Sigillibaita Dalle 9:00 la trascrizione in diretta dell’udienza per la rimozione dei sigilli alla baita.

Entro in ritardo, lunga fila all’ingresso e anomala richiesta documenti una volta entrata nell’aula.Ad inizio udienza la difesa presenta il documento della sovrintendenza alle belle arti che certifica l’idoneità della costruzione della baita, la procura si oppone ma il giudice acquisisce la documentazione.

C’è il primo teste, Maresciallo Pellegrini, in veste di consulente tecnico/informatico della procura, che spiega come ha effettuato il lavoro di catalogazione delle immagine attraverso un software gratuito scaricato dalla rete. Spiega che il software cataloga le immagini con dei numeri, indipendentemente dal nome del file. “Il programma mi dice 1 di 90, 2 di 90, etc. La foto 27, magari si chiama 27.jpg ma il software me la classifica 15 di 90”.

L’avv. Lamacchia chiede specifiche: “Quando al teste sono state mostrate queste fotografie, avevano un riferimento numerico. Nel dischetto a mani del giudice, oggi, c’è ancora questo riferimento o è stato modificato?”

Teste: il riferimento non è stato modificato perché il software non modifica il nome del file, offre semplicemente un dato aggiuntivo… Poi, io, se non ricordo male… sostanzialmente volevo dire…. (l’avvocato chiede se è possibile vedere il dischetto, il giudice conferma).
Viene mostrato l’elenco dei file, il teste spiega “i file totali presenti nella cartella mi pare siano 181, se non ho visto male. Si vede sotto, in basso a destra. In realtà, c’è un file di word, se io dò da visualizzare questa cartella al mio programma quando vedo la prima foto me la indicherà come 1 di 180 perché visualizza solo il file immagine, ma nella realtà il file si chiama 004.jpg, è la numerazione indipendente del software che non cambia la numerazione del file”.
La Procura evidenzia quindi il fatto che se questa è la logica vengono meno i dubbi sulla numerazione, ritenendo quindi non più indispensabile la testimonianza di Mazzanti. Il tecnico si impegna ad andare a prendere il software nel suo ufficio.

Il giudice spiega: “Stiamo utilizzando come mezzo un computer dell’ufficio del PM sul quale verrà installato il software.” Il CD13, con 173 foto, spiega il PM, ma il Presidente spiega che il CD agli atti contiene 181 foto in relazione all’episodio del 30 novembre, e chiede come mai ci sono più foto nel nuovo CD. Quello che si sta visualizzando ora è il CD 13, c’è una breve discussione (ci vorrebbe un pallottoliere) per capire quante foto ci sono sul CD. Gli avvocati della difesa chiedono se stiamo guardando il CD 13 originale, quello che poi è stato sostituito, la procura conferma. GLi avvocati chiedono, ad ulteriore conferma, se è quello che poi è stato sostituito, la risposta è affermativa.
L’avv.Vitale sostiene che a verbale ne risultassero 173, il teste spiega: “Se questo è il CD che è stato usato per il capitano Mazzanti, 173 sono gli elementi, quando sono state visualizzate le immagini dal teste il nostro software diceva 1 di 173 perché questi sono i file immagine presenti nella cartella, indipendentemente dai nomi dei file.”

Il giudice chiede nuovamente che vengano contati i singoli elementi immagine. Il tecnico spiega che sono 173, il giudice chiede perché nel nuovo CD ne risultano di più. Teste: “I buchi in mezzo nella numerazione progressiva possono essere dovuti al fatto che magari in origine i file sono stati cancellati perché magari le immagini non erano di buona qualità”

Avv.Vitale: Se abbiamo 173 elementi vuol dire che il software avrebbe dovuto leggerne meno…
Teste: No, sono tutte immagini. E’ nell’altro CD che c’è un file di word, questo è quello visionato dal capitano mazzanti, ci sono 173 immagini indipendentemente dalla numerazione.

