AulaBunker8_11_20138 novembre 2013, diretta da Aula Bunker Maxi Processo NO TAV

Inizia la deposizione di Ferrara (Digos) sul dispositivo di sicurezza per il 3 luglio 2011. Il racconto (che segue le immagini video), simile alla testimonianza di Petronzi in udienze precedenti, parla di circa 600 “facinorosi” che si staccano dai flussi principali per scendere dal lato della Ramats.

L’Avv.Novaro (legal team) inizia il controesame del teste, chiede di specificare su quali basi si quantificano numericamente in 600 i “facinorosi”, Ferrara spiega che è un’attività svolta sia attraverso l’osservazione diretta che tramite i dati che arrivavano via radio dagli operatori sugli elicotteri.

Rispondendo alla domanda dell’Avv.Novaro Ferrara precisa che non era presente all’arresto dei manifestanti. L’avv.Ghia chiede dov’era posizionato Ferrara il 27 giugno. Ferrara spiega che si trovava sull’autostrada Torino-Bardonecchia, all’altezza del cantiere. Il PM si oppone chiedendo se si tratta di un controesame o di un riesame, l’avvocato spiega che il controesame può anche estendersi ad una domanda già fatta, è una tecnica volta a riorganizzare le idee, la Procura contesta che si riorganizzano le idee solo quando non si hanno le idee chiare. Il Giudice chiede al teste di rispondere in maniera sintetica. Ferrara spiega che era presente sin dall’alba, racconta di aver incontrato il Presidente della Comunità Montana Sandro Plano per individuare una via pacifica per la soluzione del problema, hanno conversato per circa 30 minuti sull’intersezione dell’autostrada tra le due corsie, “mi è giunta una pietra mentre dialogavo con Plano, ricordo anche questo particolare…”. “Sono poi salito sul piazzale antistante, intorno alle 10:30, appena il personale ha liberato l’area, mi sono trattenuto a colloquio con i legali del movimento, con Alberto Perino, poi quando la situazione si è normalizzata ho ripreso l’attività normale, quando il movimento ha spostato le proprie masserizie….”.

Alla domanda dell’avvocato difensore Ferrara spiega che il 27 era in contatto via radio, anche con il Dott.Annunziata che coordinava i servizi. L’Avv. chiede a Ferrara se fosse a conoscenza di un accordo raggiunto per le tende alla Maddalena, Ferrara conferma che l’accordo era che il materiale fosse radunato inizialmente nella grande tenda verde sul piazzale perché fosse successivamente spostato. L’avvocato chiede a Ferrara se sa come si sono presentate le tende il giorno dopo, esibisce il documento n.17 (le foto), l’avvocato incalza nel chiedere se è a conoscenza di come i manifestanti trovarono il materiale il giorno dopo. “Come si presentavano le tende”? Ferrara: “Normale, di svariato colore….”. Avvocato: “Ma erano danneggiate o no?” Ferrara: “Non mi risulta”.

Circa l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico Ferrara spiega che sapeva esserci un’autorizzazione ma non ne conosce i dettagli e la scadenza. Alla domanda se conosca Fissore e su quale tipo di rapporti avessero Ferrara spiega che lo conosce “benissimo”, che ha sempre avuto “ottimi rapporti”, che è una persona che “vive con grande passione la sua militanza”, e “ci si parla”.

“Le risulta se il signor Fissore abbia mai posto in essere azioni violente?” Ferrara: “Non mi risulta che… probabilmente è stato indagato per episodi delittuosi sulla lotta al TAV ma non mi risultano episodi violenti…”.

L’Avv.Pellegrino chiede a Ferrara una spiegazione circa la decisione di uscire dall’area protetta dalle reti, Ferrara spiega che si trattò di una decisione presa sulla base degli eventi e sulla pericolosità degli stessi. L’Avv.legge l’ordinanza, chiedendo spiegazioni su alcuni passaggi, la Procura interrompe spiegando che l’ordinanza non era in possesso del teste, l’avvocato chiede quindi al teste se avesse letto l’ordinanza, Ferrara risponde che gli aveva “dato un’occhiata”. Spiega poi: “Io non è che debba necessariamente prendere visione, la posso visionare ma non sono tenuto… ho un ordine di servizio interno che dispone la mia collocazione in loco”. l’avvocato spiega che nell’ordinanza si prevede che ci sia un’area di rispetto nella quale far passare il corteo, il PM interrompe “Si ma qui non stiamo parlando di un corteo”, l’avvocato fa notare che la Procura sta rispondendo al posto del teste o suggerendo le risposte… L’Avvocato quindi prosegue, “da questa ordinanza sembrerebbe che si debba permettere… ”

Ferrara: l’ordinanza viene emessa prima della manifestazione, con avviso fatto all’autorità di P.S. e viene recapitata alla Comunità Montana, per il servizio di ordine pubblico, si cerca di garantire il quieto e pacifico svolgersi della manifestazione promossa dai pacifici manifestanti… dopo di che il dirigente di O.P., preso atto che la situazione si sta per incancrenire, dispone che il personale stia 50 metri più avanti…

Avv.Pellegrino: “Ecco, stando 50 metri più avanti era ovviamente prevedibile un contatto con i manifestanti?”
Ferrara: “Il contatto c’è stato..si vedono le immagini…”
(la Procura interrompe ancora, l’avvocato contesta le continue interruzioni del controesame e ripone la domanda, chiedendo se era prevedibile il contatto con i manifestanti, il giudice non ammette la domanda perché si tratta di una VALUTAZIONE, l’avvocato termina, infastidito, il controesame).
Un altro avvocato del legal team chiede che venga messa a verbale la sua richiesta di non tenere in considerazione tutti i contenuti “valutativi” che sono emersi dalla deposizione del testo.
Avv.D’Amico: “Ad un certo punto, prima, guardando il filmato, ci ha detto di manifestanti con gli scudi per difendersi, ecco volevo chiedere per difendersi da cosa?”
Ferrara:”Da eventuali reazioni, se noi avessimo operato una carica, loro avrebbero respinto il rituale intervento della polizia”
Avv.D’Amico: Come mai gli scudi venivano tenuti in alto nonostante la carica…. (La procura interrompe,perché questa è una “valutazione”).
Ferrara: i manifestanti utilizzano gli stessi criteri di difesa passiva che abbiamo noi, noi abbiamo i manganelli loro hanno i bastoni, noi abbiamo gli scudi e loro hanno gli scudi….
Avv.D’Amico: Lei ha assistito a lanci di oggetti nei confronti di manifestanti?

Ferrara: No, assolutamente…. solo artifici lacrimogeni…. li’ le abbiamo solo prese, avvocato.
Avv.D’Amico: Lei ha visto nei filmati lanci di pietre da parte delle FdO nei confronti dei manifestanti?
Ferrara: non ho visto lanci di pietre verso i manfiestanti.
Avv.D’Amico: lei conosce la tecnica di lancio dei lacrimogeni?
Ferrara: ovviamente si, con lancio a parabola…. (l’avvocato chiede se il lancio è sempre stato svolto in maniera corretta)… limitatamente alla condizioni… sono sempre stati fatti in maniera corretta.
Avv.D’Amico: non ha assistito a lanci fatti in maniera non corretta?
Ferrara: No, assolutamente no.

