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A volte mi sembra di vivere in una puntata pilota, ho come la sensazione che qualcuno osservi le mie reazioni alle tante notizie che quotidianamente avvelenano le nostre già dure giornate e si faccia delle grandi risate. Quando ho visto l’articolo su Huffington Post per un attimo ho creduto fosse Lercio.
Ma in che paese siamo? E’ indagato per lo scandalo MOSE e viene nominato presidente della commissione Lavori Pubblici? Questo è decisamente gravissimo, ma altrettanto rilevante e grave è che questa nomina sia avvenuta con l’appoggio del Movimento Cinque Stelle.
A che gioco stanno giocando, tutti? Matteoli è stato negli anni ottanta esponente della destra, MSI-DN, poi è passato ad Alleanza Nazionale… per poi passare con Berlusconi, quindi ripeto: A CHE GIOCO STANNO GIOCANDO, TUTTI?
Forse  è bene rinfrescare la memoria a qualcuno che magari si è distratto…. E’ bene ricordare che tra i suoi atti in qualità di Ministro nel giugno 2008 ha siglato un accordo per la realizzazione del TAV  Torino e Lione insieme ai sindaci della Val Susa, alla presidente del Piemonte e ad altri enti locali.

Sue testuali parole dopo il fantomatico “accordo”:

«L’opera si fa e questo e è un successo della filosofia del dialogo. Complimenti all’ingegner Virano e a quanti altri hanno collaborato per la felice conclusione del lavoro dell’Osservatorio sulla Torino-Lione. Sta vincendo la filosofia del dialogo che ho condiviso fin dal mio insediamento, a cui seguirà l’assunzione delle responsabilità per la realizzazione dell’opera. La Torino-Lione si farà contribuendo alla crescita economica dell’Italia e alla competitività del sistema Paese in Europa»: lo dice all’ADNKRONOS il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.
«Esamineremo con attenzione la proposta progettuale dell’Osservatorio per passare rapidamente alla fase operativa come ci chiede l’Ue», conclude il ministro.

A CHE GIOCO STANNO GIOCANDO, TUTTI?

Qui l’articolo su Huffington Post:

“La doppia morale dei grillini che, per “fare uno sgambetto al Pd”, vengono a patti con quello che hanno sempre considerato “il diavolo”. Cioè Forza Italia. Ma più che un patto è proprio una questione di voti, grazie ai quali Altero Matteoli (“non è uno stinco di Santo”, dice il pentastellato Cioffi) è stato confermato presidente della commissione Lavori pubblici del Senato. Lo stesso Matteoli contro il quale i senatori M5S hanno votato in Giunta per le elezioni e le immunità dando il via libera all’autorizzazione a procedere nell’ambito dell’inchiesta Mose che vede coinvolto l’ex ministro dell’Ambiente e dei Trasporti indagato per corruzione e ora rinviato a giudizio.

L’accusa della procura di Venezia nei confronti di Matteoli è quella di corruzione in atti d’ufficio per aver ricevuto – in due separate situazioni – due tangenti dell’importo di 400.000 e 150.000 euro, da Giovanni Mazzacurati e Piergiorgio Baita, anche loro coimputati nello stesso procedimento allo scopo di favorire l’assegnazione di appalti al Consorzio Venezia Nuova. I fatti risalgono al quinquennio 2001-2006, tempo in cui Matteoli ricopriva la carica di ministro dell’Ambiente e al 2008-2011, quando era titolare del ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Quando l’autorizzazione a procedere è arrivata in Aula, è stato lo stesso Matteoli a chiedere di dare l’ok senza votare. Il 21 dicembre scorso, Matteoli è stato rinviato a giudizio.”

Mi fermo qui perché il disgusto è a livelli massimi.
Avanti così, ma non in mio nome.

Simonetta Zandiri  – TGMaddalena.it

This article has 18 comments

  1. Dimitri De Vita

    Quando non hai la forza per imporre il tuo Presidente, quando sai che i giochi sono fatti a meno che … beh! Fai saltare il banco al Pd. Io avrei fatto lo stesso e tu pure. L’elezione di quell’individuo non è fatta in nome di nessuno.

