al museo archeologico, e insieme a me è rimasto del personale della divisione e qualche altro elemento anche dei Carabinieri, l’obiettivo era riuscire a interrompere l’azione dei manifestanti che avevano ormai reciso la rete metallica e che continuavano ad entrare nell’area. L’ingresso era sempre accompagnato da un fitto lancio di oggetti anche esplodenti, come una bottiglia esplosiva….
Scarpello_AreaArcheologicaPM: Le farei vedere un’immagine tanto per chiarire la zona che lei sta descrivendo (foto 9814). Lei riconosce questa zona?
Teste: Si, questa è l’area archeologica, si vede nella parte in alto a sinistra dove il gruppo dei manifestanti ormai penetrato nell’area, è proprio l’ingresso dal quale sono riusciti  penetrare  dove si trova quella casetta rurale, a sinistra, dove si vede il fumo dei lacrimogeni. In questo caso è già stato recisa per 7-8 metri la rete metallica, i manifestanti entravano e continuavano a lanciare oggetti verso le forze dell’ordine, schierate a pochi metri dalla recinzione…
PM: vedo alcuni manifestanti con scudi in plexiglas
Teste: Si, hanno lo scopo di ripararsi e nascondere quello che si verifica dietro gli scudi alla vista della polizia
PM: La casetta rurale è quella più in alto?
Teste: SI
PM: Quindi l’hanno già superato. Prima di descrivere l’iniziativa che ha portato all’arresto di alcuni manifestanti, le forze dell’ordine erano avanzate oltre le recinzioni dopo questi primi tentativi?
Teste: In realtà non si riusciva ad avanzare se non per qualche metro oltre la recinzione perché ogni qual volta il dirigente ordinava di avanzare, queste persone indietreggiavano e rispetto ai poliziotti avevano un notevole vantaggio, ma quello che si verificava quando le fdo arrivavano su quel limite è che venivano tempestate da una fitta sassaiola di oggetti lanciati da altri manifestanti nascosti dietro il fabbricato rurale, quindi l’utilizzo dei lacrimogeni non permetteva né alla vista, né per la respirazione, perché non tutti utilizzano la maschera antigas, come il sottoscritto….
PM: Lei che dotazioni aveva?
Teste: ero in borghese, ma in quel contesto indossavo il casco della polizia azzurro e avevo delle protezioni che si usano per il moto cross per proteggermi da oggetti contundenti, non avevo la maschera
PM: Ci può descrivere quest’operazione? Chi l’aveva ideata?
Teste: L’iniziativa è stata presa direttamente da me in una di queste cariche di alleggerimento che in realtà erano vane perché non si riusciva mai ad entrare in contatto con i manifestanti e poi per sicurezza del personale si era deciso di non andare nel bosco, sia per noi che per loro andare a lavorare in un bosco era una situazione molto particolare, infatti poi si è verificata la situazione di quel carabiniere. In quel momento, in una di queste avanzate, decisi di appostarmi dietro la casetta rurale e in quel caso restavano con me alcuni operatori dei reparti. Siamo intorno alle 12:40.
PM: Vi appostate li’ e cosa succede?
Teste: Succede che, come si era verificato fino a quel momento ad ondate ripetute, di nuovo i manifestanti, dopo essersi nascosti dietro la casetta, noi vediamo le prime file dei manifestanti che avanzano di nuovo per entrare all’interno dell’area, qualcuno nascondendosi dietro gli scudi, qualcuno adoperandosi nel lancio di oggetti nei confronti delle forze di polizia, e sorpassano il limite ormai non più fisico della rete metallica ed entrano nel pianoro. A quel punto, quando un manifestante che era in prima fila, si avvede della nostra presenza, mi lancia una pietra contro.. a quel punto io esco dalla casetta rurale insieme agli altri operatori e ci dirigiamo verso i manifestanti
PM La pietra dove finisce?