Avv.LegalTeam: Qual è la finalità del lancio del lacrimogeno?
Ferrara: sostanzialmente per disperdere le folle, rendendo l’area irrespirabile…
Avv.LegalTeam: viene utilizzato dove c’è un’alta densità di manifestanti?
Ferrara: No, dipende dalle situazioni, dove c’è la necessità di disperdere… in estrema ratio…. solo in estrema ratio… e viene richiesta autorizzazione al questore.
Avv.LegalTeam: se ci sono solo 3 persone armate in una piazza voi sparate lacrimogeni? (la Procura si oppone, l’avvocato spiega che voleva capire nei manuali in uso e nelle istruzioni una conferma relativamente alla densità).
Ferrara: Se ci sono 5 o 600 pesone che cercano di condurre una manifestazione di estrema violenza, inaudita come quella del 27 e del 3 luglio, allora si usano i lacrimogeni per cercare di vincere.

L’Avv.Lamattina, del legal team, chiede in cosa consisteva l’attività di intelligence effettuata da Ferrara per la manifestazione del 3 luglio, Ferrara risponde inizialmente in modo generico, l’avvocato chiede con insistenza con chi si fosse messo in contatto, con quali questure, per sapere se l’ordinanza viene formulata dopo aver ricevuto le informazioni dalle varie questure (conferma). L’Avvocato chiede quindi se fossero state segnalate altre manifestazioni, altri cortei rispetto a quelle già definite. Ferrara parla del corteo da Exilles, di quello da Giaglione, poi parla di un altro concentramento lungo la statale che scendeva dall’abitato di Chiomonte. L’Avvocato chiede se il 2 luglio fossero a conoscenza di questo dispiegamento. Ferrara: “Tenta presente che nei giorni precedenti gli organizzatori avevano formalizzato a norma di TULPS la manifestazione… “. L’Avvocato chiede precisazioni,”lei ha appena finito di dire che la manifestazione da Giaglione che muoveva 1500 persone era stata comunicata, si o no?” Ferrara: “non deve chiedere a me, io faccio parte della DIGOS, si legga l’ordinanza che è agli atti”… Avvocato: “Si, ci sono solo un po’ di omissis, è quello il problema”.  Avvocato: “Le dislocazioni dei manifestanti, da Giaglione fino al Clarea, il percorso istituzionale e l’altro nella boscaglia da Chiomonte, queste erano state preannunciate al questore si o no? Se lo sa…”Ferrara: “per quanto ne ho memoria Giaglione e la fortezza di Exilles erano preavvisate… quella di Chiomonte non lo so, bisognerebbe andare a leggere.. ma… in ogni caso il concentramento di facinorosi e gente violenta ovviamente non era preavvisato… si vada a leggere le ordinanze….” Avvocato: “Lei mi deve rispondere alle domande, non deve dirmi cosa devo fare io, sia cortese”. Ferrara: “Io l’ho ripetuto all’avvocato…. “. Avvocato:”Presidente, chiedo di poter esplicare la mia attività nei termini che prevede il codice, non vorrei essere insolentito dal teste che mi risponde come se io fossi sceso dal pero e non avessi preso visione della documentazione”. Il PM obietta spiegando che non è possibile chiedere ai testi quello che è OMISSIS dalle ordinanze… L’Avvocato si spiega ulteriormente: “I concentramenti dei manifestanti, corteo istituzionale e Giaglione, erano stati preannunciati ed erano a conoscenza delle FdO prima dell’ordinanza questurile SI o NO?” Ferrara: “Io ero a conoscenza della partenza da Exilles e da Giaglione che credo siano contenute nell’ordinanza”. Avvocato: “E, rispetto a quello che è contenuto nell’ordinanza ed alle informazioni che voi avevate acquisito come attività di intelligence, cosa c’è di diverso rispetto a quello che avete poi constatato nell’arco di quella giornata?” Ferrara: “Beh , che c’erano centinaia di manifestanti che non erano per nulla pacifici e che è il motivo per cui siamo qua”.

Un altro avvocato del legal team chiede se Ferrara è a conoscenza di lanci diretti ad altezza uomo verso i manifestanti, Ferrara risponde che i lacrimogeni veniano spariti verso gruppi di manifestanti…. “era l’unico strumento che avevamo per respingere gli aggressori”. Avvocato: “anche lanciandoli ad altezza uomo?”, il PM si oppone “suggerisce le risposte”, l’Avvocato specifica che è in controesame…
L’oggetto della discussione resta il discorso del lancio di lacrimogeni ad altezza uomo. Il Giudice chiede che le domande siano fatte in modo chiaro, l’avvocato chiede: “Lei ha visto lacrimogeni sparati ad altezza uomo?” e Ferrara risponde con decisione: “L’ho già detto ai suoi colleghi, NO!”.
L’Avvocato mostra un video del 27 giugno (da 9:06 a 9:06:32) (GIPS TO Ulberti). Le immagini mostrano un episodio durante lo sgombero del 27 giugno, apparentemente vengono lanciati non a parabola e non a mano alcuni lacrimogeni. Avvocato: “Lei guardando queste immagini non vede lacrimogeni sparati verso i manifestanti?” Ferrara: “Si, ma i lacrimogeni vengono lanciati dall’alto… non vede che c’è una parabola? E’ li che i lacrimogeni devono finire”. Avvocato: “Quindi lei non ha visto lanci di lacrimogeni sui manifestanti?” “No…”. Avvocato: “Ha sentito che mentre sparavano i lacrimogeni qualcuno diceva “troppo lontani”?” Ferrara: “Dipende, forse i lacrimogeni sono arrivati troppo lontani, oltre i manifestanti che dovevano raggiungere”. Avvocato: “Si, ma qui i manifestanti erano 4 o 5″… Ferrara: “Ma, dipende, potevano esserci altri manifestanti dietro, adesso non so… “. L’avvocato chiede chi fosse responsabile del lancio, Ferrara spiega che era il Dott. Annunziata, l’avvocato chiede se quella fosse la voce di Annunziata, Ferrara risponde che non lo sa e spiega che poteva anche essere il capo-squadra, ricorda che dentro la galleria ci saranno state almeno dieci squadre… e che quindi sarà difficile identificare proprio quella voce. Ferrara: “Comunque, dalle immagini che lei mi mostra, il 90% dei lanci sembra fatto in modo regolare…”.

