Un organo europeo – EFSA – con sede in Italia  ha assunto un ruolo centrale  per decidere il via libera ad ogni tipo di nocività tra cui gli Ogm

EFSAIl puntare sull’entrata degli Ogm non è da considerarsi una semplice lotta specifica, è la volontà di  contrastare quel nuovo mondo che stanno creando. Le biotecnologie, nanotecnologie sono la base con cui si sta ristrutturando la società di un domani non troppo lontano.    
Le biotecnologie, assicurano tecnici ed esperti di ogni sorta, penseranno ad ogni cosa: nutriranno la popolazione mondiale, allungheranno la vita, guariranno qualsiasi tipo di malattia, risolveranno i disastri della società industriale. Quello che stanno creando è un’esistenza  in cui spariscono i confini tra specie e corpi ancora più reificati e atomizzati, un’esistenza sterile e vuota da ogni pulsione, in cui ogni essere vivente viene manipolato e ricombinato in ogni sua parte.    
L’uomo sembra essersi rassegnato all’ineluttabilità delle nocività e ad aver perso la propria integrità: saturo del vuoto che lo circonda, bombardato da una massa di non informazioni e da un perenne stato di emergenza. Gli scenari che le biotecnologie stanno aprendo con la loro diffusione e  distruzione di biodiversità si perdono tra gli inquietanti scenari planetari di una natura inquinata, di uno stravolgimento climatico… tutto questo tende ancora di più a scoraggiare la riflessione, impedendo qualsiasi presa di coscienza critica e opposizione all’avanzamento di ulteriori tecnologie con cui il dominio vuole chiudere il proprio cerchio.    
Un’opposizione alle biotecnologie non può astrarle dal complesso contesto di relazioni tra le varie nocività e  non può scollegarle dal sistema di potere che le genera. Una lotta  contro l’entrata degli Ogm in Europa deve farsi forza della comprensione dei rapporti di dominio e delle logiche sottese a tali nocività, con la consapevolezza che se non è l’intera società messa in discussione si potranno solo continuare a generare altre dinamiche di prevaricazione e sfruttamento. Con la comprensione che le biotecnologie, come le nanotecnologie, possono solo essere respinte nella loro totalità.
L’EFSA, Autorità  Europea per la Sicurezza Alimentare  istituita nel 2002, è  l’organismo europeo riconosciuto a livello internazionale a cui la Commissione Europea  fa riferimento in materia di “valutazione dei rischi per la sicurezza di alimenti e mangimi, salute degli animali, nutrizione, protezione e salute delle piante.”    
E’ l’anello di congiunzione tra le multinazionali,  i vari produttori di nocività e la Commissione Europea, le sue relazioni scientifiche sono il passaggio obbligato per ottenere l’autorizzazione per la commercializzazione e la diffusione delle nocività.    
Ha vari gruppi di ricercatori che lavorano, tra altre cose, su: additivi, aromi, integratori alimentari, pesticidi, BSE, influenza aviaria, mangimi, clonazione, ogm, nanotecnologie. Comitati scientifici che collaborano con il Codex Alimentarius, l’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE), l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD), l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e altri organismi internazionali.
Dal 2006 l’EFSA è chiamata ad esprimersi sulle nanotecnologie: sulla diffusione di nanoparticelle e sui nanomateriali inseriti nei prodotti, alimenti, mangimi.
Il 5 marzo 2009 sotto richiesta della Commissione Europea l’EFSA ha emesso l’ultima valutazione su “Nanoscienza e nanotecnologie in rapporto alla sicurezza di alimenti e mangimi”: sulla presenza dei nanomateriali nella catena alimentare e nei mangimi.
Vista la diffidenza diffusa nei confronti  degli  ogm, prima ancora che potessero invadere completamente la nostra esistenza, con le nanotecnologie non si vuole ripetere lo stesso errore.     L’EFSA mantiene per ora una forma di prudenza, alcune sue  valutazioni attendono il momento migliore per uscire regolarizzando un sistema che non potrà più fare a meno delle nanotecnologie.    
Queste tecnologie rientrano tra le valutazioni dell’EFSA  dal momento in cui possono consentire la manipolazione degli ingredienti alimentari a livello molecolare. Esse portano un’enorme trasformazione in ogni settore,  aziende e istituti di tutto il mondo da tempo stanno investendo in queste tecnologie. Le applicazioni che interessano soprattutto il lavoro dell’EFSA sono quelle nel settore  dell’alimentazione umana e animale: nel trattamento delle proprietà e confezionamento degli alimenti.
Il ruolo principale dell’EFSA relativamente agli organismi geneticamente modificati  (ogm) è di “valutare ogni rischio per la salute umana e animale e per l’ambiente”. Può autorizzare la commercializzazione di prodotti alimentari ogm, anche inseriti come ingredienti e nei mangimi, la semina in campo aperto a scopo sperimentale e la coltivazione commerciale  per uso alimentare umano e animale.
L’agenda di questa autorità europea è piena di richieste da parte di multinazionali agro-biotecnologiche che premono per vedere diffusi i propri prodotti ogm, in particolare la diffusione di sementi ogm permetterebbe a queste multinazionali una rapida presa sul mercato agricolo, che tradotto non vuol dire altro che una contaminazione totale e irreversibile di ogni specie e la distruzione della biodiversità.      
L’EFSA non autorizza direttamente il passaggio di un ogm, ma la sua valutazione non è da considerarsi un semplice parere, una posizione positiva è necessaria per l’autorizzazione della Commissione Europea. Su questioni spinose come un organismo geneticamente modificato la Commissione Europea  rimanda all’EFSA, essa rappresenta  quindi  il fulcro del sistema europeo di decisioni.
Ogni valutazione di una richiesta viene esaminata in base alla documentazione scientifica realizzata e presentata dalle stesse multinazionali che chiedono l’autorizzazione.
BASF Plant Science, Syngenta Seeds, KWS, Bayer CropScience, Pioneer Hi-Breede, Monsanto…. queste sono solo alcune delle multinazionali clienti dell’EFSA che da anni cercano di rompere con ogni mezzo le resistenze europee. Come è successo con la Pioneer Hi-Breede, Monsanto e Bayer che più volte hanno inquinato le filiere tradizionali con le loro sementi ogm, cercando di arrivare come negli Stati Uniti ad un livello tale di contaminazione da rendere di fatto difficile ogni distinzione e praticamente superflua ogni ulteriore autorizzazione.