Teste: onestamente io….
PM: Non l’ha colpita?
Teste: in quella situazione non me ne sarei accorto…. successivamente avanzo e mi dirigo verso un ragazzo vestito con dei jeans e un K-way marrone, con gli occhialini indosso, che era subito dopo quel ragazzo che mi ha lanciato il primo sasso e si è dato alla fuga, io mi dirigo verso il secondo, il quale mi vede e mi lancia un sasso addosso, ero a un metro da lui, e questa volta avverto un dolore al piede destro. Riesco ad avanzare e a cingerlo alla vita per bloccarlo, in quel contesto lui si gira per darsi alla fuga, strattonandomi, io riesco a non mollare la presa e in quel contesto ricevo un’altra pietra lanciata sicuramente da un manifestante, ed è una situazione concitata, riesco a non mollare la presa e ad un certo punto mi ritrovo a terra insieme a questo ragazzo con il k-way marrone, a quel punto sento solamente l’avanzata del reparto, dopo di che, quando avevo la presa sicura, mi risollevo, lo metto sotto il mio braccio con la testa e lo riporto indietro per portarlo nell’area del posteggio del museo perché l’intendimento era che eventuali fermati dovevano essere portati in zona “di sicurezza” perché più lontana dal cantiere, meno esposta al lancio di oggetti da parte dei manifestanti. In quella situazione là c’era un pericolo sia per noi che per i fermati stessi….
PM: perché un pericolo?
Teste: Era diventato una pietraia.. eravamo sotto continuo lancio di pietre, lo porto verso la separazione tra l’area archeologica.. e ad un certo punto entro in affanno e riconosco il mio dirigente, il dott. Petronzi, insieme a lui faccio un pezzo di strada, ad un certo punto mi fermo perché non riesco a respirare bene per i lacrimogeni e mi tolgo il casco, per riprendermi…
PM: Puo’ dirci chi è il soggetto?
Teste: poi lo identifico, successivamente viene fatto il verbale di arresto, è Gianluca Ferrari.
PM: Intorno lei ha modo di vedere cosa accade?
Teste: Io chiaramente sono il primo che avanza e mi dedico a Gianluca Ferrari, intorno c’erano molti altri manifestanti che lanciavano oggetti verso le forze di polizia, ovviamente in quel contesto quando mi vedono e vedono gli altri operatori molti di questi si girano e cominciano a scappare anche in maniera scomposta intralciandosi gli uni con gli altri, dopo di che io cingo alla vita Ferrari, quindi…
PM: Lei ha descritto l’abbigliamento, aveva delle dotazioni particolari?
Teste: Lui l’avevo notato prima che venisse recisa la recinzione perché era uno dei soggetti che si trovava nelle prime file, si muoveva come un cane sciolto, ha effettuato alcuni lanci verso le forze di polizia prima che venisse recisa la rete metallica. Aveva un kway di quelli da Decathlon da poco prezzo, e aveva attaccato uno slogan o un adesivo della manifestazione, aveva jeans e scarpe da montagna, occhialini per proteggersi il volto e uno scaldacollo tirato su, sopra il naso.
PM: Era persona a lei nota?
Teste: No.
PM: Risulta che lei sia andato a farsi refertare
Teste: mi sono fatto refertare da chi c’era di servizio là, poi ci siamo trasferiti al commissariato di Bardonecchia per gli atti….
PM: Dopo quest’azione che ha portato all’arresto di Ferrari Gianluca lei si è occupato di altre attività?
Teste: Sono rimasto… come sapete l’aggressione da parte dei facinorosi è durata fino a circa le 16 quando c’è stato un momento di pausa in occasione dell’episodio del carabiniere trasferito dai manifestanti, sono stato sempre nell’area archeologica, andavo per riposarmi nel parcheggio, ma dopo l’arresto sono rimasto là.. .
PM: Ricorda che tipo di lesioni le hanno refertato?
Teste: Si, una contusione al braccio destro e al piede destro.
PM: Ha avuto altri scontri dopo questo che ha descritto nell’atto dell’arresto?
Teste: Scontri no, ho ricevuto altri botti che non mi hanno procurato lesioni
PM: Le faccio vedere delle immagini, se lei riconosce luoghi, persone, la scena in generale

Teste: Qui vedete il soggetto con Kway marrone, guanti bianchi, non si vede l’adesivo che evidentemente nell’arresto è caduto, ma è rimasta una parte dell’adesivo evidentemente usato per attaccare il manifesto sul Kway.

