AulaBunker6giugnoAlle ore 9.20 entra la corte e il presidente inizia la lettura delle ordinanze circa la costituzione delle parti civili dell’udienza precedente, per quanto riguarda la costituzione del Consiglio dei Ministri la reputa ammissibile dato il grave danno materiale e no allo stato.
Sap: la recente giurisdizione anche ammissibile indipendentemente dal singolo agente danneggiato. LTF: trattandosi di società con incarico affidato da governi italiano e francese, ammessa, il danno verrà quantificato. Respinte istanze difensori quindi.
La Corte d’Assise inoltre respinge eccezioni circa non necessità di rito abbreviato, invece ammesso nonostante pretesa genericità motivazioni, non giudicate generiche e comunque non necessarie in tale sede.
Infondata anche la richiesta di depennare accusa di terrorismo, secondo le leggi in vigore che vanno integrate con leggi contro il terrorismo e dell’Unione Europea. Segue un lungo elenco di considerazioni e articoli codice penale, comunque da coordinarsi e integrarsi tra di loro come già detto. Non c’è poi incompatibilità tra Gip e giudici, non sussiste
Avvocato della difesa pone 2 questioni, dopo aver sistemato i microfoni:

Avvocato difesa solleva eccezione, sul “giudizio cautelare”. il GIP ha disposto un giudizio immediato tipico, quindi p a norma delle relative disposizioni che si celebri questo giudizio immediato, ma per la difesa è necessario porsi alcune questioni di nullità per quanto è avvenuto. Il giudice per l’udienza preliminare ha disposto il giudizio immediato tipico di sua iniziativa, senza che vi fosse un’iniziativa del PM. L’avvocato sostiene che il GIP non abbia questa facoltà in quanto dipende dal PM. “C’è una violazione dell’art.178 e 179 codice procedura penale, cioè di una disposizione, per parafrasare alcuni articoli, la violazione delle disposizioni concernenti, lettera B art.178.” (…). Il GIP avrebbe quindi dovuto operare accogliendo o respingendo la richiesta di questo giudizio speciale cautelare, ma non avrebbe potuto ignorare questo atto di promuovimento dell’azione penale compiuto dal PM nell’esercizio di un suo potere monopolistico, non avrebbe potuto, viceversa, far conseguire a quel promuovimento dell’azione penale da parte del PM, nel modo della richiesta di giudizio immediato cautelare, con un provvedimento che disponesse un altro procedimento. Quindi vi è una nullità del decreto di giudizio immediato che integra una novità assoluta, che sicuramente è sindacabile in questo momento perché ciò che non è sindacabile in questo momento è semmai la valutazione del giudice chiamato ad ammettere o non ammettere l’evidenza della prova, ma è un provvedimento sindacabile, affetto da nullità assoluta perché ha violato questo principio cardine del nostro codice di procedura penale, ci mancherebbe altro che ora si introducesse poteri del GIP di disporre giudizi o procedimenti diversi da quelli che hanno costituito il promuovimento dell’azione penale da parte del PM.”
“E’ molto chiaro”, conferma il presidente.

La difesa, Avv.Dominioni, solleva un’altra questione sull’illegittimità del giudizio immediato cautelare, di natura subordinata alla precedente. Ricorda che il giudizio immediato cautelare fu introdotto nel 2008 dal pacchetto sicurezza e già raggiunto da sentenze di incostituzionalità dalla Corte Costituzionale, “quasi che il nostro ordinamento esprimesse un giudizio sulla base del modo di essere delle persone e non solo del comportamento”. Considera che “viene illegittimamente eliminata l’udienza preliminare, pacifico che l’udienza preliminare è incorporazione del diritto di difesa dell’imputato, perché l’imputato nel nostro ordinamento ha diritto, prima che l’accusa mossa nei suoi confronti arrivi a pubblico dibattimento, che sia vagliata nel suo spessore di fondatezza da un giudice in modo che non sia esposto al dibattimento in modo azzardato, con iniziative di promuovimento dell’azione penale che non sono assistite dallo spessore probatorio necessario secondo quanto previsto dalla legge”.

