NoCMC13o2013

Manifestazione 13 ottobre 2012 NO CMC a Ravenna- organizzata da individui e realtà contro nocività e devastazioni.

«Discariche di rifiuti speciali al porto»

Processo in vista per dieci dirigenti. La procura ha chiuso l’inchiesta e chiederà il giudizio

RAVENNA. L’indagine sui fanghi del porto è chiusa e sono dieci le persone per le quali la procura chiederà il rinvio a giudizio. Nell’elenco degli indagati ci sono gli ex presidenti dell’Autorità portuale, Giuseppe Parrello e Galliano Di Marco, il presidente di Sapir Matteo Casadio e il suo predecessore Giordano Angelini, l’attuale amministratore delegato di Sapir Roberto Rubboli e poi il presidente di Cmc Massimo Matteucci e l’ex ad Dario Foschini, oltre a tre vicepresidenti del colosso delle costruzioni che si sono succeduti dal 2005 ad oggi: Maurizio Fucchi, Alfredo Fioretti e Guido Leoni (le cui posizioni appaiono più defilate).

Un’inchiesta imponente quella diretta dal pm Marilù Gattelli e dal procuratore capo Alessandro Mancini che aveva portato nei mesi scorsi anche al sequestro di tre delle otto casse di colmata finite al centro delle indagini nel febbraio del 2015 dopo un’informativa di Arpa. Agli imputati sono contestati due reati ambientali in concorso: “smaltimento di rifiuti in mancanza di autorizzazione” e “creazione di discarica non autorizzata” (articolo 256 del cosiddetto “decreto Ronchi”). L’intera inchiesta gira attorno a una vera e propria “montagna di fanghi”: per l’esattezza tre milioni e 154mila metri cubi di detriti derivati dalle operazioni di scavo dei fondali del Candiano dal 2008 fino allo scorso anno. Quei fanghi sono stati “parcheggiati” in otto diverse casse di colmata. In quella “centro direzionale” ne sono finiti 600mila metri cubi, alla “Nadep Trieste” 250mila, alla “Nadep Centrale Interna” 400mila, in quelle “Trattaroli 1”, “Trattaroli 2” e “Trattaroli 3”, 600mila a testa. Mentre nell’ “Avamporto Porto Corsini” 104mila. Secondo gli inquirenti quei detriti – considerati “rifiuti speciali non pericolosi” – una volta scadute le autorizzazioni sarebbero dovuti essere avviati a un “processo di recupero” entro un anno. Ma così non è stato e ciò avrebbe creato “un deposito incontrollato di rifiuti”. Il fatto che quel deposito si sarebbe protratto per oltre tre anni avrebbe successivamente portato – sempre secondo l’accusa – alla «realizzazione di una discarica avente caratteristiche di definitività». Le autorizzazioni mancanti dovevano essere fornite dalla Provincia, mentre i terreni erano di proprietà sia della Cmc che della Sapir. Ad aver chiesto i lavori di scavo (alla Cmc) era stata invece l’Autorità portuale prima con Parrello e poi Di Marco. Gli indagati nei prossimi 20 giorni potrebbero chiedere di essere sentiti dai pm o di presentare una memoria difensiva. Tra gli avvocati difensori Luigi Sgubbi (per Parrello), Ermanno Cicognani e Luigi Stortoni (per Angelini e Rubboli), Mauro Cellarosi e Maurizio Merlini (per Casadio), Roberto Fariselli, Mirca Tognacci (per la Cmc) e Gilberto Giusti del foro di Firenze (per Di Marco).

Sorgente: «Discariche di rifiuti speciali al porto» – Ravenna – Corriere di Romagna

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Sulla manifestazione del 13 ottobre a Ravenna, ricordiamo quest’articolo pubblicato il giorno prima da Marco Cedolin:

Sono una cooperativa rossa, perché questa formula societaria permette loro di evadere legalmente la maggior parte delle tasse, ma in realtà si tratta di una delle maggiori multinazionali mondiali che operano nel campo delle costruzioni, “coccolata” dal Dipartimento della Difesa americano e da un’infinità di governi che apprezzano la sua spregiudicatezza ed i “prezzi al ribasso” che grazie al fatto di essere una cooperativa riesce a spuntare nel corso delle gare di appalto. E protetta da quasi tutto l’universo della sinistra italiana che dal PD a quel che resta di Rifondazione Comunista ne difende pedissequamente l’operato, anche qualora sia in netto contrasto con il pacifismo e l’ambientalismo attraverso i quali ha costruito decine di anni di campagne elettorali.
Il lavoro innanzitutto, non importa se le sue conseguenze saranno l’avvelenamento e la distruzione dell’ambiente o il supporto alle guerre americane, quello che conta è che i profitti vengano gestiti all’interno del “partito” e che della CMC si parli il meno possibile, affinché il “partito” possa continuare a bettolare intorno a temi come l’ecologia e la pace nel mondo, raccogliendo voti fra le anime ingenue che ci credono. Questo a grandi linee risulta il pensiero non solo di Bersani, ma anche della grande quantità di uomini politici minori, del PD, di SEL e della maggior parte dei partitelli di sinistra che spesso “vanno a braccetto” proprio con i cittadini che si battono contro le grandi opere e le nocività per difendere la propria salute ed il proprio futuro.
Un gruppo di “coraggiosi”, non solo NO TAV, ma anche cittadini appartenenti alle varie realtà che in Italia lottano contro le devastazioni portate dalla CMC nei territori in cui vivono, ha deciso di non soggiacere alla regola non scritta in virtù della quale nel nome dell’omertà la cooperativa rossa non si deve contestare ed hanno capito che alzare la voce contro la mafia del tondino e del cemento è non solo un diritto ma soprattutto un dovere, a prescindere da quale sia il suo colore.
A Ravenna domani, questo gruppo di cittadini provenienti da un po’ tutto il paese, cui va la mia stima e la mia totale solidarietà, sfilerà in corteo davanti alla CMC per ribadire il proprio NO alla devastazione che la multinazionale rossa sta portando in Italia e nel mondo. E lo farà nonostante l’omertà mediatica in cui è stata racchiusa questa manifestazione e nonostante i molti boicottaggi (palesi o striscianti) di cui sono stati oggetto perfino all’interno delle proprie realtà di lotta.
Lo farà sobbarcandosi tante ore di viaggio in pullmann a proprie spese, sopportando le occhiatacce ammonitrici di molti “compagni”, il boicottaggio ed il linciaggio morale messo in atto dall’amministrazione pubblica di Ravenna che si è premurata di “ottenere” che il corteo non attraversi il centro cittadino.
Non può esserci che simpatia ed ammirazione per tutti coloro che domani grideranno NO alla CMC, per difendere il futuro dei propri figli, ma anche quello di tutti coloro che hanno preferito defilarsi, ritenendo che la devastazione ambientale e le basi di guerra diventino in fondo un fatto accettabile quando sono funzionali agli interessi della sinistra e “nutrono” le tasche di molti compagni, magari “compagni che sbagliano”, ma comunque sempre compagni.

 

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