Torrazza15febbraio2017

Non è la legalità, è la cosa giusta. E’ quella scelta che fa la differenza, è quella, la cosa giusta, che ci spinge a batterci perché consapevoli che quell’idea del bene e del male che ci siamo fatti non corrisponde a come queste vengono rappresentate. Da una parte, come dall’altra, restiamo prigionieri di linguaggi, codici, etichette, segmenti, lenti che ingrandiscono o rimpiccioliscono, veri e propri dissimulatori della realtà.  La realtà appare sempre più complessa, tanto da richiedere intermediari per accedere ad atti pubblici e traduttori per poterne comprendere il senso. Ma orientarsi nei labirinti del problema può essere difficile, estenuante, talvolta frustrante. Al punto da spingerci alla rinuncia per quel senso d’impotenza che ci assale, quella sensazione che il problema sia più grande di noi, troppo per le nostre forze.
 Ed è così che spesso ci ritroviamo in un ruolo di meri spettatori di questo o quel “teatro” che si apre e si chiude senza l’uso del sipario. Un teatro quotidiano, dove attori professionisti recitano ruoli.

Assistiamo al mutare apparente dei ruoli chiave nelle nostre istituzioni senza che nulla, nella realtà, venga modificato. Mentre i nostri territori vengono sempre più saccheggiati, devastati, sacrificati a logiche di profitto e potere, mentre la seconda cintura di Torino sembra sempre più essere destinata ad accogliere i tossici avanzi di industrie di ogni settore facendo gola a quella ‘ndrangheta che è radicata da decenni nei nostri territori e non sembra subire i colpi della crisi. Lo spettacolo della cultura della legalità sembra soddisfare i nostri bisogni di giustizia, cure palliative, apparenze, ma non si va alla radice del problema. 
Ogni territorio ha la sua storia, le sue peculiarità, i suoi teatri.

Nel 2011 l’operazione Minotauro evidenziò il livello di penetrazione della malavita organizzata nelle istituzioni, anche nel territorio chivassese, i suoi rapporti molto stretti con una certa politica che, tuttavia, è stata coinvolta solo parzialmente dall’inchiesta. Poi altre operazioni, altri arresti, altri processi, ultimo in ordine di tempo quello noto come “San Michele”, processo alla ‘ndrina di San Mauro Marchesato, con al centro una cava nel comune di Sant’Ambrogio, un comune valsusino con sindaco eletto nella lista No Tav. L’attenzione e la cura per l’ambiente dovrebbero essere la priorità di tutti, perché da questo dipende il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno, ma anche nell’ambientalismo si sono innescati meccanismi di delega che vedono sempre i soliti noti attivarsi su questo o quel problema, senza mai giungere ad una opposizione capace di incidere realmente.
Mafia, politica e imprenditoria sono strettamente interconnesse, agiscono sempre più apertamente e non fanno preferenze o esclusioni, perché “la politica è una cosa, ma gli affari sono affari”.

Il contesto politico di Torrazza Piemonte

L’economia di Torrazza Piemonte si è basata per decenni sulle fornaci, con ben 7 stabilimenti di laterizi, mattoni e tegole. Un’attività che ha avuto il suo culmine negli anni sessanta in pieno boom economico, e che ha poi lasciato una pesante eredità al territorio: buchi, cave, discariche.
Nel 1978 la Regione Piemonte commissionò al Politecnico uno studio a firma Valentino Castellani, e il 22 novembre dello stesso anno fu promulgata la legge regionale n.69, “coltivazione di cave e torbiere”, l’autorità delegata alle autorizzazioni era il singolo Comune.

In quel periodo a Torrazza c’era stato per anni lo stesso sindaco democristiano, Cav. Nigra, fino al 1976 quando subentrò Bruno Cena che ha poi passato il testimone alla nipote, l’avv. Simonetta Gronchi, fino alle ultime elezioni vinte da Massimo Rozzino [ al quale si deve l’intitolazione di una piazza ai martiri delle foibe ]  .

E’ durante il mandato della Gronchi che entrano nell’amministrazione molti ex democristiani, mentre l’ex sindaco rimane nella giunta. Le istituzioni a Torrazza sono state di fatto in mano a tre persone. Tra i loro sostenitori spiccano figure  ambigue, amici e familiari di alcuni degli amministratori pubblici che si sono avvicendati a Torrazza negli ultimi anni, imprenditori che sul territorio sanno fare ottimi affari.  La copertura sui media locali è assicurata Liborio Lamatina, direttore del giornale “La Voce del Canavese”, molto vicino ad Assaloni, con il quale milita nel MSI. Siamo nei primi anni del 2000, intorno alle cave si muovono grandi interessi e sempre in questa fase  Assaloni è nella commissione edilizia del comune di Chivasso. Di recente Assaloni si è dimesso dall’incarico di vice sindaco di Torrazza.

I titolari delle cave Nigra, Monaco, Artino e Pautasso, sono tutti proprietari delle fornaci e merita una menzione speciale anche un certo Paviotti, proprietario di una concessionaria di automobili poi fallita, che inizia ad acquistare terreni che vengono poi utilizzati come discariche.

Buchi, cave, discariche e molto movimento terra.

Esponenti della ‘ndrangheta anche a Torrazza: il caso Trunfio.

Dagli anni Novanta a Torrazza emergono in politica personaggi d’origine calabrese, come i Trunfio.
Bruno Trunfio (figlio di Pasquale, capocosca di Chivasso) , perse le elezioni a Torrazza, entra nelle amministrazioni di Cavagnolo e poi diventa vice segretario dell’UDC di Chivasso (quell’UDC che nel torinese era guidato dal vicepresidente del CSM Michele Vietti, nome che compare anche nelle carte dell’inchiesta San Michele), appoggiando l’elezione dell’avvocato De Mori come esponente della “società civile” a capo della coalizione del centro sinistra. De Mori però non regge le pressioni psicologiche fino al punto di ammalarsi ed abbandonare l’incarico. In quella stessa lista c’era un’altra figura importante, l’ispettore della forestale Gianluca Vitale che diventò assessore all’ambiente. Dopo Minotauro arrivò il commissariamento del Comune di Chivasso e per le nuove elezioni gli stessi che prima erano alleati dell’UDC di Trunfio si ricandidano capitanati da Libero Ciuffreda ma Vitale abbandona ruoli di responsabilità per andare a lavorare fianco a fianco con il procuratore Caselli.

La vicenda Trunfio è parte delle inchieste Minotauro e Colpo di Coda, sono evidenti le manovre messe in atto dal sodalizio per fare eleggere i propri uomini e condizionare il risultato alle urne. “La ‘ndrangheta ha determinato l’esito complessivo delle elezioni di Chivasso nel 2011”, scrivevano i magistrati, “consentendo l’elezione di un sindaco che assicurasse al sodalizio criminale non solo appalti e commesse pubbliche, ma anche di entrare fisicamente nella giunta e di ampliare il proprio giro d’affari e di influenzare nelle attività economiche”. 
Nella sentenza del 2014 un chiaro monito a cittadini e istituzioni: “Sorprende come i politici, lungi dallo scegliere i propri candidati in ragione delle comuni idee politiche, li individuino sulla base dei voti che sarebbero riusciti a portare e, soprattutto, accettando il rischio di mettere tra le proprie file persone che non solo di politica non ne sanno nulla, per loro stessa ammissione, ma che non hanno alcuna dimestichezza con la carica che vanno ad assumere.”