DifesaGiudizioCautelare
Prosegue la difesa: “Certo, ci sono casi in cui l’udienza preliminare non è prevista, a cominciare dall’immediato tipico, ma sono tutti casi in cui la mancanza di un’udienza preliminare è compensata da altri fattori, per l’immediato tipico dall’evidenza della prova, che nel cautelare non costituisce presupposto, perché la gravità indiziaria è cosa ben diversa dall’evidenza della prova. Il caso in cui sia lo stesso imputato a chiedere il giudizio immediato e quindi a rinunciare LUI ad un suo diritto rinunciabile, secondo il legislatore. Gli altri casi di confessione dell’imputato, o arresto in flagranza, quindi una super evidenza della prova materializzata nel giudizio per direttissima e via…
Qui, viceversa, c’è la mancanza di udienza preliminare, per metodi di GIUSTIZIA POLIZIESCA che quel legislatore del 2008 aveva in mente, e che difatti è già stata colpita dalla Corte Costituzionale. Qui abbiamo un giudizio immediato a cui si arriva senza una verifica dell’udienza preliminare e quindi con grave violazione del diritto di difesa, prerogativa di copertura costituzionale, poiché si può arrivare in un giudizio immediato, a tasso di consistenza probatoria ridotta, dell’atto di promuovimento dell’azione penale del PM e quindi in violazione dell’art. 24 comma due della Costituzione. Seconda questione, che anche qui trova la sua premessa nella giurisprudenza costituzionale; in materia di giudizio immediato cautelare il giudice, che è richiesto dal PM di ammetterlo, trova il giudice vincolato alle iniziative del PM senza che abbia alcun potere di verifica sulla consistenza probatoria. Non è una cosa che dico come mia fonte diretta perché la riprendo da una sentenza della Corte Costituzionale.”

Cita poi art. 455 c.p, “il GIP può respingere la richiesta del giudizio immediato cautelare solo se l’ordinanza che dispone la custodia cautelare è stata revocata o annullata per sopravvenuta insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, non sono consentite altre ipotesi. Non è consentita, in particolare, la revoca di quell’ordinanza, ed è prescritto che se vi è stata un’ordinanza di custodia cautelare che non è stata revocata o annullata (il riferimento è evidente al giudice del riesame e alla corte di cassazione), il GIP è vincolato a ritenere sussistenti, senza che possa fare una diversa valutazione, i gravi indizi. Il provvedimento cautelare è vincolante nei confronti del giudizio. La prima osservazione è che c’è uno stravolgimento totale del nostro sistema, uno stravolgimento che ne viola le regole processuali. Quella sentenza con cui la corte costituzionale dichiarò incostituzionale, a mio giudizio e non solo a mio giudizio, ma con un’adesione molto vasta del pensiero giuridico, quell’articolo 405 comma 1bis che fu introdotto dalla cosiddetta legge Pecorella che obbligava il giudice all’archiviazione, nel caso in cui l’ordinanza cautelare fosse stata annullata, e successivamente non fossero stati compiuti ulteriori atti d’indagine che autonomamente e successivamente recassero indizi di colpevolezza. Questa norma è stata dichiarata incostituzionale perché la Corte Costituzionale ha detto “è contrario all’ordine processuale costituzionalmente fondato che il GIUDICE SUBISCA IL VINCOLO (il giudice del procedimento principale, quello del giudizio, a giurisdizione piena) del giudicato derivante da un procedimento incidentale. QUESTO E’ CONTRO LE REGOLE DEL NOSTRO SISTEMA. Quella norma fu dichiarata incostituzionale come dev’essere dichiarata incostituzionale questa norma che risponde e replica quel medesimo principio che già era stato stigmatizzato con una dichiarazione di incostituzionalità da parte della Consulta.”
Conclude: “ultima questione: il giudizio immediato cautelare introduce previsioni che stravolgono irragionevolmente tutto il quadro del nostro ordinamento processuale. l’azione penale può essere promossa con questi modi dal Pubblico Ministero sulla base soltanto dei gravi indizi, cosa che sappiamo essere ben diversa da quella idoneità probatoria richiesta dall’art.125 delle norme di attuazione (che si occupa dell’archiviazione). Il PM per promuovere l’azione legale legittimamente deve avere il sostegno di una idoneità probatoria, cioè dire gli elementi che fanno ritenere che nel giudizio quegli elementi è da prevedere che faranno guadagnare al PM una sentenza di condanna, cosa del tutto diversa dalla gravità indiziaria. Inoltre il PM deve promuovere l’azione penale dopo che ha adempiuto al principio di completezza delle indagini per tutte le implicazioni e conseguenze per lo svolgimento del processo. La difesa chiede che queste questioni, ritenute assolutamente fondate, e già collaudate con pronuncia di incostituzionalità da parte della Corte Costituzionale, siano dichiarate, come richiede la norma, siano ritenute rilevanti, non manifestamente infondate e che quindi, sospeso questo giudizio, gli atti siano trasmessi alla Corte Costituzionale per la decisione”.