    • Non credo proprio che io avrei fatto lo stesso, anche solo per il mio punto di partenza fondamentale che difficilmente mi avrebbe portato a mettere anche solo un piede in quel teatrino, ben sapendo che viviamo in un totalitarismo mascherato da democrazia. Detto questo, sorry, ma non si può giustificare una mossa così palesemente suicida con un “far saltare il banco al PD”, come se favorire la destra fosse un vantaggio, ma di cosa stiamo parlando? Non è questione di bandierine e colori, è che c’è ormai all’ultimo stadio un piano per smantellare totalmente il nostro paese, ora siamo all’aggressione e svendita delle infrastrutture come Ferrovie, Poste, Enav, Elettrificazione Ferrovie, Eni ….. quando si vende il 40% del pacchetto azionario di un “bene comune” coì strategico è l’ultimo step, capite? quella è roba che abbiamo pagato noi, prima finanziata con soldi pubblici, poi PAGATA come FRUITORI di un servizio e, infine, svenduta a privati (presumibilmente fondi stranieri…. vedrete!) che ne trarranno i massimi profitti… cosi’ come per le autostrade e per la sanità, questa è EVERSIONE, invece di sostenere questi piani se qualcuno fosse un po’ onesto dovrebbe ammettere che non è in grado di fermarli e dovrebbe chiedere a tutti i cittadini di attivarsi e mobilitarsi, e per farlo dovrebbe quanto meno tentare di ridurre la pressione che, in basso, ci sta impedendo anche solo di alzare la testa… quella repressione che invece non pare degna della loro attenzione…. Dimitri De Vita, capisci che se questa è l’opposizione … l’impero del male ha vinto e stravinto? E se la ride pure…

      • Vincemas88

        Ulteriore conferma della validità del mio non-voto per i cinque stelle.

  2. Tanto per non dimenticare, ecco cosa troviamo pubblicato sul sito di VITO BONSIGNORE il 16 ottobre 2009, “TAV, si parte con i carotaggi – Ad assicurarlo il ministro Altero Matteoli” http://www.vitobonsignore.net/index.php/site/com/175/tav_si_parte_con_i_carotaggi

  3. Dimitri De Vita

    Si, se la rideranno pure ma non per molto almeno spero. L’opposizione per esser tale non ha mai i numeri per imporsi ed il ricorso ai cittadini presuppone la sincera consapevolezza di anelare a donne ed uomini compiuti. Un giorno forse i pochi saranno molti. Non ci sarà più da ridere e magari i nostri figli potranno sorridere. Che si possa sorridere insieme a loro.

    • Dimitri, io non ti conosco, ma apprezzo il tuo contributo ottimistico e un tantino strabico, dal mio punto di vista. Continueremo forse questa discussione in un altro momento perché ora ho un impegno

  4. Dimitri, se fosse come nella tua scarna interpretazione, cioè quella di sparigliare il gioco al pd, beh non c’era momento e modo peggiore per farlo, questa nomina per i NOTAV o almeno per me equivale ad una cucchiaiata di merda, non so a te che effetto ti può fare. Tranquilli? proprio per nulla: a controllare il lardo ci hanno messo il gatto. #tantoperdire

  5. Simonetta…roberto…dimitri discussione sterile scusate…che ci sia lui o qualcun alteo che cambia? Il tav si sta facendo e a TUTTI da forza italia al pd passando per aska va bene così perché era importante opporsi per sviare l’attenzione del Frejus…il raddoppio è fatto quindi i notav possono ritirarsi e prendre le compensazioni cone stanno trattando scibona e plano con l’aiuto di Esposito. . .insomma un po’ di sano realismo i fatti stanno parlando chiaro…i compagni.marciscono in carcere perino e i suoi contano i soldi delle compensazioni Cari compagni il business é business

  6. Hai ragione tu, Simone. E’ una discussione sterile. A Dimitri aggiungo che se questi sono i frutti della loro “inutile opposizione” (come l’ha definita lui stesso) allora facciano un favore a tutti: lascino vuote quelle poltrone. Possono sempre andare ad incatenarsi ai cancelli del cantiere TAV o a quelli dell’inceneritore torinese tanto cavalcato in fase elettorale per poi essere dimenticato, archiviato, perché “mica tutte le battaglie si fanno per vincerle” (dixit un noto consigliere regionle M5S). Avanti cosi’, ma lorsignori dovranno incrociare prima o poi qualche sguardo determinato, che faranno, inizieranno a girare anche loro con plotoni di bodyguard?

