Per l’accusa quella passeggiata notturna alle reti del cantiere, tradizionale appuntamento estivo del movimento no tav, il 19 luglio 2013 fu un “attacco di tipo militare strategicamente organizzato”, il PM Rinaudo chiede condanne tra i 5 ed i 6 anni, ma per la difesa <<non ci sono lanci precedenti al movimento delle forze dell’ordine che avanzano.. non c’è mosca che vola, ci sono pipistrelli che volano perché il bosco è un’entita che vive anche durante le manifestazioni>>. Resoconto dell’udienza del 12 gennaio 2017.

 

12 gennaio, nell’aula 44 del Tribunale di Torino si svolge una delle ultime udienze del processo che coinvolge 7 no tav da tutta Italia per la passeggiata notturna al cantiere del 19 luglio 2013.

Nella ricostruzione del PM Rinaudo che, vale la pena ricordarlo, era presente all’interno del cantiere la sera del 19 luglio 2013 insieme al collega Padalino, si ripetono più volte le parole “attaccco di tipo militare strategicamente organizzato” riferito a quella passeggiata che, come ricorda un imputato in una dichiarazione spontanea, “era un’iniziativa inserita nel programma del campeggio no tav, il programa era disponibile ovunque, quindi la descrizione fatta dall’accusa di un’azione definita come un commando militare come se tutti i partecipanti avessero un ruolo in un attacco premeditato e collettivo contro le forze dell’ordine” è, di fatto, insostenibile e sproporzionata rispetto alla vicenda.

“Attraverso attività di monitoraggio fatta da Digos e Polizia”, spiega Rinaudo, “si sa che sin dalle prime ore del pomeriggio vi è un assembramento presso il campo sportivo di Giaglione di un cospicuo numero di persone, più di 350. Vi è stato detto che verso le 21:30 vi sono i primi avvistamenti, ma sono persone che arrivano lì a volto scoperto, persone note, Scalzo, Veggio Alberto, C. Eugenio, che fanno un’opera di perlustrazione per verificare qual è lo stato dell’arte in quel momento per poi andarlo a riferire, ovviamente”.

RinaudoA dimostrazione del teorema dell’attacco di tipo militare strategicamente organizzato Rinaudo aggiunge la sequenza di quella sera: “I punti d’attacco di quella notte furono sicuramente 3: l’incendio alla galleria sulla A32, il blocco del cancello che dall’autostrada consente di accedere a quel sentiero che è quello che poi si ricongiunge con il sentiero delle gallie e poi la zona dell’attacco sul ponte Clarea.”. Tutte cose che non succedono per caso, per il PM Rinaudo, ogni atto “aveva una sua ben precisa finalità”.
“Prima viene dato fuoco ad una decina di copertoni posizionati sull’autostrada”, aggiunge, “le forze dell’ordine fanno intervenire i vigili del fuoco e c’è il blocco stradale, le forze addette a quel sito si portano verso l’uscita della galleria in direzione Bardonecchia. Nel frattempo il dott. Coppo con i suoi uomini ha a disposizione un gruppo di Carabinieri che arresteranno poi De Stefanis e il minore M., escono da un cancello che è nell’area del cantiere, si immettono sull’autostrada per raggiungere la galleria Clarea provenendo da Bardonecchia. Sulla destra c’è questo famoso cancello che vedono chiuso con un lucchetto e ci sono masserizie per impedire il transito ma non riescono a liberarlo subito, perché dalle canne della galleria vengono fatti oggetto di lancio di svariati colpi di ordigni incendiari, pietre e quant’altro, tant’è che è necessario l’intervento della forza con lacrimogeni per cercare di distogliere…. a fatica riescono a farlo e finalmente a liberare il cancello e da qui ci sarà poi il ricongiungimento con le altre forze dell’ordine che erano posizionate al ponte Clarea.
Ed è lì il nodo centrale, al ponte, perché i manifestanti ovviamente volevano giungere ai cancelli che danno l’ingresso al cantiere e attraverso la documentazione filmata che abbiamo visto, voi potete vedere che già intorno alla mezzanotte vi era tutto lo schieramento delle forze dell’ordine sul ponte come vi è stato detto anche dalla Lavezzaro… [ sulla Lavezzaro vi invitiamo a rileggere questo post, ndr ]  C’erano 8 squadre di appartenenti al reparto mobile schierati, in parte sul ponte, 3 sulla collina per evitare che qualche manifestante potesse  bypassare la zona, e altri 3 erano alle spalle (…). Verso la mezzanotte iniziano ad affluire i manifestanti, avete la documentazione che vi comprova che questi avevano intenzioni bellicose, è pacifico, arrivano travisati, con maschere antigas, muniti di scudi dietro i quali si celano, si coprono e questo è significativo che sono pronti a una vera e propria guerriglia, tant’è che dopo uno stazionamento di alcuni minuto vengono quantificati tra 5,6,10, poco importa, dopo poco che sono lì davanti e di fronte alle forze dell’ordine scherate che gli impediscono di andare avanti, inizia il primo lancio di pietre nei confronti delle forze dell’ordine schierate. E qui vi è la prima risposta, che è quella prima carica che  vi viene descritta molto analiticamente sia dalla dr.ssa Lavezzaro ma soprattuttto da Sartorio, poi anche dal dott. Di Greco, dal dott. Perone, da Ruggero, Raimondi, Verta… ed è in quel contesto di prima frangia di guerriglia che vengono fermati Botte e Donato. Ma Botte e Donato sono lì per caso, come meri spettatori, come osservatori, non hanno un ateggiamento violento oppure partecipano attivamente? Perché questo è il punto nodale della situazione.
Secondo la ricostruzione che abbiamo fatto qui in aula risulta che Botte e Donato facciano parte di quel gruppo che era schierato dietro quelle persone travisate che impugnavano quegli scudi… che fossero di cartone o plexiglas poco importa, erano mezzi di protezione per proteggersi sia da eventuali lanci di lacrimogeni che evidentemente prevedevano (…) sennò non sarebbero arrivati con le maschere antigas, con il maalox o con il liquido con limone che sanno perfettamente che può contrastsare gli effetti dei gas contenuti nei lacrimogeni, quindi questo vi dà già lo spessore, il significato, l’elemento di partecipazione concorsuale che è l’animo dei partecipanti. In particolare poi Botte e Donato…. nei verbali di arresto (..) per Botte dicono che era notato nella prima fila dei manifestanti tra coloro che effettuavano i lanci, non mi si venga a dire come fate a vederlo era buio… ci sono le immagini…. (…) e quindi è coerente quello che ci dicono gli ufficiaii di PG quando riferiscono che hanno notato Botte nella prima fila dei manifestanti tra coloro che effettuavano i lanci (….) all’interno dei pantaloni aveva 3 pietre in tasca.. (…) una partecipazione attiva e non una mera presenza da osservatore. Anche Donato viene arrestato da Cannata e Sartori, e dal verbale di arresto dicono che anche lui fronteggia in prima fila dietro gli scudi… (..) vi è un impatto tra gli scudi delle forze dell’ordine con gli scudi che avevano i manifestanti che erano in prima fila e Donato cade proprio per quest’impatto (….) . Molto chiara la ricostruzione che vi fa Sartori, anche sollecitato dalle domande della difesa, per chiarire se Donato era per terra e stava scappando, e si dice che Donato cade all’indietro nel momento dell’impatto, lo vedono a terra e gli salgono addosso, e lì abbiamo una reazione violenta perché non voleva farsi trarre in arresto, tant’è che deve essere bloccato con l’aiuto di uomini del reparto mobile (..). Si copriva con lo scudo, che poi è stato smarrito durante l’arresto, era travisato con maschera antigas… e gli viene sequestrata durante l’arresto. (…)