Presidente: Ha qui il numero delle sentenze citate dalla Corte Costituzionale?
Avv.Difesa: si, sono indicati qui nella memoria.
Gli altri difensori si associano.
PM Rinaudo: riteniamo che la questione sia manifestamente infondata. Innanzitutto l’eliminazione dell’udienza preliminare è supportata da un’esigenza di velocizzazione del procedimento e questa è la ragione che ha indotto il legislatore a introdurre il 453 comma 1bis.  La possibilità di accedere al giudizio immediato cautelare è determinato dalla gravità indiziaria, un parametro che non può essere svilito rispetto all’evidenza probatoria. E’ vero che l’arresto il flagranza ha un peso maggiore,ma la gravità indiziaria permette di accedere al giudizio immediato, in linea con i principi costituzionale , atto fatto nell’interesse della libertà privata personale perché si vuole velocizzare il procedimento per arrivare in tempi brevissimi di fronte al giudice dibattimentale e valutare quindi la gravità indiziaria e l’evidenza probatoria. Il riferimento costituzionale è ad una sola sentenza,è quella che ha eliminato dal nostro ordinamento il 405 comma 1bis che prevedeva ,attraverso quella pronuncia, qualora fosse arrivata da riesame o cassazione di annullamento del provvedimento, l’obbligo da parte del PM di richiedere l’archiviazione. Una norma eliminata, quindi non mi pare si possa costruire, come cerca di fare la difesa per arrivare ad una dichiarazione di manifesta illegittimità costituzionale, attraverso il richiamo a questa norma che non è prevista. Quindi io ritengo che vi siano sufficienti elementi per dire che quanto sollevato dalla difesa oggi attraverso le citazioni contenute in questa articolata memoria possano essere escluse perché manifestamente infondate. Vi è una contraddizione tra quanto sostiene la difesa nell’ambito delle eccezioni sull’incostituzionalità, per quanto concerne la nullità del decreto che dispone il giudizio immediato emesso dal GIP, perché in alcuni passaggi fa riferimento a quello che è poi la ratio di questa norma. Il 453 comma 1bis, con 1ter e 455 1bis, non lasciano spazi al GIP di fronte ad una richiesta del PM formulata ai sensi del 453 comma 1bis, vale a dire una richiesta di immediato cautelare. Perché il GIP, di fronte ad una richiesta di questo tipo, non ha spazi, l’unica valutazione che può fare, se l’ordinanza che dispone la custodia è stata annullata per sopravvenuta insussistenza dei gravi indizi, e si torna ai gravi indizi perché sono questi che determinano se si può o no passare, dell’evidenza probatoria non si parla affatto. 
Secondo il PM, dunque, la questione si riduce ad un refuso. “Il PM ha chiesto la misura per i gravi indizi di colpevolezza, non per l’’evidenza probatoria. Due giudici hanno valutato la posizione degli imputati, non ci si può attaccare ad un refuso o un formalismo”. E ancora “il GIP non ha svolto un’attività senza un impulso della pubblica accusa, anzi, si è ancorato all’attività svolta dal PM”.