L’asse Torrazza-Chivasso-Montanaro

All’asse Torrazza-Chivasso bisogna aggiungere un altro comune, quello di Montanaro, dal quale escono figure di spicco come Luigi Massa. Nipote di comunisti, negli anni settanta/ottanta diventa prima sindaco di Montanaro poi presidente dell’ASL di Chivasso. Massa occupa il ruolo di City Manager per la giunta Iervolino a Napoli, restando molto attivo anche tra le imprese del territorio valsusino (nel 1999-2000  Consorzio Daedalus fu presidente del CdA e fondatore del consorzio che raggruppava imprese ed enti locali), ed è proprio in questo ruolo che lo ritroviamo anche nelle carte del processo San Michele, perché è Luigi Massa che presiede il Consorzio Valsusa, raggruppamento di imprese locali sponsorizzato dal senatore del PD Stefano Esposito nel quale si muovono alcune figure coinvolte nell’inchiesta San Michele. 
Ad interessare di più la compagine criminale era proprio il movimento terra, ed alcuni passaggi dell’inchiesta svelano il sistema con il quale materiali di scarto, veri e propri rifiuti, vengono evidentemente triturati per ottenere composti scadenti e quindi meno costosi, per essere usati come materia prima in cantieri stradali o di grandi e piccole opere commissionate da enti pubblici o società partecipate. Nessun problema per eventuali verifiche, nelle zone dove è previsto carotaggio viene inserito materiale migliore. Perché spesso il controllore è anche il controllato ed il gioco è più facile.

Smarino e rischio amianto. <<Tanto la malattia arriva fra trent’anni…>>

Stando alla ricostruzione della magistratura il sodalizio criminale puntava in alto, mirava al movimento terra di grandi opere come il TAV Torino Lione, a quello smarino che pare essere destinato alle discariche vicine a Torrazza, come la CoGeFa, il cui amministratore delegato viene avvicinato da uno degli imputati, Toro Giovanni (condannato in primo grado a 7 anni per concorso esterno), che gestisce fittiziamente, tramite la sorella Nadia, la cava di Sant’Ambrogio, al centro dell’inchiesta San Michele. Odetto Fabrizio, amministratore della CoGeFa, rientra in una vicenda a parte nella quale Toro patteggia per spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina, quel filo bianco che pare unire, oltre alla spartizione di profitti, mafia e imprenditoria locale. All’udienza del 20 luglio 2016 del processo San michele è il maresciallo Randazzo a spiegare quale sia il ruolo di CoGeFa nella vicenda: “Cogefa fa capo ad Itinera che fa parte delle società indicate per l’assegnazione dei lavori per la costruzione della grande opera dalla LTF.” (…) Spiega poi il ruolo di Odetto: “Era l’amministratore delegato della CoGeFa, genero di Fantini e amministratore delegato della Tra.Ma e consorzio Edilmaco, la famiglia Fantini, legata alla famiglia Gavio, società che gestisce il traforo del Frejus.” Quando la Italcoge viene estromessa dall’affare Toro vede in Odetto Fabrizio il gancio per “far leva su altre cose”. 
In ballo c’erano 300 mila metri cubi di smarino. E forse molto di più.

In quello smarino può esserci amianto, così come negli scavi del Terzo Valico, altra opera al centro di un’operazione giudiziaria con l’ormai famosa frase pronunciata da uno dei superdirigenti poi finiti agli arresti per gli appalti pilotati che, di fronte all’allarme di un sottoposto per la presenza di fibre di amianto nei cantieri, rispondeva << Tanto la malattia arriva fra trent’anni…>>.

<<La mafia uccide, il silenzio pure.>> Peppino Impastato

ChivassoNdranghetaBachecaMentre erano in corso le indagini per il processo San Michele, nell’estate del 2012 organizzammo un presidio a Chivasso “No Tav – No Smarino“, predisponendo su opportune bacheche materiale informativo sull’impatto dei progetti e del movimento terra nelle aree di Torrazza, Montanaro, Verolengo, e divulgando le informazioni sulle vicende svelate da Minotauro, scoprendo che ben pochi ne erano a conoscenza e molti si dicevano addirittura meravigliati di scoprire che ci fosse un tale radicamento della ‘ndrangheta nel loro territorio.
La realtà, dicevamo, appare volutamente sempre più complessa, così da spingerci ad affidarci a “traduttori” per capirne il senso, o a figure che diventano quasi garanti, della legalità o della difesa di istanze ambientaliste, come i comitati che per mesi si sono impegnati nell’opposizione a quella centrale biomasse proprio di fronte all’ingresso delle cave della CoGeFa.

Per assicurare la legalità a Chivasso è stata istituita la Consulta  e, subito dopo Minotauro, è stata inaugurata l’Università della Legalità mentre per proteggere l’ambiente diversi comitati operano insieme a sigle note come ProNatura e Legambiente senza però incidere realmente sulle scelte delle amministrazioni, e senza modificare quello che sembra essere il destino dell’area del chivassese: buchi, cave, discariche, molto movimento terra e tanto, troppo silenzio [ ne abbiamo parlato qui ] .

Per questo vogliamo aprire un dibattito serio a Torrazza, il 15 febbraio,  per affrontare il tema al di là di una certa retorica istituzionale, per confrontarci con persone che da anni sono in prima linea per contrastare le infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle istituzioni e nel tessuto imprenditoriale locale, come Christian Abbondanza che con il lavoro che svolge nella Onlus Casa della Legalità e della Cultura ha contribuito ad indagini importanti in tutto il nord Italia.

christian-abbondanzaPer individuare percorsi e strumenti che ci permettano di attivarci, ciascuno con i  mezzi dei quali dispone, a difesa del territorio, della salute e di quell’etica che , al di là dei giudizi della magistratura, deve tornare a regolare il nostro ambito collettivo, sociale, politico. La cosa giusta, al di là di una certa retorica della legalità.

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

 

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This article has 31 comments

  1. Renato Ramello
    OSSERVAZIONI AL DOCUMENTO ZANDIRI di Piero Meaglia collaboratore de La Voce del Canavese e socio di Pro Natura Torino

    Il documento si concentra sulla mafia. Sicuramente quando ci si occupa di grandi opere ci si deve occupare della mafia, ma forse ci si deve occupare anche:
    1. della politica che le sostiene;
    2. Del capitalismo, ovvero delle grandi aziende capitalistiche, spa o cooperative, pubbliche o private, che le realizzano. E qui si notano le lacune.

