“CI RIGUARDA TUTTE l’efferatezza e la viltà degli uomini che in una notte di febbraio hanno massacrato il corpo e la vita di una donna lasciata sulla neve a morire.”

La mattina del 14 settembre 2016 i Carabinieri de L’Aquila hanno perquisito la casa e l’auto di una compagna del MFPR (Movimento Femminista Proletario e Rivoluzionario) , indagata per il reato di diffamazione aggravata, art. 595 del codice penale. Oltre alla perquisizione, la compagna ha subito il sequestro di un computer fisso ed uno portatile, uno spartphone e diverse chiavette usb nelle quali si presume si possa trovare la fantomatica lettera diffamatoria. Nel mandato non viene specificato chi sarebbe la vittima del reato, non viene chiarito in cosa consisterebbe la diffamazione aggravata e a nulla servono le domande della compagna, perché i Carabinieri non hanno voluto dire nulla in proposito. L’episodio però è molto simile ad un procedimento repressivo intentato nei confronti di una compagna di Roma, anche lei perquisita lo scorso maggio, per lo stesso reato.
Per capire i risvolti vergognosi di quest’ennesima azione repressiva, facciamo qualche passo indietro e torniamo al freddo inverno del 2012.

francesco-tuccia

Francesco Tuccia – Condannato in Cassazione alla pena di 7 anni e 8 mesi

E’ il 12 FEBBRAIO 2012, all’Aquila fa freddo e c’è la neve, nonostante sia passato più di un anno dal terremoto la città è ancora distrutta e presidiata dai militari. Quella sera Rosa viene stuprata fuori da una discoteca a Pizzoli da Francesco Tuccia, uno dei militari dell’operazione “strade sicure” e lasciata ferita e agonizzante nel parcheggio a quattordici gradi sotto zero.
Vale la pena ricordare le parole del chirurgo che curò Rosa : “In trent’anni di attività non avevo mai visto nulla del genere – ha detto il dottor Iagnemma – quando è stata portata all’ospedale dal 118 e scortata dai carabinieri, è arrivata ricoperta di sangue in condizioni di incoscienza e in un grave stato di shock emorragico dovuto alle gravi lacerazioni che aveva. Lacerazioni che interessavano oltre che l’apparato genitale anche altri organi. E’ stata portata immediatamente in sala operatoria, dove ho chiamato subito il collega chirurgo e insieme, l’abbiamo operata. Un intervento di oltre un’ora nel quale sono stati ricostruiti l’apparato digerente e l’apparato genitale”. La ragazza sarà sottoposta a ulteriori controlli ed esami “soprattutto per verificare la funzionalità di alcuni organi, perché dal punto di vista anatomico è guarita, ma non sappiamo se lo sia dal punto di vista dell’apparato digerente che è la parte più colpita”. 

Scatta la denuncia e parte il processo. Antonio Valentini, un noto avvocato locale, assume la difesa dello stupratore Tuccia (insieme all’avv. Alberico Villani)  e LA GIOCA TUTTA SUL DIMOSTRARE IL CONSENSO DI LEI. Intorno a Rosa si mobilitano centinaia di donne che la sostengono dentro e fuori dal tribunale e che quando l’avvocato Valentini nell’arringa pronuncia le parole “reciproco consenso” per protesta escono tutte insieme dall’aula. Tuccia verrà condannato in tutti i gradi di processo.

Il caso ebbe una grande risonanza, durissime le parole del procuratore Rossini, subito dopo l’arresto del militare con l’accusa di violenza sessuale e tentato omicidio, a conferma dell’estrema efferatezza della violenza sulla giovane studentessa. Fu lo stesso procuratore a parlare dell’utilizzo di un non meglio identificato “oggetto metallico” , smentito poi dalle prime dichiarazioni di Tuccia, riferite dall’avv. Alberico Villani (foro di Avellino) ai reporter che l’attendevano all’esterno: “L’atto sessuale è stato consenziente“, ha spiegato, aggiungendo che il soldato non avrebbe utilizzato alcun oggetto ma “solo una mano“.  [ Qui il video ]