Avv.Bongiovanni:”In riferimento al 27 giugno ha riferito, alle domande del PM, che ebbe a incontrare il presidente della Comunità Montana, ci può indicare a che ora?” Ferrara: “più o meno a quest’ora che mostra il filmato (le 9), mi ero sentito telefonicamente, poi è venuto con la sua macchina sul posto e ci siamo trovati li’ a conversare e fare il punto della situazione, avevo chiesto a lui se era possibile….
Avv.Bongiovanni: in quel frangente ha avuto modo di mostrare l’ordinanza prefettizia del 22 giugno?
Ferrara: no, non in quella circostanza.
Avv.Bongiovanni: Sa se l’ordinanza prefettizia è stata notificata?
Ferrara: L’ordinanza prefettizia è stata notificata a tutti, nei giorni prima, però dovrei andare a guardare le relate di notifica che era stata pagata dal comando provinciale…..
Avv.Bongiovanni: le contesto questo, in quanto l’ordinanza prefettizia è stata comunicata lo stesso giorno alle 10:25. Ecco le chiedo se l’ordinanza prefettizia indicava anche l’area retrostante, che vi era stata assegnata?
Ferrara: di sicuro l’area museale, il museo, la zona vinicola, la strada dell’Avanà…

Avv. LegalTeam: A proposito delle reti dell’area museale, chi aveva apposto quelle reti? (Ferrara risponde in modo vago), che lei sappia erano state apposte prima del 3 luglio?
Ferrara: Erano state disposte di protezione a tutta l’area…
Avv.LegalTeam: Dal 27 giugno al 3 luglio che lei sappia sono state modificate?
Ferrara: Sono state apposte… poi.. questo non è nostro compito…

Un avvocato del legal team mostra un’immagine nella quale si vede un carabiniere impugnare l’arma per lanciare i lacrimogeni non correttamente, ma ad altezza uomo, Ferrara risponde in modo vago. Un altro avvocato chiede se Ferrara abbia visto le tende il giorno dopo, Ferrara risponde di “non avere avuto accortezza”. Un altro avvocato chiede nuovamente chiarimenti sul lancio di lacrimogeni e insiste per mostrare interamente la sequenza, per chiarire l’immagine (che è un’estrapolazione), si tratta per altro di materiale fornito proprio dalla procura. Viene mostrata una sequenza di immagini che danno l’idea della traiettoria dei lanci… Ferrara commenta: “Ecco, si vede chiaramente che siamo in parabola” (in uno dei 7 fotogrammi mostrati). L’Avv.Ghia chiede di rivedere la sequenza, poi chiede: “Lei ritiene che questo lancio sia corretto e che segua le prescrizioni per il lancio di lacrimogeni o no?”. Ferrara: “Secondo me si, l’ho già detto prima e lo ribadisco adesso”. Un altro avvocato del legal team chiede se la traiettoria del lancio è unica o se dipende dalla superficie che si ha davanti. Ferrara: “voglio leggere inieme a lei cio’ che state mostrando, mi sembra che la posizione degli operanti sia più bassa rispetto a…. “. L’Avvocato interrompe, e spiega che la domanda è solo tecnica, chiede se la traiettoria di lancio può cambiare rispetto alla superficie…. Ferrara: “La regola è quella di tirare sempre a parabola, io però non sono un lanciatore però le posso dire che la regola d’ingaggio per il lancio dei lacrimogeni è un lancio a parabola perché finisca tra i manifestanti per la dispersione…”. L’Avvocato chiede nuovamente se quello mostrato nelle immagini è un lancio a parabola, Ferrara risponde affermativamente.

Un altro avvocato mostra le immagini di una delle cariche, chiedendo a Ferrara se c’erano state altre cariche, Ferrara risponde che non ricorda bene, c’erano stati altri tentativi ma questo era sicuramente uno di quelli che “consentì di arrivare in contatto con i facinorosi”.

Termina il controesame di Ferrara, inizia il controesame del Capitano Mazzanti.

AulaBunkerMazzanti
Il controesame di Mazzanti inizia con una domanda di un avvocato del legal team che chiede da quanto tempo è stato in servizio in quella zona Mazzanti, la Procura fa opposizione sostenendo che non è inerente ai fatti oggetto del dibattimento, l’avvocato chiede nuovamente di poter fare la domanda, il Presidente accoglie l’opposizione del PM.

La Procura chiede di ricostruire le vicende della Libera Repubblica, “In cosa consisteva questa libera repubblica?” Mazzanti: “Era una sorta di presidio permanente, con tende….” (il legal team fa la stessa opposizione, ovvero evidenzia che la domanda fa riferimento a fatti precedenti gli episodi oggetto del dibattimento ma il PM risponde che il 27 giugno la Libera repubblica c’era ancora). Mazzanti: “C’erano tende e spazi per incontri e dibattiti, prendeva tutta la strada via dell’Avanà, e dalla parte della Clarea c’era una prima barricata in corrispondenza di quello che è adesso l’accesso autostradale al cantiere a ridosso della galleria Giaglione, poi c’era un altro sbarramento sul ponte Clarea (in pietra). C’erano anche dei manufatti in corrispondenza del ponte Clarea, un presidio permanente costruito precedentemente  in pietra dal movimento no tav.” Il PM chiede se erano state costruite anche casette sugli alberi e chiede a cosa servissero, Mazzanti conferma e spiega che doveva essere un riparo dei manifestanti, una forma di “ultima resistenza”.

Vengono mostrate le immagini del 27 giugno, Mazzanti spiega le disposizioni delle forze dell’ordine, a domanda del PM conferma di aver riconosciuto Fissore come “il signore con la stampella”. Spiega che c’è stato un dialogo con il legal team, il PM chiede di spiegare cosa sia il legal team, gli avvocati fanno opposizione, Mazzanti spiega che per legal team intende alcuni legali che affiancano il movimento nelle manifestazioni per “evitare che si arrivi a momenti di tensione. In quella circostanza proprio per evitare che arrivassimo all’azione cogente si era tentato di far passare che si voleva entrare in forza con l’ordinanza, che ci lasciassero libero il passaggio, che eravamo disposti a lasciare che smontassero le tende per poi entrare senza resistenza”. Il PM chiede con che avvocati avesse parlato e come si era conclusa la trattativa, Mazzanti spiegò che la trattativa terminò negativamente, si decise quindi di organizzare il servizio, ci si è avvicinati con mezzo cingolato che si è avvicinato al cancello accompagnato dai reparti per evitare che fossero arrecati danni al mezzo. Nel momento in cui ci siamo avvicinato è cominciato a volare di tutto, sassi, bastoni…. nel momento in cui si è avvicinato il reparto per proteggere il mezzo hanno iniziato a spruzzare vernice rossa, sia per impedire al manovratore del mezzo di vedere cosa stava facendo che per impedire al reparto l’azione…. superato l’ostacolo abbiamo trovato 6 barricate, chiaramente fatte con materiale di fortuna, dopo questo cancello c’era un altro cancello più avanti, poi abbiamo trovato barricate di traversine, guard rail, palle di fieno con sopra sembravano delle molotov poi abbiamo visto che dentro c’era solo… non era liquido infiammabile”. Il PM mostra un pezzo di filmato e chiede cosa siano quei ferri a terra, Mazzanti: “Sono pali divelti credo dalla zona della centrale”. Il PM chiede in quanto tempo sono state superate le altre barriere, Mazzanti: “Siamo arrivati dopo circa un’ora e mezza, verso le 10:00.”. Il video mostra altre barricate, Mazzanti “Sono traversine in legno, quelle utilizzate anche su tratti ferroviarie, erano state collocate sulla strada, era la seconda barricata… no, la terza, la seconda era quella con i pali per terra… dopo questa c’erano le balle di fieno, mi pare di ricordare”. La deposizione prosegue, Mazzanti spiega e descrive gli ostacoli trovati nel percorso per raggiungere il piazzale. “A metà percorso alcuni amministratori ci sono venuti incontro per tentare di risolvere la questione nel migliore dei modi”.  Mazzanti spiega le difficoltà nel superamento dei vari ostacoli, ed il lancio di pietre e oggetti dall’altro, che ha costretto il personale ad un fitto lancio di lacrimogeni per poter avanzare.

fieno

PM: “Complessivamente il numero di manifestanti violenti, quanti erano?”
Mazzanti: “Per quanto riguarda via dell’Avanà all’incirca 500-600 persone”.
Si passa al 3 luglio. Il PM chiede cosa è stato fatto nei giorni successivi, Mazzanti spiega che successivamente si erano svolti i lavori per delimitare l’area con delle recinzioni , sia di tipo pesante (betafence)…..  e c’erano dei varchi, dei cancelli dove c’era il personale a presidiare i varchi d’ingresso. Il PM prosegue con le domande sui giorni precedenti la manifestazione del 3 luglio (come avevano saputo della manifestazione, etc.) e Mazzanti spiega che avevano saputo dalle fonti aperte del movimento NO TAV, non ricorda se le manifestazioni fossero autorizzate ma ricorda che “sicuramente quella di Giaglione non era stata autorizzata”.