Le parti civili si associano, la corte si ritira per deliberare.

I solidali, ridotti numericamente dopo l’ultima operazione di arresti e misure cautelari del 3 giugno a Torino, salutano gli imputati “abbiamo qualche problema”, gridano. “Lo sappiamo”, rispondono dalla gabbia, “abbiamo fatto un presidio di solidarietà per voi dal carcere!”, poi vengono fatti allontanare. E la gabbia resta vuota.

Ore 11:00 la corte rientra. Il Presidente Capello: “Sulla prima questione preliminare sollevata dall’avv.Dominioni circa la nullità del decreto di giudizio immediato per asserita difformità tra la richiesta avanzata dal PM ed il decreto emesso dal giudice, ritenuto che tale difformità non sussista, avendo il giudice espressamente richiamato nella parte espositiva che ricorrono i presupposti voluti dagli artt. 453 e seguenti del cp, ritenuto che ulteriori riferimento all’evidenza della prova non intaccano la richiesta del PM, respinge l’eccezione.
Quanto all’eccezione di incostituzionalità, questa dev’essere considerata manifestamente infondata.” “In sintesi il diritto alla difesa non viene meno, in quanto gli interrogatori consentono il diritto alla difesa”. “La nostra Costituzione prevede all’art.111 anche la necessità di una breve durata, garantita ai soggetti detenuti”.
Si dichiara aperto il dibattimento e si procede con le richieste delle prove, a partire dai PM.
PM Padalino: c’è un lungo elenco della produzione documentale, se il Presidente lo ritiene necessario ne dò indicazione altrimenti posso passare alla difesa l’elenco
Presidente: non avete approfittato della pausa?
PM Sono i decreti autorizzativi delle intercettazioni, i filmati, se volete ne dò lettura
Presidente: potevate organizzarvi, ma è pretendere troppo
PM 78 documenti già li conoscono, la prima parte è tratta da fonti aperte e riguarda tutta la vicenda che è oggetto del processo, poi intendiamo produrre due foto di veduta aerea del cantiere , gli atti relativi alle intercettazioni telefoniche della Procura di Bologna, e gli atti delle intercettazioni svolte nel procedimento numero XX, che riguardano le voci attribuite poi agli imputati. I tabulati telefonici, e i decreti di riferimento, lo stralcio della relazione annuale della commissione UE ottobre 2013, delle fonti aperte, 3 dvd, un cd rom con le intercettazione, una copia del saggio di Livio Pepino “come si reprime un movimento”, un libro intitolato “sabotaggio” della collana La Rivolta, e altri documenti sequestrati all’imputato Claudio Alberto, come “Lavanda n.4” e 1 DVD con un power point che è la presentazione del cantiere , già trasmessa. Il PM fornisce l’elenco dei documenti agli avvocati della difesa.
La parte civile LTF non ha istanze istruttorie proprie, si associa al PM. Si riserva il controesame, l’avv. Zagnolo.
Lo stesso fa l’Avv. Bertolino per il SAP. L’avvocatura dello Stato chiede “l’acquisizione di un fascicolo che comprende 5 documenti di cui 4 in formato cartaceo, sostanzialmente una rassegna stampa. Il primo documento è un dvd che contiene gli stessi dati in formato digitale, più 8 video che consistono nella registrazione dei telegiornali andati in onda nei giorni successivi all’attentato per documentare l’eco mediatica successiva all’attentato che è uno dei presupposti alla richiesta del danno, l’elenco è nell’atto di costituzione di parte civile. Non abbiamo lista testimoniale quindi chiedo di essere ammesso al controesame delle parti.”