Giudice: Possiamo aprire adesso il CD con cui avete sostituito il CD 13 e aprire la cartella 20 novembre?  Allora, noi abbiamo prima un documento di word e poi abbiamo le immagini che partono dalla numerazione 004. A noi interessa sapere qual è il numero complessivo di immagini.
Teste: le immagini sono in totale 180, qui parte dalla 004 anziché dalla 008, quindi ci sono 4 file immagini in più che mancavano nel CD13.

PM: Nell’eventualità di risentire Mazzanti dobbiamo riacquisire il CD13.
Giudice (chiede al teste) Se il numero dei file è rimasto lo stesso e io chiedo a Mazzanti cosa vede nella foto 0039, sia che lo veda nel CD agli atti o non agli atti la fotografia dovrebbe essere la stessa….
Teste: possiamo anche fare un accertamento più tecnico, verificando se il codice identificativo corrisponde… l’operazione richiede un minuto, serve il CD. (La difesa consegna il cd). E’ necessario un software apposito…. possiamo farlo sul nostro computer, collegandoci direttamente sullo schermo, se proprio volete possiamo filmare mentre facciamo l’operazione.
Il giudice autorizza il tecnico ad effettuare il controllo. Il tecnico descrive il contnuto del file, mancano il file 039, poi si passa dalla 056 alla 058 quindi manca la 057. “Come abbiamo detto prima la verifica non può essere fatta sull’immagine 039 perché in questo cd è mancante”.

Giudice: Quindi lei ora procede alla verifica della corrispondenza tra i file presenti?
Teste: se lo facciamo su tutte ci vuole un po’ più di tempo…
Avv.Lamacchia : Non mi è chiaro come mai non ci sia corrispondenza tra il CD 13… e l’altro, ci sono due immagini che mancano certamente e quindi non è possibile il confronto.
Giudice: Procediamo al confronto di tutto.
Il teste spiega che si tratta di un software gratuito della ACCESS DATA, il software si chiama FDK Imager, calcola i codici dei file, una sorta di impronta digitale, sono funzioni matematiche con calcoli fatti dal computer. Ad ogni file corrisponde un codice diverso uno dall’altro.
Giudice: il confronto come funziona?
Teste: Io ho installato il software, lo utilizzero’ per creare una tabella con il calcolo di questi codici, poi verrà fornita in excel

Il tecnico mostra ora il foglio excel relativo al CD13, per ogni riga c’è il dato numerico che individua il singolo file come se fosse l’impronta digitale distinta. Ora si prepara a fare la stessa operazione con il nuovo CD, che viene consegnato dal’Avv. Bongiovanni.
Sullo schermo visualizziamo le operazioni del tecnico, ma la difesa non è convinta.
La difesa: “C’è l’esigenza di garantire che i contenuti di un supporto informatico siano identici a quelli sull’altro, vengono utilizzati dei software, ma ritengo che non sia sufficiente, perché in veste del PM e un consulente del PM e mi sembra che un tipo di accertamento di questo tipo sia oggetto di una vera e propria perizia. Occorrono specifiche competenze tecniche o scientifiche. E’ evidente che quando vediamo le operazioni svolte dal tecnico ci dà una spiegazione specifica, che è la sua. Chiedo che a seguito della deposizione che venga espletata perizia nominando consulente tecnico del giudice al fine di stabilire se la procedura ed i risultati sono corretti”.
Giudice : Finiamo questa parte, poi….
PM: (mostra due foto identiche) qui c’è un primo test di come corrispondano le immagini.
Il tecnico spiega con quale procedura ha effettuato l’allineamento delle immagini, mostrando dai due CD le immagini 008. Un avvocato della difesa chiede cosa c’è dal 4 al 7 nel CD agli atti (quello complessivo). Il tecnico inserisce il cd agli atti, apre la cartella n.2 violazione sigilli, apre l’immagine denominata 004, un’altra foto della stessa scena del casolare (vista dall’alto).
Avv.Vitale: è completamente diverso da come avevo intuito io, credevo fossero le stesse ma numerate diversamente.
Tecnico (maresciallo Pellegrini); No, ci sono delle foto in più..  che mancano nel CD 13, e sono presenti nel CD in atti, il perché non lo so, sono i file 004,005,006,007,039, che vi faccio vedere (apre il file 39), presenti nel cd in atti ma assenti nel CD13 (che nessun teste ha visto, specifica il PM Rinaudo).