Il 3 luglio, secondo Mazzanti, “il corteo partito da Exilles all’altezza del ponte si era diviso, una parte era sceso verso la centrale elettrica mentre una parte era salito in direzione Ramats, poi avevano appreso che quello dalla Ramats sarebbe sceso in direzione dell’area museale e contemporaneamente l’altro corteo, quello da Giaglione, in parte si era avvicinato all’area 4 e in parte si era ricongiunto con quello dalla ramats, si è quindi sostanzialmente sciolto… lo spezzone di Ramats e quello di Giaglione si sono uniti sia nella parte bassa di cantiere, sia nell’area museale dove sono avvenuti gli scontri maggiori.” “C’è stato un lancio di un bengala, da quel momento si sono travisate le persone, si sono armate di ogni cosa, pietre, bastone, fionde, scudi fatti in plexiglas e tutto l’armamentario per poter arrivare ad abbattere le reti e a riprendere l’area di cantiere”. PM: Quante persone erano? Mazzanti: Io ne ho stimate circa 1000 – 1500. La forza era disposta in ogni angolo del cantiere, sia nella parte bassa in via dell’Avanà dove ci aspettavamo il corteo istituzionale, sia nell’area del museo e sia nella parte bassa nel cantiere, dove era stato disposto lungo le recinzioni tutto il personale. (Il PM mostra un video delle 12:07 dove si vede il bengala, probabilmente quello che ha segnato l’inizio dell’attacco). Mazzanti: “Io ero nell’area museale, i manifestanti sono arrivati dalla Ramats, noi ce li siamo trovati sopra, gli altri da Giagione sono sbucati dal bosco dove c’era un ex ovile… “. Un altro DVD, ore 12:33, il PM chiede se i manifestanti avessero anche scudi, Mazzanti conferma.   Il DVD mostra le immagini dei primi scontri, il PM chiede se le cariche avessero sortito qualche effetto, Mazzanti risponde “No”.

Mazzanti: “La baita Clarea veniva utilizzata come ritrovo, da li’ partivano gruppi di persone con rampini e corde per abbattere le reti, il personale cercava quindi di allontanare le persone con lanci di lacrimogeni”.
PM:Questa è l’area cui si riferisce?
Mazzanti: “Si, questa è l’area delle vasche… qui non sono state fatte cariche perché c’era una recinzione che ci divideva da loro quindi non abbiamo mai avuto contatto, se non per tentare di tagliare le corde… io mi spostavo continuamente avanti e indietro… all’area 7 del museo, nel frattempo c’erano stati lanci di sassi, bombe carta e una di queste aveva colpito il dirigente del servizio che era rimasto gravemente ferito , Dott. Annunziata, che aveva dovuto essere trasferito… Non ero presente agli arresti dei manifestanti, non sono mai stato alla centrale elettrica. Gli scontri terminano alle 17 perché succede un fatto, viene sequestrato un carabiniere durante una carica e a quel punto il personale si è fermato, abbiamo cercato di riprendere il carabiniere, al momento in cui è rientrato c’è stato una sorta di armistizio non tacito e dopo quel momento si è bloccato tutto… Sotto è continuato ancora per un’oretta…”

Avv.Ghia per esame teste per Fissore. Chiede a che ora è arrivato Mazzanti il 27 giugno e con chi ha parlato, se tra quelli ci fosse anche Fissore, Mazzanti come amministratore ricorda solo Luigi Casel, non ricorda di Fissore quel giorno…. nella fase di dialogo, non lo esclude ma non lo ricorda, ricorda il colloquio con il Casel e la telefonata con il Presidente della Comunità Montana. L’Avv.Ghia chiede se nei giorni precedenti al 27 aveva avuto modo di parlare con Fissore, Mazzanti: “L’ho visto anche durante il periodo della Libera Repubblica, dal 24 di maggio al 27 giugno facevo qualche giro e mi è capitato di vederlo, non saprei dirle quante volte ho interloquito…  in forza della mia lunga militanza presso il comando compagnia avevo un po’ il contatto con tutto il movimento no tav, tenevo normali relazioni, sempre istituzionali, chiaramente”. Avv.Ghia: “Con Fissore ha parlato anche della manifestazione?” Mazzanti:”Non lo escludo, sicuramente non ero rimasto impressionato favorevolmente dal fatto che il giorno successivo al 24 maggio io mi ero recato perché una pattuglia dei Carabinieri era stata fermata in via dell’Avanà e io mi ero recato per far notare che quello non era un comportamento istituzionalmente corretto”. Avv.Ghia: “Ha mai visto Fissore tirare le pietre?” Mazzanti: “No”.
L’Avvocato porta a Mazzanti la fotografia n.1, chiede se riconosce Fissore (Si,) e chiede se quella foto si riferisce al 27 giugno, Mazzanti risponde “presumo di si”. Avv. Ghia: “Secondo lei questa foto è stata fatta prima o dopo?” Mazzanti: “Presumo prima”. Avv.Ghia: “‘E’ a conoscenza che Fissore aveva avuto un intervento prima?” Mazzanti: “Si, ne ero a conoscenza… si, sapevo che utilizzava una stampella”. L’Avv.Ghia consegna altro materiale fotografico. Avv.Ghia: “Riesce a vedere i manifestanti sul ponte? Chi sono?”. Mazzanti: “Nel momento conclusivo, quando la trattativa non è andata a buon fine, abbiamo chiesto a questi manifestanti di spostarsi perché saremmo intervenuti…”.

L’Avvocato chiede a Mazzanti se dopo l’apertura del cancello ha ancora visto Fissore, Mazzanti non ha visto, non ricorda, non sa se e dove si è spostato… L’Avv. chiede se tutti i Carabinieri presenti quel giorno fossero sotto il suo comando, Mazzanti spiega che affiancava ma c’era un Colonnello dell’Arma come dirigente del servizio, non aveva il comando dei militari, ogni contingente aveva un ufficiale. L’Avvocato chiede quale fosse l’equipaggiamento dei Carabinieri. Mazzanti: “Quello standard, la tuta da OP, il jacket, il casco, il cinturone con la pistola, le protezioni che vengono messe sugli arti inferiori e superiori, lo scudo e il manganello”.