Verso la metà degli anni ’80, quando fuoriuscirono documenti relativi ad un “piano strategico della Monsanto”, vennero allo scoperto alcuni metodi con cui la multinazionale intendeva diffondere gli ogm nel mondo. Per cominciare era necessario “un attivo coinvolgimento per incoraggiare il pubblico, i consumatori e i gruppi ambientalisti a sviluppare posizioni in sostegno delle biotecnologie”. Il  piano strategico prevedeva di arrivare a influire su personalità del mondo politico e degli organismi di regolamentazione di tutto il mondo, promuovendo l’appoggio alle biotecnologie fino ai più alti livelli della politica statunitense.
Un sistema che funzionò bene considerato che ogni richiesta che la Monsanto, e in generale tutta l’industria biotech, poneva a Washington veniva ottenuta, dettando la propria politica al Dipartimento per l’Agricoltura (USDA), all’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA)  e infine alla Food and Drug Administration (FDA). Su quest’ultima Agenzia è bene soffermarsi perchè rappresenta il corrispettivo dell’EFSA in America.
Nel 1992 l’FDA decretò che gli ogm erano sostanzialmente equivalenti agli alimenti tradizionali, esonerandoli da ulteriori eventuali test di sicurezza ed etichettatura invece richiesti per prodotti particolari, lasciando che fossero le compagnie biotech ad eseguire i test di sicurezza in forma volontaria stabilendo loro stesse la classificazione del prodotto.
Uno dei funzionari chiave che preparò la stesura  di regolamentazione pro biotech era un uomo della Monsanto divenuto vicedirettore dell’FDA il tempo necessario a farla approvare con rapidità e facilità. Una volta redatta la normativa per l’FDA tornò a lavorare per la Monsanto.
La pioggia di soldi di Monsanto ebbe l’apice con il suo ex presidente R. Shapiro, che aggiunse una forte dose di arroganza diventando la regola per la compagnia. Sapeva di avere in pugno tutto il mondo politico,  attaccando con minacce, avvocati e infiltrati qualsiasi situazione critica al suo operato.
L’EFSA e l’FDA dimostrano già una certa sintonia, praticamente esponendo le stesse tesi anche  per quanto riguarda gli animali clonati, recentemente approvati anche in Europa per favorire lo sfruttamento dell’industria zootecnica e per fare da apripista a nuove sperimentazioni che ambiscono di uscire dai laboratori.