  7. Simonetta ormai é chiaro che la lotta non è più solo contro gli sbirri statali ma contro gli sbirrami pentastellati/trenocrociati/askari grave la situazione è grave mentre gli sbirri agiscono contro i compagni…i lavori tav e seconda canna procedono spediti con gran soddisfazione dei politici delegati di destra sinistra centro e di corso regina

  8. Simonetta facciamo un piccolo esercizio di memoria. Chi scavava il raddoppio del Frejus? La famiglia Lunardi, la fam. di un ministro dei governi Berlusconi quindi a loro fa comodo avere Matteoli. Il Tav lo scava Cmc, in quota Pd o meglio all’epoca la fam. Bersani. I 5 stelle? Per adesso si accontentano di qualche poltrona, sono giovani e assai incapaci , la dimostrazione é Scibona. Scibona eletto con voti Valsusini e con inviti insistenti del lider maximo Perino. Unica cosa notav che Scibona ha fatto é stata quella di ondossare una cravatta con il logo depositato (dal sig. Notav )del treno crociato.
    Poi la storia va avanti e tutti si uniscono e votano il dirigente Sitaf Plano. Tutti proprio a partire dai pentastellati malgrado che la sig.Frediani in modo disonesto neghi il fatto che i 5 stelle si siano spesi per l’elezione di Plano Pd/sitaf/sig notav.
    Poi si va oltre si stringono patti con l’infame Esposito, questa è la storia che racconti qui tu.
    Che dire? Come direbbero loro ma proprio a partire dall’incapace Scibona.
    Promemoria ulteriore…ricordiamoci che Sindaci notav/Perino/5stelle strumentalizzarono la manifestazione torinese di solidarietà agli artestati per fare la campagna elettorale a Plano.Si il mov notav a servizio dei politicanti a favore del raddoppio del Frejus e quindi delle compensazioni.
    Il panorama che piaccia o no é questo stanno ottenendo queste cose a discapito dei Compagni che lottano in modo onesto e con grandi rischi. Si grandi rischi perché i Delatori Autonomi in cambio della delazione stanno ottenendo frandi favori nella città di Torino stanno andando avanti a tutta Cavallerizza ed Ex Moi.
    Sotto gli occhi di pavidi “ANTAGONISTI” e anarcoriformisti filo Perino e soci…anarcoriformisti che manifestano coi Sindaci i parlamentari e fannp conferenze con gli sbirri della magistratura.
    Questo é ciò che é rimasto della Valle che resiste e delle occupazioni torinesi.
    Hanno un merito fanno ottime polente per raccogliere fondi che vanno non per gli inguaiati ma per i Valsusini per integrare le compensazioni governativa.

  9. P.s ho fatto un refuso un certo punto manca “tutti a casa”

  10. P.s ho fatto un refuso un certo punto manca “tutti a casa”

  11. Rinfreschiamo la memoria….
    Tav, accordo sulla Torino-Lione
    E arriva subito il “sì” dei sindaci
    L’intesa sulla Tav raggiunta dopo tre giorni di conclave nell’Osservatorio tecnico
    Poi il documento a Palazzo Chigi. Si chiude la fase dello scontro

    di Paolo Griseri da Repubblica del 29/6/08

    PRA CATINAT (Torino) – Alle 10 di questa mattina, con un lungo applauso i sindaci e i tecnici dell’Osservatorio sulla Torino-Lione, hanno approvato il documento che chiude due anni di confronti tra il governo e le amministrazioni locali per realizzare la nuova linea tra Italia e Francia. Un accordo che chiude politicamente la ferita dell’inverno del 2005 quando l’opposizione alla Tav provocò un mese di incidenti e scontri in Val di Susa.