L’Avvocato chiede poi se Mazzanti fosse a conoscenza dell’accordo sulle tende, Mazzanti: “questa è una fase successiva, era stato chiesto se potevano recuperare le tende, pian piano è stato sgomberato il piazzale della Maddalena il giorno stesso…. io i termini esatti non li ricordo ma ricordo che era stata data la possibilità di caricare”. Alla domanda se il giorno dopo Mazzanti si sia recato sul piazzale risponde che non ricorda, sa del danneggiamento delle tende perché ne era stata data notizia pubblica ma non ha avuto visione diretta delle tende danneggiate.
Avv.Bongiovanni: “Lei ha fatto riferimento a un’ordinanza del prefetto, che si ricordi era quella emessa in data 22 giugno?” Mazzanti: “Presumo di si”. Bongiovanni: “Sempre in riferimento all’ordinanza che è agli atti, è stata notificata a qualcuno?”. Mazzanti: “Non ricordo, credo DI NO, perché uno dei conciliabili che era avvenuto all’ingresso era che alcuni legali e amministratori eccepivano che non era stata consegnata l’ordinanza e ne chiedevano una copia… e fu data dal primo dirigente.. credo a Luigi Casel o a Marina Clerico, assessore della Comunità Montana”. Avv.Bongiovanni: “Qual era lo scopo dello sgombero? Qual era l’intenzione della Prefettura?” Mazzanti: “Appropriarci dell’area che doveva già essere presa il 24 maggio, cioé consentire la recinzione di quell’area di terreno che era già stata indicata, presumo per iniziare la fase iniziare di cantiere”. Bongiovanni mostra al Comandante la piantina che è stata depositata oggi e chiede a Mazzanti “Lei riesce a riconoscere l’area di cantiere con le linee rosse?” Mazzanti: “Si, quella con le linee blu e rosse è quella dove oggi si trova il cantiere”.  Bongiovanni: “Lei ha riferito che c’era la necessità di aprire il cantiere, giusto?” Mazzanti: “Si, ma io dal punto amministrativo non sono in grado di dire…” (la Procura fa opposizione, l’Avvocato precisa che ritiene che Mazzanti sia a conoscenza dei motivi dello sgombero).  Mazzanti: “IL cantiere era utile all’avvio del tunnel geognostico della Maddalena”. L’Avvocato chiede se Mazzanti ha partecipato ad una riunione di coordinamento del 22 giugno del 2011, la Procura fa opposizione perché non sono accettate domande che esulino dal periodo tra il 27 giugno ed il 3 luglio, la difesa risponde che fa riferimento ad affermazione già date da Mazzanti proprio su questo argomento. A precisa domanda dell’Avv.Bongiovanni Mazzanti risponde che il cantiere doveva essere aperto entro la fine di giugno o di luglio, ma non sa chi diede questa comunicazione, è a conoscenza di impegni internazionali ma non sa se siano citati o meno nell’ordinanza.

Avv.D’Amico: “A proposito delle difese dei manifestanti, lei ha risposto che avevano degli scudi per ripararsi, da che cosa?”
Mazzanti: “Io ho detto che avevano degli scudi con i quali si riparavano, non so da che cosa si riparassero… molte volte sono avanzati per entrare in contatto con le forze dell’ordine”.
Avv.D’Amico: “Non le risulta che lo utilizzassero per ripararsi da lanci di pietre, sassi, lacrimogeni?
Mazzanti: Lacrimogeni sicuramente , sassi no.
Avv.D’Amico: Lei è a conoscenza di quale sia la prassi corretta di lancio dei lacrimogeno?
Mazzanti: Faccio una premessa che non sono un istruttore… ma sono a conoscenza che i lanci devono essere fatti a parabola.Avv.D’Amico: Lei è a conoscenza di lanci fatti in manitera non corretta, lanci tesi e non a parabola?
Mazzanti: Per quello che ho visto le dico che sono stati lanciati come vanno lanciati…

Avv.LegalTeam chiede chiarimenti sulla dotazione dei Carabinieri per i lacrimogeni, Mazzanti:”Dotazione standard, quelli da lanciare con il lanciatore e quelli da lanciare a mano. Il gas utilizzato è sempre quello, è gas CS, io lo chiamo convenzionalmente CS non so la composizione chimica”. Viene mostrata una foto con lanciatore, Mazzanti non ricorda la sigla (è la stessa foto di prima), viene chiesto se è la modalità corretta, Mazzanti risponde che secondo la prospettiva potrebbe essere una posizione corretta… sembra in salita… ”
Vengono mostrati nuovamente i fermi immagine estratti dal video mostrati anche prima, dove si vede un individuo in borghese che sembra indicare con il manganello dove tirare, chiede a Mazzanti se riconosce questa persona ma Mazzanti risponde negativamente, anche alla domanda sul fatto che sembra indicare dove effettuare il lancio. Mazzanti: “Proceduralmente quel militare non potrebbe rispondere all’ordine da una persona che non è un suo diretto superiore”.

Un avvocato del Legal Team chiede:”Lei prima ha detto, riferendosi alla zona delle vasche, che non c’erano state cariche perché avevate avuto l’ordine di evitare contatti con manifestanti”, Mazzanti: “In linea di massima, si”. Nell’area dietro il museo,nella zona che voi difendevate, c’erano delle recinzioni o no?  Mazzanti: li’ era un’area museale, c’era un sito archeologico, ma non c’erano recinzioni messe da noi, non c’era un ostacolo fisso che potesse dividere noi dai manifestanti.

Avv.LegalTeam: Lei ci ha parlato prima di alcuni scudi di plexiglas…. come mai avevano questi scudi? (c’è opposizione, l’ha già detto…). Come venivano tenuti questi scudi?
Mazzanti: vengono utilizzati per spingere di solito questi scudi.
Proseguono le domande sul lancio di lacrimogeni, Mazzanti spiega nuovamente che lo scopo era di disperdere i manifestanti ed evitare quindi il lancio di pietre e bombe carta. L’Avvocato chiede se il punto in cui venivano lanciati i lacrimogeni era ad alta densità di manifestanti, Mazzanti spiega che comunque cadevano sempre all’altezza dei manifestanti…
L’avv.Ghia chiede a Mazzanti se sia a conoscenza della richiesta fatta da Fissore per l’occupazione di suolo pubblico a Chiomonte, Mazzanti dice che ne è a conoscenza ma non ha visto gli atti, chiede inoltre se sa che il Dott. Fissore ha pagato 800 euro, Mazzanti dice di non conoscere i dettagli ma di sapere che era stato effettuato il pagamento per quell’area, perché era una delle “opposizioni” che faceva “il movimento no tav il 27 giugno”.

Vengono mostrate delle immagini, sempre dell’area retrostante il museo, il PM chiede se ricorda delle reti in quell’area, Mazzanti risponde affermativamente ma non ricorda se quel giorno “erano state precedentemente divelte o meno”. Viene mostrato il dettaglio nel quale si vede una rete, “Quella era probabilmente preesistente e delimitava il sito archeologico”, spiega Mazzanti. PM: Quindi in questo caso i manifestanti superavano la rete? Mazzanti: Si, sicuramente.
Viene nuovamente mostrata la sequenza di immagini già utilizzate dalla difsa, la Procura chiede a Mazzanti se vede qualche anomalia, la risposta è negativa.