L’accusa: <<Atti di guerriglia>> (…) <<Una vera e propria attività di guerra>>

E qui abbiamo il primo troncone di questi atti di guerriglia. Lancio di lacrimogeni, i manifestanti si disperdono, c’è questa prima carica, questo primo momento in cui i manifestanti si ritirano ma subito dopo si ricompattano. Vanno nuovamente a posizionarsi dov’erano prima e da lì riprende il lancio di pietre, ordigni e qui abbiamo l’episodio delle molotov, con il lancio delle bottiglie molotov suffragato sia dalle immagini che avete visto e poi dai sequestri di queste bottiglie lanciate verso le forze dell’ordine ed esplose a pochi metri dagli operatori questo ve lo dice Sartorio, Di Gregori, etc. E allora ecco che è necessario intervenire nuovamente, ma vi è un momento di stasi, non si interviene subito perché nel frattempo con un’attività coordinata si aspettava che il dott. Coppo con i suoi uomini sopraggiungesse dall’altra parte, passando da quel cancello che oculatamente gli antagonisti avevano chiuso, per prendere quindi una manovra di accerchiamento i manifestanti e quindi poter disperderli ed arrestare coloro che si riusciva ad individuare. Nel momento in cui vi è la conferma via radio che Coppo coi suoi uomini è riuscito a penetrare in quel cancello.. . stiamo parlando di una vera e propria attività di guerra, le forze dell’ordine hanno dovuto difendersi attraverso una manovra di tipo militare, questo vi dà lo spessore della capacità operativa di questi soggetti. Allora viene posta in essere la seconda carica. E anche qui non mi si venga a dire che era necessario l’ordine allo scioglimento… è una reazione giusta, prevista e a norma di codice da parte delle forze dell’ordine quando vengono attaccate, è in essere nei loro confronti un’attività delinquenziale, devono intervenire a norma dell’art. 55. Cosa succede? C’è un avanzamento, arrivano fino alla zona del vecchio mulino dove guarda caso era stata posta in essere un’altra barricata composta da reti metalliche, lavandini e altri oggetti, per arrestare l’avanzata delle forze dell’ordine ed è in questo contesto che avvengono gli arresti degli altri imputati: Molina, Moretti , Rossi e Tommasi. De Stefanis viene poi arrestato in altro contesto.
Cos’abbiamo per Molina, Moretti, Rossi e Tommasi? Secondo la ricostruzione dei testi e degli ufficiali di PG erano notati nelle fasi di attacco alle forze dell’ordine nelle prime linee, facevano parte del gruppo che prima si era disperso nella boscaglia sia a monte che a valle, quel gruppo che effettuava il lancio di pietre, bombe carta, razzi, molotov in direzione dello schieramento e fa parte del gruppo che si ricompatta ed è nell’ambito di quel gruppo che ha costruito quella barricata di cui abbiamo parlato. Molina viene arrestato durante la seconda carica, l’ispettore lo raggiunge e lo afferra alle spalle, entrambi cadono , Vichi ci dà atto che Molina era nelle prime fila di quelli che lanciavano verso le forze dell’ordine e aveva maschera antigas. Moretti individuato nel gruppo di quelli che lanciavano pietre ed altro, era travisato ed indossava maschera antigas, Moretti cerca di colpire con calci e pugni, dopo l’arresto viene consegnato agli agenti della DIGOS. Poi per Moretti c’è quel modo di difendersi che abbiamo vito che porta alla contestazione di cui all’art. 368 [calunnia, ndr ] perché sulla mschera dice che lui non l’indossava, accusando del reato di falso il Fodale, dicendo che sarebbe stato il Fodale e un funzionario della Digos che avrebbero escogitato questa messinscena dicendo o coordinandosi per dire che indossava la maschera. Rossi viene arrestato da Sartorio, la descrizione analitica vi è stata riportata nell’esame testimoniale, ci dice “arrivati a quel punto c’è stato un vero contatto fisico…. (…) Si è arrivati a fermarlo e identificarlo, collutazione siamo andati a terra, ci siamo rotolati fino a quando sono riuscito a bloccarlo, la situazione si è calmata quando sono riuscito a togliergli il passamontagna (…). E’ in quel contesto che il dott. Sartorio si procura anche le lesioni, oltre ad aver ricevuto una pietra prima. Rossi era totalmente travisato, con passamontagna di colore scuro e nelle prime file, colpisce Sartori .. il riconoscimento è agevolato dal logo che aveva sulla giacca della tuta, strisce arancioni, e quando viene arrestato e fatta la perquisizione nel suo zaino viene trovata una bottiglia di vetro con Maalox.
Tomasi è arrestato dal dott. Di Gregori, che è molto analitico nel descrivere l’arresto, in particolare “gli ho dovuto saltare quasi addosso, l’ho afferrato, l’impatto è stato con la prima fila.. lui ha tentato di scappare… siccome si divincolava parecchio sarà stato una questione di secondi è arrivato il collega Provenza” e anche qui c’è stata la collutazione. Perquisito, anche lui nelle tasche laterali aveva due pietre e nello zaino il Maalox. Quindi travisato, indossa cappuccio con kway, ha i sassi, lancia i sassi..
De Stefanis invece è l’ultimo in ordine di tempo ad essere arrestato e non viene arrestato dalla polizia di stato ma dai Carabinieri perché si trova nelle retrovie, fa parte di quelli che lanciano le pietre ma viene sorpreso dall’arrivo del dott. Coppo con i Carabinieri, che stanno provenendo da quel sentiero che si ricongiunge con il sentiero delle Gallie. Cosa ci dice Pizzalis, che blocca Destefanis? (…) “Lanciava sassi di grosse dimensioni all’indirizzo delle forze dell’ordine e al momento dell’arresto indossava la maschera antigas” (…) Era in possesso di nastro isolante di colore nero con il quale aveva fissato i lacci degli scarponi, questo è un altro accorgimento che si usa in queste azioni per evitare che i lacci si possano allentare e si possa cadere (…).
Se andate a leggere l’elenco del materiale che vi ho riportato e che vedete anche nelle foto, abbiamo un vero e proprio armamentario da guerra, oltre alle solite maschere antigas, caschi, occhialini, che sappiamo essere strumenti usati per prevenire gli effetti dei lacrimogeni, abbiamo fumogeni, bombe carta, artifizi pirotecnici, quel famoso artigianale bazooka che viene utilizzato per aumentare la potenzialità di lancio di questi artifizi. Allora io avrei concluso, non sto a dilungarmi, ve l ‘ho scritto e approfondito nel documento che depositerò…è indubbio che ci troviamo di fronte a un’ipotesi di 336 [ violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, ndr ] perché a mio avviso l’azione mirava a fare sì che i pubblici ufficiali non ponessero in essere un atto dovuto o comunque compissero un atto contrario ai doveri di ufficio, consentirgli di arrivare al cantiere ed effettuare le azioni che volevano compiere. Gli son state contestate le aggravanti di cui al 339, ci sono tutte, c’è l’uso delle armi, il travisamento, il lancio di ordigni verso le forze dell’ordine , c’è addirittura l’impiego di armi da guerra, le bottiglie molotov.. che siano considerati armi da guerra ormai è pacifico, vi ho citato una delle ultime sentenze e non sto a tediarvi oggi. Sono state prodotte lesioni a pubblici ufficiali quindi 582,585 con le aggravanti previste. Morelli ha commesso reato di cui art. 368 [ calunnia, ndr ] , abbiamo le dichiarazioni conclamate nell’ambito di un verbale di arresto, ripetute qui in aula da ufficiale di PG che ha proceduto all’arresto, siamo ben oltre la linea di difesa il negare una circostanza che viene individuata da ufficiale di PG, qui gli si attribuisce il reato di falso, perché dice “costui mi accusa di qualcosa che non ho fatto, io non ero travisato“, e aggiunge “guardate che lui con un altro funzionario della digos hanno architettato tutto, tant’è che il funzionario della digos trovando una maschera antigas dice “attribuiscila a lui”!.

<<Tutti rispondono di tutto >> (…) <<Non potevano non sapere che si doveva sostanzialmente menare le mani>>

Tutti rispondono di tutto, anche delle lesioni, vi ho citato giurisprudenza consolidata della Cassazione che nell’ambito di una partecipazione attiva dove si va travisati, con pietre nelle tasche, sapendo di partecipare fin dall’inizio.. non è una cosa improvvisa, vado a una manifestazione e poi mi trovo coinvolto (…) La manifestazione è preannunciata in caratteri che chiaramente evidenziano che ci sarebbe stato uno scontro violento, tutto poteva essere meno che una passeggiata notturna se si va in massa dove si ha contezza che vi sono soggetti travisati che impugnano armi, che impugnano strumenti predisposti alla difesa, ma si va anch’essi… gli attuali imputati, erano strutturati per poter partecipare ad un’azione di guerriglia quindi andavano consapevolmente sapendo quello che sarebbe successo, non potevano non sapere che ci sarebbe stato un attacco, un contrasto violento, che si doveva sostanzialmente menare le mani. Allora ecco che tutti devono rispondere di tutto….
A parte che abbiamo per tutti i soggetti oggi qui davanti a voi una partecipazione materiale, ancorché frammentata e limitata allo scontro con l’ufficiale di PG che l’ha arrestato e che dice “l’ho visto lanciare” ma vi è una partecipazione morale in tutto quello che è avvenuto e questo vi deve dare il peso e l’importanza della partecipazione di costoro quando poi farete i conti della pena.
Vi ho richiamato anche le dichiarazioni rese davanti al GIP perché sono significative, sono linee difensive assurde che non hanno riscontro con la realtà… Alle domande <<per quale motivo andate con le maschere antigas e il maalox?>> la risposta è: <<perché in occasioni precedenti c’era stato uso di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine>> , ma l’uso dei lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine è una reazione all’attacco che viene fatto nei confronti delle forze dell’ordine!
Ci dicono che “mentre marciano all’improvviso si imbattono contro l’intenso e inusuale schieramento delle forze dell’ordine perché non li avevano mai trovati fuori dai cancelli”, mai fuori dalla struttura di protezione.. cos’è l’inusuale, le forze dell’ordine non potevano andarsi a collocare in adiacenza del cancello sul ponte Clarea?
Sia Botte, Di Stefanis , Donato, hanno evidenziato che ci sarebbe stata nei loro confronti una violenza gratuita usata dalle forze dell’ordine e i segni sono evidenti, sono nelle foto, nessuno vuole nasconderli ma siamo nell’ambito … di un’azione di guerriglia, di scontri violenti, anche le forze dell’ordine sono state lesionate e hanno riportato ferite e lesioni, quindi ci sono stati feriti da una parte e dall’altra, quindi non sono come si vuol far credere botte gratuite o colpi inferti solo per cattiveria dopo che sono stati arrestati e quindi picchiati successivamente, qui non siamo nell’ambito degli episodi di Genova, queste lesioni sono state determinate dagli scontri e in alcuni casi sono lesioni che possono benissimo essere state determinate dal lancio che proveniva dagli stessi loro compagni che partecipavano alla manifestazione.
Arriviamo alle conclusioni.