Gli avvocati della difesa chiedono nuovamente la perizia, il PM risponde che la perizia non è necessaria. Il giudice, visto che il software dovrebbe essere materialmente inserito agli atti (ci sarà poi anche la corte d’appello).
Avv.Lamacchia: Il documento 13 è risultato diverso da quello che viene oggi prodotto, che contiene immagini non prodotte in precedenza, quindi c’è un problema di corrispondenza tra i documenti prodotti inizialmente e quelli che oggi sono qui, quindi sicuramente dal punto di vista dell’utilizzabilità dei documenti non c’è dubbio, quei file immagini non possono essere utilizzati
(La procura risponde che non c’è nessun problema). Ma c’è anche il problema che noi avevamo dato per scontato che ci fosse corrispondenza tra i CD, noi ora abbiamo identificato 6 immagini, non è detto che non ce ne siano anche altre. Quindi la richiesta di perizia che era stata avanzata dal collega Pellegrin possa essere estesa, per concludere il ragionamento, anche alla corrispondenza tra i documenti prodotti regolarmente ed il cd attualmente in atti.
La procura si oppone “sul fatto di fare una perizia per valutare se le foto sono identiche, semplicemente non si terrà conto di quelle non prodotte inizialmente e poi aggiunte”. L’avv.Ghia si collega all’eccezione sollevata da La Macchia, e l’avv.Vitale ribadisce che non c’è alcuna certezza tra la fonte e ciò che è stato prodotto, quindi la difesa chiede che venga acquisita la card originale della macchina fotografica, perché è l’unica che può dare conto di quali e quante siano le foto senza nessuna successiva elaborazione.
La Procura si oppone, “si sta facendo confusione sul nulla, abbiamo accertato oggi che ci sono dei file numerati, in un primo documento si parte dallo 08 e nel secondo documento si sono aggiunti 4 file, ma tutti gli altri sono gli stessi, quindi stiamo discutendo di qualcosa che non esiste, siamo d’accordo che i file da 4 a 8 non sono utilizzabili, come il 39 e il 57. I file, come abbiamo osservato a campione, sono gli stessi, non è necessaria la perizia, siamo d’accordo a produrre il documento 13 per valutare la prima parte delle dichiarazioni del capitano Mazzanti.”

Il giudice, sentitel e parti, considerato quanto emerso dalla disamina dei documenti in atti recante documentazione fotografica, nonché dalla descrizione del maresciallo Pellegrini, rilevato che i cd (tanto quello in atti quanto quello originario, documento 13) sono unicamente dei supporti e la prova documentale è rappresentata non tanto dai suddetti CD quanto dalle immagini ivi contenute; considerato che, ai fini di verificare la corrispondenza tra i contenuti dei due documenti risulti necessario e sufficiente acquisire ai soli fini di tale confronto il documento 13, nonché il software cui ha fatto riferimento il maresciallo Pellegrini, ritenuto altresì necessario procedere all’escussione del teste Mazzanti, per le considerazioni già esposte nell’ordinanza 22 gennaio 2014, e in considerazione del fatto che il medesimo in data 2 ottobre 2013 era stato escusso e chiamato ad effettuare individuazioni fotografiche sulla base di fotografie contenute su un supporto informatico non più in atti, per questi motivi , visto l’articolo 507 cpp dispone acquisirsi il documento 13 ai soli fini della verifica della compatibilità con il documento in atti, in relazione ai fatti 20 novembre 2010, nonché del software di visualizzazione utilizzato all’udienza 2 ottobre 2013, mandando il PM per la produzione, dispone altresì procedere all’audizione del teste Mazzanti sottoponendo allo stesso in visione le fotografie di cui al CD in atti, limitatamente a quelle sulla cui base aveva effettuato individuazioni, in contraddittorio con quelle di cui al documento 13 acquisito nei termini di cui sopra. Ritenuto pertanto non necessario procedere a perizia, rigetta l’istanza.
Viene introdotto il capitano Mazzanti, affinché ripeta il riconoscimento poiché si è verificata difformità nella numerazione delle foto.