    1. Manca qualsiasi accenno al PD torrazzese. Giustamente si può criticare l’attuale sindaco Massimo Rozzino, che proviene dal centrodestra: quando era in minoranza presentò documentate osservazioni contro lo smarino, facendosi aiutare dai tecnici della CMBVS e da suoi tecnici di fiducia. Ora, da sindaco, non fa parola del pericolo smarino. Ne ho scritto nuovamente su La Voce in gennaio con due articoli. Ne scrivo dal 2013. Ma perché non parlare del PD, partito che sostiene fortemente la grande opera TAV? Nel 2014 contro la candidatura di Rozzino presentò la propria candidatura a sindaco il dottor Castenetto. Cognato di Simone Capula. Castenetto è un alto dirigente della sanità locale: è il primario dei tre pronto soccorso di Chivasso, Ciriè e Ivrea. Si presentò a capo di una lista “civica”, ma in una intervista a un giornale locale ammise di avere prima consultato Gianna Pentenero del PD, assessore della giunta Chiamparino e notabile PD del Chivassese. Mi sembra curioso che nel documento Zandiri non si parli di ciò. Nemmeno nella campagna elettorale del 2014 mi risulta che il “cittadino torrazzese” Capula abbia detto alcunché sul cognato e sul PD. Eppure il dottor Castenetto non si è particolarmente distinto nella lotta allo smarino.

    2. Nell’analisi di Zandiri manca il capitalismo. C’è la mafia , ma non il capitalismo. Pensiamo forse che le grandi opere le promuovano la mafia? Le grandi opere sono promosse dalle grandi aziende capitalistiche, dallo Stato, dalle cooperative “rosse”, e dalla politica al loro servizio. Poi la mafia ovviamente spesso si prende la sua parte di torta.

    3. Il Terzo Valico e la nostra zona: Rondissone, Torrazza, Chivasso, Verolengo. A) in uno stralcio del progetto Terzo Valico , del quale ho copia, tra le cave destinate a ricevere lo smarino del Terzo Valico compariva Rondissone. Poi , se le mie notizie sono giuste, Rondissone non l’ho più trovato. Però Rondissone è pieno di cave, che rischiano di venire trasformate in discariche. Sono quasi tutte della ILC, ma che di Cogefa. Sono al confine con Chivasso e Verolengo. Se ne parla pochissimo. Le Voce ne ha scritto parecchio, poi sono arrivate allusioni al rischio querela; B) l’amianto dal terzo Valico è già arrivato, nell’agosto 2015, dal cantiere allora sequestrato di Cravasco. Vedi piano di lavoro della società HTR (ne ho copia). E’ arrivato nella discarica di Torrazza, del gruppo Ambienthesis. La discarica è autorizzata a stoccare materiale contenente amianto, quindo potrebbe arrivarne altro. La discarica ha subito nell’aprile 2015 dalla Provincia una diffida per cattiva e irregolare gestione dell’amianto. I verbali di ARPA, sui quali la diffida si basa, delineano un quadro spaventoso: amianto dappertutto all’aria aperta in due giornate ventose; c) Alla fine del 2014, nella conferenza dei servizi che ha autorizzato un nuovo ampiamento della discarica La Torrazza, l’allora assessore ambiente del Comune di Torrazza Annamaria Memmo chiede ai tecnici della Provincia: “sarò l’ultimo ampliamento?” (ho copia del verbale). Soldi risponde: “Probabile. Però tenete conto che Torrazza è piena di cave dismesse, le tante ex cave di argilla che servivano le fornaci, e potrebbero venire fatte richieste di riempirle di rifiuti, e noi come Provincia saremmo tenuto ad esaminare questa domande. In giornata vi mando la documentazione.

    4. Veniamo alla frase: “La copertura sui media locali è assicurata da Liborio Lamatina, direttore del giornale “La Voce del Canavese”, molto vicino ad Assaloni, con il quale milita nel MSI”. Ora questa è pura diffamazione. Dove sono le prove di questa “copertura”? E “copertura” di che cosa? La Voce, basta sfogliarla, ha sempre dato conto della presenza della mafia nel territorio, ha sempre dato conto delle indagini giudiziarie, dal 2012 pubblica regolarmente articoli sulle questioni ambientali chivassesi: smarino, dicariche, cave, centrale a biomassa. In gran parte questi articoli sono miei. Dov’erano gli organizzatori della serata del 15 febbraio a Torrazza?
    5. Da almeno quindici anni gli ambientalisti di Montanaro , Chivasso e Torrazza lavorano sulle questioni ambientali locali. Dov’erano gli organizzatori della serata del 15 febbraio? Si ricorda di loro un’assemblea a Torrazza del 2013. Quattro anni fa. Per il resto si sono distinti in una “coraggiosa” e nobile azione di discredito verso gli ambientalisti locali condotta alla tastiera.
    6. Il documento Zandiri trae informazioni delle indagini e dalle sentenze della magistratura. Cita passi delle sentenze che riguardano la politica locale. Questo è curioso. Zandiri e Capula generalmente criticano la magistratura riguardo alla sua azione repressiva in Valsusa. Invece quello che fa la magistratura nel Chivassese è da prendere come oro colato. Ma non è la stessa magistratura che per la gran parte è alleata col potere? Non è una parte della sovrastruttura giuridica al servizio della struttura economica?

    7. Ci sono poi degli errori. Paviotti non ha acquistato terreni che vengono poi utilizzati come discariche. Non mi risulta. Invece ha comprato il terreno sul quale sorge la centrale a biomasse. Aveva anche comprato terreni delle ex fornaci, dove si trovavano tettoie di cemento amianto cadenti e erose. Il Comune non interveniva: allora nessuno toccava Paviotti. Finché il sottoscritto come socio di Pro Natura e Domenico Cena come Legambiente hanno segnalato, risegnalato e risegnalato a Comune e ARPA quelle tettoie. E alla fine il Comune ha emesso un’ordinanza di rimozione e le tettoie sono sparite . Ovviamente ho la documentazione. Mi risulta che in quella circostanza il “cittadino torrazzese” non abbia detto una sola parola contro il potente Paviotti.

    8. La signora Zandiri cita carte della magistratura dalla quale emerge l’appoggio dato nel 2011 dall’UDC di Trunfio all’elezione del sindaco PD De Mori. Bene, La Voce ha chiesto ripetutamente le dimissioni degli assessori e dei consiglieri che erano con De Mori e ora sono con il sindaco PD Ciuffreda. Non mi risulta un’azione in tal senso da parte degli organizzatori della serata del 15 febbraio.

    9. Il documento cita l’ex sindaco di Montanaro Luigi Massa. I Massa sono una dinastia. A Luigi successe come sindaco il fratello Riccardino. Quello che voleva le ceneri del Gerbido nelle cave di Montanaro. Non capisco perché gli organizzatori della serata del 15 febbraio non ricordino la dura lotta degli ambientalisti montanaresi ( prima il Comitato di difesa ambientale e poi Restiamo Sani di Silvano Raise e Eugenio Borra) contro la dinastia Massa e per la difesa del territorio montanarese.