(video orario 12:48)
Teste: io sono uscito dalla casetta e qui Ferrari mi ha visto e mi lancia una pietra addosso…
PM: Lei è il primo di quelli con i caschi blu?
Teste: Si, in questo momento io l’ho “cinturato”… e poi siamo caduti a terra…
PM: Lei ha anche visionato dei filmati ed effettuato riconoscimenti?
Teste: Si, io mi sono occupato e ho redatto un’annotazione sugli arresti in flagranza fatti quel giorno, in particolare fotogramma per fotogramma sull’arresto di Ferrari, dalle quali si evince che Ferrari prima che venisse tagliata la recinzione lanciava già pietre verso le forze di polizia, dopo di che si vede questa scena e si vede Ferrari che lancia una pietra verso le forze di polizia, poi Ferrari che lancia una pietra che mi finisce sul piede destro, poi io lo cingo, lui si gira, un’altra pietra che dall’analisi dei filmati è stata lanciata da Soru. Poi abbiamo analizzato la posizione di Soru, il quale viene visto lanciare oggetti contundenti verso le forze di polizia prima dell’arresto, in particolare lui fa avanti-indietro nascondendosi dietro la casetta, è riconoscibile perché ha il casco di colore scuro coperto da adesivi rossi e bianchi sul lato sinistro, vestito di scuro, è il soggetto che viene arrestato…
PM: Poi ce ne sono stati altri di arrestati…
Teste: Natalini, l’esame dei filmati ci permette di vedere lui, appunto, sulla parte invece sinistra rispetto alla nostra visuale, con un bastone in mano nella mano sinistra e lanciava delle pietre con la mano destra, è stato arrestato da un operatore della digos che si è indirizzato nei suoi confronti.. in quello stesso frangente, un po’ più avanti, verso le 14:00 viene fermato un altro manifestante identificata per Bifani Marta, da un operatore del reparto mobile..
PM: A parte queste immagini lei risulta aver visionato anche altri filmati che hanno portato all’identificazione di un soggetto oggi imputato, ricorda?
Teste: Si, in particolare all’analisi dei filmati riguardanti un soggetto successivamente identificato dalla DIGOS di Genova per Filippi, Gabriele Filippi. In particolare noi abbiamo analizzato dei filmati, abbiamo trovato alle 13:24  un gruppo di 4 o 5 manifestanti intenti a lanciare oggetti contundenti nei confronti dello schieramento delle forze di polizie. Uno di loro indossava una maglietta azzurra con un logo circolare chiaro sul petto, indossava anche un casco e una maschera da verniciatore con doppio filtro sui lati, ritratto mentre lancia pietre verso le forze dell’ordine. Lo stesso soggetto riusciamo ad identificarlo alle 16:10 circa, immediatamente dopo il rilascio del carabiniere trattenuto, percosso e rapinato delle sue dotazioni di reparto dai manifestanti, quello stesso manifestante non avendo il casco e dopo essersi tolto la maschera ha proferito una minaccia dicendo “il prossimo non torna indietro”, tant’è che noi abbiamo nei filmati il carabiniere che torna verso i colleghi e subito dietro si vede il ragazzo di Genova che si toglie la maschera e pronuncia questa frase. Io sono andato direttamente alla questura di Genova come ho fatto in altre sedi per poter identificare dei soggetti che avevamo individuato commettere dei reati ma non sapevamo l’identità, in quel caso la Digos l’ha identificato per Filippi perché era persona nota per ragioni d’ufficio.
PM: Le mostre le immagini… Conti 338 JPG… (vengono fatte passare alcune immagini nelle quali il teste riconosce Filippi, pur indossando casco e maschera antigas)

Filippi16_12Teste: Si, qui sono le 16:12, praticamente nella fase conclusiva, il carabiniere era stato trattenuto dai manifestanti…. (la difesa interrompe perché questo episodio non è oggetto del procedimento, il PM specifica che serve per capire e contestualizzare i fatti…il Presidente risponde che può descrivere quello che vede).
Teste: Qui si vede il manifestante che dice “il prossimo non torna indietro” ed era appena stato rilasciato il carabiniere…