37 anni di carcere, le richieste di condanna per i sette compagni No Tav

Botte Marcello: concesse attenuanti generiche equivalenti rispetto aggravanti capo a, giudizio di equivalenza in relazione al peso dell’aggravante contestato… pena base, reato più grave capo a art. 336,339, (non si sente)  pena finale anni 5 reclusione
De Stefanis Alberto: anche per lui stessa considerazione attenuanti generiche.. 5 anni e mesi uno
Donato: no attenuanti generiche per i precedenti, condanne per reati analoghi (…)  anni 6
Molina Luke: stesse considerazioni per De Stefanis (…) anni 5
Moretti: no attenuanti generiche anche per atteggiamento processuale, accusando reato di falso un pubblico ufficiale, ha già dei precedenti, pena finale anni 6
Rossi: anni 5
Tomasi: anni 5

Termina la requisitoria  con richieste di condanne tra i 5 ed i 6 anni per i sette compagni che quell’estate raggiunsero la Valsusa da più parti d’Italia per supportare la lotta al TAV, per un totale di 37 anni. Dopo una breve pausa l’udienza riprende 11:43 e prima della discussione dell’avvocato Novaro uno degli imputati, Matthias Moretti, chiede la parola per una dichiarazione spontanea.
Dichiarazione spontanea Matthias Moretti: “contesto tutte le accuse che mi vengono rivolte.. riguardo alle accuse di violenza e lesioni nello svolgimento della manifestazione ribadisco la natura pubblica dell’iniziativa inserita nel programma del campeggio no tav, ormai nota e che si è svolta ripetutamente con dibattiti, assemblee, concerti e manifestazioni come quella del 19 luglio 2013. Io venivo da Roma, il programma era disponibile ovunque sia su internet che su supporti cartacei con orario e tutto quanto, contesto quindi la descrizione fatta dall’accusa di un’azione definita come un commando militare come se tutti i partecipanti avessero un ruolo in un attacco premeditato e collettivo contro le forze dell’ordine , quindi contesto questa ricostruzione in quanto la natura della manifestazione era pubblica, atipico il luogo (…) siamo abituati a contesti urbani ma una manifestazioni libera e aperta a tutti, tanto che poi la composizione era molto varia a livello di età, caratteristiche fisiche e comunque era di centinaia di persone. Quindi sostanzialmente mi si accusa di violenza e lesioni per la semplice partecipazione a una manifestazione o meglio per la semplice presenza fisica in un luogo fisico in un determinato momento, io ribadisco non ho quella sera compiuto neanche un singola azione di offensiva nei confronti delle forze dell’ordine (…) un singolo sasso o qualsisi cosa mi possa venire atttribuita come del resto i pochissimi minuti possono confermare in quanto … contestando l’accusa so per certo che non potrebbe essere ritrovato nessun comportamento del sottoscritto che confermi le accuse. Oltrettutto nei fotogrammi mi trovavo con addosso un impermeabile di colore rosso che mi renderebbe particolarmente riconoscibile anche in caso avesi fatto qualcosa … (…) in mezzo ad una gran quantità di persone vestite di colore scuro io ero in vari momenti con addosso questo k-way rosso. (..)
Non ho compiuto nessun singolo atto in questo senso, violenze o lesioni. Mi si accusa poi di calunnia per la condotta tenuta nell’interrogatorio di convalida alle Vallette di fronte al GIP, viene fatto dall’accusa quello che direi essere un sillogismo nel senso che rifiutare un addebito, negare di essere stato in possesso di una maschera antigas viene automaticamente interpretata come accusa di aver prodotto un falso volontariamente contro gli agenti che mi hanno prelevato, io questo lo nego e lo contesto perché mi sono limitato a negare un addebito ma evidentemente non ho altro da dire se non che è un’attribuzione erronea, frutto di un errore (…) . Ripeto, è un’attribuzione erronea. La mole di materiale che è agli atti e nel verbale la maschera antigas è l’unico elemento che mi viene attribuito, non ci sono zaini, borse o anche oggetti atti a contenere la maschera antigas che quindi avrei dovuto portare addosso o in mano perché non avevo recipienti in cui poterla mettere e quindi anche nei vari riscontri foto e filmati presi in vari momenti io mi riconosco anche alla partenza dal campeggio di Venaus (…) così come nel momento successivo al mio arresto , c’è un video, si parla di meno di un minuto dopo al mio arresto comunque mai in tutto questo materiale mi si vede in possesso di una maschera antigas, di qualcosa che la possa contenere, non ce l’hanno neanche gli agenti che stanno intorno a me… quindi ripeto, né per accusa di violenza o lesioni o per maschera antigas c’è un solo supporto che confermi queste accuse. (…) La mia contestazione in sede di interrogatorio di garanzia è stata forse poco specifica ma non è stato per definire volontariamente (….)

La parola passa all’avvocato Novaro, difesa De Stefanis e Molina.<<la presenza dei due pubblici ministeri in quella vicenda è del tutto atipica>> (…) <<Il pubblico ministero non solo deve essere imparziale ma deve anche SEMBRARE imparziale, deve avere equidistanza tra le parti e non è avvenuto e questo inficia il processo (…)>>

Novaro
Avv. Novaro: Partirei con gli elementi di novità di questa vicenda, il pubblico ministero vi ha segnalato che questo non è il primo processo che facciamo in riferimento a episodi nei pressi del cantiere ma ci sono elementi di novità che meritano di essere sottolineati. Il primo riguarda proprio la strategia militare adottata dalle forze dell’ordine , del tutto legittimo che abbiano adottato una strategia diversa ma sollecita una serie di interrogativi a cui va dato una risposta. Nel tentativo di contrastare fiumi.. violenti o non, dei manifestanti nel conflitto sociale , la polizia può avere atteggiamenti diversi, controllo negoziato o repressione dura rispetto alle condotte poste in essere dalla controparte, ci ha abituato la vicenda della Val di Susa (….) … le forze dell’ordine si attestano in un determinato punto normalmente al di là delle reti e poi mandano una pioggia di lacrimogeni nei confronti dei manifestanti, come è avvenuto il 3 luglio 2011 etc.. in questo caso le forze dell’ordine sono uscite e si sono posizionate al di fuori delle reti. Vi farei sentire un passaggio rapidissimo della conferenza stampa che voi avete agli atti, fatta dal movimento no tav in cui Guido Fissore spiega qual è il punto di vista del movimento rispetto alla dinamica del movimento di quella notte, consente di mettere in campo una possibile posizione teorica (…)

[ Video della conferenza stampa 20 luglio 2013, Fissore dal minuto 16:00]