Dai primi interrogatori al processo, l’impostazione della difesa è volta chiaramente a dimostrare la consensualità non della violenza ma di quello che viene definito come “atto sessuale”. Ecco le parole usate dall’avvocato Valentini nella difesa del Tuccia, nel corso di un’udienza: “Tra i due ragazzi vi fu consenso esplicito. La pratica del fisting presuppone una particolare posizione della donna, assolutamente incompatibile con le modeste ecchimosi refertate sulla ragazza e soprattutto con il fatto che aveva, sebbene scesi, i pantaloni addosso”. Le “modeste ecchimosi” e “lacerazioni all’apparato digerente e genitale di Rosa” sono costate alla ragazza “solo” 48 punti per ricostruire le parti interne lese.
Stando ad un report pubblicato su questo blog, l’avvocato Valentini, durante un’udienza del processo di appello, avrebbe anche diffuso
dei dati sensibili (ossia dove viveva Rosa, la vittima, che nel frattempo si era trasferita).

Novembre 2015: L’avvocato dell’atto sessuale consenziente ad un evento alla Casa Internazionale delle Donne di Roma. La segnalazione punita con una denuncia per diffamazione aggravata.

 

Avv. Antonio ValentiniIl 13 novembre 2015 l’avvocato Antonio Valentini viene invitato a parlare al convegno “Verso la Cassazione” sulla commissione Grandi Rischi, organizzato da un’associazione di chieti presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma.  La cosa non passa inosservata, il nome viene riconosciuto ed in molte segnalano la presenza dell’avvocato dello stupratore  Tuccia in un luogo dedicato alla politica delle donne. La Casa Internazionale delle Donne scrive una lettera pubblica in cui dichiara che non sarà consentito all’avvocato Valentini l’ingresso alla Casa. Il convegno si svolge regolarmente nell’assenza dell’avvocato Valentini.

Maggio 2016: In seguito alla denuncia per diffamazione aggravata sporta dall’avvocato Valentini, il PM de L’Aquila firma un ordine di sequestro del computer, pad e cellulare di una donna di Roma che, stando all’accusa, avrebbe diffuso in una chat di Facebook una lettera arrivata da l’Aquila e indirizzata alle donne di Roma ed ala Casa Internazionale delle Donne. Una lettera il cui testo riportiamo qui sotto, ribadendo l’invito a leggere, firmare e diffondere, per diventarne tutte idealmente le autrici, a maggior ragione adesso che ad un’altra compagna solidale è stato inflitto lo stesso trattamento (denuncia per diffamazione e sequestro computer), perché non dice nulla che non diremmo e che non dovremmo dire tutte e tutti.

Una firma perché CI RIGUARDA TUTTE

Quello del 14  settembre sembra essere un altro atto intimidatorio per punire chi vuole mantenere alta l’attenzione e viva la memoria sull’ennesima ingiustizia che CI RIGUARDA TUTTE. Anche come TGMaddalena.it vi  INVITIAMO A FIRMARE perché gli avvocati che difendono gli stupratori cercando di dimostrare che le vittime SONO LE COLPEVOLI rafforzano e perpetuano una cultura dello stupro per cui “ce la siamo cercata”, “portavamo i jeans” , “lo volevamo”, “abbiamo provocato”, “ci piaceva”, “eravamo in minigonna” ,“eravamo sole”, e il processo si trasforma in una nuova INAUDITA violenza.

QUESTA LA LETTERA “INCRIMINATA” 

Alla Casa internazionale delle donne
Premetto che sono un’aquilana terremotata e che ho perso persone, luoghi e ricordi a me tanto cari con il terremoto.

Quel che è successo a L’Aquila nel 2009 e oltre non lo dimentico.
Non dimentico la violenza e la militarizzazione con cui lo stato ha cercato di nascondere le sue responsabilità, sorvegliare i terremotati e reprimere chi osava lottare
Non dimentico lo sciacallaggio di comitati politico-affaristico-mafiosi sulla pelle degli sfollati.
Non dimentico le iene che ridevano, ma neanche gli sciacalli che piangevano e dietro quelle lacrime affilavano i coltelli.