Avv: Da quante persone era composta la sua squadra?
Teste: non avevo proprio una squadra, in quel momento mi ricordo che ero con altre 4 o 5 persone dei reparti e della Digos… ma non ricordo i nomi
Avv: Tra lei e gli altri poliziotti che distanza c’è?
Teste: Tra i 20 e i 30 metri… 
Avv: Tipo in fondo all’aula?
Teste: Meno
Avv: Inizio del pubblico?
Teste: Esatto
Avv: In quel momento lei si apposta dietro il muretto, è nascosto? I manifestanti non la vedono?
Teste: Alcuni si, alcuni no, alcuni forse ci vedevano…
Avv: Le persone nella posizione del Ferrari erano a vista?
Teste: Il Ferrari stava lanciando delle pietre…
Avv: Scusi, lei è nascosto dietro al muro, il Ferrari la vede?
Teste: No
Avv: E lei non vede Ferrari?
Teste: Subito prima di partire non lo vedo, l’avevo visto poco prima e 10 minuti prima…
Avv: Lei l’aveva visto 10 minuti prima con dei vestiti che secondo lei….
Teste: Non secondo me, io ho sequestrato degli abiti.. non è secondo me, ho visionato anche i filmati e le posso dire che il Kway che aveva indosso ha un’etichetta bianca sulla sinistra in basso ed è la stessa trovata indosso alla persona che ho trattenuto…
Avv: Ho capito, ma che sia quello di dieci minuti prima questo lei lo sa solo dai filmati, quindi lei va dietro il caseggiato e lo perde di vista?
Teste: non lo perdo di vista.. resto un paio di minuti dietro l’angolo…
Avv: In questo paio di minuti non è a vista di Ferrari
Teste: io sto un paio di minuti dietro la casetta ma siccome ho la necessità di vedere cosa sta succedendo ,io chiaramente mi allontanavo e mi avvicinavo al muro per scorgere quello che stava succedendo, in quel contesto io vedo questo ragazzo vestito di scuro e quest’altro ragazzo con il kway marrone che stava lanciando…
Avv: Avevate nel dispositivo evitare contatto con i manifestanti?
Teste: No, non è questo che ha riferito il Dott. Petronzi…
Avv: io faccio riferimento a quando è stato sentito qui il Dott. Petronzi.. qui a pag. 157 il Dott. Petronzi dice che l’ordine era rimanere compatti ed evitare il contatto con i manifestanti, era questo il dispositivo che avevate o no?
Teste: ho detto prima quali erano le indicazioni, noi dovevamo difendere il cantiere che era stato creato da una settimana, quindi l’obiettivo era difendere il cantiere. Sono stati i manifestanti che hanno reciso le reti, a quel punto il dirigente ha disposto di allontanare i manifestanti con lacrimogeni e alcune cariche, cariche che non sortivano gli effetti voluti perché non si riusciva ad entrare in contatto con i manifestanti…
Avv: Ma è lei che decide di arrivare con 4 persone a ridosso del bosco  o le è stato ordinato?
Teste: No, sono io che DECIDO.
Avv: C’era del fumo quando lei è intervenuto?
Teste: No, non mi pare..
Avv. Nel momento in cui lei consegna ad un’altra persona  il Ferrari, mi pare anzitutto di capire che la pietra che la colpisce non è stata lanciata da Ferrari, corretto?
Teste: Corretto
Avv: Poi lei dà la persona arrestata ad un altro funzionario, giusto? (Si) e quando lo rivede?
Teste: Si, lo rivedo poco dopo, quando torno nel museo per decidere come procedere, in quel contesto si decide di lasciarmi proseguire perché in quel momento c’era un’emergenza in atto, rinviando ad una fase successiva la redazione degli atti
Avv. Quindi questa persona a viso scoperto quando la vede?
Teste: Successivamente, nel piazzale, circa un quarto d’ora dopo.
Avv: Lei va in ospedale?
Teste: No
Avv: Quindi l’unico referto è quello della questura? (Si) Quindi lei continua a lavorare? (Si) Fino a che ora?
Teste: Fino a mezzanotte circa..
Avv. E’ a conoscenza se sono state svolte perizie scientifiche sulle foto?
Teste: Non lo so
Avv Il Ferrari ha riportato lesioni per giorni 10 anche lui, sa se queste ferite sono state procurate nell’arresto?
Teste: Non lo so
Avv: Successivamente lei è venuto a conoscenza se ci sono state lesioni inferte ai manifestanti da parte delle forze dell’ordine?
Teste: Per quanto ne so io… Ferrari stava bene…
Avv: C’è un referto dell’ospedale, una prognosi di 10 giorni…
Teste: Siamo caduti a terra tutti e due, si sarà fatto male in quel momento, solo che a me hanno lanciato le pietre…

Avv.Vitale: Lei ha ultimato il servizio o è rimasto nell’area?
Teste: Sono rimasto nell’area fino alle 18, dopo di che sono andato al commissariato di Bardonecchia e abbiamo redatto gli atti
Avv: Quindi è rimasto nell’area archeologica… ha partecipato ad altre cariche? Altri momenti.. ?
Teste: Si, però l’unico momento in cui siamo entrati in contatto mi risulta quello descritto prima in cui sono stati fatti gli arresti…
Avv: Lei ha visto le forze dell’ordine lanciare lacrimogeni? (SI) e lanciare oggetti? (NO, non li ho visti). Senta, lei ci ha detto ripetutamente che voi stavate difendendo il cantiere. Sa esattamente l’area del cantiere che limitazione avesse?
Teste: Si, sommariamente, c’era diciamo il parcheggio, che è l’area antistante la vinicola e il museo archeologico, dopo di che…
Avv: Sta parlando del luogo dove c’erano gli attendamenti il 27 giugno?
Teste: Si, poi si andava giu’ dove ci sono le vasche idriche, c’era una recinzione là e in quel contesto il cantiere giungeva fino al ponte via dell’Avanà.
Avv. Quindi l’area archeologica era compresa nell’area di cantiere?
Teste: No.
Avv. Quindi quella rete verde che si vede era la rete del cantiere?
Teste: No, era la rete che delimita l’area archeologica.
Avv: Le reti del cantiere sono state raggiunte in quel luogo, nell’area archeologica?
Teste: Nell’area archeologica sono state raggiunte dove c’era lo schieramento delle forze dell’ordine no, dove c’era la galleria si perché c’erano manifestanti….
Avv: Quindi dove c’erano le forze dell’ordine no, non sono state lese…
Teste: La parte del museo e della vinicola non è stata toccata, pero’ ai lati sono riusciti ad entrare