Guido Fissore: “Io non so chi di voi ha visto quella specie di cantiere che è un fortino.. due file di Jersey… griglie di acciaio.. filo spinato tipo istraeliano, inespugnabile, quindi la giutificazione che 5 o 600 manifestanti non armati di bulldozer o bombe a mano avrebbero potuto espugnare un fortino del genere è una scusa veramente ridicola“… La conferenza prosegue e Fissore sostiene che c’è stata una volontà di inasprimento dello scontro. Però noi dobbiamo interrogarci sul perché le forze dell’ordine sono uscite dal cantiere e si sono posizionate fuori dal cantiere e poi hanno compiuto quella manovra a tenaglia che ha fatto sì che i manifestanti non avessero più via di fuga, il movimento parla di trappola.. è in quel momento che è stata arrestata buona parte degli attuali imputati. E’ legittimo che le forze dell’ordine adottino una strategia diversa però (…) è evidente che qualsiasi condotta specifica tenuta da uno degli operatori in campo poi ha delle ricadute evidenti su quella degli antagonisti. Il dato più significativo è la mancanza di via di fuga, regola aurea nel conflitto in area metropolitana, consentire una via di fuga…  Se l’obiettivo è cacciarli da lì è ottenibile attraverso l’apertura di una via di fuga che i manfiestanti possano percorrere, nel caso di specie si è agito in maniera diversa (..) . Teniamo presente che questo è il dato militare che in qualche modo connota la vicenda che dovete giudicare.
Un secondo elemento che mi sembra importante pur essendo residuale  (…) è la circostanza che tutte le 9 persone fermate, due solo per identificazione e gli altri 7 che sono stati arrestati, lamentano lesioni, procurate successivamente all’arresto. (Vengono fatti vedere alcuni filmati ma non c’è un monitor visibile a imputati, difese e pubblico) (filmato De Luca) le facce delle persone arrestate, hanno tutte ferite sui volti .. questo segnala un clima emotivo che circonda questa vicenda particolarmente forte, che va coniugato con una serie di cose che si sentono, i filmati sono importanti per ricostruzione storica ma anche per i dialoghi che intercorrono tra gli operanti, si tratta … attraverso questi dialoghi di capire anche gli stati d’animo e si sentono continuamente insulti rivolti agli imputati anche quando vengono arrestati, io ne ho citato qualcuno .. li si definiscono “coglioni”, “pezzi di merda”, etc.
Terzo elemento la presenza dei due pubblici ministeri in quella vicenda è del tutto atipica, noi avevamo chiesto che i pubblici ministeri si astenessero, abbiamo fatto una lista testi nella quale indicavamo i due PM come possibili testimoni per rivelare questa anomalia, perché i due PM presenti in campo non possono istruire procedimento contro i manifestanti perché non hanno quel grado di autonomia e parzialità che deriva dal fatto che hanno vissuto quelle vicende gomito a gomito con gli ufficiali ... come fanno ad essere loro che istruiscono i processi contro i manifestanti e le querele presentate dai manifestanti? Citerò tra un attimo i decreti di archiviazione che hanno risposto alle querele fatte dai manifestanti e che sono discutibili. Il pubblico ministero non solo deve essere imparziale ma deve anche SEMBRARE imparziale, deve avere equidistanza tra le parti e non è avvenuto e questo inficia il processo (…)
I PM sono intervenuti costantemente a favore di certi testimoni dicendo ai testimoni “lei non risponda”! Sono stati i PM ad intervenire continuamente ed è comprensibile perché hanno vissuto quella vicenda sulla loro pelle ma dal punto di vista processuale giudiziario e delle regole mi sembra discutibile!

La cronologia degli avvenimenti del 19 luglio 2013 nella ricostruzione dell’avv. Novaro attraverso i filmati e le dichiarazioni testimoniali.

ponte19luglioPassiamo alla cronologia degli avvenimenti che vorrei trattare attraverso i filmati e le dichiarazioni testimoniali (…)
Il corteo parte da Venaus dove era in corso il campeggio NO TAV, e poi c’è un incrocio a Giaglione e ci si dirige attraverso il solito percorso fino al ponte Clarea. La dr.ssa Lavezzaro dice 200 da Venaus e 150 da Giaglione. Sartorio e Di Gregori dicono 3 o 400 persone. Fissore parla di 500 persone. Io credo che potremmo prendere questo dato … la polizia tende sempre ad abbassare e i manifestanti ad alzare, un dato intermedio è 400 persone che si recano al ponte Clarea e si tratta di capire cosa capita al ponte nel corso di questi eventi che partono attorno alla mezzanotte e fino alle 00:40. Ci sono due episodi residuali che vengono addebitati a tutti gli imputati, l’incendio alla galleria Giaglione fatta da un gruppo di persone ristretto e la chiusura del varco autostradale con la catena, non sappiamo chi ha fatto quelle operazioni, le fonti ci parlano di “gruppetto” di manifestanti, non è provato che negli altri ci fosse consapevolezza di questi avvenimenti (…)  E’ un movimento quello no tav che presenta pluralità e ricchezza di partecipazione, ma voi non potete attribuire questi episodi a tutti gli altri perché non avete elementi per fare questo salto pindarico in avanti.
Tutti i testimoni dicono la stessa cosa, c’è stato un momento di confronto, fronteggiamento, poi una pluralità di lanci “che dura per 10 minuti”, lanci progressivi e alla fine parte la carica , dice la Lavezzaro, “con l’intento di preservare l’incolumità dei pubblici ufficiali”. I due testi sentiti a dicembre, Camposano e Bianchini, fanno dichiarazioni diverse, dicono di aver partecipato al corteo e aver apprezzato soltanto i lanci di lacrimogeni, di non aver visto oggetti contro le forze dell’ordine perché la loro posizione non consentiva di vedere tutto ciò, visto che erano nelle ultime fila del corteo … questo contrasta con la ricostruzione fatta dalle forze dell’ordine ... è possibile ricomporre le testimonianze? La divaricazione può essere attenuata se ragioniamo sui filmati e sul fronteggiamento che si vede dalle immagini. La vicenda precipita intorno alle 24, la Lavezzaro il 10 marzo 2016 parla di fronteggiamento di 10 minuti e dice che alcuni manifestanti si attrezzano, ossia recuperano qualche sasso nel bosco. Il dott. Sartorio dice di avere avuto dietro di sé altri uomini che coprivano la zona a monte, e di aver visto una decina di scudi a circa 30 metri e parla di un’attesa di 10-15 minuti prima dell’azione successiva (…). Un altro teste dice che i manifestanti erano a circa 100 mt di distanza, un altro che erano a 20 metri, Di Gregori parla di 20 minuti di assoluto stallo. La distanza probabilmente era tra i 20 e i 30 metri, il fronteggiamento viene descritto dai testi per una durata dai 5 ai 20 minuti, nei filmati il fronteggiamento è di 12 minuti, in cui i due fronti si guardano e non succede nulla.
I manifestanti compaiono alle 23:23:50 e si fermano alle 23:54 (…)  sono circa 12 minuti di fronteggiamento… è importante sincronizzare i filmati, perché quando affronteremo la questione delle molotov si tratta di capire se sono fuochi plurimi o lo stesso fuoco ripreso da filmati diversi e infatti così è ... Vi dico subito.. ho preso come indicazione base quella contenuta nel DVD1 De Luca quindi la cronologia è modulata su quello per i tempi, il DVD2 va aumentato di 2 minuti e 04 secondi (..) il DVD3 rispetto al DVD1 c’è un aumento di soli 12 secondi, nel DVD4 l’aumento rispetto al DVD1 (…)
Si tratta di precisare posizione dei manifestanti per capire quanta consapevolezza potessero avere quelli collocati in centro o in fondo rispetto a quello checapitava all’inizio del corteo.
La Lavezzaro dice “il sentiero che conduce al ponte… ci stavano circa 15 persone”…
Dr. Sartorio indica 15 persone. Sorrentini parla di sentiero largo, teste Pizzalis dice sentiero molto stretto ci passa a malapena una macchina, larghezza media 2 mt , teste Perrone dice che  era stretto ma si allargava nel punto in cui i manifestanti si erano posizionati e dice che in quel punto il sentiero arrivava a una larghezza di 6-7 metri. Il teste di difesa Bianchini dice che era un sentiero di 2 metri (…) . Voi avete le fotografie che ho prodotto, si vedono due signore che stazionano vicino al muretto a secco e si capisce che il muretto è poco più alto della loro altezza, circa 2 metri,  in proporzione ribaltandolo occupa la dimensione del sentiero, quindi circa 2 metri, e non più di 3 metri, del tutto in sintonia con quello che ci dicono tutti i testi sulla larghezza del sentiero, quello che è incongruo è quanto dicono Lavezzaro e Sartori, che ci stanno “15 persone”. L’ampiezza delle spalle di un uomo è di circa 70 persone, e ci stavano quindi 4 persone non di più…  (mostra immagini) Sono 4 gli scudi posizionati uno a fianco all’altro, poi ce ne sono altri che stanno dietro ma lo schieramento è di 4 persone (Dvd De Luca n.1), 23:53:54, si vede che sono quattro e lo si sente, uno degli operatori dice “stanno arrivando” e sono 4 scudi.

