libertLettera aperta al consigliere Comunale Massimo Giovara (M5S) – di Simone Capula.

“Giorni fa ho avuto un’accesa discussione con il consigliere comunale Massimo Giovara, poi ho letto questa sua riflessione:

Ieri ho scoperto come si fa a far scrivere a un giornalista (?) due righe di dichiarazione senza essere padrone della testata.
Basta fare un commento su facebook a un post di qualcuno che critica questa amministrazione. (non cito il nome perché l’oggetto non è questo).
Non avendo avuto le attenzioni dei giornalisti (?) in sei mesi di attivitá di consigliere, non un contatto, una telefonata, un’intervista (ed essendone felice, sono anni che faccio teatro e le loro attenzioni mi sarebbero servite a sopravvivere, ma per la maggior parte sono state temibili e interessate a leccare altri culi) mi chiedo ingenuamente se questa sia davvero informazione. Lo so, mi aggiungo a un coro affollato.
Credo che i cittadini e quei quattro lettori che mi hanno votato sarebbero più ben serviti se gli si raccontasse quello che sto facendo per le politiche culturali, magari muovendo il sederino e andando in giro a parlare non con me, ma con gli operatori che ho ascoltato, venendo alle commissioni e cercando di capirci qualcosa.
Una volta si faceva così. E qualcuno lo fa ancora, e anche se ci critica, rende onore al mestiere.
No. È più facile soffiare sul fuoco comodamente seduti davanti a un “black mirror”.
A fare giornalismo così sono capaci quasi tutti.
Quasi. Chi ha passione per il giornalismo vero, tra quei pochi che ci credono ancora, non ci riuscirebbe.

Ora, siccome voglio farmi pubblicitá, vado a commentare un post di qualche incendiario da tastiera. Vediamo che succede.

#77mopostoperlibertádistampa”

Giovara ha ragione su molte cose, probabilmente, ma io rilancio una proposta che ho già fatto giorni fa, sulla sua pagina fb: perchè, invece di continuare a fare incontri (sicuramente utili, senza ironia) a due a due, l’amministrazione comunale attuale non organizza un convegno/incontro su l’organizzazione culturale o, meglio ancora, un lavoro intitolandolo: “IL LAVORO CULTURALE”, lasciando a casa i soliti noti, quelli che da anni consumano i corridoi di assessorati, uffici di funzionari ecc..? Un semplicissimo convegno in cui l’Amministrazione Comunale illustra quali sono le politiche culturali di Torino e gli operatori (non solo i soliti, ma anche i piccoli e piccolissimi, quelli che fanno cultura seria, quella cultura che fa il tessuto culturale di una comunità), possono dire forte e chiaro quello che sarebbero in grado di fare, quello di cui avrebbero bisogno. Probabilmente si potrebbero scoprire potenzialità culturali e politiche che l’arroganza dei politicanti e degli operatori che hanno occupato le stanze del potere torinese fino a questo momento hanno soffocato, anche solo per paura di un confronto con il LAVORO CULTURALE vero e proprio. Si sa che chi passa molto tempo con i burocrati ha poco tempo a disposizione per pensare e fare cultura e arte. Spero che presto possa esserci un incontro pubblico, in un luogo istituzionale, per iniziare a capire un po’ di più cosa sta succedendo in questa città che ha pretese di essere una capitale della cultura a livello internazionale, ma che a me pare abbia delle pecche molto grandi, e gravi.”

Simone Capula

This article has 1 comment

  1. Mi piace! Seguo gli sviluppi, è un’ottima occasione, per l’attuale giunta, di dimostrare la volontà dichiarata di confrontarsi con la cittadinanza.