L’avv.Novaro spiega la linea della difesa, in sintesi sarà dimostrare che quello che è successo è che “è bruciato un compressore, e nulla più”, sarà quindi necessario confrontarsi con la definizione giuridica, che fa riferimento al contesto, al danno grave ed al dolo specifico, “queste condotte sarebbero state realizzate con la finalità di spingere le istituzioni a retrocedere rispetto alla costruzione dell’opera”, sono “fatti che riguardano il contesto generale ed in particolare la questione dell’alta velocità”, premessa per spiegare il perché verranno introdotti alcuni testimoni importanti per l’analisi del “danno all’immagine”. Poiché i PM “sono stati molto più dettagliati nella loro capitolazione degli ultimi 3 testi indicati perché hanno indicato tre testi specifici, l’arch. Virano, il sig. Besson ed un coordinatore della Commissione Europea che ha sottoscritto atti di indicazione più generale si introducono elementi che riguardano non soltanto la collocazione in ambito europeo del progetto TAV ma anche gli strumenti normativi ed altre problematiche che non avevamo preso in esame nell’indicazione dei nostri consulenti, c’è quindi la richiesta di introdurre testimoni a prova contraria su questo tema. Avremo due testi che verrebbero a portare il loro contributo su questi aspetti: il dott. Paolo Prieri, esperto che la Comunità Montana e il Movimento NO TAV hanno utilizzato in più occasioni, ed il dott. Ivan Cicconi, massimo esperto sulla contrattualistica nei beni pubblici e costruzioni reti e strade nel nostro paese. La rilevanza di questi testi che chiediamo di sentire a prova contraria è la stessa che dovrete utilizzare per confrontarvi con le richieste dei PM, se ritenete rilevanti i loro testi dovrete considerare anche i nostri come prova contraria.” Passa poi ad alcune rinunce: “rinuncio ai testi Ventrella, Di Berardo e Milan, per il resto chiedo di ammettere integralmente tutti i testi indicati nella lista”. Chiede poi di ammettere tre documenti diversi prodotti dalla Comunità Montana con valutazioni tecniche su fattibilità, opportunità e strategicità dell’opera.

Avv.Losco (difesa Zanotti) Testimoni sul fatto sono testi comuni con la pubblica accusa, si tratta di operanti e operai presenti in quella serata al cantiere, poi sono stati indicati alcuni testi sul contesto della valle e infine abbiamo anche noi indicato dei consulenti tecnici, un consulente fonico per analizzare quelle telefonate e quelle voci che sono agli atti, in più anche un consulente balistico per analizzare i reperti che sono stati trovati fuori e all’interno del cantiere e analizzarne la reale potenzialità offensiva di artifizi pirotecnici e quant’altro trovato nei pressi del cantiere. Sono stati poi indicati alcuni testi consulenti in merito alla qualificazione giuridica del fatto, in particolare alla sussistenza di questo grave danno cosi’ come è individuato nel 270 sexies cp, al fine di dimostrare che non sussiste questa finalità di terrorismo che risulta nel capo d’imputazione. Per quanto riguarda questi testi io faccio presente che rinuncerei all’esame, all’audizione del teste Remì Proudon, producendo l’elaborato indicato nel capitolo di prova, presente anche in una delle produzioni del PM, “Non solo un treno”. Poi in corso d’opera potremmo anche  alleggerire su qualche altro consulente tecnico che magari risultasse superfluo.
L’avv.Pelazza si associa alle richieste.

Il Presidente decide per una pausa per consentire alla Difesa di elaborare le opposizioni alla lista testi. 30 minuti di pausa.

Dal pubblico il coro “basta sfratti! Basta sfratti! La casa si prende, l’affitto non si paga! Rinaudo, siamo ancora qua”. Gli imputati vengono nuovamente portati via dalla gabbia, gli avvocati si riuniscono per esaminare i documenti.

Ore 12:00 si rientra.