(Udienza sospesa x pausa)

L’udienza riprende con la deposizione del vice-questore Di Gaetano, iniziando con i fatti relativi allo sgombero del 27 giugno. (ho perso una parte della deposizione…). Il PM chiede al teste se ricorda che le tende fossero state smontate, Di Gaetano ricorda che ci fu anche un camion che caricò del materiale…
PM: “Quando siete arrivati sul piazzale c’erano ancora manifestanti travisati che lanciavano pietre?”
Di Gaetano: Quando siamo arrivati c’erano ancora manifestanti che arretravano….  dal fronte nostro presumibilmente erano manifestanti che salivano su verso di noi e che soprattutto avevano occupato la parte del terrapieno alla nostra sinistra, sul piazzale, e dall’autostrada c’erano anche altri manifestanti che erano stati sulla canna dell’autostrada, che dovevano essere ancora li, poi si saranno allontanati indietro”
PM: Per quanto concerne i lanci dei lacrimogeni, lei era stato autorizzato?
Di Gaetano: Certamente, dal Questore, sia dall’ordinanza… e poi io con la mia qualifica da Dirigente potevo predisporre questo, facevo la chiamata preventiva già alle 7:30 sulla situazione, ed ero autorizzato al lancio di lacrimogeni, perché si era creato questo lancio di pietre e dovevamo metterci al riparo da questa situazione. Non abbiamo lanciato lacrimogeni ad altezza uomo, si laciano sempre a parabola, sia a mano che con il lanciatore. Nei punti più delicati, più vicini come li’ alla barricata dove segavano l’albero, anche a mano, nei fronti interni allora li’ si è usato anche il lanciatore. I lanciatori sono in dotazione ad alcuni elementi che hanno fatto un corso nei reparti mobili per poter maneggiare questi lanciatori, personale specializzato abituato a tenere questa condotta e a maneggiare questi lacrimogeni, non è che chiunque prende il lanciatore e comincia a tirare… secondo una precisa tecnica”.
PM: Il 3 di luglio lei ha partecipato alle operazioni?
Di Gaetano: Si, sempre in servizio alla centrale. Dove c’erano i beta-fence che avevamo messo per non fare entrare le persone che dovevano transitare li’ davanti…. per non farli entrare nel recinto del cantiere, dovevamo mantenere le cancellate e non fare entrare nessuno nel recinto predisposto. La zona recintata era stata predisposta su disposizioni del Questore… (rispondendo a domanda precisa del PM). Più che recintata era sbarrata, mentre invece nel lato sinistro c’era il fiume, la Dora, uno sbarramento naturale.. la strada dell’Avanà era sbarrata da 3 o 4 betafence di cemento armato con la griglia sopra e dentro c’eravamo noi con i mezzi che avevamo circoscritto la cosa..
PM: Quindi lei come compiti tutelava l’area della Centrale idroelettrica?
Di Gaetano: Si, verso le ore 11, siccome era passato il corteo e uno spezzone di circa 500 persone dal bivio era partito verso la Ramats e aveva iniziato gli attacchi all’area museale….  (il PM chiede come fa a saperlo).. sentivo le comunicazioni via radio, poi il questore mi ha detto di prendere del personale e di andare verso l’area del museo, perché li’ c’era il corteo istituzionale e non c’era un’eccessiva pressione.. io sono passato dall’area vinicola, fuori dalla recinzione dell’area museale perché là sopra si stavano verificando dei grossi eventi… parlo della recinzione dell’area museale, noi stavamo dietro la vinicola, la zona museale…. (il PM chiede se la recinzione era stata posizionata da qualcuno). La recinzione era stata posizionata nei giorni precedenti, da qualcuno, non so da chi, presumo dalle maestranze che dovevano lavorare nell’area, non dalla polizia, forse la polizia aveva fornito le indicazioni…  Allora, io sono arrivato dal lato sinistro, passo dalla strada del sentiero San Martino e vado a finire verso dove ci sono poi le panche, in quella zona li’, e li’ sotto noi siamo in forte salita, ripida, e li’ siamo stati fatti oggetto di un fortissimo lancio di sassi ed è stato necessario lanciare lacrimogeni… è andato avanti per un’oretta circa dalle 11:00 alle 13:00, un fittissimo lancio di lacrimogeni (il PM evidenzia che sono DUE ORE).. si, per due ore…  Noi eravamo rimasti bloccati però dovevamo sottrarci, per cui siamo avanzati, ma il lancio è durato continuamente, un lancio notevole, per sbloccarci da questa situazione che andava avanti anche sulla destra dove c’era il museo, dove si sono verificati altri incidenti che non c’ero io, poi siamo scesi di nuovo di sotto noi perché nel frattempo il corteo istituzionale era terminato e di fronte alla centrale, di fronte ai nostri sbarramenti, si erano raccolte qualche migliaio di persone, stazionavano li’, hanno fatto la tradizionale battitura, con tutte le parti metalliche che si trovavano anche su Via Roma, via dell’Avanà…. e sono stati li’ e hanno battuto parecchio, poi man mano che il grosso delle persone diminuiva li’ davanti.. siamo ancora a qualche migliaio di persone, 2 o 3 mila persone, mano a mano diminuivano, dopo la manifestazione pacifica, dopo le 13:00….  (il PM chiede esattamente i numeri), 2 o 3 mila persone, che poi hanno iniziato a lanciare i sassi, siamo andati avanti verso le 14, sicuro, fino alle ore 18, con un lancio di sassi continuo contro queste griglie, c’era un gazebo bianco che è stato ribaltato per proteggersi dai lacrimogeni, poi c’erano delle funi che hanno preso per ribaltare i betafence, sono riusciti ad agganciarli ma non a spostarli, le griglie sono state piegate. Noi eravamo di qua, verso la centrale, loro erano di là che lanciavano tutto questo, abbiamo effettuato un fitto lancio di lacrimogeni per allontanarli, però non si allontanavano… anche tra le griglie ma non è  servito a molto, perché agganciavano e tentavano di spostarli, finché verso le 17:30 – 18:00 , previa autorizzazione del questore siamo usciti, abbiamo preso il muletto per rimuovere le griglie e abbiamo creato un passaggio ristretto, siamo usciti fuori quasi all’altezza del ponte e la maggior parte delle persone è scappata ed è rimasto un folto gruppo di qualche centinaio, cosiddette “tute bianche”, rimaste sul ponte con le mani alzate, non ci sono stati contatti particolari, noi siamo rimasti sul fronte esterno e ci siamo posizionati fino all’imbocco del sentiero che va sul terrapieno per non consentire la risalita sul terrapieno e siamo rimasti fino al momento del cambio.

