Beinasco: quando l’aria puzza da morire

 

Quasi sempre è nel fine settimana che l’aria per noi diventa irrespirabile, manca il rispetto dei protocolli d’intesa che prevedevano la rilocalizzazione dell’AMBIENTHESIS SPA, ex Servizi Industriali, vista la presenza nella stessa area dell’inceneritore ma nonostante gli impegni politici ribaditi più volte le istituzioni non hanno dato seguito e continuano le diffide ma noi continuiamo a vivere con gravi disturbi e problemi sanitari“, queste le parole dei cittadini di Beinasco che si sono organizzati (con il comitato “Basta Puzze”) per l’ennesimo presidio all’AMBIENTHESIS SPA, nell’area dell’interporto di Orbassano (TO), per denunciare una situazione insostenibile.

Un lungo corteo di auto si è ritrovato al parcheggio dell’ospedale di San Luigi, percorrendo a bassa velocità il percorso per raggiungere l’area, fino a raggiungere l’ingresso dell’azienda. “Non resisto più, c’è da morire“, ci dice una signora, “ho avuto un ictus causato da problemi respiratori, a casa mia la puzza è da morire“. E ancora: “Per loro è lavoro, una ricchezza, ma per la gente no… si arricchiscono sulla salute della gente“.

Il bilancio ambientale dell’area a sud di Torino è pesante, i continui guasti all’inceneritore (ricordiamolo, ormai privato) non sembrano impattare sugli affari che, al contrario, crescono, basti pensare all’ennesima autorizzazione rilasciata dalla Città Metropolitana al conferimento di rifiuti non pre-trattati provenienti dalla Regione Liguria, un’eccezione che la normativa consente solo in caso di “emergenza”, ma quando l’emergenza si ripete allora diventa “normale” e ancora una volta a farne le spese sono i cittadini di una zona che pare proprio destinata a trasformarsi in un importante polo per il trattamento dei rifiuti sia urbani che industriali.

DiffidaAmbienthesisDi recente, sempre a seguito delle puntuali e crescenti segnalazioni dei cittadini alle autorità preposte, ad una verifica dell’ARPA ha fatto seguito una diffida verso l’AMBIENTHESIS SPA, rilevando sul camino E1 un superamento dei limiti fissati nell’autorizzazione integrata ambientale relativamente al parametro COT (Carbonio Organico Totale) , riscontrando un valore pari a 37.4mg/Nm a fronte di un limite fissato nel provvedimento autorizzativo pari a 20mg/Nm, quindi uno sforamento quasi del doppio!

“Abbiamo messo in vendita la casa, non vogliamo stare qui a farci ammazzare”, dice un manifestante esasperato dalla situazione ed in effetti anche ieri sera l’odore era fastidioso, prendeva rapidamente alle mucose, lasciando una sorta di retrogusto amaro, lo stesso amaro in bocca che i tanti accordi politici mai realizzati lasciano a quelli che in tanti anni si sono impegnati per tentare di risolvere una situazione che sembra, purtroppo, destinata a peggiorare.

Quali strumenti hanno i cittadini dell’area più esposta per vedere tutelata la loro salute e quella dell’ambiente nel quale vivono?

 

Qui il video sulla manifestazione di ieri:

 

Vedi anche:

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Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

 

 

 

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  1. L assessore Lavolta ha iniziato il suo intervento invitando a far circolare informazioni corrette; spesso i favorevoli all inceneritore ci hanno infatti accusato di alimentare il panico. Noi siamo assolutamente a favore dell informazione corretta, e proprio per questo abbiamo preteso la pubblica spiegazione che vedete nel video. Ma una gestione del genere, da poco venduta ai privati per necessità di soldi del Comune, e che in caso di incidente non rilascia informazioni al pubblico fin che non le chiedi formalmente, e che sembra spesso fare le cose un po’ di nascosto, che tranquillità dà ai cittadini?