Mentre Milano si prepara ad accogliere, nel 72° anniversario della Liberazione, le parate di CasaPound e Lealtà Azione al Campo 10 del cimitero Maggiore, nel piccolo comune della seconda cintura di Torino, Torrazza Piemonte, le parate oggetto delle cerimonie commemorative si svolgeranno tra un calcio alla memoria ed uno al pallone protagonista di un torneo di calcio “Quadrangolare della Resistenza”, seguito dall’inaugurazione di un piazzale che verrà intitolato al “Grande Torino”.
Nel febbraio 2016 la stessa giunta organizzò un evento con una serie di conferenze del Prof. Parlato per ricordare e commemorare i martiri delle foibe, titolando loro una piazza di Torrazza. Su questo sito pubblicammo un comunicato a firma Utopia Concreta ed il giorno dopo l’evento, al quale partecipammo per un doveroso contributo alla memoria e per contrastare il tentativo di revisionismo, raccontammo con Cinzia Dalle Pezze la serata e le spiacevoli disavventure dei compagni fermati dal sindaco-sceriffo mentre diffondevano le loro idee, distribuendo i volantini nelle buche delle lettere dei torrazzesi.

Ad un anno da quella vergognosa farsa in salsa neofascista è evidente che continuino le prove tecniche di revisionismo da parte della giunta Rozzino.
Nei manifesti affissi in paese per le ricorrenze previste per il XXV aprile non c’è un solo riferimento all’essenza della festa della Liberazione, mentre è evidente la grave omissione del fatto che la Resistenza fu combattuta dai Partigiani contro criminali fascisti. L’amministrazione torrazzese sembra avere qualche problema nell’uso della parola antifascismo, infatti le corone saranno deposte ai “caduti di tutte le guerre“. Senza distinzione, senza precisazioni.

LocandinaTorrazza

La giornata poi prenderà una piega nazional-popolare sportiva, con tornei di calcio e intitolazione di un piazzale al Grande Torino. Grande rispetto per la squadra di calcio, ma in un momento storico così delicato e con un crescendo di rigurgiti neofascisti,  riteniamo sarebbe opportuno dedicare qualche riflessione in più alla storia dell’Italia fascista, perché è quando non si conosce la storia che questa rischia di ripetersi, forse che a Torrazza Mussolini non gode di grande antipatia?

Purtroppo questa vicenda si aggiunge ad altri segnali chiari e preoccupanti, le voci contro sono sempre meno, i silenzi sono imbarazzanti, le intimidazioni sono evidenti, da minacce dirette fino all’utilizzo della querela per presunte “diffamazioni”.

Concludiamo questo breve scritto con una citazione di Piero Gobetti:

“Il fascismo in Italia è una catastrofe, è una indicazione di infanzia decisiva, perché segna il trionfo della facilità, dell’ottimismo, dell’entusiasmo. Si può ragionare del Ministero Mussolini, come di un fatto di ordinaria amministrazione. Ma il fascismo è stato qualcosa di più, è stato l’autobiografia di una nazione. Una nazione che crede alla collaborazione delle classi, che rinuncia per pigrizia alla lotta politica è una nazione che vale poco…”

…e auspichiamo che queste semplici locandine affisse nelle bacheche di Torrazza aiutino a ricordare che….”ai nostri posti ci ritroverai, morti e vivi collo stesso impegno, popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA”

TorrazzaUtopiaConcreta

 

Per gli smemorati di Torrazza, proponiamo anche la visione del servizio di Blu Notte dedicato all’armadio della vergogna, con i molti masssacri di civili perpetrati dai nazifascisti tra il 1944 e il 1945.


Simonetta Zandiri [ TGMaddalena e Utopia Concreta Partigiani del XXI Secolo ], Simone Capula, Cinzia Dalle Pezze [ Utopia Concreta Partigiani del XXI Secolo ].

Locandine appese a Torrazza, 22 aprile 2015

Locandine appese a Torrazza, 22 aprile 2015

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  1. Fischiava il vento
    nella canna del fucile,
    rossa primavera
    alla fine di Aprile.

    Poi venne Maggio,
    l’ordine di disarmarci.
    Caro Valerio,
    non dovevamo fermarci.

    Non dovevamo fermarci,
    si doveva continuare,
    si fa con lo schioppo
    l’unità nazionale!

    Mandando ogni uomo
    vestito di nero
    prete, fascista o sbirro del re
    al cimitero

    E invece sono ancora tutti là
    con i sorrisi smaglianti,
    sono là i figli e i nipoti
    vincenti e arroganti.

    Un proiettile a testa
    caro il mio colonnello,
    e non smettere di giocare
    proprio sul più bello.

    E a chi voleva la libertà
    cosa gli diciamo?
    Ai compagni morti per niente
    cosa raccontiamo?

    Che un pelato appeso a testa in giù
    poteva bastarci.
    Caro Valerio,
    non dovevamo fermarci.

    Ma porco dio, madonna ladra,
    non dovevamo fermarci!

    https://www.youtube.com/watch?v=x6GeUVyh1-w

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