    10. Restiamo Sani di Montanaro si è successivamente unito agli ambientalisti chivassesi nella lotta contro l’ampliamento della discarica di Chivasso. Una battaglia giunta al quarto anno. E che ha almeno ottenuto di prolungare i tempi di approvazione del progetto. Nulla di questa battaglia viene detto dalla signora Zandiri. Una omissione che serve a Zandiri per sostenere che nel nostro territorio niente si muove e non c’è opposizione ai carichi ambientali. O se c’è sarebbe stata fatta debolmente da Pro Natura e Legambiente. Vero, qui le due associazioni contano poco. Contano invece molto Restiamo Sani e Associazione Terrasana, che guidano la battaglia contro la discarica: ma invano si cercherebbe il nome dei due gruppi nel documento Zandiri. Aggiungo una nota personale. La Voce scrive contro l’ampliamento della discarica dal 2014. Tutte le settimane, tutte le sante settimane. Nulla di ciò compare nel documento Zandiri.

    11. Gianluca Vitale andò a lavorare con Caselli. Ma per fare cosa? Questo è interessante. Vitale fu incaricato, come ufficiale di polizia giudiaria, dal pm Padalino, proprio lui, di indagare su Aldo Corgiat e di procedere alla perquisizione per presunta turbativa d’asta nella vendita del 49% di SETA. Poi comprata da SMC (discariche di Chivasso). Era in corso uno scontro tra l’amministrazione pd chivassese di Ciuffreda e quella altrettanto PD settimese di Corgiat. Vitale era stato l’animatore di una lista a sostegno di Ciuffreda. Sembrò a tutti inopportuno incaricare Vitale di indagare su Settimo. La Voce lo scrisse. Cosa c’era sotto? Quello è un bel tema da indagare.

    piero meaglia
    collaboratore de La Voce del Canavese e socio di Pro Natura Torino

    https://m.facebook.com/notes/renato-ramello/osservazioni-al-documento-zandiri-di-piero-meaglia-collaboratore-de-la-voce-del-/1452947558072807?__mref=message_bubble

  2. Lo scritto che ho riportato sopra è stato pubblicato sulla bacheca di un noto esponente del comitato NoTav Torino e cintura a sarà dura.
    C’è qualcosa che mi sfugge, a dire il vero MOLTE cose, sul perché su una questione tanto delicata e sostanzialmente rischiosa come questa, quelli che dovrebbero sostenere gli organizzatori della serata nei loro intenti, si prodighino invece così tanto a screditarli.
    Che interessi devono difendere?
    Avranno il coraggio di presenziare alla serata, o il loro compito si ferma ai comunicati?

    Sento un qualcosa di molto pesante, dentro. La corruzione non è patria solamente della politica istituzionale, evidentemente tutti siamo comprabili per piccoli privilegi.

  3. Anzitutto non capisco per quale motivo non sia l’autore del testo, tal Piero Meaglia, a commentare direttamente su questo blog visto che ne ha la possibilità ( e ringrazio Cinzia per averlo postato). Detto questo, gli risponderei più o meno così: Egr. Sig. Meaglia il suo scritto, immagino suo malgrado, ben rappresenta quel sottofondo mascherante, altrimenti detto “rumore di fondo”, che spesso si è ampliato fino agli allegorici “bastoni tra le ruote” e che ha ostacolato un lavoro di approfondimenti e verifiche che si protrae da molti, molti anni e che ha trovato nel processo San Michele più riscontri. La serata di Torrazza è il primo frutto di questo lungo e faticoso lavoro. Lavoro che sicuramente tocca delle criticità in diversi ambiti, non solo politici. Temo anche parecchi nervi scoperti.

    Detto questo chiedo venia se non m’immergo nel rispondere punto a punto ma, solitamente, prediligo guardare la Luna non il dito. A mercoledì.

  4. piero meaglia

    Allora, ricominciamo. continuo a chiedervi, senza ottenere risposta, perché a Torrazza nel 2014 non avete ostacolato duramente il canditato a sindaco del PD, o della lista civica di area PD, il partito sostenitore della TAV e per conseguenza dello smarino a Torrazza. Mentre criticavate già allora l’altro candidato, Massimo Rozzino, che almeno qualcosa contro lo smarino aveva (aveva) detto. E non avete sostenuto l’unico vero candidato no tav oltre che no smarino, che è Davide Bugli . Tutto normale? C’è qualcosa di incomprensibile nel vostro comportamento.

  5. piero meaglia

    E, per carità, non datemi la risposta più scontata. Il candidato sindaco di area PD è il cognato di uno degli organizzatori della serata del 15 a Torrazza, quello che si qualifica “cittadino torrazzese”. Certo salvare la pace in famiglia è importante. “Tengo famiglia”: questo può spiegare ‘n parte il vostro silenzio sul PD torrazzese. Ma sarebbe una risposta parziale. Gente determinata e coraggiosa come voi non si sarebbe fatta condizionare da un banale riguardo per un familiare. Deve esserci una ragione più, profonda, che forse non volete dire

  6. Signor Meaglia la ragione profonda per la quale non gioco alle urne è che non ho il minimo interesse nella delega. Le può bastare?

  7. Un’altra cosetta, signor Meaglia, che forse lei dimentica è che non esiste IL partito sostenitore del TAV. Governi di ogni colore si sono alternati in questi anni e tutti, sistematicamente, hanno confermato la necessità dell’opera. Tutti.

  8. piero meaglia

    Cara Zandiri, prendo atto che lei continua a non rispondere. Perché? Non mi venga a raccontare che non le interessano le elezioni. A Torrazza le elezioni erano importanti per la questione TAV. Semplicemente lei svicola, voi svicolate, voi non rispondere. Perché?

  9. A me risulta che il sig. Cittadino Torrazzese non abbia in alcun modo sponsorizzato l’elezione a sindaco di suo cognato… non e’ mica colpa sua se ha un cognato PD!

  10. piero meaglia

    Ah ecco, mancava la dirigente di Rifondazione comunista, che è stata ed è così morbida col sindaco PD di Chivasso. Non ho scritto che il “cittadino torrazzese” ha sponsorizzato la candidatura del cognato.Ho chiesto perché non ha mai scritto nulla di / contro questo candidato, mentre la sua pagina fb è sempre stata zeppa di attacchi al sindaco Rozzino. Come mai invece del candidato sindaco PD non avete mai parlato? Il PD non è il principale fautore della “grande opera” e pertanto del progettato deposito dello smarino a Torrazza? Perchè non rispondete a questa domandina facile facile?

  11. E perche’ lei e il suo giornale a Chivasso sostenete da sempre il M5S e a Torrazza avete sostenuto la lista di destra fascista e non Bugli?

  12. Mercoledì a Torrazza Piemonte si terrà un incontro di approfondimento su Buchi, cave e movimento terra tra mafie ambientali e omertà politica con Christian Abbondanza, qualcuno vicino al Mov 5 stelle si è lanciato in deliranti affermazioni , ecco forse. perchè lo sta facendo.

    http://www.casadellalegalita.info/index.php/archivio-storico/2016/11749-il-m5s-sempre-piu-vittima-del-favore-elettorale-del-contesto-ndranghetista,

    Le inchieste di Abbondanza su infiltrazioni e Pd. Forza Italia…sono note forse cqueste su ci urla tanto “ONESTA’ non lo sono ancora

  13. Mercoledì a Torrazza Piemonte si terrà un incontro di approfondimento su Buchi, cave e movimento terra tra mafie ambientali e omertà politica con Christian Abbondanza, qualcuno vicino al Mov 5 stelle si è lanciato in deliranti affermazioni , ecco forse. perchè lo sta facendo.
    Le inchieste di Abbondanza su infiltrazioni mafiose, Pd., Forza Italia…sono note. Forse queste inchieste su chi urla tanto ONESTA’ non lo sono ancora.. Quindi danno fastidio ai nuovi politicanti.