(fine prima parte, a cura di Simonetta Zandiri. Seconda parte resoconto by Monica)

Padalino: “Siamo a pagina 22 della trascrizione dell’udienza del 2 ottobre 2013” (sullo schermo grande vengono proiettate le foto).
Mazzanti si avvicina allo schermo e pensa a lungo, molto a lungo, al punto che il giudice chiede se riconosce qualcuno e Padalino suggerisce di guardare verso la porta. Mazzanti : “Non riconosco nessuno, volti o persone, mi sembra il Fissore (19 di 173, 26.jpg). Si avvicina nuovamente allo schermo, osserva, e pensa. Padalino chiede allora se si possono abbassare le luci perché sembra che Mazzanti abbia difficoltà nel riconoscimento e ricorda a Mazzanti che può consultare anche l’album cartaceo (doc 5).
Mazzanti passa ancora almeno 5 minuti davanti allo schermo, fissando l’immagine. “Non riconosco nessuno” (20 di 173, 27.jpg). “Non riconosco nessuno. La signora con la bandiera sulle spalle è Varrese Ermelinda, poi non riconosco altre persone”. Padalino ricorda a Mazzanti che nell’udienza del 2 ottobre aveva delle annotazioni da consultare e gliele porge, il giudice autorizza la consultazione.
I difensori si fanno leggere ordinanza per questa udienza per cui è stato richiamato Mazzanti come teste, cioé la difformità tra documenti fotografici (art. 507) e Ghia chiede se può usare le annotazioni. Padalino risponde che come ha potuto farlo allora, può farlo oggi.
Giudice:”oggi abbiamo superato l’art. 507, le dichiarazioni di Mazzanti integrano e superano nei contenuti l’udienza del 22 novembre 2014, quindi respingo l’eccezione della difesa”. Padalino conferma quindi a Mazzanti che può consultare gli atti, si passa alla foto successiva, dove Mazzanti riconosce Marco Re (50 di 172, 059.jpg). Poi, sempre consultando le annotazioni, “Riconosco Gagliardi Monica, bionda, sotto il cartello scritta NO TAV e Marco Re.
Immagine 60.jpg, Mazzanti: “Può ingrandire… grazie. Riconosco Gagliardi Monica, bionda, vestita di nero, Fissore Guido, giaccone blu e capelli lunghi brizzolati, Marco Re è di spalle, Rossi Paolo e Milanesi Stefano.
Immagine 52 di 173, 061.jpg, Mazzanti: “Riconosco Gagliardi, Fissore, Rossi, Milanesi (pagina 29 delle trascrizioni).”
Immagine 56 di 173, 065.jpg “Riconosco Fissore, Re”. Immagine 062.jpg “Dosio che parla al microfono, Fissore, Re, Gagliardi”. 074.jpg “Dosio, Fissore, Re, Gagliardi”. 075.jpg “Dosio berretto bianco, Fissore si intravede, Gagliardi, Re di spalle”. 089.jpg “Gagliardi vicino all’ingresso. Fissore, Dosio”.
Giudice: verificare se sono le stesse foto. Fin qui c’è stato problema l’altra volta, chiedo agli avvocati se può andare bene”. Mazzanti viene congedato e gli viene chiesto di attendere fuori. Sospensione per 15 minuti, poi discussione.
Padalino inizia la requisitoria, l’arringa del pubblico ministero, con la ricostruizione dei fatti, per passare poi all’analisi giuridica. Spiega che la vicenda nasce dalle indagini della Compagnia Carabinieri di Susa, da ottobre 2010 a febbraio 2011, per la costruzione abusiva, alla quale fa seguito il sequestro preventivo e l’apposizione dei sigilli. Descrive l’esecuzione di servizi di osservazione e monitoraggio in tutte le manifestazioni contro il sequestro della baita Clarea, così come durante la