La prima volta che ho visto e sentito l’avvocato Valentini fu quando, in un’assemblea al tendone di piazza duomo ribadì quanto scritto sui giornali e cioè che avrebbe assistito gratis tutti gli aquilani terremotati.
Pensai fosse un uomo coraggioso, ma poi ho capito che non era coraggio quello, ma solo un esercizio di potere. Fatto sta che l’avvocato Valentini, con quella mossa, ha acquisito molta popolarità e forse alle amministrative del 2017, se si presenterà, porterà a casa ben più di quel 3,7% che raccolse con “lega italica per L’Aquila” nel 2002.

No, non dimentico quel che è successo a L’Aquila nel 2009 e oltre.
Circa 70.000 militari arrivati da tutta Italia a sorvegliare neanche 35.000 sfollati nelle tendopoli. Erano loro i padroni del territorio, non gli aquilani terremotati.

Quando in una sala stracolma di gente arrivò Bertolaso, fui sola a contestarlo, circa metà sala si rivolse allora contro di me e mi mandarono le guardie: “fatela tacere!” esclamavano.
Erano loro i padroni del territorio, non gli aquilani terremotati

No non dimentico quel che è successo a L’Aquila nel 2009 e oltre.
Quando la notte del 12 febbraio 2012, in una discoteca di Pizzoli (AQ), una giovane donna di 20 anni, “Rosa”, fu stuprata e ridotta in fin di vita da un militare, Tuccia, in compagnia di 2 altri commilitoni del 33° reggimento artiglieria “Acqui”.
Sono loro i padroni del territorio e alcuni sono anche aquilani.

Gli aquilani fanno numero all’Aquila, ma non tutti hanno lo stesso peso. Ora l’avvocato Valentini, che è “amico” di tutti, doveva correggere il tiro e conquistare quelli più potenti, quelli del braccio armato dello Stato. Così si offrì di difendere gratuitamente lo stupratore avellinese Francesco Tuccia.

Alle prime udienze per stupro, le compagne, le donne arrivate da tutta Italia percepirono netta la sensazione che a L’Aquila il militare stupratore si trovava in un ambiente amico.
Sono loro i padroni del territorio e molti sono aquilani.

Ricordo che in aula, alla seconda udienza, l’avvocato Valentini, che è amico di tutti, avvicinò il testimone che salvò Rosa da morte certa per offrirgli una “dritta” per una buona occasione di lavoro lontano da L’Aquila.

Ricordo le minacce di stampo mafioso e fascista indirizzate all’avvocata di “Rosa”, Simona Giannangeli: “Ti passerà la voglia di difendere le donne […] Stai attenta e guardati sempre le spalle, da questo momento questo posto non è più sicuro per te”.

Ricordo nettamente la sensazione appiccicosa di schifo e violenza, esercitati sulla mia pelle di donna, alle parole dell’avvocato Valentini: “Tra i due ragazzi vi fu consenso esplicito. La pratica del fisting presuppone una particolare posizione della donna, assolutamente incompatibile con le modeste ecchimosi refertate sulla ragazza e soprattutto con il fatto che aveva, sebbene scesi, i pantaloni addosso”.

Modeste ecchimosi le lacerazioni all’apparato digerente e genitale di Rosa! “Solo” 48 punti per ricostruire le parti interne lese! Ricordo che uscimmo in massa dall’aula, disgustate e indignate per la violenza che l’intervento dell’avvocato “amico di tutti” evocava. E ricordo anche che una volta c’era a Roma una casa internazionale delle donne

Uno spazio di tutte le donne, contro la violenza di genere, dove ti sentivi veramente al sicuro e la sorellanza non era retorica o ipocrisia, la sentivi sulla pelle come una carezza, la stringevi nella mano, come qualcosa di prezioso, qualcosa per cui valga la pena “entrare nel merito dei convegni che si ospitano” perché CI RIGUARDA TUTTE l’efferatezza e la viltà degli uomini che in una notte di febbraio hanno massacrato il corpo e la vita di una donna lasciata sulla neve a morire.

Per firmarla potete aggiungere un commento a questo link.