  14. piero meaglia

    Mah, gli organizzatori di questo incontro pubblico continuano a non rispondere a semplici domande circa il loro comportamento.Perchè il cittadino torrazzesi e il suo gruppo non hanno mai criticato il PD torrazzese soprattutto nelle circostanza delle elezioni del 2014? Su, non è una domanda tanto difficile: perché non rispondete?

  15. piero meaglia

    Come mai il candidato sindaco di area PD non ha mai subito una critica da parte vostra, mentre Rozzino , candidato della lista civica orientata a destra , è stato ed è molto bersagliato da voi? Eppure nel 2013, quando era ancora in minoranaza, Rozzino almeno le osservazioni al progetto TAV le ha scritte e inviate. Osservazioni redatte dopo avere interpellato i tecnici della Comunità Montana Bassa Valle di Susa, tutti No Tav, che volentieri collaborarono con lui. Gli attuali consiglieri di minoranza di area PD mi risulta che contro lo smarino non abbiano mai detto nulla. Ma voi riservato loro un trattamento di riguardo. Come mai?

  16. piero meaglia

    C’è una prima spiegazione possibile: quella del “tengo famiglia”. Il “cittadino torrazzese” non voleva litigare in casa col cognato, candidato sindaco dell’area PD. Ma mi sembra una spiegazione insufficiente. Ce n’è una seconda, rappresentata dall’espressione “il nemico del mio nemico è mio amico”: è nota la vostra ostilità verso il movimento no tav, e quindi il PD è un vostro oggettivo alleato. Ma anche questa mi pare una spiegazione insufficiente. Avete una terza spiegazione?

    • ” è nota la vostra ostilità verso il movimento no tav, e quindi il PD è un vostro oggettivo alleato” ma lei chi è e come si permette, Meaglia, di fare certe affermazioni? Vostra di chi, anzitutto, e poi di quale ostilità sta parlando verso quale movimento? E come si permette di sostenere che il PD o qualsivoglia partito possa mai essere nostro alleato???? Le mie (o nostre) scelte e la mia/nostra militanza sono sufficienti come risposta, e se da parte mia (perché le rispondo individualmente , al di là del suo “vostra”) c’è sempre stata una voce critica è perché questa è al fondamento delle mie scelte, la libertà, inclusa quella di critica.

    • Signor Meaglia, vediamo di stare “sul pezzo”, ritengo la sua punzecchiatura del tutto fuori luogo, tanto più che continua a fare riferimenti ad una persona che sta comunque all’opposizione, mentre nella serata organizzata a Torrazza e descritta sull’articolo riportato da me in uno dei primi commenti, sul sito Lagazzetta.info, serata alla quale (a detta del giornalista) è mancata proprio la partecipazione dei torrazzesi,”in sala c’era anche il sindaco di Torrazza, Massimo Rozzino, che – invitato dal moderatore – ha esposto le azioni portate avanti dal Comune, fin dal 2012 quando lui era semplice consigliere, per tentare di bloccare il progetto nelle sedi istituzionali: presentazione di osservazioni contrarie e opposizione in conferenza dei servizi; «purtroppo – ha detto il primo cittadino – il Governo considera il TAV “opera strategica” e quindi questi progetti bypassano l’opposizione delle Amministrazioni locali».
      Come lei sa, signor Meaglia, perché l’ha documentato anche su La Voce il 21 marzo, il sindaco che al vostro tavolo è parso opporsi all’arrivo dello smarino a Torrazza, per qualche ragione non meglio precisata ha poi ritenuto necessario fare retromarcia e specificare, quasi a rassicurare la popolazione, che “l’amianto sarà mandato in Germania e a Torrazza arriverà smarino non contaminato”. Scongiurata, quindi, la presenza di amianto e proprio dall’ospite alla vostra serata del 3 marzo, durante la quale non risulta abbiate toccato lo spinoso problema della criminalità organizzata. A questo punto (siamo ad aprile) è piuttosto facile mettere in connessione eventi, ruoli ed argomenti, per arrivare nuovamente a porle una domanda: visti i fatti da noi esposti nella serata (da voi boicottata) del 15 febbraio (qui trova tutto il video), visto che le rassicurazioni di Massimo Rozzino sono state contestate anche da lei con ennesimo articolo, visto che l’azienda che dovrà gestire lo smarino ha improvvisamente oscurato il sito (coincidenze?), non crede che ci sia una discussione un po’ più ampia ed urgente da affrontare? Lei non ritiene che quell’asse tra imprenditori e criminalità organizzata possa in qualche modo anche influenzare l’esito delle prossime amministrazioni? Cosa ne pensa il vice-sindaco della Città Metropolitana, nonché candidato sindaco a Chivasso, Marco Marocco (che, lo ricordiamo, pochi anni fa denunciò insieme a lei ed al M5S Maule la blogger Lucia Pascalis, chivassese, che collaborava con TGMaddalena per far luce su queste anomalie locali) ?

  17. Meaglia, perche’ non cominci tu con il rispondere alle semplici domande che ti vengono poste? perche’ continui a ignorarle? perche’? eh? perche’?

  18. Forse ricordi male, non è mai stato attaccato Rozzino in campagna elettorale. E non è mai stato sostenuto alcun candidato. A differenza tua, che hai sostenuto il candidato di centro destra.
    E candidando Bugli, sapendo che non avrebbe mai vinto, per portare via voti al centro destra.

    In quanto ad una complicità con il pd, potresti chiedere a Stefano Esposito ed al perché Capula sia stato denunciato dal giornalista de La Stampa Numa. Sicuramente per gelosia per la vicinanza al suo partito.

    Piuttosto, non è chiaro questo tuo non interessamento a questa serata, o addirittura boicottaggio: se non fosse che pare assurdo, sembrerebbe tu stia dalla parte che dici di contrastare. 😉

  19. Opss, ho scritto di getto ed ho fatto un lapsus: volevo dire che Bugli ha favorito Rozzino, che infatti ha vinto con uno scarto piccolissimo.

  20. PER CHI HA la memoria corta o tanta CATTIVA FEDE

    Chivasso e Torrazza: troppo silenzio sugli “effetti collaterali” del TAV Valsusino?

    08/07/2013 at 23:58by Simonetta Zandiriin SmarinoTweet Facebook Google+
    Chivasso
    Nella lotta contro il TAV il punto più evidente è stato, sin dall’inizio, il cantiere a Chiomonte, lo scavo per il tunnel geognostico. Tuttavia un progetto così enorme ha una miriade di opere collaterali, che non sempre hanno un’opposizione visibile quanto il movimento Valsusino, tanto più se si collocano altrove. E’ il caso dello smarino e dei comuni di Torrazza e Chivasso.

    Come TG Maddalena abbiamo provato a seguire una parte di queste vicende sin dal 2011, ed è solo di recente che alcune anomalie sono balzate all’occhio, al punto di spingerci ad approfondire le vicende anche grazie all’aiuto di attivisti locali bene informati.