fase dei lavori, con foto e video effettuati dal viadotto ad una distanza di circa 150 metri dal manufatto. Il 18 novembre 2010 la Compagnia Carabinieri di Susa ha eseguito il sequestro preventivo del manufatto, apponendo i sigilli. Il 20 novembre c’è stata una prima manifestazione di protesta nel corso della quale gli attivisti hanno rimosso i sigilli ed occupato il manufatto. Capo D. Dosio presso la piazza di Chiomonte “incitava la gente ad andare alla baita, e qui con il megafono incitava a togliere i sigilli, Mazzanti ha riconosciuto la Dsio”. “Casu, l’appuntato, ha riconosciuto la Dosio nella foto 13, si vede poi che entra nelle foto 19 e 20 Fissore, viola i sigilli, li strappa, li getta a terra, entra ed esce dalla baita. Mazzanti afferma che è lui a commettere la violazione vera e propria,  il primo che si avvicina alla casetta, foto 19.jpg. Casu afferma di riconoscere Fissore davanti alla Dosio, è lui a staccare il cartello. Rossi entra dopo Fissore, foto 22, stessa persona riconosciuta oggi dal Mazzanti. Gagliardi entra dopo, addirittura accompagnata dal figlio minore (foto 31), nell’atto di entrare, Mazzanti la riconosce all’esterno ed anche in questa foto. Per Lussi, Casu dce che si trova dove c’è la betoniera e si sta accingendo ad entrare, dalle foto 27 e 34. Rossetto entra nel fabbricato, Mazzanti lo riconosce dalla foto 107, Casu lo riconosce davanti all’uscio. Mantelli entra nel fabbricato, Mazzanti dice che è stato riconosciuto dal nucleo investigativo, foto 108. Milanesi Mazzanti afferma in data 2 ottobre 2014 di conoscerlo personalmente, quindi di riconoscerlo, Casu sostiene che si vede mentre entra nella struttura. Questi imputati sono consapevoli di stare commettendo un reato. Varrese, Berger sono fuori dal manufatto.”
PM: “Capo E:il manufatto viene risequestrato. In data 27 novembre 2011 Schiari si prodigava nel terminare i lavori, Fissore per ultimare il tetto, Marzolino sul tetto, Rchetto sul tetto, Milanesi su scala. Mazzanti riconosce personalmente il Milanesi, a terra ci sono Dosio, Rossetto, Varrese.
Capo F: Il 4 dicembre vengono nuovamente apposti i sigilli, il 5 dicembre, sin dalle prime ore del giorno, i sigilli vengono rimossi, vengono messi teli azzurri per impedire fotografie a chi sta lavorando. Si svolge una manifestazione di inaugurazione del presidio con Beppe Grillo, che veniva avvisato dallo stesso Mazzanti dell’immobile sottoposto a sequestro. Grillo faceva ingresso nel manufatto con Perino, Meyer Gildo e Fissore. Tiene unc omizio (viene proiettato un video in aula dove si vedono entrare nel manufatto), riconosciuti da Mazzanti e Indelicato. Grillo è stato preavvisato da Mazzanti, Perino è già sul posto, Meyer è a conoscenza del sequestro del manufatto.
Capo G: nuovamente posti sigilli, il 29 dicembre, a seguito di pedinamento del fuoristrada di Meyer Gildo, i Carabinieri di Chiomonte si accorgono del trasporto di due gruppi elettrogeni in Clarea, dalla baita esce Tarabini (arrivano anche Fissore e Mancini), identificati da Porcu e Cossa.
Capo H: il 27 gennaio nuovi sigilli, manifestazione 6 gennaio per costruire casa sull’albero. Mancini esce dal fabbricato, nelle vicinanze ci sono Anselmo, Meyer, Fissore, identificati da Porcu.

