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Il giorno dopo l’anniversario della Liberazione, torniamo alla dura realtà e rieccoci in un’aula di tribunale, questa volta a Ravenna, la città che ci aveva visto sfilare il 13 ottobre del 2012 con la coalizione Dalla parte della Terra contro la nota cooperativa CMC. Fu in quell’occasione che Samantha Comizzoli lungo il corteo ricordò che tra le aziende che avevano contribuito alla costruzione del muro dell’apartheid, quello dentro alla prigione a cielo aperto che è la Palestina, c’era anche la ravennate CMC, ed è dall’allora presidente Massimo Matteucci che è partita la querela per diffamazione.
Nella prima udienza del 26 aprile sono state presentate le liste testi, ed è stata fissata l’udienza di oggi per l’escussione dell’unico teste dell’accusa e per la testimonianza di Samantha Comizzoli.
Era atteso il presidente della CMC Massimo Matteucci che non si è presentato, mentre ha presenziato all’udienza il legale che ha sollevato una questione relativamente ad un difetto di notifica, come parte offesa, del procedimento, cosa che avrebbe impedito al suo cliente anche la costituzione di parte civile, ed ha richiesto di fatto che si ricominciasse il processo. La giudice si è ritirata ed è rientrata dopo circa venti minuti respingendo la richiesta del legale e facendo notare che il teste avrebbe comunque dovuto presentare giustificazione per l’assenza odierna e sottolineando che l’eccezione riguardo alla notifica avrebbe dovuto essere sollevata in un termine di 10 giorni (evidentemente oltrepassato).
L’udienza è quindi stata rinviata al 3 luglio (destino!), verranno ascoltati Massimo Matteucci (parte lesa che non potrà costituirsi parte civile) e Samantha Comizzoli.
“Abbiamo perso un po’ di tempo oggi, perché ero pronta per il mio esame, ma la CMC oggi ha perso molto di più”, è il commento di Samantha Comizzoli.

 

Simonetta – TGMaddalena.it

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