(si cambia video DVD 18, 16:10)

DiGaetano
PM: Lei ha parlato di idranti….
Di Gaetano: Si, abbiamo anche fatto uso degli idranti che non hanno avuto effetto… perché potevamo manovrare malissimo perché c’erano i betafence davanti, finché abbiamo dovuto alzare i betafence e uscire fuori, per porre fine al lancio di sassi. Per utilizzare gli idranti avevo chiesto al questore, anche se potevo benissimo farlo io perché eravamo in situazione di scontro… nell’ordinanza del questore dice che gli idranti vanno autorizzati previa richiesta, cosa che io ho fatto. Noi siamo stati li’ dal mattino… gli scontri sono iniziati da quando è terminato il comizio ufficiale, da dopo le 13:00 , si è infittito parecchio dopo le 14:00.. e fino alle 18:00 … Cercavano di passare sul terrapieno, pero’ li con gli idranti potevamo agire meglio.
PM: Cercavano di accerchiarvi?
Di Gaetano: si, praticamente si…

PM: Qui cosa sta accadendo?
Di Gaetano: Qui sono cambiati i manifestanti, qui ci sono i manifestanti più concilianti (ore 17:31), noi usciamo… cambiano i manifestanti…
PM: Lei ha partecipato a questo dialogo?
Di Gaetano: Si, io sono uscito per primo qui… la situazione si era stabilizzata, erano indietreggiati, abbiamo disposto personale…
PM: Lei ha fatto riferimento all’ordinanza prefettizia del 22 giugno, lei ricorda cosa disponesse esattamente l’ordinanza? Ha detto che l’ha data anche in visione….
Di Gaetano: Si, l’ho data in visione a quelli che mi parlavano davanti e che chiedevano a chi era stata notificata…  Mi pare che nell’ordinanza c’era scritto che il museo archeologico e l’area antistante fosse stata assegnata alle forze di polizia… io poi la divisione esatta non me la ricordo e comunque adesso che è tutto cantierizzato, all’inizio non c’era ancora niente… non so..
PM: Quindi i due attacchi si sono sovrapposti?
Di Gaetano: Si, praticamente si… io non so a che ora sono terminati sopra.. (risponde al PM).
PM: E’ al corrente del motivo per cui sopra sono cessati gli scontri?
Di Gaetano: NO, io sopra mi sono interessato poco….
PM:Quando è uscito, siete riusciti ad arrestare qualcuno?
Di Gaetano: No, siamo usciti, abbiamo filmato, si, ma non abbiamo arrestato nessuno, io non ho visto nessun arresto.
(viene mostrato un video, con gli scontri nell’area della centrale)
Di Gaetano: Si vede quello che ho raccontato, c’erano persone travisate che lanciavano tutto…
PM: Visto che è presente un legale del legal team c’è stata una trattativa in quella fase?
Di Gaetano: No, anche perché noi non potevamo andare da quela parte, ecco li’ si vede il ponte sul fiume… Ecco, questo è uno dei momenti…. i betafence sono stati piegati.. qui tirano con le corde ma poi è comparso anche un trattorino… vede, adesso si vedono le corde….. quello è il lancio delle pietre di sopra, 15:45, e siamo andati avanti fin verso le 18:00, gli orari.. questo è il mio ricordo esatto.

Inizia il controesame della difesa. L’Avvocato GHIA chiede chiarimenti sul 27 giugno, Di Gaetano non è a conoscenza dell’autorizzazione all’uso del suolo pubblico rilasciata dal Comune di Chiomonte. Di Gaetano spiega di essere arrivato sul piazzale tra le 9:30 e le 10:00, Ghia chiede se il 28 è tornato alla Maddalena, Di Gaetano non risponde.. e spiega che quando era tornato alla Maddalena le tende erano già state rimosse, specifica che nel momento in cui ci sono stati loro possono escludere qualunque episodio di danneggiamento,  l’avv. Ghia quindi chiede la precisazione, poiché il teste ha precisato senza alcuna domanda, quindi chiede a Di Gaetano se gli risulta che POI le tende sono state danneggiate, il teste risponde che “non lo sa, sa che non sono stati fatti danni quando c’erano loro”. L’Avv.Vitale chiede se prima di arrivare sul piazzale sono stati lanciati lacrimogeni, che secondo Di Gaetano non hanno raggiunto le tende…. mostra un video (prodotto dalla difesa tratto da un servizio su Il Fatto Quotidiano).
Tende_Fumo

 

L’Avvocato chiede a Di Gaetano se quella gli sembra l’area tende della Maddalena, Di Gaetano risponde che è sicuramente “un attendamento, ma può essere ovunque”.. Ancora qualche immagine ed effettivamente Di Gaetano riconosce l’area tende della Maddalena, specificando che i lacrimogeni arrivavano anche “dai colleghi che erano nella zona del varco autostradale”… “certo c’era molto fumo, perché l’area era satura di lacrimogeni”.
Di Gaetano, visualizzando un’immagine relativa al 3 luglio, specifica che i lacrimogeni venivano lanciati da più parti e che i lanci furono continui perché l’aggressione era stata continua.

13_47Viene mostrata un’immagine delle 13:47, alcuni manifestanti stanno esponendo uno striscione, l’Avv.Vitale chiede se il lancio di sassi proveniva da quell’area…
Di Gaetano: Adesso non mi ricordo se proprio da quella zona… ovviamente io… (l’avvocato lo ferma, non avendo fatto altre domande.
Gli avvocati della difesa chiedono a Di Gaetano precisazioni circa l’area “di cantiere”, le risposte di Di Gaetano chiariscono che “non è tenuto a conoscere qual è l’area del cantiere perché si attiene alle ordinanze del questore, ce ne sono tantissime… non me le ricordo.. ce ne sono migliaia, quindi… ”
PM: Potrei chiedere una precisazione su questo punto? Sennò qui continuiamo sugli equivoci… vorrei far presente che l’ordinanza che disponeva la possibilità di interrompere l’accesso, se si prende l’ordinanza prefettizia 22 giugno, che è quella fondamentale, è quella che dispone, non dobbiamo fare riferimento all’ordinanza del questore, se il teste fa confusione non dobbiamo prendere spunto dicendo che si fa riferimento all’ordinanza del questore…
L’Avv.Novaro chiede chiarimenti su chi avesse preso in carico, il 27 giugno, l’area tende successivamente al loro turno, ma Di Gaetano non ricorda, conferma che ci fossero anche dei reparti dei Carabinieri (Cacciatori di Sardegna) ma non ricorda.

Avv.Novaro: riesce a darci una quantificazione di quanti lacrimogeni possono essere stati sparati dai reparti?
Di Gaetano: No, non lo so.
Avv.Novaro: Tutte le volte ci dev’essere un’autorizzazione o c’è un’autonomia del lanciatore?
Di Gaetano: No, non c’è un’autonomia, ci dev’essere un’autorizzazione… ci sono dei funzionari.. ci regoliamo in base all’esigenza concreta. Gli ordini li davo principalmente io, poi se il gruppo si allunga magari ci possono stare anche altri graduati che danno gli ordini…
Avv.Novaro: riesce a darci il nome di altri graduati?
Di Gaetano: Non me lo ricordo…. c’era il Capitano Mazzanti..era con me, stavamo insieme…
Avv.Novaro: Passiamo al 3 luglio… lei ha detto che si trovava nella zona recintata della centrale, può dirci chi erano gli altri dirigenti che erano con lei?
Di Gaetano: Non me lo ricordo…
Avv.Novaro: le mostro la sua annotazione? Del 5 luglio 2011… (Novaro la sporge a Di Gaetano) Mi dice soltanto chi erano gli altri dirigenti che si trovavano nella zona della centrale insieme a lei?
Di Gaetano: Sertorio, Passone per la PS e per i Carabinieri ten.col. Martucci e Magg. Sartini…
Avv.Novaro:la domanda era chi erano gli altri dirigenti con lei il 27 giugno…
Di Gaetano: Capobianco, Sertorio…
(varie precisazioni sui nominativi)
Avv.Novaro: circa il 3 luglio lei dice che è stato contattato dal Questore che le intimava di salire al museo archeologico, intorno alle 11:00, la chiamata l’ha ricevuta via radio?
Di Gaetano: Non mi ricordo, abbiamo parlato per radio poi anche per telefono….
Avv.Novaro: Lei viene chiamato alle 11 perché già erano segnalati degli scontri…
Di Gaetano: Si, si….
Avv.Novaro: lei come fa a risalire all’orario? Perché dai filmati abbiamo un orario differente….
Di Gaetano: Allora è l’orario dei filmati quello giusto, io vado a memoria, in quella situazione li’ io non è che sto a guardare l’orologio, non potevamo proprio….
Avv.Novaro: lei ha detto che il corteo istituzionale era defluito.. dopo i comizi.. dove era defluito? Lei parla di un paio di migliaia di persone, dove erano defluite?
Di Gaetano: Forse verso via Roma, forse verso la SP233, anche perché a noi andava anche bene che defluissero, perché noi eravamo dentro questo recinto, fatti oggetto di questo lancio di sassi…
Avv.Novaro: Per arrivare a Chiomonte bisogna salire per una strada che contiene molte curve, è possibile che molte persone fossero defluite da li’? C’erano altri sbocchi?
Di Gaetano: Lo ignoro, ripeto, lo ignoro…