Avv. Pelazza – difesa sulla questione del capo d’imputazione di terrorismo, evidenzia che negli atti ci sono una serie di fatti che “non possono determinare il contesto che determina il danno, perché il danno dev’essere determinato dalla condotta, quindi si tratta di fatti irrilevanti ed estranei al processo. Il contesto deve ritenersi qualcosa di oggettivo o di voluto dagli imputati.  Non si può, contra reum, chiedere di provare dei fatti che non sono assolutamente addebitabili al reato in questione. Cosi’ l’avvocato si oppone all’ammissione dei testi per quella parte riguardante fatti “estranei”.

Avv. Novaro: chiede indicazione cronologica su veduta aerea del cantiere, visto che è in trasformazione continua. Il PM Padalino dice che è sulle fotografie.  Sulle intercettazioni svolte a carico di una persona che non è imputata in questo processo, non ha rilievo per quanto concerne i fatti in analisi.  Sui testi 15,16,17 e 26 si richiama a Minority Report, dove venivano arrestate persone prima ancora che venissero commesso i fatti, perché si dovrebbero sentire delle persone prima ancora che avvengano i fatti. Una capitolazione di circostanza per testi che nulla hanno a che fare con queste evidente. E’ evidente che quello che è capitato dopo il 14 maggio non è in alcun modo riferibile agli imputati, tanto meno le condotte tenute da altri soggetti dopo la loro carcerazione, da dicembre in avanti, tanto meno su fatti non ancora prodotti. Analogamente le produzioni documentali della parte civile presidenza del Consiglio dei Ministri si riferiscono a tutto il mese di maggio, ma almeno quelle successive alla data del 14 maggio non dovrebbero essere ammesse perché ragioniamo di fatti che nulla hanno a che fare con quelli contestati agli imputati. Intravedo un ulteriore rischio, se ragioniamo sui fatti precedenti il rischio è che ci sia una sorta di proliferazione di processi all’interno di questo processo, non la finiamo più, a quei testi chiederemo conto anche di tutte le cose che avremmo chiesto nel processo in cui si devono riferire i fatti, indicati nell’elenco del PM, questo diventerebbe una sorta di contenitore madre di tutti i processi a carico del movimento no tav che ha poco a che fare con i fatti in contestazione.
Avv. Losco: si associa alle considerazioni dei colleghi e la estende ai testi indicati ai numeri 32 e 33. C’è un capitolo di prova piuttosto scarno e di difficile comprensione, testi Sicara e Arcese che dovrebbero essere sentiti su generici servizi di ocp svolti in chiomonte dal 30 aprile al 3 maggio 2013, quindi in un periodo temporale precedente al fatto per cui oggi si procede, e sul riconoscimento di appartenenti al movimento no tav presenti a manifestazioni precedenti al 13 maggio 2013, per gli stessi motivi io credo non debbano essere accorte, anche perché parrebbe neanche trattarsi di episodi legati a ipotesi di reato, si parla di servizi di “osservazione” e mi sembra irrilevante che operanti della Digos ci vengano a riferire su persone che partecipano a manifestazioni, che tra l’altro potrebbero non essere sfociate in alcun episodio delittuoso pertanto non si capisce sotto quale profilo siano rilevanti, quindi c’è opposizione. Per quanto riguarda invece le richieste documentali, in particolare num 80, intercettazioni telefoniche della Procura di Bologna, di conseguenza anche quelle relative al num. 90 dove viene chiesta la produzione di un CDR contenente l’audio delle intercettazioni telefoniche dalla procura di Bologna avrei un’osservazione sul punto, che era già stata avanzata davanti al tribunale del riesame: negli atti di cui si chiede l’acquisizione è presente il decreto d’intercettazione del GIP di Bologna che il 13 maggio del 2013 richiede, autorizza, l’intercettazione telefonica su quel telefono che per comodità chiamo con gli ultimi numeri finali 169 che poi è risultato essere l’utenza telefonica che secondo l’ipotesi accusatoria è stata usata nei pressi di Chiomonte la sera dei fatti per cui è oggi a processo. In relazione alla sussistenza degli elementi indiziari per procedere alle intercettazioni si rimanda totalmente ad un’annotazione sempre del 13 maggio, della squadra mobile di Bologna che stava producendo indagini in relazione ad un traffico di sostanze stupefacenti. Per questa difesa c’è una difficoltà di vagliare la legittimità di questo decreto senza la produzione di questa annotazione che è richiamata dal GIP. Ovviamente conosco la giurisprudenza della Suprema Corte, c’è una Sezioni Unite del 2004 che troverete citata anche nell’ordinanza del riesame, che dice che in questo caso è onere della parte che vuole sostenere l’illegittimità di un atto fornirne la prova. Questa richiesta io poi ve la produrrò , è stata fatta dal difensore il 3 gennaio 2014, in prossimità dell’udienza del Riesame. Nell’ordinanza del Riesame si dà atto che la richiesta formale è stata fatta ma viene anche detto che essendo il procedimento di cui all’art.309 incidentale, dettato da estrema urgenza, quella richiesta non poteva essere valutata in tale sede. Comunque la richiesta è stata fatta, ora sono passati 6 mesi e la richiesta è rimasta comunque inevasa. Io quindi ritengo che non potendo vagliare la legittimità di quel decreto autorizzativo, si debba  ritenere quei documenti di cui si chiede l’ammissione (anche i brogliacci dei sunti di tutte quelle telefonate partite dall’utenza 169, quindi rilevanti), di atti inutilizzati, quindi chiedo che non possano essere ammessi come documentazione, quindi mi oppongo alla documentazione che si vuole introdurre in relazione al numero 80 e numero 90 (cdr con telefonate). Ovviamente poi se la procura di Bologna ci invia l’atto richiamato per relazione potremo valutare anche un eventuale consenso all’acquisizione dei brogliacci indicati nel fascicoletto.