Sono state rilasciate dichiarazioni da parte di Perino, che ammette la costruzione. Dosio, ingresso manufatto. Gagliardi, ingresso manufatto. Tarabini, costruzione.
Articolo 349 cpp, violazione sigilli.
Rinaudo fa notare che il sigillo non è solo un dato tecnico ma SIMBOLICO. “Il movimento notav nelle varie manifestazioni ritiene di attivare una forma di contrasto con la costruzione del manufatto che sia un simbolo su proprietà di Meyer, con valore estremamente simbolico, in contrapposizione alla costruzione del cunicolo esplorativo. Provvedimento di sequestro preventivo (perché il manufatto era privo di autorizzazioni), nel periodo coevo a quella che loro chiamavano Libera Repubblica [ndr che in realtà prese forma a partire da maggio 2011] quindi periodo in cui la percezione dello stato viene modificata. La loro idea è: voi ci impedite di costruire presidio baita, noi costruiamo (principio di intangibilità).” Consapevolezza di tutti gli imputati, violazione manufatto, continuazione lavori, strappo dei sigilli, “una manifestazione di spregio introdursi nel manufatto senza strappare i sigilli. Per gli imputati il provvedimento preso era illegittimo, quindi richiamo sentenza cassazione che, anche se si ritiene illegittimo il provvedimento, questo deve essere rispettato, art. 393 bis qui non può essere applicato. Atteggiamento degli imputati, la loro reiterazione del reato, il proseguimento dei lavori ci fanno intendere che non gli importa nulla dello stop imposto dallo Stato. Rispondono a  titolo proprio e non in concorso tra loro della rottura dei sigilli”.

Conclusioni del PM: Per alcuni viene chiesta assoluzione articolo 530. Da mettere agli atti “curriulum degni di nota degli imputati: Richetto, per il capo E attenuanti generiche, capo H art.530 richiesti 6 mesi + multa 150 euro. Rossetto, precedenti recidiva (già 5 anni, reclusione in data 10 ottobre 2013 da questo tribunale per violenza), capi D-E chiesti 1 anno e 6 mesi + 900 euro di multa. Milanesi, capi D,E, attenuanti generiche, chiesto un anno + multa 300 euro. Tarabini, recidiva, chiesti 9 mesi + 200 euro di multa. Schiari, capo E, chiesti 6 mesi + 150 euro di multa. Fissore: capi D,E,F,G,H, attenuanti generiche 1 anno + 300 euro, assolto per capo H.
Maezolino, capo E, attenuanti generiche, 6 mesi + 150 euro. Re, assoluzione capo D. Rossi, capo D, attenuanti generiche, 6 mesi + 100 euro. Gagliardi, capo D attenuanti generiche, chiesti 6 mesi + 150 euro multa. Varrese, capo D, assoluzione. Dosio, capo D, E, 9 mesi + 200 euro. Lussi, capo D, 9 mesi + 200 euro. Mantelli, capo D, recidiva reiterata, chiesti 1 anno e due mesi + 600 euro di multa. Berger, capo D, assoluzione. Grillo, capo F, attenuanti generiche, 9 mesi + 200 euro di multa. Perino, capo F, attenuanti generiche, chiesti 9 mesi + 200 euro di multa. Peirolo, capo E, assoluzione. Mancini, capo H, attenuanti generiche, 6 mesi + 150 euro. Meyer Gildo, capo F, 6 mesi + 150 euro di multa, capo H assolto. Anselmo, capo H, assolto.
Terminano così le richieste di condanna da parte del PM.
Nelle prossime udienze, 14, 21 febbraio, 3 marzo sempre ore 9 maxi aula 3, sarà il turno delle difese.

 

Simonetta Zandiri  TGMaddalena, Monica Gagliardi.

Qui il calendario di tutte le udienze:

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