FrejusIl 5 settembre 2012 nella sede della Comunità Montana di Bussoleno si è riunita la comunità montana, prendendo atto che “recentemente è apparsa sui quotidiani e sui settimanali locali la notizia dell’avvio di studi per la trasformazione della canna di sicurezza del Traforo del Frejus, in fase di realizzazione a Bardonecchia, in canna di transito, prima di essere comunicata, come prassi istituzionale richiede, agli Enti locali territorialmente competenti.”

Utile ricordare che durante la presentazione del progetto a Bardonecchia, il 20 giugno 2012, l’Amministratore Delegato di Sitaf, Gianni Luciani, evidenziò il fatto che si trattasse di un “tunnel di sicurezza” e che l’eventuale separazione dei traffici sarebbe stata una decisione dei Governi e non della SITAF e che dunque si sarebbe attesa la Conferenza InterGovernativa Italia-Francia (novembre 2012) per conoscerne la reale destinazione. Alla luce delle ultime notizie, quindi, sul ripensamento della Francia e sul recente incontro Hollande-Monti, la prossima Conferenza Intergovernativa sarà sicuramente importante per l’assetto dei trasporti, alta velocità e raddoppio del Frejus, in Valle di Susa.

 

Di seguito il comunicato approvato dai comuni di:

ALMESE – AVIGLIANA – BRUZOLO – BUSSOLENO – CAPRIE – CASELETTE – CHIANOCCO – CHIUSA DI SAN MICHELE – GIAGLIONE – GRAVERE – MATTIE – MOMPANTERO – MONCENISIO – NOVALESA – OULX – SAN DIDERO – SAN GIORIO DI SUSA – SANT’AMBROGIO DI TORINO – VAIE – VENAUS – VILLAR DORA – VILLAR FOCCHIARDO.

“Tale comportamento è criticabile nella forma e nella sostanza e

considerato che

  • ♦  Il progetto contrasta con le dichiarazioni rese a suo tempo da tutti i Governi, dalle forze politiche, dai Rappresentanti istituzionali di Regione (DGR n. 2-7520 del 20.11.07), Provincia e Comune di Torino e dagli Organi direttivi di Anas e Sitaf, succedutisi dal 2005, tutti concordi nell’assicurare che la galleria in costruzione avrebbe mantenuto in futuro le caratteristiche di canna di sicurezza preclusa al traffico ordinario;
  • ♦  l’ipotesi, se realizzata, diminuirebbe i tempi di percorrenza del valico e le interruzioni per manutenzione, aumentando il livello di sicurezza e creando così i presupposti per un incremento dei transiti di mezzi pesanti diretti e provenienti dalla Francia;
  • ♦  il traffico internazionale commerciale, attualmente ripartito sull’arco alpino occidentale con 1.500 TIR nel Traforo del Monte Bianco e 2.000 TIR nel Traforo del Frejus, con tali facilitazioni, potrebbe spostarsi considerevolmente sulla direttrice della Valle di Susa, destinando all’altro valico il transito di veicoli leggeri con fruizione prevalentemente turistica;
  • ♦  tale probabile riequilibrio dei transiti di veicoli leggeri e pesanti costituirebbe una forte penalizzazione per il turismo, la residenza e l’ambiente locale;
  • ♦  la necessità di una riduzione del traffico pesante era già stata recepita da un’ordinanza dell’ANAS che limita il transito, in alcuni periodi, di veicoli di peso superiore alle 26 tonnellate al valico del Monginevro. Ordinanza che però non si applica in caso di grave incidente nel Traforo autostradale del Frejus;
  • ♦  la Convenzione delle Alpi, stipulata a Strasburgo il 7 novembre 1991, ma colpevolmente non ancora ratificata dal Governo italiano, stabilisce che gli Stati europei si devono astenere dalla costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto “al fine di preservare e migliorare in modo sostenibile la struttura insediativa ed economica, nonché la vocazione ricreativa e turistica del territorio Alpino”;
  • ♦  la Valle di Susa è già percorsa da una ferrovia e un’autostrada, fortemente sottoutilizzate, dirette ai trafori del Frejus e strade statali dirette ai Valichi del Moncenisio e del Monginevro;
  • ♦  oltre a queste infrastrutture il Governo intende costruire una nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione giustificandola con l’intenzione di trasferire il trasporto merci e persone dalla strada alla ferrovia;
  • ♦  tale dichiarazione d’intenti è in contraddizione con la politica dei trasporti a livello nazionale e piemontese che dichiara una forte volontà di ridurre le emissioni di motori a gasolio e, contestualmente, prevede un taglio dei treni locali e il trasporto sostitutivo con autobus, ritenuti economicamente più convenienti;
  • ♦  con queste ipotesi si avrebbe una potenzialità di attraversamento merci di 20 Mt nel traforo ferroviario attuale, di 30 Mt nel traforo autostradale raddoppiato, 40 Mt nel tunnel di Base per un totale di 90 Mt in Valle di Susa;
  • ♦  risulta evidente la necessità di un coerente disegno per la soluzione dei veri nodi del trasporto dell’area torinese: l’intasamento della tangenziale, l’inadeguatezza della rete della metropolitana e delle stazioni di attestamento;
  • ♦  le esigenze della sicurezza non devono essere messe in discussione e la separazione dei flussi di traffico nei tunnel stradali va in questa direzione, ma deve essere altrettanto evidente che questi interventi devono essere eseguiti non solo in Valle di Susa, ma anche in Valle d’Aosta e su tutto il territorio nazionale; 

determina di

  1. esprimere parere contrario alla trasformazione della galleria di sicurezza del Frejus in una seconda galleria di transito in assenza di provvedimenti, previsti dalla normativa europea, estesi a tutti i trafori autostradali di valico sull’arco alpino;
  2. istituire un Tavolo di lavoro per l’esame dei progetti, delle procedure, delle modalità di trasporto lungo la Valle e dei siti di deposito dello smarino;
  3. richiedere il monitoraggio costante della qualità dell’aria e dell’acqua lungo il tracciato autostradale affidata all’ARPA e l’attivazione di adeguati provvedimenti di limitazione del traffico pesante in casi di supero delle soglie consentite dalle norme, con il controllo di una Commissione composta da tecnici e rappresentanti dei Comuni;
  4. richiedere un contingentamento dei veicoli pesanti che rispetti per il futuro l’esistente ripartizione dei transiti tra Trafori del Frejus e del Monte Bianco, con modalità stabilite da un Accordo di Programma tra Governo, Regione, Provincia, Comuni della Cmvss, Anas, Sitaf, Polizia Stradale che preveda: garanzie, penalità e fidejussione sul rispetto dei patti concordati;
  5. richiedere all’Anas, alla Sitaf e alla Polizia Stradale una gestione del traffico, a partire dalla tangenziale di Torino, che limiti l’attestamento dei veicoli pesanti in prossimità del traforo durante le interruzioni dovute alla manutenzione, alle condizioni meteorologiche, agli incidenti o alle festività francesi;
  6. richiedere agli Azionisti della Sitaf di inserire un rappresentante indicato dagli Enti locali nel Consiglio di Amministrazione;
  7. richiedere un incontro urgente con i vertici della Sitaf per esaminare i problemi esposti e approfondire le ripercussioni di quest’opera che riguardano l’intera Valle e non singoli Comuni;
  8. inviare la determina, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dei Trasporti e delle infrastrutture, alla Commissione permanente per le gallerie, alla Regione Piemonte, alla Provincia di Torino, al Comune di Torino, all’Anas e alla Sitaf.

7 settembre 2012

 

Comments are closed.