<< è un corteo sparpagliato di gente che fa una passeggiata notturna che era stata reclamizzata in questi termini sui siti, a cui avevano aderito centinaia di persone e c’era sicuramente qualcuno che voleva ingaggiare degli scontri, ma tutti gli altri?>>

 

Se abbiamo 400 persone in file da 4 persone ciascuno, e non sono file militari, (filmato Fatto Quotidiano) , al di là delle scritte sotto e che sono incongrue, si vedono persone che stanno camminando.. ma sono sparpagliati, non c’è uno schieramento per fila … è un corteo sparpagliato di gente che fa una passeggiata notturna che era stata reclamizzata in questi termini sui siti, a cui avevano aderito centinaia di persone e c’era sicuramente qualcuno che voleva ingaggiare degli scontri, ma tutti gli altri? Non si può dire che tutti rispondono di tutto, la responsabilità penale è personale… (… ) Rispetto al filmato di FQ si vede che nel bosco si cammina sparpagliati. Ma anche facendo fila che si fosse a file compatte cosa che non è, sono 100 file da 4 persone con almeno 100 metri di distanza, se io sto a 90 metri rispetto alla testa del corteo o molto più ampia perché non sono file serrate, come faccio a capire cosa succede a 100 metri da me? Ecco il discorso che ho provato a farvi sulla divaricazione testmioniale (…) c’è una testa del corteo che evidentemente ingaggia uno scontro con le forze dell’ordine ma tutto il resto non sa cosa stia succedendo, Bianchini ci dice che stava facendo delle fotografie e poi si è allontanato dalla compagna, Marta e non l’ha più ritrovata. (…) Spesso capita che se stai all’ultimo o al centro del corteo e vedi tutti che corrono istintivamente corri… Ero presente alle giornate di Genova ma non avevo capito assolutamente nulla di cosa stava succedendo (…) . Analogamente con centinaia di persone che convergono in un luogo è difficile capire cosa succede ma sentiamo le testmionianze…

 

<<Parlavo di stereotipia, serialità delle dichiarazioni perché si ripetono invariabilmente da parte di tutti i testi e le immagini le smentiscono.>> (…) <<non ci sono lanci precedenti al movimento delle forze dell’ordine che avanzano.. non c’è mosca che vola, ci sono pipistrelli che volano perché il bosco è un’entita che vive anche durante le manifestazioni>>

Lavezzaro: aggettivo stereotipato, racconto che fa a pugni con immagini, dice “poco dopo mezzanotte iniziano 3 lanci di pietre”. Dott. Sartorio, “10 15 minuti di attesa poi slogan battitura e lancio di sassi, dopo l’impatto arrivano pietre anche da sinistra”. Di Gregori parla di 20 minuti di stallo, poi lancio delle pietre e subito dopo la carica. teste Perone: “Si sono palesati e quasi subito hanno lanciato le pietre”, non è vero ci sono 10 minuti dal possibile lancio delle pietre... (….) Teste Bolgi udienza 3 maggio 2016 “dopo gli slogan c’è stato un fitto lancio di sassi, bombe carta e fuochi pirotecnici verso di noi” (…) Teste Sartori “sassaiola prima della carica”, udienza 20 settembre. Teste Cannato “ho visto solo la carica, dopo i sassi”. Teste Creaco , stessa sequenza. Teste Bolgi “fitto lancio di sassi, bombe carta etc”. (…)
Parlavo di stereotipia, serialità delle dichiarazioni perché si ripetono invariabilmente da parte di tutti i testi e le immagini le smentiscono. Voi avete dei DVD, nel dvd1 si vede la parte del fronteggiamento e 10 secondi prima della carica l’immagine si interrompe e riprende un minuto dopo.. in tutta questa fase, nel dvd1 che consente di vedere quasi tutto quello che capita fino a 10 secondi prima della carica, non ci sono lanci precedenti al movimento delle forze dell’ordine che avanzano.. non c’è mosca che vola, ci sono pipistrelli che volano perché il bosco è un’entita che vive anche durante le manifestazioni,anche nel DVD4, Todino, manca l’immagine decisiva del momento della carica ma anche qui le immagini.. si vede che parte la carica ma che i manifestanti scappano all’indietro e si capisce che la carica è partita. Qui la ripresa è fissa sul fronte dei manifestanti che stanno dietro questi scudi, non sono di plastica o plexiglas ma di cartoncino…. (…) DVD4, le immagini sono costantemente rivolte verso il fronte dei manifestanti e non si vedono oggetti che partono. DVD2 è quello integrale è offuscato ma si capisce, operatore Condello, facciamolo partire.. intanto vi segnalo al minuto 7 e 52 vedete un movimento, qualcosa che si muove, è un uccello che passa da destra a sinistra del teleschermo, non sono sassi, sono animali! Un altro animale si vedrà quando parte la carica, probabilmente un pipistrello che vola sulle teste dei manifestanti e contemporaneamente parte la carica. Si vede che non è un lancio ma è un animale. L’unico possibile lancio che si vede ma non è un oggetto voluminoso, si vede un movimento che non so distinguere se animale o lancio di sasso, avviene un secondo prima alle 8:30 .. qualcosa che non arriva a colpire i pubblici ufficiali eppure partono con la carica di cui si vedono le immagini.

 

<<si sentono le voci, quella della dr.ssa Lavezzaro e un interlocutore Gian marì o Gianmaria che è il dott. Sartori “Gianmarì dobbiamo prenderli adesso, dobbiamo andare, dobbiamo andare”.. “sì, prendiamone qualcuno”.. 10 minuti prima della carica, avevano ben in mente il loro compito, sgominare il fronte avverso ed arrestare qualcuno “state pronti, state pronti”.. c’è il dott. Petronzi… “Stanno salendo, stanno salendo… prendiamoli da dietro”>>(…) <<Qui si ipotizza la strategia militare adottata successivamente: “Mira alle gambe!”>>

