AbcompressoreQuesta mattina all’alba una nuova operazione diretta dalla Procura di Torino, due dei tre attivisti arrestati abitano nello stesso condominio e si sono trovati gli agenti di polizia con passamontagna e pistola in mano, in casa, alle 5:30, nella migliore delle tradizioni. Lunghissime perquisizioni, poi l’arresto. Un terzo attivista arrestato a Lecce, al momento si sa che i due milanesi si trovano ancora in questura a Milano, la novità è che nei capi d’imputazione manca il terrorismo, i fatti riguardano l’attacco al cantiere TAV nella notte del 13/14 maggio ma le accuse contestate ai tre sono quelle di danneggiamento, incendio, violenza a pubblico ufficiale e detenzione e fabbricazione di ordigni esplosivi o da guerra.
Un’altra perquisizione a casa di un’altra attivista a Novate Milanese, ma non se ne conosce ancora l’esito, come emerge dal racconto di Giuliano, redattore di Radiocane.info, in un’intervista di oggi a Radio Blackout.

Dalle notizie riportate sui quotidiani sembrerebbe che i nuovi arrestati siano stati identificati durante la loro partecipazione, come solidali, al processo in corso all’aula buker di Torino ai 4 no tav accusati di terrorismo e detenuti in AS2 dal 9 dicembre.

L’avv. Eugenio Losco spiega gli arresti di questa mattina: “Sono tre persone coinvolte sempre nel procedimento relativo all’attacco del cantiere nella notte del 13 maggio dell’anno scorso, quello che vede in corso il processo in Corte d’Assise con l’accusa di terrorismo. Dalle poAbFaldoniche notizie, perché non ho ancora avuto copia dell’ordinanza di custodia cautelare, mi sembra di capire che non ci sia l’accusa di attentato con finalità di terrorismo ma che vengano contestate le altre ipotesi delittuose, possesso e fabbricazione armi da guerra, le molotov, e gli altri reati… Un elemento molto interessante e si può pensare che la recente sentenza della Cassazione abbia avuto un peso sulla rideterminazione dell’ipotesi accusatoria e che quindi ci sia limitati alle accuse secondarie che sono quelle più compatibili con la realtà dei fatti. Manca ancora il dato, se sia frutto di una migliore elaborazione della procura o se sia la valutazione del GIP che ha emesso l’ordinanza, può darsi che la Procura abbia richiesto il terrorismo ed il GIP non l’abbia concesso, questo è ancora da capire”. Può darsi, infatti, che la Procura abbia richiesto gli arresti con gli stessi capi d’imputazione ma sia stato il GIP che, a fronte della recente decisione della Cassazione, abbia ridimensionato l’accusa.

Ricordiamo che ad oggi, nonostante la Cassazione abbia respinto il capo d’imputazione ai fini della custodia cautelare, Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia sono detenuti in isolamento (AS2) e si è in attesa di un nuovo riesame per una revisione delle misure cautelari. (QUI il testo COMPLETO della CASSAZIONE)

Questo arresto, pochi giorni dopo l’operazione “San Michele”, che ha reso evidente come la malavita sia inserita nel contesto locale, infiltrandosi anche negli appalti per il TAV, sembra ancora una volta il tentativo di criminalizzare il movimento riportandolo ad una più mansueta “espressione del dissenso”. Come abbiamo sentito più volte ripetere da noti volti dell’istituzione, “Dissentire è legittimo, ma basta con le violenze”.
Mafia e ‘ndrangheta, indubbiamente, ringraziano.

Lunedì 14 e mercoledì 16 in aula bunker ci saranno due udienze del processo a Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia, l’appello è ad essere presenti e solidali. Appuntamento dalle ore 9:00.

 

Aggiornamento ore 14:30 A quanto pare pur non essendo stati arrestati con l’accusa di terrorismo, resta quel capo d’imputazione nelle indagini a loro carico. Qui il servizio del TGR 11 luglio ore 14:00

 

Simonetta Zandiri  – TGMaddalena

 

 

 

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