    Oggi, invece, il documento in sei cartelle recita che “la fase della progettazione preliminare della Torino-Lione deve esser realizzata contestualmente per tutta la tratta” una formula tecnica per dire che i sindaci accettano la costruzione della nuova linea e anche la galleria di 57 chilometri che dovrà unire le località di Susa e St. Jean de Maurienne, in Francia.

    Un passaggio decisivo che, però, ancora non chiude il confronto sulla Torino-Lione né, come ha detto, il presidente dell’Osservatorio, Mario Virano, “risolve tutti i problemi”. Nei prossimi mesi – ha proseguito Virano – sarà necessario realizzare una sorta di progettazione della progettazione stabilendo con le amministrazioni locali tempi e criteri per definire un tracciato”.

    A nome dei sindaci della bassa valle di Susa, il presidente della comunità montana Antonio Ferentino, ha sottolineato che “non c’è un accordo su un tracciato, ma c’è un accordo politico sul percorso e devo dare atto a Virano di aver condotto in modo serio un confronto complesso durato due anni. Credo che, alla fine, non abbia vinto nessuno e, che siamo di fronte a un molto onorevole pareggio”.

    I prossimi passaggi della vicenda sono già definiti: a metà luglio è prevista la riunione del tavolo politico di palazzo Chigi dove i ministri coinvolti nella realizzazione dell’opera dovranno accogliere le conclusioni dell’osservatorio e decidere come si svilupperà quella che il ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli ha già definito “la fase due”, un periodo di circa sei mesi per giungere entro fine anno alla scelta di un tracciato

    Così, a due anni esatti dalla scelta del governo Prodi di togliere la Torino-Lione dalle opere comprese nelle legge obiettivo, quella che salta ogni mediazione con le popolazioni locali, il nodo della Tav in val di Susa comincia finalmente a sciogliersi.

    (29 giugno 2008) http://www.notavtorino.org/documenti/media-su-acc-pracat-30-6-08.htm

  12. Tutto cambia perché NULLA CAMBI?
    Tav, firmato l’accordo con i sindaci
    Svolta dopo anni di muro contro muro. Nel 2009 i primi lavori sulle stazioni

    Di Maurizio Tropeano da La Stampa del 30/6/08

    Era il sei dicembre del 2005 quando le immagini degli scontri tra i manifestanti No Tav e la polizia al presidio di Venaus facevano il giro del mondo e mettevano a rischio lo svolgimento delle Olimpiadi invernali. Quattro giorni dopo a palazzo Chigi, con Berlusconi premier e Gianni Letta sottosegretario, veniva sancita la tregua olimpica e l’avvio di un tavolo politico, quello dell’Osservatorio. Il 29 giungo del 2006, con Prodi premier ed Enrico Letta sottosegretario, la Tav veniva tolta dalla legge Obiettivo. Due anni dopo l’accordo di Pra Catinat sancisce la fine del muro contro muro e la certificazione che il metodo della concertazione partecipata sulle grandi opere può far risparmiare tempo e denaro. Certo, lo zoccolo duro del movimento No Tav resiste e annuncia battaglia ma l’accordo, se tutte le parti lo rispetteranno, dovrebbe permettere di realizzare la Torino-Lione, tunnel compreso.

    I primi cantieri non si apriranno per la nuova linea. Nel 2009, infatti, sarà «realizzato un intervento straordinario sulle stazioni della linea storica per accrescere il comfort, l’efficienza e la capacità di interscambio», si legge a pagina 3 del documento. E’ questo uno dei contenuti chiave dell’accordo che ha permesso all’Osservatorio guidato da Mario Virano di concludere positivamente la sua missione e di «rispettare il calendario fissato dall’Ue». Si parte dagli interventi sulla rete esistente per arrivare a quelli sulla nuova linea. Soprattutto «c’è il riconoscimento corale che «sia necessario partire dal nodo di Torino in modo che siano più visibili le ricadute sul territorio», spiega Virano. Il che, tradotto, vuol dire aggiornare un dossier in vista della prima verifica da parte di Bruxelles del sistema di erogazione dei fondi comunitari in programma a settembre.

