CONTRO IL GLIFOSATO E OGNI NOCIVITA’

12-07-2014, Alicia Baja- Colonia Aurora, province of Misiones Lucas Techeira is three years old and he was born with ichthyosis, a skin disorder that causes the skin to be dry and cracked. He is locally known as the crystal boy. His father Arnoldo left his job at the tobacco fields when his son was born. 32-year-old Rosana Gaspar, Lucas’s mother, says that she always manipulated glyphosate at home to use in her vegetable garden.

12-07-2014, Alicia Baja- Colonia Aurora, province of Misiones
Lucas Techeira is three years old and he was born with ichthyosis, a skin disorder that causes the skin to be dry and cracked. He is locally known as the crystal boy. His father Arnoldo left his job at the tobacco fields when his son was born. 32-year-old Rosana Gaspar, Lucas’s mother, says that she always manipulated glyphosate at home to use in her vegetable garden.

Il glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo nelle campagne e negli spazi verdi urbani. Brevettato dalla multinazionale agro-chimica MONSANTO negli anni ’70, è oggi di libera produzione. E’ sempre grazie alla stessa multinazionale se la sua vendita e diffusione sono aumentate fino a 15-20 volte da quando, nel 1966, introdusse sul mercato le prime piante geneticamente modificate – soia, mais e cotone – resistenti al glifosato (Round-up Ready), vendendo in uno stesso pacchetto semi OGM + erbicida. [ Guarda il video “Il costo umano” di Pablo Ernesto Piovano)
Sono ormai evidenti le sue conseguenze tossiche e cancerogene per ogni organismo vivente e l’intero ecosistema. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, con sede a Parma), da sempre asservita agli interessi delle multinazionali, non solo minimizza e nega ogni pericolo ma con le sue valutazioni permette la diffusione di ogni nocività, comprese quelle più indifendibili a livello internazionale come il glifosato. L’Europarlamento ha appena approvato una risoluzione, non vincolante, attraverso la quale si chiede alla Commissione Europea di rinnovare l’autorizzazione all’uso del glifosato per 7 anni invece dei 15 previsti, la decisione della Commissione è attesa entro maggio; la posizione dell’Europarlamento è l’ennesimo segnale di inquietante apertura verso i cartelli dell’agribusiness.

Non ci stupisce il fatto che dopo 40 anni dalla sua diffusione si scopra la nocività di un prodotto chimico; in questo senso il glifosato è solo l’ennesimo di una lunga lista di casi simili. Tutti sappiamo di vivere in un ambiente tossico e inquinato e quali siano gli effetti devastanti dell’avanzamento scientifico-tecnologico-industriale sugli ecosistemi (per citarne solo alcuni tra i più gravi: surriscaldamento globale, distruzione delle foreste pluviali, avvelenamento chimico e da radioattività, impoverimento dei suoli, massiccia estinzione delle specie di piante e animali…), ma spesso preferiamo chiudere gli occhi per non dover mettere in discussione il mito del progresso scientifico e della crescita industriale che ci hanno venduto così bene, e su cui è basato il nostro stile di vita iper-tecnologico.

Il caso del glifosato è esemplificativo anche di un modello di agricoltura industriale ormai diffuso quasi in tutto il mondo, basato sullo sfruttamento intensivo dei suoli, sulle monocolture, sull’uso massiccio della chimica (pesticidi, erbicidi, fertilizzanti) e, in alcuni paesi, sugli OGM. Questo modello è stato ideato, imposto e diffuso dai governi occidentali e da multinazionali come la Monsanto per acquisire il controllo dell’alimentazione mondiale, permettendo loro di accumulare un potere smisurato.

Le conseguenze anche sociali di tutto questo sono enormi, l’accaparramento delle terre dei paesi dell’Africa, dell’Asia e del Sud America da parte dei cartelli dell’agribusiness ha portato all’accrescimento del divario tra paesi poveri e paesi ricchi, a scapito dell’autonomia alimentare delle popolazioni locali, costrete a diventare dipendenti dalle multinazionali, o impossibilitate a competere e quindi estromesse dalle loro terre e ridotte in povertà. In un quadro più ampio, la competizione tra Stati per il saccheggio delle risorse (anche alimentari) porta a guerre e colonizzazione, ed è una delle cause per cui milioni di persone sono costrette a fuggire dalle loro terre e dalle proprie case per cercare una possibilità di vita nei paesi più ricchi.

Gli stessi governi, così come un certo ambientalismo di sinistra, vogliono farci credere che sia possibile “gestire” i sintomi della crisi ecologica e sociale proponendo rimedi palliativi che non sfiorano nemeno la radice dei problemi, e che servono solo a politici, affaristi e tecnocrati per vendersi meglio con una facciata più “green”.

Questi problemi che sembrano separati non sono risolvibili se non lottando radicalmente contro l’intera struttura di questo sistema di oppressione, un sistema capitalistico globale basato sul progresso tecnologico e scientifico. Un sistema marcio fino al midollo: non è possibile riformarlo ma solo sovvertirlo completamente.

Con questa iniziativa si vuole portare attenzione sulla fabbrica della IRCA SERVICE SPA di Fornovo S. Giovanni (BG), che produce e assembla pesticidi ed erbicidi a base di glifosato (importato dalla ADAMA, multinazionale ISRAELIANA che ha una delle sue sedi a Grassobbio (BG).

SABATO 21 MAGGIO

Presidio a TREVIGLIO (BG) VIA MATTEOTTI ANGOLO PIAZZA 25 APRILE
con mostre, interventi, materiali informativi e volantinaggio

Ore 15 (puntuali!) partenza della biciclettata
verso Fornovo S. Giovanni, sede della fabbrica IRCA

Dalle ore 20 cena vegan con prodotti locali e biologici
Proiezione video e dibattito su glifosato, biotecnologie e nocività

presso Kascina Autogestita Popolare, via Ponchia 8, Bergamo.

Se non hai la bicicletta o per altre richieste contatta: capitanswing@riseup.net

NEMICI E NEMICHE DI OGNI NOCIVITA’

poster-Glifosato

Vedi anche:

Nocività – La complicità di EFSA con le corporation dell’agrobiotech: il glifosato

“Biotecnologie, nanotecnologie, tecnoscienze convergono verso il controllo totale sugli esseri viventi” – Al telefono con Costa un approfondimento in vista della settimana di mobilitazioni dal 22 al 26 febbraio

Memoria Corta, rubrica settimanale di approfondimento: “Achtung Banditen!” – Marco Camenisch e l’ecologismo radicale