Presidente: quando e come l’ha richiesta?
Avv Losco: ho la copia, adesso la produco, è stata richiesta il 3 gennaio 2014 via fax.
Presidente: Ci sono altre osservazioni?
PM Rinaudo: i testi numeri 15,16,17 (Petronzi, Fusco, Villari) rilevanza, lo dico soprattutto per i giudici popolari: abbiamo inserito fatti che non hanno nulla a che vedere con questo processo…
Avv difesa: Ma è ammissibile la replica su questo punto?

Presidente io gliela lascio fare

Avv. Pelazza: io eccepisco l’inammissibilità
Presidente: Eccepisca pure, lo mettiamo a verbale
PM Rinaudo: Quando li sentirete  sarà perché è nostro intento dimostrare che l’azione del 13 maggio si inserisce in un contesto più generale di azioni volte ad ostacolare la realizzazione del TAV. Quindi non hanno nulla a che vedere con la responsabilità degli imputati e non ci saremmo mai sognati di introdurre dei testi che vengano a riferìre su fatti che hanno un diretto collegamento con gli imputati sulle loro responsabilità , quello che a noi preme, per art.277 che dice che dobbiamo fare riferimento a condotte per il loro contesto ed è questo il punto, che quei fatti si inseriscono in un contesto di azioni che hanno tutte la stessa finalità: ostacolare la realizzazione del TAV. Questo e solo questo è il fine. Noi ci siamo posti il problema, questi fatti come li introduciamo? Attraverso una documentazione? Avremmo potuto venire qui e produrre le annotazioni di PG relative a questi fatti. Abbiamo ritenuto invece una forma più garantista proprio per consentire anche alle difese di contrapporre in un contraddittorio domande su questi fatti, per dimostrare che quei fatti che noi riteniamo inserirsi in un contesto più globale nulla hanno a che vedere con l’azione del 13 maggio e quindi esulano da un contesto di azioni con finalità terroristica. Quando noi diciamo di sentire questi testi su fatti successivi al 13 maggio è proprio nell’ambito di questa finalità e non è vero che vogliamo sentire testi su fatti non ancora avvenuti, ma è un lungo stillicidio di manifestazioni e azioni di solidarietà ma non sono saluti o scritte sui muri, ma anche azioni violente, dove si rivendica la legittimità di quello che secondo noi hanno commesso gli attuali imputati….
Presidente: una questione di contesto
PM Rinaudo: per quanto concerne 32 e 33, sono testi indicati in quanto hanno fatto delle annotazioni e vogliamo dimostrare che nei giorni immediatamente precedenti ai fatti del 13 maggio vi erano state da parte di persone che, a nostro avviso, sono collegate sicuramente all’azione del 13 maggio, delle forme di controllo e monitoraggio del territorio. Vi sono annotazioni dalle quali emergono, e sono state messe a disposizione della difesa, quindi sono consci su cosa dovranno riferire, che in un determinato periodo temporale ufficiali di PG della Digos hanno individuato