    La sensazione, parlando con alcuni di loro, è che ci si senta “un po’ abbandonati dagli ambientalisti, forse perché l’aria è diventata improvvisamente più pulita e nessuno se n’è accorto”, come ci racconta un chivassese, forse perché quello che esce dalla centrale elettrica è solo vapore, così come quella della centrale ad olio vegetale, e quella puzza che arriva dalla discarica a Pogliani. Sembra non arrivino le segnalazioni ai giornali, insomma tutto tace. Sarà anche quel silenzio che ai cittadini più attenti fa sorgere dubbi, talvolta seguiti da conferme, per quelle associazioni che si occupano di ambiente e che sembrerebbero quasi essere un’appendice dei partiti politici. Sembrerebbero, appunto. Ma noi non ci crediamo.

    Da alcuni scambi di email piuttosto recenti, probabilmente “riservate” ma in qualche modo diffuse da un anonimo, si evincono particolari che effettivamente fanno sorgere qualche punto interrogativo sui protagonisti delle vicende di quest’area.

    E’ quindi importante, per comprendere questa storia, partire dai protagonisti, in primis Piero Meaglia, noto per la sua attività di ambientalista, che sembrerebbe scomparso dagli impegni sul territorio da quando il Dott. Ciuffreda è stato eletto sindaco. Potrebbe essere una casualità, ma anche no, se si pensa che certi legami sono noti, come quello con il vicesindaco e assessore all’ambiente Massimo Corcione che proprio Meaglia da giovanissimo aiutò a scrivere la tesi. Un legame profondo tra persone sensibili all’ambiente, come in quella lotta contro le costruzioni delle palazzine adiacenti al Parco del Mauriziano. Proprio questa sembra essere stata la prima fase della lotta di Meaglia, ma un dubbio sorge spontaneo visto che sembrerebbe che in quell’area ci sia una palazzina di sua proprietà che potrebbe essere svalutata rispetto alle nuove costruzioni.

    Un piccolo conflitto d’interessi, certo in Italia c’è di peggio, tuttavia certi aspetti restano poco chiari e non vanno sottovalutati, tanto più quando si parla non di un semplice attivista ma del Presidente Pronatura di Chivasso (ed unico tesserato).

    A proposito di Pronatura, un piccolo inciso. Durante una recente assemblea NOTAV a Bussoleno M.Cavargna, presidente di ProNatura Piemonte, si complimentò con i Torrazzesi perché, a differenza dei segusini, avevano reagito in molti per fare ricorso contro l’esproprio dei terreni per realizzare una ferrovia per il trasporto dello smarino alla discarica di Cogefa (un’opera ovviamente legata al TAV in Valsusa, uno dei tanti piccoli e a volte invisibili “effetti collaterali”). Nota di colore, probabilmente non ritenuta rilevante da Cavargna, è che la maggior parte dei ricorrenti proprietari dei terreni fa riferimento, oltre alla CoGeFa stessa, ad un’immobiliare del gruppo Cogefa, la Goretta SRL (da un articolo su “La Nuova Periferia del 17 aprile 2013). Dunque l’espropriato e l’espropriante hanno qualche interesse….

    Un’altra figura importante di queste vicende, ci raccontano i chivassesi, è Domenico Cena, rappresentante di Legambiente. Quando il centrodestra, con Andrea Fluttero e poi Bruno Matola, era in giunta, c’era sempre una meticolosa e attenta opposizione da parte di Legambiente. Oggi, invece, sembra che tutto taccia e l’unico sussurro, più che voce, “contro” parrebbe essere l’iniziativa “Puliamo il Mondo”, sovvenzionata dal Comune.

    Gli attivisti sono quindi disorientati, e anche un po’ sfiduciati. Il silenzio è reso più inquietante da certe contiguità che lasciano intravedere possibili conflitti d’interesse, mentre a Torrazza la lotta che per questi mesi ha impegnato di più gli ambientalisti è stata quella contro la centrale a biomasse: volantinaggi a dismisura, laboratori per la fabbricazione di “lenzuola” di protesta da appendere ai balconi, banchetti anche nel fine settimana per chiedere ai cittadini di investire in ricorsi al TAR (ma quando ci sono le autorizzazione della Provincia quei soldi rischiano di essere sprecati!).

    Tutti contro la centrale a biomasse, come se non ci fossero altre questioni importanti. E’ davvero così? “No, al contrario”, ci dice un chivassese, “mentre tutti si agitano contro la centrale a biomasse, a Torrazza Co.Ge.Fa si prepara ad ingrandire ulteriormente le vasche della discarica per accogliere lo smarino che arriverà dai lavori del TAV in Val di Susa”. E quello delle discariche è sempre stato un punto caldo per gli ambientalisti, con un imprecisato numero di denunce che puntualmente vengono archiviate. Come se inquinare non fosse un reato.

    Della Cogefa abbiamo sentito parlare di recente, la scorsa settimana è stata al centro di uno scandalo per una possibile maxi-truffa da 10 milioni di euro nell’appalto di un tratto della metropolitana torinese. Da quanto riportato sui giornali apprendiamo che “l’esame dei documenti di trasporto ha consentito di accertare che i prodotti impiegati e fatturati erano inferiori a quelli indicati e liquidati dal direttore dei lavori. Il riscontro presso i fornitori ha dato conferma che non erano mai entrati nel cantiere oltre due chilometri e mezzo di barre metalliche e circa centodieci tonnellate di speciali resine chimiche, per un valore di oltre 1 milione e 200mila euro”. Certo non è rassicurante per i cittadini di Torrazza pensare che il trasporto di un materiale che può contenere amianto e uranio venga affidato ad aziende che sembrerebbero non affrontare con attenzione e affidabilità la particolare delicatezza di certi lavori, considerando che il materiale sopra citato era stato aggiunto al capitolato iniziale proprio in virtù della particolarità di quel tratto di scavo, che richiedeva un accorgimento tecnico presumibilmente poi non applicato (ma pagato, questo si).

    E qualche giorno prima della notizia di questa truffa (26 giugno) a Torrazza sono comparse scritte sui muri, sulle quali stanno indagando i Carabinieri: “Cogefa = MAFIA”, “NO TAV”, “NO SMARINO”, “FANTINI-GAVAZZA-ROZZINO = MAFIA”.

    Torrazza è un piccolo comune di 2600 abitanti, eppure sembra davvero essere fulcro di grandi interessi. Grandi quanto la nuova piazza, realizzata proprio da TRA.MA S.r.l., società della galassia CoGeFa, un appalto da centinaia di migliaia di euro per qualche posto auto sotto il sole e la definitiva scomparsa di alberi e panchine. Avranno paura che la gente si incontri e condivida certe perplessità?