In Europa e in particolare in Italia ben pochi vogliono saperne di manipolazioni genetiche. Il metodo Monsanto di una sfacciata imposizione degli ogm se in principio ha dato i suoi frutti nocivi, in un secondo tempo la situazione è notevolmente cambiata, essendo cambiata la percezione nei confronti degli ogm. Ovviamente da quel lontano ’86, data della realizzazione della “relazione strategica” della Monsanto, le multinazionali non sono certo rimaste con le mani in mano e i loro analisti si sono dati un gran da fare per trovare il modo di invadere con i propri prodotti ogm l’Europa. Se buttare giù la porta non sembra possibile allora si stanno muovendo in modo molto più subdolo. Abbiamo visto i tentativi di contaminazione nei carichi delle navi provenienti dall’America, sementi poi stoccate in varie parti d’Italia, altre contaminazioni “accidentali” in vari campi come ad esempio nel Piemonte (mais ogm Pioneer)  e nel vercellese (riso ogm Bayer) e le tante altre che non hanno avuto risalto.
Il fatto che in Italia sia consentita l’importazione di semente ogm destinata all’alimentazione zootecnica, rappresenta già una gravissima contaminazione in atto. Inoltre molte piccole aziende a condizione familiare acquistano mais di bassa qualità per seminarlo su piccole estensioni e per alimentare i propri animali. Questo  mais  spesso è risultato ogm, contribuendo per vie traverse alla contaminazione in atto.
Le altre vie con le quali gli ogm si diffondono in Europa, sono i laboratori dell’EFSA di Parma, dove una specie dopo l’altra sta ottenendo il via libera  per la coltivazione e per la commercializzazione in alimenti e mangimi.
Sulla falsa riga dell’FDA americana l’Europa si è dotata di un organo chiamato a “garantire la sicurezza” di ogni nocività. Ad essere tutelato, oltre gli interessi delle multinazionali biotech- chimico-farmaceutiche, è un sistema economico, politico e sociale che si aggrappa alla nuova rivoluzione biotecnologica per non dover affrontare i precedenti disastri ambientali e sociali che stanno alla base dello sviluppo tecno-industriale, di cui le manipolazioni del vivente sono l’apice mortifero.
In Italia sono state autorizzate nove sperimentazioni in campo aperto (ulivo, vite, pomodoro, melanzana, fragola, ciliegio, kiwi, agrumi e mais), a breve le regioni interessate dovranno stabilire i siti dove verranno effettuate.
Dal gennaio 2009 è stata autorizzata la “soglia di tolleranza” dello 0,9% di ogm nei prodotti alimentari. Qualsiasi soglia, anche uno 0,1% purtroppo a suo tempo meno contestato, è l’equivalente di una contaminazione. L’etichettatura dei prodotti con ogm non può essere considerata tra le possibilità da percorrere. Chi ha trasformato le persone in “consumatori” ha pensato bene di dargli una parvenza di scelta, questa però non è possibile in quanto è già stato tutto deciso nel momento in cui sono state aperte le porte dei laboratori fino ai vari processi industriali e commerciali, rendendo certa  col tempo una contaminazione totale.