L’avv.Novaro cerca di capire se c’era un’unica via perché il corteo lasciasse l’area o se c’erano altre strade, chiede inoltre se ricorda intorno alle 17;00 un lancio di lacrimogeno verso l’unica strada possibile, per i manifestanti, per defluire, ma Di Gaetano non ricorda lanci di lacrimogeni verso questa strada…
Di Gaetano: Se è prima che noi uscissimo quelli erano lacrimogeni sicuramente nostri… perché noi li tiravamo… poi il vento li disperde.. noi tiravamo i lacrimogeni li’ davanti, perché non è che prendono il via e vanno chissà dove, vengono lasciati li’ davanti e in quella zona rimangono, tra il ponte e i betafence…
Avv.Novaro: Prima le abbiamo mostrato delle immagini e lei ha riconosciuto la zona al di là del fiume…
Di Gaetano: Si, anche li’ possono essere arrivati lacrimogeni, certo… abbiamo sparato.. perché quella era una zona da cui arrivavano i sassi, quindi possono essere arrivati lacrimogeni, sempre con lanci a parabola, poi arrivano là perché il lacrimogeno deve prendere un periodo per agire… anzi, adesso che mi ricordo bene, da li’ arrivavano dei lanci di pietre o biglie con le fionde, da quelle zone li’ lanciavano con le fionde.
Avv.Novaro: c’erano molte persone in questa zona?
Di Gaetano: Prima ce n’erano molte, poi sono defluite…
Avv.Novaro: Riesce a collocare cronologicamente il comizio che fa Beppe Grillo?
Di Gaetano: Più verso le ore 13:00, le ore 14:00, non è certo, sicuro, dopo le 15:00… insomma
Avv.Novaro: ad un certo punto c’è stata una separazione dal corteo istituzionale, lei ha visto questa separazione?
Di Gaetano: No, perché era più in alto e io non vedevo dalla centrale.
Avv.Novaro: In testa al corteo istituzionale ha potuto vedere chi c’era?
Di Gaetano: No, non mi ricordo, era più tranquillo….
Avv.Lamattina: Le immagini che abbiamo visto, qui vediamo un fermo immagine, sono riprese da dove?
Di Gaetano: Questa viene ripresa da dentro….
Avv.Lamattina: dietro la centrale o dalle finestre dell’edificio della centrale?
PM: Non le ha fatte il teste le immagini, le ha fatte qualcun altro…
Avv.Lamattina: Grazie… ma il teste deve rispondere alle domande.

Un avvocato della difesa chiede di mostrare un video delle 17:21 del 3 luglio. Di Gaetano” Si, io ero tra quelli, tutti si sono lamentati per i lacrimogeni, tutti ma non uno in particolare… ” L’avvocato chiede se può fare qualche nome dei suoi colleghi (inquadrati di spalle), Di Gaetano risponde che non vede niente…
Il filmato mostra uno dei manifestanti che simuula il gesto di sparare ad altezza uomo e la differenza con il lancio a parabola… l’avvocato chiede se ci furono lamentele sul tipo di lancio (ad altezza uomo), Di Gaetano risponde che tutti protestavano …. “Non uno, tutti” (riferito alla direzionalità del lancio dei lacrimogeni).
Un altro avvocato del legal team chiede se è a conoscenza di un dato numerico sui lacrimogeni utilizzati, Di Gaetano risponde “non lo so”, lo stesso per il tipo di gas usato, “non lo so”. Gli viene quindi chiesto se ha partecipato alle riunioni precedenti alle operazioni, risponde affermativamente.

Avv.Legal team: nell’ordinanza si parla di riunioni prima e dopo la manifestazione, briefing e debriefing… in quella circostanza non c’è stato un registro di carico-scarico dei lacrimogeni? Di Gaetano:Mah, non lo so… io non lo so….
PosizioneLancioL’avvocato mostra la foto di un Carabiniere intento nel lancio di un lacrimogeno con lanciatore, chiede se questa è la posizione corretta di lancio, Di Gaetano risponde che non può dirlo perché dipende dalla posizione del fotografo e da altri dati che non può valutare da questa immagine…

Proseguono da parte di altri avvocati le domande sui lacrimogeni, ma non si riesce a capire quanti fossero i lacrimogeni in dotazione. Di Gaetano risponde a domanda con: “Quando non ci sono più i lacrimogeni ci dicono che sono finiti... il registro di carico e scarico non ce l’ho, non l’ho mai avuto..”

Ore 16:00, terminata la deposizione del teste Di Gaetano.

Discussione sui testi, la Procura ha rinunciato a Pozzi e sostiene di aver comunicato ieri ai difensori il nome del nuovo teste Benente “Ho dialogato con qualcuno di voi… con l’accordo di comunicare agli altri via email”, brusio tra gli avvocati del legal team che non hanno ricevuto comunicazione, tra l’altro fanno notare che è stato indicato “Benelle” e non “Benente”, gli avvocati del legal team ribadiscono che tutte le volte ci sono gli stessi problemi ma la procura risponde “non mi pare proprio che da parte nostra ci sia un rapporto scorretto, abbiamo parlato con uno degli avvocati proprio per questo..”, il giudice ribadisce che i testi vengono indicati nell’aula durante l’udienza, per evitare problemi di comunicazione. Vitale evidenzia che ci sono colleghi che vengono da fuori, pertanto è fondamentale conoscere con anticipo i nomi dei testi. Il Presidente decide che si faccia un elenco preciso… viene chiesto al teste da dove arriva, risponde che arriva da Padova, brusio….  il legal team ribadisce che l’errore è stato fatto da parte del Pubblico Ministero. Il teste Benente viene rinviato ad una prossima udienza (non il 19 perché uno degli avvocati e degli imputati hanno un legittimo impedimento). Si elencano gli altri testimoni: L’ispettore Spano Batista, il commissario Sorrentino Giorgio, il sovrintendente Tagliavini, l’agente Marsella Marco, l’assistente Nicola Sgueglia, l’assistente Paolino Martina, l’ispettore Pecchiere, Raimondi e Stella.

Prossima udienza il 19 novembre alle ore 9:00.

 

Simonetta Zandiri

 

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