    Per fortuna qualche NO TAV è riuscito ad organizzare di recente una serata di comitati ambientalisti, voluta da Silvano Raise (di Restiamo Sani), durante la quale hanno relazionato i tecnici ed alcuni testimonial della lotta al TAV, come Lele Rizzo, del centro sociale Askatasuna. Ma proprio quella serata sembra che a Meaglia (da email inoltrate da un anonimo) non sia piaciuta, al punto da arrivare a boicottarla, operazione probabilmente facilitata dal suo ruolo di giornalista per “La Voce del Canavese”. “Anche il movimento Cinque Stelle sembra volutamente fuori dalla scena”, ci dicono i chivassesi, eppure “erano ben presenti Stefano Maule e Davide Bono, portavano la bandiera e la fiaccola ogni qual volta si sapeva arrivasse qualche giornalista ad immortalare l’evento. Maule è di Castagneto, non conosce nemmeno i boschi di quella collina, figuratevi quanto gli interessa l’ambiente. Nel periodo torrazzese, quando era tempo di elezioni, si candidò per essere senatore a Roma ed era anche in una posizione favorita”, aggiunge un chivassese informato, “non per merito, solo che molti di quelli avanti a lui abbandonarono, come arrivare ventesimi alla maratona solo perché i trenta davanti sono caduti!”. Insomma, sembra proprio che le battaglie ambientaliste nel chivassese siano ad alto rischio, anche Marocco (consigliere comunale M5S), secondo alcuni locali, sembra un po’ “in una fase in cui si aspetta che siano gli altri ad attivarsi”; la sua collaborazione con Meaglia ha origini nella creazione del MAC, associazione ambientalista della quale ad oggi non si conosce né una linea né una nomina “ufficiale”, e fu comunque dal MAC che partì l’iniziativa “Chivasso No Biomasse”, con l’effetto di disperdere attenzione con altre pagine su Facebook.

    “C’è troppo silenzio su Torrazza”, ci dice una chivasese, “e poi il cambio di rotta su Lauriano per contestare il progetto che vedrebbe nascere una ciclabile lungo i binari dismessi della linea Chivasso-Asti”.

    Il progetto in realtà è ambientale, ma è incentivato da Giuseppe Bava, presidente del “Parco del Po” e sembrerebbe questo il punto che non va giù agli ambientalisti come Meaglia, “perché il signor Bava è il padre di Emanuel Bava” ci dice la chivassese, “consigliere del PDL e commerciale della Dmedia Group (ovvero il giornale concorrente)”.

    Insomma, se nella piazza di Torrazza rimettessero le panchine, e magari un po’ d’ombra, probabilmente i cittadini potrebbero ritrovarsi tutti i giorni per confrontarsi dopo un’attenta lettura degli unici notiziari “dal basso”: i muri. Ma dovrebbero affrettarsi perché, come tutte le “breaking news”, le notizie appaiono e scompaiono velocemente.

    Simonetta Zandiri- TG MADDALENA

  21. MEMORIA CORTA, e disonestà politico/culturale :

    Chivasso: il ballottaggio tra due sindaci “Sì TAV”, quando il male minore è comunque “il male”!

    18/05/2012 at 10:38by Simonetta Zandiriin Chivasso, Non solo TAV, SmarinoTweet Facebook Google+
    ChivassoSindaciGli elettori di Chivasso (To),comune di 26.500, divenuta famosa in Italia (oltre per aver dato i natali alla presentatrice Simona Ventura) lo scorso anno per essere stata al centro delle indagini e agli arresti per gli affiliati all’ndrangheta (inchiesta Minotauro). Uno degli arrestati è Bruno Trunfio, ex vicesegretario dell’Udc, alla scorsa mandata elettorale alleato del centrosinistra che vinse le elezioni per poche centinaia di voti.

    Il Comune è stato commissariato per i gravi problemi di salute sopravvenuti al Sindaco Gianni De Mori, nel frattempo si è installata in Comune una commissione di indagine antimafia, che a luglio potrebbe anche chiedere lo scioglimento del consiglio comunale che verrà elettodomenica 20 e lunedì 21, nel ballottaggio tra : Libero Ciuffreda (centrosinistra) e Adriano Pasteris (centrodestra).

    I due candidati hanno programmi simili, in particolare sono identici su di un tema, entrambi, infatti, sono SiTav. Molti diranno e allora? Chivasso ha già una linea, inutile, ad alta velocità e la Val Susa è “lontana”. Tutto vero, ma a Chivasso passerà il cosidetto SMARINO, che verràportato nelle discariche poste a pochissimi km, di Montanaro e Torrazza Piemonte, quindi lo SMARINO non può che passare da Chivasso. Pare che sarà trasportato in treno dalla Val Susa, poi smaltito a Chivasso e trasportato nelle discariche limitrofe. E non sarà solo lo Smarino proveniente dai cantieri della Torino Lione, ma anche quello dei lavori della seconda canna del Frejus. Perché a Chivasso non ci si fa proprio mancare niente…

    I sindaci di Torrazza Piemonte e Montanaro, pur con posizioni a dir poco tiepide hanno fatto delibere NoSmarino, Chivasso tace, ma non solo, tutti i partiti appoggiano i candidati SiTav, quindi anche SiSmarino.

    Sulla coalizione di centrodestra che dire? Sappiamo quasi tutto sui brutti sporchi e cattivi berlusconiani e postfascisti (non stiamo facendo ironia, siamo seri), ma il centrosinistra ci stupisce e non poco. Ciuffreda (che oltre ad essere il candidato a Sindaco è pure primario di un reparto di Oncologia delle Molinette e presidente della più grande Associazione di volontariato di assistenza ai malati terminali oncologici denominata SAMCO), come può dichiarare ai giornali di essere SiTav (è forse perché è del PD?) e, a proposito dello smarino dire : “Mi informerò e deciderò. Essendo oncologo conosco bene i danni dell’amianto e proteggerò la salute dei cittadini”. Ciuffreda non è forse un po’ in ritardo visto quanto che sta succedendo in Val Susa?

    Qualche notizia sulla coalizione di centrosinistra, oltre al Pd (partito del Sindaco), racchiudeIdv, lista civica Liberamente per Chivasso (lista voluta e finanziata dal deputato,ex Idv,Renato Cambursano, uno dei 100 eroici deputati firmatari della lettera al presidente del Consiglio), Sel, e la lista Civica Progressisti per Chivasso ( FDS e Chivasso futura il partito dell’assesore all’ambiente Gianluca Vitale, funzionario della guardia Forestale).

    Colpiscono molto le posizioni della FDS e di Sel che appoggiano senza se e senza ma un candidato PD, oncologo e profondamente convinto dell’utilità del Tav in Val Susa. Perché? Si potrebbe pensare che un posticino in consiglio comunale fa comodo a tutti, ma forse sarebbe una piccola cattiveria, ma colpisce un’altra cosa: che nelle liste della cosidetta “sinistra radicale” è massiccia la presenza di cooperatori che si occupano di raccolta rifiuti e lavorano per la fallimentare Seta s.p.a, quella che il deputato Esposito ha, pare, contribuito non poco a portare sull’orlo del fallimento. Cattiveria? Per caso non c’è qualche interesse ad diventare amici del partito di Esposito? E magari salvare qualche appalto? Certo ,lo si fa per salvare posti di lavoro delle coop, ma ci possono essere altre modalità per salvare posti di lavoro senza cedere a eventuali ricatti? Come dire… che c’è lavoro e lavoro.