Questo significa che di fronte ai tanti esiti possibili di quella vicenda si è scelto di caricare il corteo, anche legittimamente, a me interessa difendere la condotta dei manifestanti rispetto all’accusa e non fare osservazioni sull’operato delle forze dell’ordine , ma non ci si venga a dire che ci sono stati lanci pregressi. Anche perché che la strategia fosse quella, che si volesse caricare, lo si capisce chiaramente dall’audio di questi dvd.. si sentono le voci, quella della dr.ssa Lavezzaro e un interlocutore Gian marì o Gianmaria che è il dott. Sartori “Gianmari dobbiamo prenderli adesso, dobbiamo andare, dobbiamo andare”.. “si, prendiamone qualcuno”.. 10 minuti prima della carica, avevano ben in mente il loro compito, sgominare il fronte avverso ed arrestare qualcuno “state pronti, state pronti”.. c’è il dott. Petronzi… “Stanno salendo, stanno salendo… prendiamoli da dietro” e qui si ipotizza la strategia militare adottata successivamente “..Mira alle gambe, guarda..” Allora, per provare a trovare un punto fermo su questa vicenda, la storia che le forze dell’ordine attaccano i manifestanti perché sono attaccati a loro volta da bombe carta, sassi, etc è una straordinaria bufala (…) una post verità che ha un’apparenza di realtà che può suggestionare (…) ma si tratta di bufale, non ci sono lanci di pietre, la carica parte inaspettata … e e senza alcun lancio tranne quel piccolo oggetto che sicuramente non arriva alle gambe dei poliziotti. Questo clamoroso errore di impostazione io credo indebolisca l’attendibilità dei testi di accusa perché è stata raccontata nella stessa sequenza da tutti i testimoni e non trova riscontro negli atti processuali, ci si potrebbe interrogare sul perché ci sia questa modulazione assolutamente uguale, non m’interessa, interessa segnalare che queste immagini rendono totalmente quello che è capitato, questo è e viene inquadrato da 4 operatori 4 che non restituiscono alcun lancio di pietre.. dopo di che c’è la carica che spazza via il fronte dei manifestanti, c’è una sorta di ricompattamento e qui si arrivano artifizi di ogni tipo..
Poi si parla delle molotov, tema su cui abbiamo difesa enorme.. si tratta di addebitare molotov a chi quelle molotov le ha lanciate, ma prima ancora di questo.. c’è stato veramente il lancio di una molotov?
Dr.ssa Lavezzaro dice “ci sono tre lanci di molotov sul ponte Clarea e vengono lanciati in concomitanza della prima carica, subito dopo c’è stata esplosione di molotov petardi e quant’altro”. Petardi senza dubbio si, sassi idem ma molotov no. (…) Sartorio parla di “un paio di bottiglie incendiarie”. Perrone: “alle pietre si aggiungono artifizi pirotecnici, bombe carta” sono petardi.. “e poi ricordo anche bottiglie molotov”. Io gli chiedo quante ne ricorda e lui dice “due o tre bottiglie”. Il Dott. Di Gregori “lancio di due molotov subito dopo la curva del sentiero”. Raimondi ricorda sassi, artifizi vari ma non parla di molotov. (…) Teste Vichi parla di due bottiglie cadute a poca distanza da loro (…) . Sorrentino indica poi 3 passaggi, a fatica, ne indica uno poi Rinaudo gli fa delle domande .. poi ne indica un terzo (…)  Il primo indicatore di Sorrentino è quello che capita nel DVD3 alle 00:32:50 (partono le immagini) C’è stato uno sparo di lacrimogeno e in sequenza questo bagliore che si vede nel bosco. Se guardate con attenzione i filmati vi rendete conto come con il buio sembri che le fiamme siano dilatate anche quando sono ridotte, perché poi si vede che il fuoco rimane piccolo anche se il bagliore sembra più grande. Quindi il primo momento in cui si vedono le molotov è 00:33. Poi il PM: dice che c’è anche nel DVD4 Todino alle 00:24 e la posizione è sempre quella, ma si vede che lanciano petardi e non si vedono bagliori, l’esplosione è un frastuono ma non una bottiglia molotov. Poi 23:35 del DVD5, Sorrentino dice, c’è un’altra combustione, ma dice “non so se legato a una bottigila molotov“. Confrontiamoci con i reperti, le testimonianze ci dicono 2 o 3 bottiglie molotov ma nei reperti solo una bottiglia Moretti viene trovata nelle vicende di questo processo, è comunque soltanto una.. (…) I filmati ci consentono di circoscrivere e decifrare questi passaggi, la premessa d’obbligo (ci siamo confrontati con la questione bottiglia molotov in un processo per terrorismo che fu l’unico caso di uso di molotov in manifestazione no tav) … allora , si vedono numerosi fuochi nel corso delle imagini che cercherò di mostrarvi, il problema è capire a cosa sono dovuti, partiamo alle 00:33:11 si vede un fuoco d’artificio che salta in aria, si vede che la coda del fuoco d’artificio qualcosa cade per terra ed è quel pezzetto che ..prende fuoco qualche sterpaglia e poi il fuoco si amplifica successivamente, 00:33:36 se guardate con attenzione la parte bassa vedete una fiammella sul basso.. è il fuoco d’artificio… il fuoco si propaga, siamo alle 00:33:17 e fino alle 00:34:17 continua ad essere il fuoco acceso, sembra che l’incendio stia diventando di dimensioni notevoli ma è il fumo che amplifica la dimensione del fuoco (vengono mostrate altre immagini su questo passaggio).  (…) Qui la polizia spara lacrimogeni… si vede bagliore del lacrimogeno e immediatametne dopo qualcosa che prende fuoco nella zona in cui il lacrimogeno è caduto per causa effetto mi fa pensare che la causa di quell’incendio, alle 00:32:48 sia il lancio di quel lacrimogeno. Questo filmato è esattamente quello che vi ha fatto vedere SORRENTINO alle 00:33, si tratta dello stesso fuoco innescato in qualche modo da un lancio di lacrimogeno, quindi l’esempio non è calzante perché si giustifica con lancio di lacrimogeno. Il secondo esempio che faceva Sorrentino è solo il lancio di un petardo, resta ultima ipotesi alle 23:35 DVD5, anche qui gli orari combaciano e siamo di novo di fronte agli stessi fuochi, corrisponde al dvd2 ore 00:33:36 e la zona è anche la stessa, sovrapponendo le immagini vi renderete conto che anche queste immagini combaciano, stesso luogo, stesso incendio.  E’ del tutto evidente che dei tre esempi fatti da teste d’accusa uno lo mettiamo da parte riguarda altre vicende, gli altri due è probabile che siano stati innescati o da fuochi d’artificio o da lacrimogeni, è vero che c’è una bottiglia di Moretti infranta che per Sorrentino potrebbe essere una molotov, peccato che quando Sorrentino parla della molotov dice che si tratta del terreno in cui è stato appiccato l’incendio che però è quasi sicuramente quello provocato da lacrimogeno! (…)
Le immagini sono altamente contraddittorie, dopo di che siete dell’idea che quella bottiglia sia stata lanciata anche se non si capisce ? Ma come fate a caricarla sulle spalle dei 399 +1 presenti a quella serata? (…)
Come potevano i presenti sapere che qualcuno aveva in mano una bottiglia molotov? Se ce ne fossero state 100 si poteva dire “non hai visto che stavano preparando gli ordigni”? Ma così non è….
Seconda carica, riguarda la manovra di accertamento fatta dalla polizia (..) che non è chiaro se è stata improvvisata, la tesi del movimento no tav è che sia stata una grande trappola e se si pensa che non è stata lasciata via di fuga… (…)
Confrontiamoci con le testimonianze, un teste dice “la situazione era di totale nebbia causa lacrimogeni” quindi quando vi vengono a dire di aver visto quel manifestante in quel posto calibrate le affermazioni (…). Coppo dice “scendiamo e troviamo i primi manifestanti che ci attaccano con pietre e facciamo una carica” ma gli altri testi raccontano diversamente (…) “molti manifestanti stanno scappando e alcuni lanciano” dice un altro teste. Ruggero: “abbiamo atteso l’arrivo di Coppo per manovra di accerchiamento quindi il reparto non ha avanzato fino ad allora”. Sodale: “volevamo chiuderli in mezzo, abbiamo fatto una manovra per imbottigliarli”. Poi ci sono stati altri momenti di lanci di sassi verso gli operatori in tutt’altra area, sono stati lanci contro operatori che tagliavano la catena ma non interessano la posizione degli assistiti e di altri imputati. (…) Per De Stefanis il PM ci dice che è nelle retrovie, e va ad impattare con gli uomini del dott. Coppo che chiudono dalla parte opposta al ponte Clarea i manifesatnti. Poi ci dice “fa parte di quelli che lanciano le pietre” , che De Stefanis abbia lanciato pietre non risulta… cosa dice il principale teste, Pizzalis? Parla di questo contatto tra manifestanti che stavano tentando di fuggire, dice che hanno percorso 4 o 500 metri poi descrive passaggio successivo, “all’approssimarsi sentiamo dire “gli sbirri ,gli sbirri!” e abbiamo capito che erano manifestanti” (…)  poi descrive una pioggia di lanci successivi al fermo di De Stefanis.. arrivano alle spalle dei manifestanti che scappavano dall’altra parte, ci vengono in bocca, De Stefanis e Massafra entrano nel loro gruppo e che fanno? Nulla, si fermano, a quel punto arrivano dei lanci tant’è che l’agente dichiara di aver tentato di proteggere De Stefanis …. L’altro teste dice “ci sono venuti addosso perché non ci avevano manco visto“. Poi racconta di come sia stato protetto l’arrestato, appunto, De Stefanis. Questo signore fermato indossava la maschera antigas, ma questa non è un espediente per non farsi riconoscere (….) in quella zona sono stati lanciati 100 lacrimogeni… è evidente che  se vado a fare una passeggiata notturna una delle avvertenze di fondo è portarsi una maschera antigas, come la presenza di maalox (che De Stefanis non aveva)… ma il Maalox lo portano tutti i valligiani, tutti i manifestanti, per mera difesa personale come la maschera antigas, lo dico perché c’è una contestazione specifica art. 5 (…)
Ma se restasse come contestazione autonoma si articola su due fronti …. maschera e sottocasco, che però aveva in tasca.. l’art. 5 prevede che ti stai travisando in quel momento, resta solo la maschera antigas che è strumento difensivo (…).

Molina e poi concludo: Molina viene arrestato dal teste Vichi che vi aveva detto che c’era stato un lancio tra i 5 e 10 minuti prima della carica.. un minimo di attendibilità al teste Vichi glielo dobbiamo attribuire visto che parla di 4 o 10 miuti di lanci quando lanci non ce ne sono stati…. poi prende Molina e dice che “era uno delle prime file, si divincolava, siamo caduti tutti e due poi lamentava un dolore alla gamba dovuto a una botta che ha preso”, poi il teste precisa che “Molina gli avrebbe affibiato calci e gomitate nel tentativo di divincolarsi … aveva una maschera antigas”, alla domanda “aveva un bullone d’acciaio?” ha risposto “no, non ne so nulla”.