delle persone che a bordo di macchine monitoravano il territorio. Da ultimo, sull’eccezione dell’avv.Losco sulla richiesta alla Procura di Bologna del 3 gennaio, già in sede di riesame avevo eccepito che l’avvocato Losco avrebbe dovuto attivarsi, adesso non può pensare che a distanza di 6 mesi siccome lui non si è attivato adesso noi dobbiamo espungere dal fascicolo del dibattimento quelle intercettazioni telefoniche, era onere suo andare a Bologna a richiederlo, non può pretendere che inviando un fax la procura di Bologna gli depositi l’atto, se non si dà prova di essersi attivato con dei solleciti si respinge questa contestazione.
Avvocatura di Stato (avv. Speziale) : sulla rassegna stampa articoli mese di maggio 2013, la produzione non ha carattere inquisitorio, non si vuole suggerire che gli imputati sono responsabili dei fatti descritti in quegli articoli, è un fatto oggettivo, cioè che determinate circostanze abbiano avuto un’eco sulla stampa nazionale. In questo senso è incongruo che la difesa chieda l’espunzione dal fascicolo degli articoli riferiti all’epoca successiva al 13-14 maggio, in realtà secondo la loro ottica dovrebbe essere il contrario, sarebbero i fatti anteriori che non dovrebbero essere pertinenti, perché gli articoli fanno riferimento ad un clima di eversione anche prima del 13 maggio, il grosso della rassegna stampa riguarda articoli comparsi nelle giornate successive, per registrare l’eco che quell’episodio ha avuto a livello mediatico, ma è una questione che non ha un’attinenza con la responsabilità penale degli imputati, ma con la dimostrazione del danno non patrimoniale per cui la Presidenza del Consiglio ha inteso procedere, che attiene all’eco mediatica senza il quale non ci sarebbe questo danno o sarebbe diminuito.

Breve discussione sui testi, si decide di procedere nella prossima udienza con i testi sui quali non c’è opposizione.Il PM Rinaudo chiede 5 minuti per definire i testi per la prossima udienza. “non mi buttate tutti i militari tutti insieme”, chiede il Presidente, “cercate di fare un po’ di cernita”.

5 minuti di interruzione.
12:50, rientra la Corte.
PM Rinaudo: “stiamo facendo degli scarti per sfoltire… se ci dà 15 minuti facciamo tutto, sia per la prossima udienza che per quella dopo”.
Viene concesso un quarto d’ora di pausa.
Si riprende, i PM elencano i testi per la prossima udienza. “Se vengono a dirmi tutti la stessa cosa io mi stufo, lo dico già”, avvisa il Presidente.

L’avvocatura di Stato chiede di depositare i fascicoli dei documenti, il Presidente autorizza a depositarli in Cancelleria.

Prossima udienza venerdi’ 13 giugno, ore 9:30, sempre aula bunker.Saranno sentiti alcuni agenti in servizio quella notte, ed alcuni alpini.

Simonetta Zandiri, Eleonora Forno – TGMaddalena

 

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