    Agli elettori l’ardua sentenza!

    P.s Quasi tutti gli alleati dell’Udc della ’ndranghetista Trunfio sono nuovamente candidati con il centro sinistra, ma l’Udc è a questa tornata candidato con il centrodestra.

    Alcune fonti:

    11/06/2011 – ‘NDRANGHETA, IL TERREMOTO POLITICO

    Choc a Chivasso: “I votidei boss al nuovo sindaco”

    http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/406622/

    Alle ultime Comunali il candidato del centrosinistra Gianni De Mori ha battuto a sorpresa il sindaco uscente del Pdl, Bruno Matola appunto. Merito dell’apparentamento con l’Udc. E proprio qui sta il problema. Perché vicesegretario dei casiniani e coordinatore della campagna elettorale, è uno degli arrestati: Bruno Trunfio, figlio di Pasquale, capocosca di Chivasso. Sia Bruno sia il fratello Giuseppe sono ai vertici del clan. Secondo l’inchiesta Bruno, il 5 aprile 2008, partecipa al conferimento della dote di trequartino a Salvatore Pititto. La cerimonia avviene al «Timone» di Chivasso, bar chiacchierato gestito da un altro affiliato. Il locale è spoglio: pavimento in graniglia, pochi tavolini, dehors, alle pareti foto di Charlie Chaplin e l’immancabile barometro a forma di timone. Ma è in locali come questi che si svolgono le cerimonie della ‘ndrangheta di paese, l’inchiesta lo ha insegnato.

    Localport notizie: “Libero Ciuffreda sulla Tav: forze politiche con autonomia di decisione”

    http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=85214

    QUESTIONE TAV-SMERINO | pdchivasso

    http://www.pdchivasso.org

    http://www.pdchivasso.org/wordpress/?p=2856

    «Rischi per la salute» Montanaro compatta dice no allo smarino

    Nel documento presentato venerdì si parla dei principali elementi di rischio e cioè prioritariamente amianto e uranio presenti nelle rocce della Val Susa e ossidi d’azoto e particolato che deriverebbero dal trasporto a Montanaro. Mesotelioma pleurico, tumore al polmone, oltre a varie patologie dell’apparato respiratorio e a vari altri tipi di tumore potrebbero essere le conseguenze per la popolazione.

    «I tempi di ricaduta delle fibre amiantifere – spiega Careri – sono lunghi, si parla di decine di anni. Non spetta a noi dire se l’opera, la Tav, sia giusta o sbagliata ma per lo smarino noi diciamo no».

    http://lasentinella.gelocal.it/cronaca/2012/03/19/news/rischi-per-la-salute-montanaro-compatta-dice-no-allo-smarino-1.3699811

    Dal sito Notav.info, NO SMARINO 6/03/2011:

    In relazione a quanto detto dal Sindaco di Montanaro Avv. Marco Frola ed apparso sul giornale la Nuova Periferia il giorno 2 marzo 2011, il Coordinamento comitatiNOSMARINO ed il Comitato di Difesa ambientale di Montanaro rispondono quanto segue:

    1) Frase del sindaco “Per ora si sta facendo del facile allarmismo”

    Sbagliato, per ora si sta facendo solo corretta informazione, visto che le istituzioni non la fanno.

    2) Frase del sindaco “Gli studi intrapresi da COGEFA e LTF dimostrano che il materiale in questione e’ inerte e privo di sostanze nocive”

    Sbagliato, i 2 studi documentano l’esatto opposto:

    -COGEFA esclude solo “la presenza di corpi serpentinici di dimensioni apprezzabili” (cioè eclude solo la presenza di amianto di dimensioni apprezzabili)

    – LTF a pag 5 del suo studio evidenzia la presenza di “materiali con un’alta percentuale in anidrite e/o gessi o contenenti amianto” (Classe CL3).

    3) Frase del sindaco “non c’e’ nessuna documentazione ufficiale su cui basarsi”

    Sbagliato:

    -Esiste la lettera della COGEFA del 10 Dicembre 2010 indirizzata al Sindaco del Comune di Montanaro ed alla Provincia di Torino dal titolo :

    “Compatibilità’ idrogeologica ed ambientale dell’area di cava esaurita, posta in località ‘Ronchi’ nel territorio del Comune di Montanaro (TO), quale sito di destinazione del materiale (‘smarino’) derivante dalo scavo della costruenda galleria di sicurezza a servizio del traforo autostradale del Frejus”.

    -Esiste il Documento ufficiale “Nuova linea ferroviaria Torino-Lione – Progetto preliminare in variante – chiarimenti ed integrazioni – alternative di riulitizzo e valorizzazione del materiale di scavo in esubero”, prodotto in data 21/12/2010 dalla società LTF (Lyon Turin Ferroviarie) e reperebile presso il sito della Regione Piemonte Area Valutazione Impatto Ambientale, documento che interessa anche il Comune di Montanaro. Rispetto a questo progetto ci sono 60 giorni di tempo (con scadenza 24 marzo 2011) per tutti i cittadini interessati di porre controdeduzioni.

    4) Frase del Sindaco: “quando sara’ necessario assicuro che assieme all’amministrazione comunale eserciteremo le necessarie azioni di legge”

    Domande: Quando ritiene che sarà necessario? Quali azioni di legge e con quale obiettivo? E’ favorevole o no ai progetti?

    http://www.notav.info/documenti/nosmarino/

  22. Ho dovuto eliminare alcuni commenti del tutto off topic del signor Piero Meaglia, che invito nuovamente a restare sul tema oggetto della serata pur rendendomi conto delle sue evidenti difficoltà ad affrontarlo.

  23. E’ interessante notare come la mafia siciliana e in generale la criminalita’ organizzata non abbiano mai abbandonato la loro origine legata alla terra. Dal dominio del latifondo, all’esportazione sul territorio nazionale dell’agroalimentare, alle cave estrattive di materiali impiegati nell’edilizia, altro settore storicamente in appalto alle mafie, con la produzione di immobili di bassa qualita’ a basso prezzo che hanno hanno fatto la ricchezza degli speculatori nel campo immobiliare, al movimento di terra e rifiuti, La famiglia salvaguarda le sue tradizioni

  24. Meaglia anni fa si candidò a Chivasso tra le fila di Rifondazione. In quello schieramento militavano una buona parte degli amministratori attuali del Pd chivassese…http://ricerca.gelocal.it/…/2006/05/01/IB1PO_IB105.html
    Lo schieramento di Meaglia appoggiava il senatore Renato Cambursano, guarda a caso compagno di partito dell’Avvocatessa Bugnano, che è l’avvocatessa di Meaglia nel processo contro Lucia Pascalis. Allora Cambursano e la Bugnano militavano nell’Idv, e in zona l’ufficio stampa del loro partito era coordinato da Emiliano Rozzino, uno dei “capi” del protogiornale “La Voce del Canavese”, sul quale scrivono Meaglia e il vicesindaco di città metropolitana Marocco. COINCIDENZE!

  25. Pingback: TGMaddalena – Torrazza Piemonte, video completo della serata su buchi, cave e movimento terra tra mafie ambientali e omertà politica