In attesa nell’anticamera di uno studio medico, per passare il tempo mi ritrovai a sfogliare le pubblicazioni del settore ammucchiate sul tavolino. In una di esse compariva l’accorata lettera di una coppia che, nonostante ripetuti tentativi, non era ancora riuscita ad avere figli e domandava suggerimenti: cosa dovevano fare? In cosa sbagliavano? Dovevano sottoporsi ad esami medici specifici? La risposta del medico era piena di ironia e saggezza. Sì, certo, avrebbero potuto effettuare dei test di fertilità, ma lui li sconsigliava. Non li avrebbero aiutati a mettere al mondo dei figli ed il solo risultato che avrebbero ottenuto sarebbe stato quello di rovinare il loro rapporto, facendolo precipitare dall’amore al rancore («è tutta colpa tua!»). Per il resto, proseguiva il medico, la procreazione non è una scienza esatta. Non è il risultato di una giusta posizione, effettuata nel momento giusto e nel luogo giusto. Non ci sono prescrizioni da seguire. Ciò che si conosce è solo il modo attraverso cui avviene. Quindi il consiglio del medico era quello di mettere in pratica quel modo, di provarci il più spesso possibile, di giorno e di notte, in casa e fuori casa, senza porsi troppi problemi. Anche perché i «tentativi» erano quanto di più piacevole esista. Se nel loro caso la procreazione era possibile, i figli prima o poi sarebbero venuti. Se invece non era possibile, pazienza. In fondo l’amore, per vivere e durare, non ha bisogno di figli e loro almeno si sarebbero divertiti follemente.
Ecco, a me viene sempre in mente quella risposta quando sento le lamentele sulla difficoltà o impossibilità di un cambiamento sociale, di un’insurrezione, di una rivoluzione che porti il segno del nostro amore. Anarchismo e insurrezione sono una coppia sterile? Abbandoniamo l’anarchismo, dicono gli uni, basta con idee poco pratiche! Abbandoniamo l’insurrezione, dicono gli altri, basta con le lotte sociali! Fate, fate pure. Ma per quanto mi riguarda senza quell’amore io non so e non voglio stare: lo squallore dei postriboli mi disgusta, la mestizia dell’eremo mi annoia. Sia chiaro che non li confondo, a mio avviso la solitudine ha una dignità perduta per sempre da chi si offre a destra e manca. Ma anziché fare i conti con il realismo e pretendere un risultato ai miei sforzi, preferisco provarci il più spesso possibile, di giorno e di notte, in casa e fuori casa, senza pormi troppi problemi (preferendo le vie potenzialmente feconde a quelle per forza di cose sterili, ma senza per questo precludermi nulla).
Anche perché i tentativi sono quanto di più piacevole esista.

Sorgente: Coppie sterili | Finimondo

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