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

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This article has 11 comments

  1. Franca Stolfa

    Sullo stupro non contate sul nostro silenzio

  2. Basta tacere. Basta subire. Basta violenza

  3. Firmo, non posso divulgare al momento perchè ho l’account bloccato, ma lo farò in seguito. Credo, altresì, che dedicherò una puntata della web radio alla violenza sulle Donne con focus su questo caso che è iniziato con una violenza orribile su una donna (lo stupro e la tortura) e continua con la violenza verso le Donne con la persecuzione. Vorrei, in questo commento, ricordare a tutti, le parole del chirurgo che curò Rosa : ““In trent’anni di attività non avevo mai visto nulla del genere – ha detto il dottor Iagnemma – quando è stata portata all’ospedale dal 118 e scortata dai carabinieri, è arrivata ricoperta di sangue in condizioni di incoscienza e in un grave stato di shock emorragico dovuto alle gravi lacerazioni che aveva. Lacerazioni che interessavano oltre che l’apparato genitale anche altri organi. E’ stata portata immediatamente in sala operatoria, dove ho chiamato subito il collega chirurgo e insieme, l’abbiamo operata. Un intervento di oltre un’ora nel quale sono stati ricostruiti l’apparato digerente e l’apparato genitale”. La ragazza sarà sottoposta a ulteriori controlli ed esami “soprattutto per verificare la funzionalità di alcuni organi, perché dal punto di vista anatomico è guarita, ma non sappiamo se lo sia dal punto di vista dell’apparato digerente che è la parte più colpita”.

    Firma: Samantha Comizzoli

    • Grazie Sam, per la solidarietà (sulla quale non avevo dubbi) e per aver riportato le parole del chirurgo, perché si capisca che peso può avere avuto quella frase “ha usato solo una mano” o “è stato un rapporto consenziente”…

  4. La violenza sulle donne e su tutti quelli considerati ” i più deboli “è ormai entrata così nel dna di troppe persone che è disarmante e vergognoso sia come si comportano le istituzioni, ma innanzitutto chi per formazione, estrazione dovrebbe fare molto contro la violenza sia fisica che psicologica. Voglio portare come esempio una VERGOGNA assoluta che è avvenuta in Piemonte in seno al cosidetto movimento Notav, quando il VIOLETO pro. Zucchetti ha minacciato e insultato Barbara una militante non solo in molti hanno taciuto, ma si è arrivati al fatto di minacciare chi stava denunciando la cosa come intollerabile e vergognosa. Tutto fu messo a tacere sia dai leader, che dalle istituzioni universitarie. Il “mostro” Zucchetti è regolarmente chiamato a fare conferenze nei salotti buoni della cosidetta sinistra antagonista. QUESTO è MOLTO VERGOGNOSO.
    Perchè dico questo e porto questo esempio? Semplice perchè invito non solo a firmare petizioni e fare post su fb o altrove ma denunciare pubblicamente questi fatti di Violenza che troppo spesso avvengono “in casa”. Pensate che stasera 6 ottobre 2016, il VIOLENTO Zucchetti parlerà al Centro Sereno Regis, a nome degli scienziati contro la guerra. Reputate credibile che un personaggio così squallido possa parlare impunito e nel salotto buono della NONVIOLENZA torinese? Io penso di no. Boicottiamo che della violenza ne fa una pratica, proprio a partire da “casa nostra”, che differenza fa se il violento è di sinistra o di destra? Io penso assolutamente nessuna

    http://www.lastampa.it/2012/05/30/cronaca/no-tav-docente-del-poliminaccia-una-donna-xytmrOrcj1gVwlWfnhoMvM/pagina.html

    Qualcuno dirà che la mia nei confronti di questo fatto delle minacce di Zucchetti sia una ossessione. Può darsi, ma credetemi la cosa è molto ma molto più grave di che può apparire superficialmente. Perchè le modalita del losco individuo a Torino sona assai diffuse tra chi è considerato compagno o almeno il male minore

  5. Non trovo necessario aggiungere altre parole

  6. Pingback: TGMaddalena – Ci riguarda tutte. Presidio a L’Aquila in solidarietà con due donne denunciate per essersi opposte all’omertosa legittimazione dello stupro

  7. Alessandra

    Lo stupro non e’ un attivita ludica con premio i punti di sutura e chi subisce dei danni e’ una vittima di un abuso anche se ti ha provacato non puoi certo sventrarla a meno che non sia un sadico