Avv: Tornerei alla domanda che le ho fatto prima, le farei vedere un filmato.. siamo alle 13:50, lei era tornato in servizio?
Teste: L’episodio era durato parecchio quindi io i minuti precisi non li so.. la fase dell’arresto è stata concitata, erano le 12:45, io sono rimasto là a riprendermi, poi sono andato nell’area museale a verificare il da farsi per i fermati, nell’arco del pomeriggio sono tornato nell’area archeologica e naturalmente facevo avanti e indietro perché naturalmente non era sostenibile un’attività….
Avv: Le faccio vedere le immagini se le ha viste, se era presente, se ricorda… siamo alle 13:54… Lei qua vede le forze dell’ordine che fanno qualcosa? C’è un signore che si abbassa, sta tirando qualcosa?

Teste: Si, ci sono due soggetti che lanciano una pietra
Avv: Intende personale delle forze dell’ordine?

Teste: Si
Avv: Lei ha visto anche gli altri soggetti arrestati insieme a Ferrari, intendo Soru e Nadalini?
Teste: Li ho visti separati e dopo li ho rivisti la sera al commissariato.
Avv: In precedenza lei ha potuto assistere alle fasi di accompagnamento al luogo fisico per i fermati?
Teste: no, mi sono fermato per riprendermi
Avv. Lei ha competenze particolari di fisiognomica o merceologiche?
Teste: No.
Avv.DEORSOLA: le volevo chieere alcune spiegazioni sulla sua testimonianza al PM, lei ha parlato di un dirigente che dava gli ordini, chi era?
Teste: Diciamo che il dispositivo di ordine pubblico era molto vasto, sapevamo che c’erano le manifestazioni che partivano da due punti… in quel punto specifico il dirigente era il dott. Annunziata della questura di Napoli che si era fatto male a inizio manifestazione quindi era rimasto il primo dirigente la dott.ssa Lavezzale.
Avv.Deorsola: Quindi lei da chi prendeva ordini IN QUEL MOMENTO?
Teste: All’inizio il Dott. Annunziata che aveva disposto lancio di lacrimogeni e cariche di alleggerimento…
Avv. A che ora?
Teste: Poco dopo mezzogiorno, quando i manifestanti avevano cominciato il fitto lancio di sassi…
Avv: E da quando il Dott. Annunziata non ha più il comando?
Teste: Questo non glielo so dire, ho visto il dottore che si era fatto male ma non lo so collocare nel tempo.. non vorrei dire un’inesattezza, sarà passata un’oretta ma non glielo so dire.
Avv: Quando lei decide di fare quella irruzione….
Teste: Io non ho fatto nessuna irruzione
Avv: Quando lei decide di spostarsi dal gruppo e avvicinarsi ai manifestanti che ora era di preciso?
Teste: Di preciso non glielo so dire, dall’analisi dei filmati posso dire intorno alle 12:40
Avv: Lei quest’iniziativa la comunica a qualcuno oppure NO?
Teste: No, non la comunico a nessuna
Avv: Ed è abitudine vostra di non comunicare le operazioni o c’è qualcuno che dirige e voi dovete rispondere a qualcuno?
Teste: Io come lavoro e come attività tipica della Digos non siamo insieme ai reparti inquadrati, facciamo un altro tipo di lavoro e ci capita spesso di procedere ad attività perché….
Avv: No, non risponde alla domanda che le sto facendo .. la domanda è questa: lei mi dice “abbiamo un dirigente che dà degli ordini” e mi ha detto i nomi. Lei quando decide di fare un’operazione diversa da quella di tutti i reparti… lei e altre quattro persone più alcuni di altri reparti vi allontanate, la domanda è qualcuno dà l’ordine per quest’operazione? Se si, chi?
Teste: Nel momento in cui il dirigente del servizio ordina di fare delle attività per interrompere le azioni dei manifestanti, è implicito in quell’ordine che io posso arrestare una persona che sta facendo qualcosa. io ho preso quella decisione ,dato che non si riusciva ad interrompere i manifestanti, di fermarmi dietro la casetta e provare ad entrare in contatto sfruttando la minore distanza.
Avv. Io non ho capito la risposta… SA chi ha dato l’ordine o nessuno l’ha dato?
Teste: Le ho detto che ho deciso da solo…
Avv: In perfetta autonomia, e le persone che non erano con lei perché erano non della Digos?
Teste: io rispondo per quanto mi riguarda e le dico che nell’ordine del dirigente Annunziata era implicito ogni tipo di attività per fermare i manifestanti che stavano facendo gli atti violenti.
Avv: Quando preparate e venite inviate nei luoghi dove ci sono le manifestazioni, il giorno prima o la mattina stessa, fate dei briefing con i vostri dirigenti?
Teste: Si
Avv: Quel giorno c’è stato? Con chi e quando?
Teste: Io ho fatto un briefing al mattino con il Dott. Petronzi, l’obiettivo era fare la nostra attività per salvaguardare anzitutto la nostra sicurezza personale, poi identificare quello che succedeva agli altri, dopo di che in caso di disordini provare a fermare qualcuno…
Avv: Cosi’ ha detto Petronzi? In caso di disordini provare a fermare qualcuno?
Teste: No, questa è la tipica attività che facciamo… se succede qualcosa io intervengo e fermo quella persona
Avv: Vi è stato impartito un ordine / direttiva di non avvicinarvi ai manifestanti?
Teste: In ordine pubblico lei deve capire che non c’è una direttiva, l’evoluzione della manifestazione determina le decisioni, il dott. Annunziata aveva detto di respingere i manifestanti per cui io consideravo implicita la possibilità di fermare i manifestanti che stavano tirando delle pietre
Avv. Lei sa chi ha dato l’ordine di lanciare i lacrimogeni quando non c’è stato più il dott. Annunziata? (il PM si oppone commentando che vengono fatte sempre le stesse domande, la difesa fa notare che la procura non dovrebbe commentare ma fare opposizione formale).
Avv: ho chiesto, oltre ad Annunziata, chi altro ha dato ordini di lanciare i lacrimogeni?
Teste: ho già detto che oltre al dott. Annunziata c’era la dott.ssa Lavezzale che ha dato ordine di lanciare lacrimogeni.