 

<<“Perché hai preso Molina, l’hai visto fare qualcosa?”… “No, perché era quello più vicino a me!”>>

(…)  Il teste stesso dice che a 5 o 6 metri non si vede nulla, causa fumo lacrimogeni… Perché hai preso Molina, l’hai visto fare qualcosa? “No, perché era quello più vicino a me!” Intanto cominciamo col dire che la maschera antigas non esiste... Per problemi suoi e miei non ho più rintracciato Molina, da qualche mese non ha più avuto contatti con me … quando viene sentito in udienza di convalida non parla di maschera antigas, meglio però che non abbia detto nulla altrimenti rischiava incriminazione per calunnia, ma non c’è reperto in atti, nel verbale di arresto non si dice che aveva la maschera antigas (…)  C’è poi il bullone d’acciaio, perché se avesse avuto in tasca un bullone d’acciaio… ma è stato trovato a casa sua a Trento, a Rovereto, anche a casa mia ne trovate tanti! A casa di Molina c’era un bullone particolarmente grosso ma è evidente che non ha nulla a che fare con questo processo, il PM ha letto rapidamente, ha visto che c’era un bullone e ha pensato di riferirlo a questa manifestazioni. Ma perché si fanno perquisizioni a distanza di giorni …. e perché gli si sequestrano computer a fronte di una condotta tra le montagne della val di susa, a meno che l’ipotesi non fosse quella iniziale, c’era un piano diabolico e coordinato e questi signori erano coordinati, ma l’ipotesi non ha avuto conforto quindi la perquisizione sembra incongrua… Molina si stava sicuramente arrampicando sul muretto a freddo per scappare, viene visto come uno di quelli che stanno nelle prime file. Ma la visibilità è scarsissima “a 5 metri non si vede niente”, è il teste che dice “lo metto a fuoco quando lo vado  a placcare” quindi è una deduzione sua che Molina fosse nelle prime fila… (…) Possiamo dire che stava sui muretti a secco ed è stato uno dei primi ad essere preso dal teste. Questione del divincolarsi… potrebbe integrare quella indicata come tentativo di scrollarsi il pubblico ufficiale che non integra il reato di resistenza (…) . Di questa possibile resistenza non c’è traccia nel capo d’imputazione, “incendiavano copertoni e altro materiale” ma non si sa chi e con quale modalità, come si fa a spalmare su tutti questa condotta, “bloccavano il cancello dell’autostrada” ma gli autori non sono stati identificati, e poi “lanciavano bengala, razzi etc”… di questo risponde Molina e non di resistenza. Il teste però ci dice, ragionando anche sull’attendiibilità del testimone, che Molina lo stava trascinando giù e cadendo per terra si è fatto male alla gamba, ma sembra un exscusatio non petita per contrastare le dichiarazioni di Molina su queste lesioni, che ha detto … “Ho una ferita al sopracciglio sinistro e un livido all’occhio, mi hanno colpito durante l’arresto, poi nel percorso più operatori mi hanno colpito e ho livido sulla schiena etc”… tutto questo per una caduta per terra? Sembra un tentativo estremo da parte del teste di ricondurre queste lesioni alla caduta. il certificato di Molina parla chiaro (lesioni varie)… così come parlano chiaro anche i certificati degli altri imputati… frattura mascellare (!!!)… e farei anche i conti con le dichiarazioni fatte da alcuni testi sulle vicende Camposano e Donato. Si vede un dirigente della polizia sentito come teste in questa sede che ha negato anche il fatto che lo prende a calci. Camposano (Marta, ndr), abbiamo sentito testi che hanno fatto una ricostruzione storica del tutto in contrasto con le  dichiarazioni della testimone..

<<“E’ del tutto illogico che un agente possa decidere di toccarla nelle parti intime” (…) “>> [ motivazione archiviazione denuncia di Marta Camposano, ndr ]

 

E’ stata fermata, manganellata sulla bocca, toccata nelle parti intime, i testi negano, dicono di averla protetta, non si capisce perché la Camposano voglia inventarsi un racconto accusatore nei confronti dei testimoni, la collega ha chiesto accertamenti e la denuncia viene gestita dagli stessi PM presenti lì!  Uno stato di diritto non dovrebbe consentire atteggiamenti di questo tipo, andate a sentire le motivazioni dell’archiviazione, leggeteli… “La Camposano non sarebbe credibile perché non avrebbe subito riferito che era insieme a una ragazza che si chiamava Giovanna e non avrebbe riferito il dubbio che avrebbe potuto essere colpita da sassi dei manifestanti” … ”  (…) “E’ del tutto illogico che un agente possa decidere di toccarla nelle parti intime” (…) “La frase che la Camposano mette in bocca a un dirigente della polizia dopo la manganellata sulla bocca una dirigente avrebbe detto “puttana, con quella bocca li non farai più la puttana” scrive il giudice nel decreto di archiviazione “non si riesce a superare il dubbio ” (…)
Io non sono in grado di dirvi se quella sia stata una trappola preordinaria per chiudere i manifestanti, arrestarne un po’, ma credo che con tutta questa mole di elementi qualche dubbio dovrebbe nascere..
Tutti e 9 dicono di essere stati picchiati.. mentre in Parlamento stanno discutendo una legge sul reato di tortura, trattamenti disumani e degradanti.. guardatevi il filmato di Donato …
Conclusioni: capo a, violenza a Pubblico Ufficiale per destefani e Molina, il PM: dice che tutti rispondono di tutto e al più come concorso morale ma De Stefanis e Molina non sono stati visti lanciare da nessuno, De Stefanis finisce in bocca al gruppo del dott. Coppo, i lanci se ci sono sono successivi al suo arresto, non c’è un condotta materiale da addebitare a  De Stefanis che si trova nelle ultime file…(….) Sta di fatto che viene trovato alla coda di quel corteo ed impatta col gruppo del dott. Coppo.. come può rispondere del reato sub a? Un criterio un po’ leggero quello che tutti rispondono di tutto se non siamo riusciti a stabilire che c’è un piano preordinato e condiviso. Vi abbiamo prodotto due sentenze, del minore Massafra e di Camposano, non la voglio fare lunga.. un passaggio della sentenza tribunale minori “nessun operatore di polizia è stato in grado di circoscrivere la condotta posta in essere dall’imputato” (…) elementi incerti sulla condotta contestata inverosimilmente a tutti i 150 partecipanti… sentenza 28 giugno 2016 tribunale minori, sentenza GUP Torino è in sintonia, non vi sono elementi che consentono di ritenere che la Camposano abbia realizzato alcuno dei reati a lei attribuiti (…)  concludere con la totale assoluzione..
De Stefanis e Molina sono nella esatta posizione di Massafra e Camposano, nessuna condotta significativa (..) se non quelle di protezione personale e non offensive nei confronti delle forze dell’ordine .
Sul concorso di persona … da tempo la Cassazione ha confermato la validità del paradigma causale, deve esserci un contributo materiale concreto, non basta una valutazione ex ante di idoneità (…)  Erano due delle 350-400 persone convenute alla manifestazione, questa natura probatoria non ci consente di cogliere le interpretazioni fatte dalla pubblica accusa, siccome eri lì ne rispondi, allora anche i testi portati a dibattimento avrebbero dovuto risponderne! Quindi per capo a assoluzone. Capo b le lesioni… Salvi cortazzi e Giglio si procurano lesioni nella seconda carica dopo l’arresto di De Stefanis, è evidente che quindi non ne può rispondere.. le lesioni questi signori se le procurano quando tutti gli imputati sono stati arrestati, non può esserci una responsabilità postuma. Sartorio dice di aver sopportato delle lesioni nella fase che ha portato al ermo di Rossi, nelle prime fasi della vicenda, prima carica o seconda carica. Dov’erano De Stefanis e Molina? Non lo sappiamo, come fanno a rispondere di questo reato? Non possiamo trasferire l’elemento psicologico riferito al dolo su quello di lesioni, dobbiamo dimostrare un contributo effettivo al reato di lesioni. Berta dice di essere stato scalciato dietro prima della carica ma non sappiamo chi sia il soggetto che scalcia (….) Sgueglia riceve una pietra in tutt’altra zona (…)

La richiesta è di assoluzione con le formule che vi ho detto. Ultimissima osservazione per art.5 ed eventuale resistenza (non contestata ) per Molino, richiesta attenuanti generiche e 62 n.1 ,  Quindi assoluzione generalizzata anche per il fatto c perché il fatto è giustificato da un motivo preciso, difesa dai lacrimogeni (..)

La discussione prosegue ma non ho potuto seguire tutta l’udienza. La sentenza è prevista per il 3 febbraio, a breve comunicheremo orario preciso e numero dell’aula.

Simonetta – TGMaddalena.it

AGGIORNAMENTO 3 febbraio 2016

Sentenza: Cinque compagni sono stati assolti per non aver commesso il fatto, due (Botta e Donato) sono stati condannati per resistenza a 8 mesi ciascuno.

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

This article has 7 comments

  1. Gli eventi di quella notte furono anche oggetto di un dibattito parlamentare, qui un piccolo frammento…
    ESPOSITO Stefano (PD). Signor Presidente, sono state dette delle bestialità ed io credo che vi sia anche un problema di tutela delle nostre forze dell’ordine.