Ci opponiamo a qualsiasi tipo di manipolazione genetica su umani, animali e piante, sotto ogni forma questa si presenti: dall’alimentazione alle applicazioni mediche.
Respingiamo ogni pratica di confinamento della nocività in attesa di “sicurezze” da parte della ricerca scientifica, come vorrebbe invece il metodo precauzionale. Non c’è bisogno di aspettare  le conclusioni di esperti di ogni genere per sapere di quali disastri sono gravide le innovazioni biotecnologiche quando, sotto forma di avvelenamento chimico-nucleare del pianeta, le conseguenze e i risultati cumulativi di tecnologie meno ambiziose sono comunque degeneranti e irreversibili, oggi e per i secoli a venire. La scienza prodotta dalla società industriale ha contribuito a reificare la  natura  e a estraniare l’uomo da sè stesso e dal mondo che lo circonda.
Rifiutiamo la coesistenza tra ogm e specie tradizionali, come ovvia impostura di chi vorrebbe farci credere che sia possibile convivere con le nocività mantenendo allo stesso tempo un ambiente naturale integro.
L’unico reale “metodo precauzionale”che riconosciamo nei confronti dell’ingegneria genetica e di ogni nocività  è la tolleranza zero.
Invitiamo tutti gli individui e ogni situazione che  intende iniziare un percorso di lotta contro le nocività e nello specifico delle biotecnologie a mobilitarsi per impedire la loro diffusione dai campi agricoli alla nostra esistenza.
Tra le tante possibilità che abbiamo di fronte in questa difficile lotta, abbiamo individuato nell’EFSA un nodo importante nel sistema che sta portando all’apertura degli ogm in Europa. Stiamo parlando di un organismo che non solo dà dei via libera, ma ha la funzione di mantenere l’inquietudine diffusa nella percezione generale in tema di nocività, questo con lo scopo di gestirla e di rendere permanente una domanda sociale di protezione. A dimostrare che il “rischio” è la condizione, se non il motore della sopravvivenza in una società industriale, la sola cosa che attribuisce valore alle merci “rese sicure”.
Non vogliamo far pressione per un’EFSA più sicura, indipendente o magari più democratica e decentralizzata. Nel mentre ci mobilitiamo per impedire nuove autorizzazioni  è fondamentale e imprescindibile svelare i meccanismi che regolano tali organismi  per il tipo di società che preparano. Oltre ai metodi  anche quello che esprimiamo  ha  un’importanza  enorme.
Una mobilitazione di questo tipo per forza di cose deve avere sicuramente un respiro per cominciare europeo, abbiamo intenzione di portare avanti un’attività di controinformazione in vista di mettere in piedi iniziative come un presidio o una manifestazione nazionale davanti all’EFSA. In vista di un forte e più ampio movimento di lotta pensiamo sia importante creare una rete di individui e situazioni che intendono incominciare a muoversi seriamente e con continuità in un progetto di lotta contro l’ingegneria genetica, contro  tutto ciò che rappresenta e contro l’intero sistema di dominio che la rende possibile.

Coalizione contro le nocività

www.inventati.org/contronocivita

EFSA
Largo N. Palli 5/A (lungo Viale Mentana)    43100 Parma

Vedi anche:

“Biotecnologie, nanotecnologie, tecnoscienze convergono verso il controllo totale sugli esseri viventi” – Al telefono con Costa un approfondimento in vista della settimana di mobilitazioni dal 22 al 26 febbraio

Solidarietà è Azione – Dal 22 febbraio mobilitazioni contro le tecnoscienze e il mondo che le produce

Manifesto della coalizione contro ogni nocività – gennaio 2009

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This article has 4 comments

  1. Pingback: “Biotecnologie, nanotecnologie, tecnoscienze convergono verso il controllo totale sugli esseri viventi” – Al telefono con Costa un approfondimento in vista della settimana di mobilitazioni dal 22 al 26 febbraio

  2. non condivido la vs posizione ostruzionista tuot court ed a prescindere alla ricerca sugli ogm ed alla loro utilizzazione controllata

  3. Pingback: Sentenza Silvia, Billy e Costa, il tribunale non procede per difetto di giurisdizione. Tutti liberi :)