Avv.Vitale: Lei sa se ci fosse un’ordinanza del questore sui servizi del 3 luglio?
Teste: Si
Avv.: Ha avuto modo di visionarla o se n’è parlato nel briefing?
Teste: non l’ho visionata ma ne abbiamo parlato… 
Avv: Sono stati esposti quindi i principi dell’ordinanza (Si). Lei sa se nell’ordinanza fosse indicato che dovesse essere evitato qualsiasi contatto… ?
Teste: Non lo so..
Avv: Le posso dire che c’è, ho qui l’ordinanza..
La Procura fa opposizione, il Presidente accoglie l’opposizione.

Avv.Pellegrini, difesa Ginetti.: Lei ha dichiarato al PM che ad un certo punto c’è stata una segnalazione di arrivo di alcuni manifestanti nell’area della Ramat. Può dirmi esattamente con una precisione temporale più adeguata a che ora arriva questa segnalazione?
Teste: Diciamo che fin dalla mattina c’erano state delle informazioni di…
Avv: Scusi ma io le sto dicendo è in grado di dire a che ora arriva la segnalazione? Esigo una risposta precisa
Teste: Suppongo intorno alle 11:30, presuppongo….  in quel momento non ho guardato l’orologio, la notizia arriva sia visivamente che si vedevano persone che scendevano dai sentieri…
Avv. Cosa vuol dire che non sa l’ora precisa? Che non guardava l’orologio ogni 5 minuti?
Teste: Si, stavo più attento ad altre cose
Avv: Quindi nel momento in cui al PM indica gli orari, devo arguire che la stessa precisione temporale debba estendersi alle risposte che ha dato al PM
Teste: No, quando si verifica qualcosa siamo abituati come Polizia Giudiziaria a vedere l’orario per collocarla nel tempo, poi abbiamo visionato i filmati e incrociato il dato con i filmati…
Avv: Quindi quando accadono alcuni fatti l’orario dell’accadimento è integrato con l’orario dei filmati
Teste: Nel momento in cui arresto una persona in quel caso guardo l’orario in cui si sono svolti i fatti, poi guardo i filmati…
Avv: Chi le fa la segnalazione dell’arrivo dei manifestanti?
Teste: le stavo rispondendo prima, se mi avesse lasciato parlare… Mi è stata data via radio, sia dal personale che seguiva i cortei, perché ad un certo punto una parte del corteo ha deviato verso Ramat, sia dal personale in servizio sull’elicottero.
Avv: Questa segnalazione a lei come è giunta?
Teste Su una radio personale con l’auricolare.
Avv: Nonostante questo fosse un momento preciso e importante lei non ha ritenuto di guardare l’orologio per vedere a che ora si verificasse?
Teste: No, più o meno alle 11:30
Avv. Mi può indicare quando è iniziato il lancio di lacrimogeni?
Teste: Dopo mezzogiorno, 12:15
Avv. Senta, facendo riferimento alla cartina della Maddalena che abbiamo mostrato prima al teste, mi può indicare l’area di cantiere?(il teste legge lettere e numeri per indicare i quadranti sulla mappa). Quindi è corretto quando dico che voi non eravate posizionati nell’area di cantiere?
Teste: Noi eravamo nell’area di cantiere, poi siamo usciti fuori per verificare l’arrivo dei manifestanti.
Avv. In quale area eravate posizionati?
Teste: lungo tutta l’area di cantiere, sia sotto l’autostrada, E7. E8, 9C,9D,9B, F8…
Avv: Ecco ma lei, siccome poi va ad operare nell’area davanti alle recinzioni dell’area archeologica, dove sono avvenuti gli scontri, quell’area è al di fuori dell’area di cantiere?
Teste: Si, l’abbiamo detto prima
Avv. L’area antistante al museo archeologico è fuori dall’area di cantiere?
Teste: L’area retrostante, non antistante, è fuori, si.
Avv: Dove c’è il parcheggio era dentro l’area del cantiere?
Teste: Si.
(…)
Avv: sempre l’area antistante al museo archeologico, guardando i boschi, alla sua destra, c’era un rialzo, un terrapieno?
Teste: Si, un terrapieno sopra le gallerie, che si inoltra nell’area boschiva e arriva fino alla sommità della Val Clarea…