    E in quell’aggiornamento ci sarà la conferma di un accordo che dovrebbe permettere di partire dal prossimo gennaio con la progettazione preliminare della nuova linea – dove sarà inserito anche il tunnel di base con uscita a Susa – e che dovrebbe durare circa 12 mesi. Poi dopo una verifica politica tra il governo e gli enti locali si dovrebbe passare alla progettazione definitiva che durerà circa 6/7 mesi. Una volta ultimata questa seconda fase e in base alle indicazioni contenute nella stessa si potranno avviare i cantieri dei sondaggi preliminari per la Torino-Lione. Data prevista: fine del 2010.

    Tutto questo, però, si potrà realizzare a condizione che l’accordo di Pra Catinat venga rispettato in tutte le sue parti. Di fatto si tratta di un contratto che prevede «la realizzazione contestuale di un pacchetto di misure», precisa Virano. Un contratto dove accanto agli impegni dei singoli attori ci sono precise garanzie, soprattutto per i sindaci e i territori. Garanzie che dovranno essere stabilite nei prossimi 6 mesi e che dovranno avere anche una «regia unitaria». Partire da Torino, ad esempio, vuol dire dar tempo alle comunità locali di apprezzare i benefici di una nuova politica di trasporti che metta al centro i pendolari, da qui gli interventi sulle stazioni della linea storica e il finanziamento, da reperire possibilmente già con questa Finanziaria, dei fondi per l’acquisto di materiale rotabile per il sistema ferroviario metropolitano.

    E solo dopo questa fase si potrà partire con la progettazione vera. Per questo Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Montana della Bassa Valle, parla di «un buon impianto perché mette al centro il territorio e coniuga le politiche dei trasporti e quelle legate alle infrastrutture». Aggiunge: «Questo non è un accordo sul tracciato ma su un percorso di confronto e concertazione sul cui esito positivo non è secondario l’atteggiamento del governo». Il che tradotto vuol dire soldi, tanti, sul trasporto locale e sulla riqualificazione territoriale e possibilità di coinvolgimento degli enti territoriali nel processo decisionale e nel controllo dell’attuazione e nel monitoraggio degli effetti degli interventi.

    Resta il disaccordo sui tempi. I sindaci della Bassa Valle e dell’area metropolitana di Torino sostengono la necessità di costruire la linea attraverso lotti da attivare per fasi successive cioè dopo la verifica dell’effettivo conseguimento degli obiettivi dello step precedente. Dal loro punto di vista è necessario partire dal nodo di Torino e solo in una fase successiva avviare i lavori per la tratta di valico.

  13. Finalmente è stato pubblicato il VIDEO della seduta dell’8 marzo, quando i sindaci capitanati dal piddino Sandro Plano hanno incontrato MATTEOLI, naturalmente alla presenza del suo elettore SCIBONA , ne ho visto solo un pezzo quindi non so dirvi se fosse presente anche il VICE PRESIDENTE della COMMISSIONE AI LAVORI PUBBLICI STEFANO ESPOSITO… http://webtv.senato.it/4191?video_evento=2435

  14. Come sempre la lotta da una parte, a favore dei media , in questo caso a Venezia, gli affari a Roma, tutti insieme appassionatamente. Del resto in val Susa è da un bel po’ che questa modalità è in corso la lotta in treno gli affari su gomma, il FREJUS è stato raddoppiato tra l’indifferenza di tutti, anche grazie ai Notav (i leader chiaramente), tutrti a Bussoleno mentre a Bardonecchia si scavava. Ora la SITAF di Plano e soci triplicherà il fatturato , e con il fatturato triplicherà il traffico su gomma e quindi l’inquinamento. Chi ha provato a far notare queste cose e chiedeva urlando di portare avanti le due lotte (Tav e Frejus) è stato allontanato dai vari sbirrami di turno, quello di stato e quello di movimento…
    Ricordiamo chi l’esponente del PD, Sandro Plano è stato eletto anche coi voti dei 5 stelle, e non fu fatto un accordo sotto banco fu dichiarato, sia con comunicati stampa e con la presenza costante del sig Perino (lider maximo, mr 130.000 euro) sui palchi dei pentastellati durante la campagna elettorale…questa è storia triste storia

  15. Stefano Esposito era presente ormai il trio Plano//Scibona/Esposito è indivisibile un ottimo comitato d’affari…