    PRESIDENTE. La prego, lei ha tutte le ragioni di intervenire, però ha un minuto per concludere.

    ESPOSITO Stefano (PD). Viene fermata come gli altri sette e viene portata al cantiere. Perché non ha immediatamente denunciato davanti ai magistrati di essere stata molestata? Perché non lo ha fatto? Per quale ragione ha atteso ventiquattrore e ha tenuto una conferenza stampa che è pubblica ed è su «Youtube», nella quale definisce la Polizia italiana «dei delinquenti»?

    Io ritengo che abbia usato il suo corpo per inventarsi una storia, perché non sapeva come giustificare la sua presenza al cantiere contro la Polizia. (Proteste ed applausi ironici dal Gruppo M5S).

    PRESIDENTE. Senatore Esposito, ha dieci secondi per concludere il suo intervento.

    ESPOSITO Stefano (PD). Quindi, ribadisco quello che ho detto e mi aspetto che venga fatta formale denuncia dalla signora pisana, così la magistratura potrà verificare se quanto ha detto è una calunnia oppure no. Aspetto la denuncia formale, non la conferenza stampa. Quereli quei poliziotti che lei dice che l’hanno molestata, così ci sarà una regolare indagine, invece di raccontare delle storie per farsi compatire. (Applausi dal Gruppo PdL).

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00707718&part=doc_dc-ressten_rs-gentit_srdnctivds&parse=si

  2. Luigi Segato

    Ne sito “ufficiale” NO-TAV non c’e’ neanche uno straccio di riferimento alla cronaca del processo riportata in questo sito.

    Anche i vostri amici vi schifano.

    Luigi

  3. Sig. Luigi lei ha un idea curiosa degli “amici”, probabilmente per esperienza diretta. Riguardo il suo intervento, in cui l’astio traspare da quel “anche”, difetta nell’individuare correttamente i termini della questione.
    Le vittime della censura sono coloro che vengono ignorati e che ne escono lesi, ovvero in primis gli imputati a questo processo ma a seguire la solidarietà ed il diritto nel senso più ampio del termine.
    Partendo da quest’ultimo, se ha letto l’articolo avrà notato, spero, il corto circuito denunciato dall’avvocato Novaro cit. “…la presenza dei due pubblici ministeri in quella vicenda è del tutto atipica, noi avevamo chiesto che i pubblici ministeri si astenessero, abbiamo fatto una lista testi nella quale indicavamo i due PM come possibili testimoni per rivelare questa anomalia, perché i due PM presenti in campo non possono istruire procedimento contro i manifestanti perché non hanno quel grado di autonomia e parzialità che deriva dal fatto che hanno vissuto quelle vicende gomito a gomito con gli ufficiali … come fanno ad essere loro che istruiscono i processi contro i manifestanti e le querele presentate dai manifestanti?” e che pone questo processo sotto una luce un po’ inquietante, non trova? Non mi sento paladino della magistratura in quanto terzo ramo indipendente del potere dello Stato, tuttaltro, ma percepire in filigrana che la presenza dei due PM nel cantiere non era per nulla casuale e che, anzi, era organica all’istituzione di un successivo processo lo trovo inquietante. Apparentemente non siamo al livello del sacchetto di bombe molotov gentilmente recapitato dalle FF.OO. a sè stesse durante la perquisizione alla Diaz di Genova ( rif. http://genova.repubblica.it/dettaglio/g8-ecco-lagente-che-porto-le-molotov-oggi-la-sentenza-sul-massacro-della-diaz/1544310 ). Apparentemente, perchè se dovessimo mai avere il concreto dubbio che qualche magistrato si fabbrica prove e imputati anche il più stolto dovrebbe sentirsi “tremare i polsi”.

    Riguardo la solidarietà. Nonostante l’apparenza non è un sentimento automatico, espresso a priori in relazione ad una fattuale o presunta appartenenza o empatia. Spesso viene dosata in relazione a convenienze politiche, economiche o di “parrocchia”. Realistica pur se triste constatazione. Però se ribaltiamo la percezione, ovvero guardiamo con gli occhi di chi la riceve la solidarietà, possiamo trovare che, in relazione a chi la esprime, il senso di schifo sorga a chi ne può essere oggetto. Un vecchio motto diceva “dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io”. Il fatto che sia vetusto non gli toglie attualità.
    Qui entrano gli imputati. Non parlo certo per conto loro ma è sicuramente frustrante scoprire che ti sei messo in gioco a caro prezzo, basta guardare le richieste di condanna, per poi goderti le spalle di chi credevi al tuo fianco. Capita, fin troppo spesso nella vita, ma qui non è una bega da cortile o da ufficio. Ci sono gioco scelte di vita e le modalità nella gestione del diritto, nei termini dell’ingerenza dello Stato nel diritto e nella vita dei suoi cittadini e dell’amministrazione di quello penale. Se le prime sono appannaggio del singolo, le seconde colpiscono tutti e tutte. Anche lei sig. Luigi.

    Quindi il suo intervento lo interpreto come un encomio, temo involontario più che espresso malamente, ed un incoraggiamento alla redazione di TG Maddalena. Perchè mi conferma che non c’è bisogno di un sito “ufficiale” e, aggiungo io, istituzionale per raccontare la realtà e per dare i mezzi di comprendere la verità.

  4. Chi parla di siti ufficiali si sta già squalificando da solo , per quanto ne so questo è l’unico sito che ha sempre documentato con puntualità , precisione e passione le vicende repressive e molte iniziative di lotta in ambito ecologista, sociale e internazionale e non solo contro il tav valsusino , se altri siti censurano lo fanno per paura di essere coinvolti, o perché la campagna pro disobbedienza si può fare e piace alle urne ma qui c’è “violenza ” e quella non fa vendere! Spero che tgmaddalena resista, abbiamo un incredibile bisogno di questo mix di libertà , costanza e senso critico ! Grazie alla redazione di tgmaddalena e solidarietà ai compagni !

  5. non è facile entrare nel merito del suo commento, sig. Luigi. Quindi non è facile capire chi schifi chi. Per iniziare: cosa intende per sito ufficiale? Quello governativo, quello dei costruttori? Oppure un sito ufficiale notav? Quello della sindaca di Torino? Di qualche partito?
    Se lei intende notav.info, probabilmente il più frequentato, troverà un commento relativo alle richieste di pena per i fatti relativi alla passeggiata notturna del 19 luglio 2013.
    Iniziativa pubblicizzata ed ampliamente relazionata ai tempi.
    Non troverà un resoconto dell’udienza, come non lo troverà per quasi tutte le altre udienze e non solo di questo processo.
    Ma l’udienza c’è stata, le richieste di condanna anche e quella pubblicata da TGMaddalena non è altro che la trascrizione. Ciò nell’ambito di un meritorio lavoro che dura da anni e che non ha tralasciato nessun processo ai NO TAV, alla ‘ndrangheta in piemonte, e tanti altri, come si conviene ad un presidio giornalistico indipendente che, nel presentarsi, afferma di voler affermare un metodo che riesca a contrastare gli interessi prevalenti, le prepotenze, le ingiustizie, gli sprechi, i danni ai territori.
    Lei, nella sua volgare manifestazione di piaggeria, utilizza paragoni fra pagine web che, per un qualche motivo noto solo a lei, dovrebbero essere fotocopie una dell’altra pena l’accusa di falsità se una pagina è l’unica a riportare una notizia, un’analisi, un commento.
    Per avere fotocopie può acquistare ogni giorno i quotidiani nelle edicole. Per non legger ciò che la disturba eviti di navigare in acque indipendenti.

    Quello che, fortunatamente, preoccupa i più è che, troppo spesso ormai si leggano solo resoconti di udienze od accenni ad udienze avvenute, mentre gli appelli alla presenza fuori e dentro le aule dei tribunali (ed annesse altre iniziative) siano, questi sì, di una rarità imbarazzante.

    Ma la solidarietà continua ad essere un arma, assieme alla memoria. Alla faccia di ogni servilismo, lusinga, accusa e viltà.

  6. Purtroppo drammaticamente ha ragione il sig Luigi a proposito del sito “ufficiale”, o meglio il SIG notav che sono quei notav istituzionali legati a certi personaggi noti della lotta notav han fatto si che quel sito di PROPAGANDA diventasse il sito apparentemente ISTITUZIONALE. La comunicazione del sig Notav è un problema serio, non interessa più l’informazione, ma si ricerca il CONSENSO. triste orrendo ma purtroppo vero. Si Tg Maddalena è uno dei pochi posti dove le notizie sono date in quanto tali e non per creare CONSENSO e funzionali ai capetti vari e peggio ancora ai POLITICANTI che fanno a gara a mettere cappelli, mi riferisco ai vari Dosio, Plano, Scibona, Frediani…che sono una vergogna