Avv. La Macchia: Lei ci ha detto che voi eravate anche al di fuori dell’area di cantiere ed eravate nell’area archeologica, poi ci ha detto che la recinzione dell’area archeologica era stata divelta da parte dei manifestanti, giusto? (Si). Siccome in una sua relazione di servizio dice cose che mi paiono diverse, poi le forze di polizia si sono schierate anche OLTRE la recinzione dell’area archeologica?
Teste: No, noi all’inizio eravamo fuori in pattuglia per avvistamento dei manifestanti, dopo di che c’era stato l’ordine da parte di Annunziata quando iniziava il lancio di oggetti contundenti e i manifestanti si stavano avvicinando, c’è stato l’ordine di rientrare all’interno dell’area archeologica
Avv: Quindi la sua frase “si precisa che il personale era schierato fuori dell’area di cantiere ma anche fuori dall’area archeologica recintata da una rete di colore verde che si trova alle spalle del museo”, quindi voi prima dell’arrivo dei manifestanti eravate fuori in quella posizione?
Teste: Eravamo fuori in pattuglia … all’arrivo dei manifestanti, c’è un cancello..
Avv: Di questa circostanza come mai non ha dato atto nella sua annotazione?
PM: Non si può fare contestazione su un’annotazione che non è agli atti.. se volete fare contestazione dovete mettere agli atti l’annotazione
Avv: Mi limito a dire che rispetto a quanto dichiarato il teste questa mattina, nella sua annotazione di servizio aveva dichiarato cose parzialmente diverse e chiedevo spiegazioni sul perché non avesse annotato una circostanza di questo tipo
Teste: io non ho detto una cosa diversa, ho scritto che stavamo fuori dall’area cintata in una fase iniziale, fin tanto che non sono arrivati i manifestanti, dopo di che per evitare il contatto, il dirigente ci aveva ordinato di rientrare nell’area archeologica anche per verificare se i manifestanti sarebbero solamente passati e poi discesi in val clarea come in teoria dovevano fare perché c’era il punto di ritrovo alla baita Clarea, oppure se continuavano a tenere questo atteggiamento aggressivo come in effetti dopo si è realizzato
Avv: Quindi quando lei dice “il personale era schierato” intende semplici pattuglie di vigilanza? Quindi è un termine impreciso quel “si era schierato”?
Teste: Probabilmente… nell’annotazione stavo ricordando in generale la giornata..
Avv: Le è parso irrilevante
Teste: SI

Avv.D’AMICO: all’inizio dell’esame del PM lei ha osservato come i manifestanti avessero degli scudi e che, come siano soliti in tali occasioni avere degli scudi, questi oggetti solitamente vengono utilizzati per ripararsi dai lacrimogeni. La prima domanda che le faccio è se lei sa in quali circostanze vengono utilizzati i lacrimogeni
Teste: io so come vengono usati ma non ho particolari competenze… finalità per allontanare i manifestanti violenti..
Avv. E come avviene questa dispersione? Qual è il principio?
Teste: Il principio è che i lacrimogeni emanano del fumo irritante per gli occhi quindi i manifestanti interrompono l’azione e si allontanano dalla zona…
Avv. Quindi è il gas che allontana i manifestanti?

