Premessa: la sorveglianza speciale

cella1La “sorveglianza speciale” di pubblica sicurezza è una misura di prevenzione regolata dalla Legge n. 1423 del 27 dicembre 1956 e successive modifiche, una legge molto discussa in quanto può essere applicata semplicemente sulla base di sospetti, senza alcuna prova. L’applicazione di questa misura è tutto e il contrario di tutto. Ad esempio può essere applicata a soggetti che siano già stati condannati con una sentenza definitiva, ma non è un presupposto necessario. L’iter prevede che il questore, o chi per esso, faccia prima un avviso orale al soggetto, specificando i sospetti a suo carico, poi lo inviti a comportarsi bene e qualora il soggetto non tenga una condotta conforme, allora si applica questa misura. Ma questo iter, come il requisito di cui sopra, non è essenziale, quindi l’autorità può anche applicare la misura bypassando gli avvisi di cui sopra. Con questa misura vengono revocati passaporto, patente, imposti limiti agli orari, del tipo “non fare tardi stasera eh?”, o anche “non frequentare certa gente”, là dove certa gente è chi ha già avuto condanne precedenti ma visto che è vero tutto e il contrario di tutto, forse anche questo non è requisito fondamentale. Vietato, inoltre, partecipare a riunioni di qualsiasi tipo. Insomma, una misura che riduce la persona che la subisce ad uno status a diritto ZERO e non necessariamente per qualcosa che ha commesso, ma semplicemente per quello che è o che rappresenta.
E’ una misura che può durare da uno a cinque anni ma, ovviamente, può essere revocata o rinnovata in ogni momento…. può durare al massimo 10 anni ma… anche questi rinnovabili. Insomma, il legislatore è davvero geniale. Le radici di questo tipo di misura sono da ricercarsi nella concezione autoritaria dello Stato prevista dal codice Rocco, 1931, roba fascista ma ancora in vigore nonostante la parvenza democratica di questo Stato. Misure tra l’altro inasprite con aggravamento delle pene in caso di violazione.
Insomma, siamo una repubblica democratica fondata sul fascismo.

[ndr integrazione del 4/02/2015]

La riforma delle misure di prevenzione, personali e patrimoniali, confluisce nel d.lgs. n. 159/2011 (cd. c. antimafia) dove sono state raccolte e coordinate disposizioni prima disperse in diversi testi. Gli articoli da 1 a 3 coordinano e in minima parte innovano le norme sulle misure personali irrogate dal questore: foglio di via obbligatorio, avviso orale, divieto di possedere apparati che agevolano la condotta pericolosa.  Per approfondire gli aspetti giuridici e le modifiche introdotte dal d.lgs. n 159/2011, si rimanda a questa lettura.

I fatti

La questura di Bologna ha richiesto la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 2 compagni. Solo pochi giorni fa abbiamo scoperto che era già stato fissato il processo a carico di uno dei due compagni per il 22 gennaio di quest’anno, processo rinviato al 5 marzo perchè l’udienza non era stata ancora notificata al compagno, mentre per l’altro compagno il processo è fissato per il 17 febbraio.
Nei curriculum giudiziari si evidenziano le partecipazioni in manifestazioni contro il CIE, il Carcere, in solidarietà con i compagni anarchici, in manifestazioni antifasciste e nelle occupazioni che l’anno scorso hanno “animato” Bologna e più in particolare il quartiere della Bolognina.
I fascicoli infatti sono stati aperti a luglio, dopo l’arresto di 3 compagni per lo sgombero di Casa Mannaja e le perquisizioni di luglio, fatte per cercare materiale inerente alle occupazioni e ai danneggiamenti delle sedi del PD dei mesi precedenti.
Inoltre il Questore, nell’ambito dello stesso provvedimento, ha richiesto il curriculum giudiziario per un altro compagno e un’altra compagna, già destinatari di diveto di dimora, ma al momento non sappiamo se siano state richieste o meno, anche per loro, le sorveglianze speciali.
Impossibile non notare la coordinazione con le Questure di Torino e di Varese, che stanno cercando di adottare le stesse misure speciali nello stesso periodo. Salgono infatti a 9 (sicure, più 5 in forse) le sorveglianze richieste in meno di 2 mesi dalle diverse questure.
Che sia l’inizio di una nuova strategia comune per contrastare gli anarchici, che si va ad affiancare a quella degli arresti preventivi e delle associazioni varie, forse non più sufficienti visto che il germe anarchico continua ad infestare queste città?
Non sarebbe una novità!
Che si scervellino pure a cercare nuove strade, noi continueremo sulla nostra!

Anarchici e anarchiche di Bologna

Aggiornamento: La sorveglianza è stata richiesta anche per l’altro compagno e l’altra compagna che erano in forse, la prossima settimana sapremo le date delle udienze.