Teste: Si
Avv: Allora mi puo’ spiegare come vengono utilizzati gli scudi nei confronti dei gas?

Teste: Gli scudi vengono utilizzati perché i manifestanti solitamente quando vanno in un’area vietata stanno dietro gli scudi dietro i quali si nascondono….
Avv: Ma lei prima ha detto che vengono utilizzati per ripararsi dai lacrimogeni, dal momento che mi ha spiegato che i lacrimogeni disperdono attraverso l’emanazione del gas, la domanda è come riferisce lo scudo all’opposizione al lacrimogeno?
Teste: Avrò detto un’inesattezza prima…
Avv: O forse perché vengono utilizzati per ripararsi dal lancio dei lacrimogeni?
Teste: Probabilmente vengono utilizzati per ripararsi dalle manganellate quando si entra in contatto dalle forze dell’ordine
Avv: Gli scudi delle fdo vengono utilizzati per ripararsi da cosa?
Teste: Dal lancio di oggetti contundenti
Avv: invece quelli dei manifestanti per ripararsi da cosa?
Teste: le ripeto, quegli scudi servono a ripararsi dalle manganellate….
Avv: E rispetto alla possibilità di ripararsi dal lancio di oggetti contundenti?
Teste: Non so, dovrebbe chiedere ai manifestanti.

Avv.Bertone: Nel briefing al quale lei ha detto di aver partecipato…. qualcuno vi ha parlato della pericolosità dei lacrimogeni?
Teste: No
Avv: Nessun tipo di informazione, avvertenza ?
Teste: No

L’Avv.BERTONE chiede che vengano REVOCATI gli OMISSIS all’ordinanza del questore per le giornate del 27 giugno e del 3 luglio. Le ordinanze sono inservibili perché coperte da diversi omissis per intere pagine. Sono state chieste le copie originali ma è stato risposto di NO perché “Riguardano l’area del sito di interesse strategico-nazionale”. E’ già stato dimostrato che non era cosi’, ma buona parte di quanto successo nella zona retrostante non riguarda affatto la zona del SITO di interesse STRATEGICO NAZIONALE, pertanto decadono sia i diritti all’omissaggio, sia i limiti alle domande poste dalla difesa sulle istruzioni impartite agli operanti. C’è una formale richiesta di revoca all’ordinanza sugli OMISSIS e sui limiti alle domande.
Altri avvocati si associano alla richiesta.

L’avv.Bertone aggiunge che ANCHE la zona del CANCELLO DELLA CENTRALE non è area di cantiere, quindi non è sito strategico.

Il PM interviene per spiegare che la testimonianza di Scarpello non modifica nulla. Ritiene quindi non vi sia nulla da modificare. Gli avvocati del legal team continuano a spiegare le loro ragioni, il PM interrompe le spiegazioni. Uno degli avvocati propone un sopralluogo in cantiere, viste le molte perplessità. Il giudice si ritira.

Ore 13:21: Il giudice lascia l’aula, senza dire una sola parola. Non è chiaro se si tratta di una pausa e, qualora lo fosse, non siamo in grado di dire per quanto tempo.

Si rientra dopo 10 minuti. Discussione sui prossimi testi, poi discussione tra PM e avvocati della difesa dopo che Quinto Bosio annuncia che la prossima udienza sarà ancora in aula bunker. C’è opposizione da parte della difesa, che sottolinea che a febbraio del 2013 si era detto che sarebbe stata fatta solo qualche udienza in aula bunker e poi si sarebbe rientrati in Tribunale. A dicembre c’è stato un incontro nel quale si è discusso per tornare in tribunale. L’Avv. Bertone fa presente che Minotauro è rientrato in tribunale, cosi’ come Fonsai. “Non è pensabile che si continui udienza dopo udienza a rimandare la decisione”, fa notare Bertone. Ma Quinto Bosio risponde che il trasferimento a Torino non è di sua competenza. Spiega che sono state inoltrate alla corte d’appello le richieste, ma senza risposta. Lo stesso con la Questura di Torino.  Gli avvocati sono vincolati da quanto era stato detto nell’incontro del quale era stato anche redatto verbale, nel quale si era deciso che a gennaio  ci si sarebbe spostato in tribunale. La Procura ha detto che sarebbe stata fatta la richiesta ma senza certezza sui tempi. Gli avvocati chiedono allora di rinviare le udienze a quando ci sarà una conclusione di questo iter. Quinto Bosio fa presente che il processo è già stato rinviato al 10, saltando l’udienza del 7 gennaio. Gli avvocati insistono perché non possono svolgere adeguatamente il loro lavoro di difesa.

 

Simonetta Zandiri & Maria Eleonora Forno – TGMaddalena

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